SOLO LA FINE INTRAVIDE di Villa Dominica Balbinot
In quell’orbe
di equinozio d’autunno
- nell’anno della maledizione
delle creature selvagge-
solo la fine intravide,
l’urlo, l’impetramento:
non si era visto che sangue
nel tempo di Chaos,
si inciampava nei cadaveri,
e una tristezza montava,
quella medesima che nei tardi anni
l’uccisore della chimera poi consunse.
Ora guardando giù per terra
(“Ma devi chinare la testa,
solo così salverai tu la tua sorte”
essi avevano ben presto dogmatizzato)
cercava lei come una tomba
che-ultima a tutti-
apparve infine come un aborto.
E era un minuscolo masso erratico,
in un solo preciso geodetico punto:
e a lei
( chè essa riluttava a un dio,
offesa forse a livello ontologico)
un aerolito parve,
del suo stesso pensiero fiammmante,
modellato su certi apoftegmi
dei monaci del deserto,
una scatola chiusa
- e da sigillare ancora e ancora-
nell’algore freddo
di una terra sdata.





Si riferisce a una donna vera o è solo una visione poetica? Molta tristezza vi vedo oltre le immagini che hai creato.
Sandra
carissima sandra, la mia visione deriva dal mio occhio sul mondo, sulla condizione umana, su ciò che succede e mi succede, dalle mie elucubrazioni e vicissitudini.. del resto è inevitabile, ognuno cerca di dare forma al suo sentire e oltretutto lo fa modo suo.. ma questo già si sa ed è caratteristica di qualsiasi persona..
una visione tragica del mondo -questo non può stupire nessun lettore, oggi; un linguaggio estremamente coerente, il tuo, Dominica, non si può non ammirare la difficoltà della tua ricerca.
rimane un mistero che cosa ricerchi la protagonista della tua poesia, nella sua scatola chiusa, da sigillare: forse il segreto della sua sopravvivenza consiste proprio in qualcosa che non si può rivelare, a costo di perderlo?
marina
subito , per prima cosa, cariissima marina, ti vorrei far sapere che il tuo commento mi perviene a tal punto da farmi commuovere, per ciò che vi leggo e per come lo riesci a dire..( te ne sono grata, anche per via dei giorni nostalgici di questo particolare periodo)
sei molto acuta, è vero, e in più alla tua domanda mi viene da risponderti così: auspicherei che dopo il periodo di difesa e raccolta nella scatola ( per ragioni di sopravvivenza, certo, come ben dici, di difesa anche dalla fredda visione del dramma che sempre incombe, connaturato come è alla condizione umana ) si potesse magari a venire a sprigionare in qualche strano modo uno strenuo senso di dolcezza [ mi sa tanto che se dovesse poi succedere sarà un che di comunque estenuato stremato, derivante da toni con un che di dissonante che ci sarà sempre( non sarà, non potrà essere un dolce idilliaco o zuccheroso, non sarei io) ]che possa far pervenire in qualche modo anche al possibile lettore un alto senso di occhio benevolente su ogni creatura umana, un qualcosa così,, un piccolissimo riconoscimento empatico dal punto di vista essenziale.. ( certo, il mio discorso risulta arzigogolato, ma credo tu mi capirai
e infine ti abbraccio, grazie per ciò che hai detto..
Mi affascina sempre la tua scelta lessicale che rende più misteriosa e arcana la ricerca esistenziale e la denuncia dei mali del mondo. Un saluto
Gisella
ecco, ha detto bene gisy: la scelta lessicale di Dominica fa parte del suo fascino di autrice. Sa ricreare un mondo mitico e tragico, usando quel lessico inusuale che non si sa da dove provenga, se non da qualche radice molto molto profonda.
un abbraccio
lucetta
carissima m.gisella, dopo il tuo generoso commento, mi viene poi da ringraziarti così: come mi piace egoisticamente il tuo avere usato il termine “fascino”: già questo risulta importante per me, ma tu fai anche altre annotazioni , ad esempio su doppia tematica ricerca.esistenziale/ denuncia dei mali del mondo generosissima, e attenta, insomma tu..
)
ciao, un caro saluto, grazie tantissime[ auguri per tutto, ehh.. ciao]
grazie anche a te, carissima Lucetta, non posso non ringraziarti anche questa volta,
) anche tu mi fai osservazioni per me non da poco, non è una cosa così ovvia riuscire in qualche “strano “modo ( nel senso di non esattamente e immediatamente definibile,direi, come risulta a chi mi legge ma anche a me stessa)a creare/ ricreare un mondo mitico/tragico.., e poi, ehh sì, le radici.. tutto proviene da radici molto profonde.. e anche dallo “sprofondo” , forse!
Ciao, un bacione e anche a te auguri per tutto