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L’Aurelia, la Salaria, l’Appia
irraggiano ancora quella traccia
che fu decisa per ognuna allora
da chi vedeva chiara la sua meta
- confini certi segnati con i solchi
e i messaggeri con la posta in corsa.
-
L’orbita, la rotta, la via ottica
non lasciano più tracce per alcuno
una memoria che dorme dentro un file
per tutti fretta, qualche volta fumo
- sarà per le troppe direzioni
ma i messaggeri non trovano nessuno.
-
Antonio Fiori
(da Il segreto delle fragole, Lietocolle, 2004)






Dolente accostamento tra due lontanissime, ma, in fondo, paradossalmente, entrambe spaventosamente titaniche, quasi disumane “reti” di percorsi di comunicazione.
A tutto svantaggio della seconda, pur con la sua vacua, sterile potenza tecnologica.
Disincantata riflessione in versi di un poeta che ormai coniuga magicamente saggezza profondissima e candore, perfezione formale ed apparente naturalezza.
Come pochissimi sanno fare, ormai, da Caproni in poi.
francesco
Quando le strade sono poche sembrano chiare anche le mete, ma alle volte è proprio la molteplicità delle direzioni a provare le capacità dei messaggeri.
Complimenti per la tua capacità di vedere oltre le strade.
Ringrazio Francesco per avere letto e meditato questa poesia, scritta esattamente sei anni fa, il giorno che la titola. Anche qui avevo in mente il mio ‘lettore ideale’, un diciottenne curioso del mondo e con poca confidenza con la poesia…
Un grazie di cuore, per la bella sintesi, anche a Foderaro, che incontro in rete, credo, per la prima volta.
Buona giornata a tutti
Antonio
è vero, Antonio, le strade tracciate per i Magi si sono perse dentro l’asfalto, perso il viaggio antico, il messaggio di pace mutato in un incomprensibile codice che svia.
Così ho interpretato i tuoi versi, belli e profondi.
un abbraccio
Blumy
Mi sento vicina alla lettura di Francesco di questa tua bella poesia Antonio e aggiungo che i messaggeri che “traduco” in poeti, forse non trovano nessuno perchè hanno perso se stessi. Hanno perso l’Aurelia, la Salaria e l’Appia che sono parte delle nostre radici culturali (e iintendo culturali nel senso più lato del termine) e quindi bisognerebbe aprire tutti i file attraverso i quali ritrovare la nostra piena identità, per riconoscerci prima di tutto nella nostra comune umanità.
Un caro abbraccio, Lucianna
Grazie a Blumy e Lucianna.
Blumy vede le piste dei Magi trasformarsi nelle autostrade dei nuovi emiri, le vie della pace che si trasformano in tutt’altro, magari nelle vie del denaro e della guerra.
Per Lucianna la via da ritrovare è quella verso noi stessi, verso i fondamenti dell’umanità; suggerisce di aprire tutti i file, di gettarsi con fiducia in questa ricerca.
Grazie di queste letture e di queste ‘aperture’
Antonio
Sì, Franscesco, è proprio vero! Le antiche strade sopravvivono nel paesaggio e nella memoria…ma delle nostre infinite strade virtuali e globali che resterà?!
Un caro saluto
Gisella
Una poesia di sei anni fa che è attualissima in un percorso non proprio incoraggiante.. se si pensa che troppi input qualche volta disorientano e possono portare a sorvolare, quasi, ogni cammino per poi fatalmente non lasciare degne tracce.
Non sono totalmente a favore di nessuna delle due ‘vie’, credo ..ma è banale ..’in medio stat virtus’.
Grazie comunque ad Antonio che abbraccio per questi versi che portando a riflettere mettono in luce, secondo me, il ‘limite’ di ogni realtà.
Rina
Una poesia da leggere e rileggere. Camminare tra le tue parole e cercare una via. Complimenti, erika
Ringrazio Rina ed Erika, entrambe fiduciose – mi pare – sulle vie da percorrere. Ma il problema non sono tanto, i nuovi mezzi di comunicazione e locomozione, ma le mete e gli interlocutori.
E quanto abbiamo davvero da dirci.
Grazie
Antonio
Antonio, perdonami, ti ho chiamato Francesco…Avevo letto il suo commento e ho confuso i due nomi!
un saluto
Gisella
Cara Gisella, avevo visto un riferimento diretto a Francesco e non mi sono permesso intromissioni. Grazie di cuore anche a te per esserti soffermata e aver portato la riflessione sul futuro dei nostri mondi virtuali.
Notte serena
Antonio
Una felice intuzione quella di accostare le vecchie strade romane alle vie internettiane, il tuo reso con armonia e stile. Sandra
Ciao Sandra, grazie di cuore anche a te.
Un caro saluto a tutta VDBD
Antonio
perdona la solita ritardataria. Ma ho letto con piacere i tuoi bei versi. “I messaggeri non trovano nessuno”-dici- “ma forse- aggiungo io- hanno perso per strada anche il messaggio, oltre a se stessi”. Quelli delle tragedie greche il messaggio- quasi sempre luttuoso- comunque c’era e lo portavano a destinazione. Quelli kafkiani…non trovano più il re a cui comunicarlo. E noi….
grazie, Antonio, e complimenti
lucetta
Ciao Lucetta e grazie per aver ricordato anche la possibilità che il messaggio venga smarrito durante il viaggio. In questo paese dalla memoria corta infatti, niente di più facile che si dimentichi messaggio e contenuto, visto che si dimentica volentieri anche quel che si è letto (o detto!) la sera prima.
In realtà i miei messaggeri sono di progenie kafkiana e sono destinati a non trovare i…destinatari.
Grazie ancora e auguri cari
Antonio
Caro amico,
mi trovo in accordo con Francesco.
Poesia che conoscevo e che ebbi modo
di apprezzare poco dopo la sua stesura.
Un affettuoso saluto
Josè