CARILLON di Francesco De Girolamo

2008 Dicembre 27
by francescodegirolamo

 

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Sogni di camminare sui lustrini
in una camera di carta rosa,
a piedi nudi, in cerca di qualcosa
che si nasconde forse dietro l’ombra.
Respiri piano, quasi a non svegliare
gli angeli-ballerine accoccolate
sui sofà del salotto scintillante,
cui i tuoi soffi solleticano il cuore.
Vorresti essere chiuso in uno scrigno,
come un anello che si vuol serbare
dal tempo, pur senza valore:
un po’ di latta e vetro colorato.
Hai un carillon nel petto che tintinna
sempre la stessa nota, ed una lacrima
ti solca il viso, come ad un bambino
cui si è rotto il giocattolo più amato.
Ti sforzi di vedere oltre le cose,
ma scorgi solo la bigiotteria
della vita, odor di cipria stinta,
tende lise, cuscini in simil-seta,
sedie zoppe, tappeti impolverati,
visi di un rosa finto, ricoperti
da vecchi fondotinta a buon mercato.
Chiedi aiuto a una madre sconosciuta,
ad un amico, al principe, al custode
dei tuoi libri di fiabe spaginati.
Sei come una moneta fuori corso,
dimenticata un giorno in un cassetto:
un po’ più luccicante delle altre,
ma che nessun mercante può accettare
per il frutto più acerbo.

29 Responses leave one →
  1. 2008 Dicembre 27

    Bellissima e malinconica. Forte e penetrante. Davvero complimenti. Erika

  2. 2008 Dicembre 27

    vien voglia di abbracciarla, questa creatura che si sente così lontana dalla felicità, così triste da far pensare, un momento, che possa essere la ballerina di un carillon con un cuore che batte. dolcissima, come tutte le tue poesie.

  3. 2008 Dicembre 27
    Francesco De Girolamo permalink

    Grazie, Erika! Lusingatissimo della tua lettura e del tuo apprezzamento.
    francesco

  4. 2008 Dicembre 27
    Francesco De Girolamo permalink

    Il tuo commento mi commuove, Blumy, per la vicinanza e la sensibilità che riesci ad esprimere nei riguardi dello spirito e dell’atmosfera di questa mia poesia un po’ “crepuscolare” che ho voluto proporre in questo momento di intimità domestica, dolce e malinconica insieme, specie se non si è più bambini, e quasi tutti i sogni sono diventati ricordi o rimpianti. (Ma non proprio tutti…)
    Un abbraccio, comunque, te lo mando io, con affetto.
    francesco

  5. 2008 Dicembre 27
    m.gisella catuogno permalink

    Sì, Francesco, in certi passaggi mi ricordi Gozzano…
    Evochi un’atmosfera di passato ma anche il precario equilibrio, o meglio la ricerca di esso, tipico dell’adolescenza.
    Piaciuta molto.
    Un caro saluto
    Gisella

  6. 2008 Dicembre 27
    Francesco De Girolamo permalink

    Grazie, Gisella, della tua lettura mirata…e del riferimento, molto lusinghiero, a una della figure da me più amate della nostra poesia di sempre…
    Un abbraccio.
    francesco

  7. 2008 Dicembre 27
    monica permalink

    …sempre più bravo Francesco….
    cogliere certi dettagli dell’animo umano è da pochi…
    un abbraccio
    Monica

  8. 2008 Dicembre 28
    Francesco De Girolamo permalink

    Grazie infinite, Monica, della tua costante attenzione alla mia scrittura poetica…e di queste tue parole.
    Un abbraccio anche da parte mia.
    francesco

  9. 2008 Dicembre 28
    Paola Renzetti permalink

    Quella nota sa dire molto di ogni cosa incontrata
    Ciao Francesco

  10. 2008 Dicembre 28
    Francesco De Girolamo permalink

    Sì, bisognerebbe ascoltarla di più…ma a volte è una nota troppo alta e non si riesce a seguirla.
    Grazie. Ciao.
    francesco

  11. 2008 Dicembre 28
    alessandrapigliaru permalink

    Produce una melodia quasi insostenibile quel carillon incantato. Perchè è vero che il riverbero apre una porta che dà su un universo intero, verticale come il gorgo degli accadimenti. La dolcezza e la poetica di questi tuoi versi, Francesco, nasconde il sapore agrodolce della disillusione, dell’arcobaleno che si restringe. Una grande capacità questa tua di figurare il doppio delle cose.
    Complimenti.
    Alessandra*

  12. 2008 Dicembre 28
    Francesco De Girolamo permalink

    Splendida la tua lettura, Alessandra, suffragata, come sempre, da una potente “profondità di campo”, che rende nitidi anche i minimi dettagli, le ombre e i riflessi delle cose.
    Grazie. Un abbraccio.
    francesco

  13. 2008 Dicembre 28
    lucetta frisa permalink

    se il grande Guido Gozzano fosse vivo adesso, avrebbe scritto questa poesia.
    I miei vivi e puntuali complimenti, caro Francesco
    lucetta

  14. 2008 Dicembre 28
    Francesco De Girolamo permalink

    E’ un complimento grandissimo, cara Lucetta!
    Non oso accostarmi alla sua intima altezza, alla sua umile, ostinata, e raffinata, genuinità, sempre perseguita nella sua poetica; anche se ringrazio anch’io il Signore, come lui, di avermi fatto nascere “un po’ scimunito, ma greggio…”.
    Un abbraccio.
    francesco

  15. 2008 Dicembre 28

    un sogno dal fascino luccicante e leggero diviene ricerca della verità oltre l’apparenza, preghiera di aiuto: ma nessuno accorre in soccorso del bambino a piedi nudi, con un carillon nel cuore, che ripete per sempre la stessa nota…nessuno può salvarlo dalla disillusione , dall’inutile bigiotteria della vita…nessuno fuorchè la magica nota del carillon, l’occhio incantato del bimbo stesso, che si ostina – giustamente – a trovare bellissimi quei lustrini nella camera rosa: che importa se sono di scarso valore, come moneta fuori corso?
    un poeta come te non va mai fuori corso, Francesco!
    ciao
    marina

  16. 2008 Dicembre 28
    Francesco De Girolamo permalink

    “O non assai goduta giovinezza,
    oggi ti vedo quale fosti, vedo
    il tuo sorriso, amante che s’apprezza
    solo nell’ora triste del congedo.”
    (da “I Colloqui” – Guido Gozzano)

    No, “le buone cose di pessimo gusto” non andranno mai fuori corso.
    Grazie del bellissimo intervento, Marina!
    francesco

  17. 2008 Dicembre 28
    Josè Grilli permalink

    Nel continuo ,delicato suono del carillon
    nasce, invadente, una solitudine profonda
    che tenta di ricoprire ogni cosa.
    Delicatamente magica e vera
    trovo, in questa poesia ,tutto il desiderio
    che si ha da adoloscenti di amare la vita.
    Un caro saluto
    Josè

  18. 2008 Dicembre 28
    Francesco De Girolamo permalink

    Carissima Josè, sono particolarmente felice della tua nuova visita e della tua tanto limpida e dolce lettura.
    Un carissimo saluto.
    francesco

  19. 2008 Dicembre 28
    Jacopo Bosio permalink

    Forse per l’atmosfera di questi giorni la tua poesia mi fa pensare alla favola del soldatino di stagno in cui gli oggetti si animano. anche mi vengono in mente le vecchie illustrazioni curate nel singolo particolare e impolverate che si trovano in cantina. (ma il messaggio che comunichi è tutt’altro che impolverato, anzi aspro e vivo).
    le poesie in cui le cose, la fanno da padrone come specchio dello stato d’animo di chi scrive sono le mie preferite. E la tua mi è piaciuta tantissimo!
    complimenti e buon anno nuovo!
    Jacopo

  20. 2008 Dicembre 28
    sandrapalombo permalink

    Quanta malinconia emanano questi versi! Il passato chiuso in un cassetto che un giorno verrà gettato via da mani giovani. Complimenti Francesco. Sandra

  21. 2008 Dicembre 28
    Francesco De Girolamo permalink

    La mia poesia, forse, attinge anche ad un’iconografia di un ambito favolistico simbolista, e persino un po’ “decadente”, che ho sempre amato molto. Sono contento che tu ne condivida la profonda vicinanza, Jacopo, e che ne ritrovi alcuni aspetti significativi in questi miei versi.
    Grazie. Un caloroso buon anno anche a te.
    francesco

  22. 2008 Dicembre 28
    Francesco De Girolamo permalink

    Grazie, Sandra. Speriamo, invece, che le mani dei nostri figli sappiano tener strette le preziose piccole cose di un passato che costituisce un eredità così intima, troppo presto riposta in quel “cassetto”.
    Un caro saluto.
    francesco

  23. 2008 Dicembre 29
    luciannaargentino permalink

    Il senso di inutilità e di inadeguatezza che si prova durante l’adolescenza mi sembra messo perfettamente a fuoco in questa poesia di Francesco che con immagini e metafore calzanti rende perfettamente l’atmosfera malinconica di questa età così difficile, in cui il mondo è un luogo affascinante e ancora inesplorato e nello stesso tempo fa paura e in cui pare non esserci nessuno che ci comprende. Molto bella anche l’immagine scelta. Un saluto, Lucianna

  24. 2008 Dicembre 29

    Caro Francesco, questa poesia non mi è nuova ed, infatti, fà parte di “Bambocciate” del 1995. Non che non ci sia gusto nel rileggerla (per carità, la poesia, non scade mai), ma preferirei assaporare qualcosa di più recente: magari qualcosa che non conosco. Sai come sono gli animi inquieti? vanno sempre in cerca di novità, di qualcosa di stimolante!
    Comunque, nel suo genere è perfetta. Mi ricorda i “Trucioli” di Sberbaro…

    Ciao,
    Rosaria

  25. 2008 Dicembre 29
    francescodegirolamo permalink

    Grazie, Lucianna, grazie, Rosaria, della vostra attenzione, pur in questi giorni particolari di laboriose “cure familiari”.
    Entrambe, certo, conoscerete già questa poesia, essendo stata inclusa nella raccolta citata da Rosaria, in parte da me “ripudiata”, in parte riscritta in alcuni suoi testi, poi proposti on-line in differenti versioni. A volte, come credo suggerisca la stessa poesia, è proprio dal passato che può emergere quella luce segreta che ci ha rivelato quel po’ di identità di “uomini”, di “donne”, di “poeti”, di “Persone”…che segna, come un’effigie indelebile, ogni nostra scelta presente, ogni nostro progetto futuro.
    Le mie “novità”, cui sto lavorando, e che, a volte, ho anche qui, in parte, anticipato, non possono farmi trascurare le “tracce” più rilevanti di un passato ancora vivo, che sento il bisogno di rievocare, ancora, riscoprire ed “offrire” agli altri, come quel fiore colorato che esce dalla tenera e pudica immagine adolescenziale, apprezzata da Lucianna, come un dono inatteso che riprende magicamente vita da una vecchia foto in bianco e nero. Di giorni irripetibili…il cui ricordo, mesto e dolce, forse porteremo sempre nel nostro intimo.
    Un caro saluto ad entrambe.
    francesco

  26. 2008 Dicembre 30

    Hai seguito la tua strada, caro Francesco, sviluppando la tua sensibilità artistica e la tua personalità. A me le tue poesie piacciono perchè sono il contrario della paura e ci aiutano a continuare il viaggio nei territori sconfinati dell’amore, tra linee d’ombra, suono e significato. Con tanti sinceri auguri d’un anno nuovo intenso e sereno, a te e famiglia, e a tutte le amiche ed amici di Roma. Vostro sempre vicino, Antonio M.

  27. 2008 Dicembre 30
    Francesco De Girolamo permalink

    Grazie infinite, Antonio, delle tue bellissime parole di apprezzamento e di amicizia. Ricambio, con altrettanto affetto, i tuoi auguri per un anno davvero felice.
    Un abbraccio.
    francesco

  28. 2009 Gennaio 16
    Alberto Pasqui permalink

    Efficace descrizione ma quell’espressione” ti sforzi di vedere oltre le cose ma scorgi solo la bigiotteria della vita ” non lascia scampo! Caro Francesco. E’ una poesia perdutamente
    triste e malinconica. A presto Alberto

  29. 2009 Gennaio 17
    Francesco De Girolamo permalink

    Certo, caro Alberto, sulla malinconia di fondo siamo perfettamente d’accordo; ma non mi sembra che non lasci scampo…
    La tenerezza, di cui si animano i rapporti più profondi con “le cose”, comunque, ne è poi un fortissimo antidoto, io credo.
    Grazie.
    francesco

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