XV dicembre MMII


gerusalembrucia1

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L’Aurelia, la Salaria, l’Appia
irraggiano ancora quella traccia
che fu decisa per ognuna allora
da chi vedeva chiara la sua meta
- confini certi segnati con i solchi
e i messaggeri con la posta in corsa.

-

L’orbita, la rotta, la via ottica
non lasciano più tracce per alcuno
una memoria che dorme dentro un file
per tutti fretta, qualche volta fumo
- sarà per le troppe direzioni
ma i messaggeri non trovano nessuno.

-

Antonio Fiori

(da Il segreto delle fragole, Lietocolle, 2004)

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17 risposte a XV dicembre MMII

  1. Francesco De Girolamo scrive:

    Dolente accostamento tra due lontanissime, ma, in fondo, paradossalmente, entrambe spaventosamente titaniche, quasi disumane “reti” di percorsi di comunicazione.
    A tutto svantaggio della seconda, pur con la sua vacua, sterile potenza tecnologica.
    Disincantata riflessione in versi di un poeta che ormai coniuga magicamente saggezza profondissima e candore, perfezione formale ed apparente naturalezza.
    Come pochissimi sanno fare, ormai, da Caproni in poi.

    francesco

  2. AFoderaro scrive:

    Quando le strade sono poche sembrano chiare anche le mete, ma alle volte è proprio la molteplicità delle direzioni a provare le capacità dei messaggeri.
    Complimenti per la tua capacità di vedere oltre le strade.

  3. Antonio Fiori scrive:

    Ringrazio Francesco per avere letto e meditato questa poesia, scritta esattamente sei anni fa, il giorno che la titola. Anche qui avevo in mente il mio ‘lettore ideale’, un diciottenne curioso del mondo e con poca confidenza con la poesia…

    Un grazie di cuore, per la bella sintesi, anche a Foderaro, che incontro in rete, credo, per la prima volta.

    Buona giornata a tutti

    Antonio

  4. Blumy scrive:

    è vero, Antonio, le strade tracciate per i Magi si sono perse dentro l’asfalto, perso il viaggio antico, il messaggio di pace mutato in un incomprensibile codice che svia.
    Così ho interpretato i tuoi versi, belli e profondi.
    un abbraccio
    Blumy

  5. luciannaargentino scrive:

    Mi sento vicina alla lettura di Francesco di questa tua bella poesia Antonio e aggiungo che i messaggeri che “traduco” in poeti, forse non trovano nessuno perchè hanno perso se stessi. Hanno perso l’Aurelia, la Salaria e l’Appia che sono parte delle nostre radici culturali (e iintendo culturali nel senso più lato del termine) e quindi bisognerebbe aprire tutti i file attraverso i quali ritrovare la nostra piena identità, per riconoscerci prima di tutto nella nostra comune umanità.
    Un caro abbraccio, Lucianna

  6. Antonio Fiori scrive:

    Grazie a Blumy e Lucianna.

    Blumy vede le piste dei Magi trasformarsi nelle autostrade dei nuovi emiri, le vie della pace che si trasformano in tutt’altro, magari nelle vie del denaro e della guerra.

    Per Lucianna la via da ritrovare è quella verso noi stessi, verso i fondamenti dell’umanità; suggerisce di aprire tutti i file, di gettarsi con fiducia in questa ricerca.

    Grazie di queste letture e di queste ‘aperture’

    Antonio

  7. m.gisella catuogno scrive:

    Sì, Franscesco, è proprio vero! Le antiche strade sopravvivono nel paesaggio e nella memoria…ma delle nostre infinite strade virtuali e globali che resterà?!
    Un caro saluto
    Gisella

  8. ainsi scrive:

    Una poesia di sei anni fa che è attualissima in un percorso non proprio incoraggiante.. se si pensa che troppi input qualche volta disorientano e possono portare a sorvolare, quasi, ogni cammino per poi fatalmente non lasciare degne tracce.

    Non sono totalmente a favore di nessuna delle due ‘vie’, credo ..ma è banale ..’in medio stat virtus’.

    Grazie comunque ad Antonio che abbraccio per questi versi che portando a riflettere mettono in luce, secondo me, il ‘limite’ di ogni realtà.

    Rina

  9. ranfonierika scrive:

    Una poesia da leggere e rileggere. Camminare tra le tue parole e cercare una via. Complimenti, erika

  10. Antonio Fiori scrive:

    Ringrazio Rina ed Erika, entrambe fiduciose – mi pare – sulle vie da percorrere. Ma il problema non sono tanto, i nuovi mezzi di comunicazione e locomozione, ma le mete e gli interlocutori.
    E quanto abbiamo davvero da dirci.

    Grazie

    Antonio

  11. m. gisella catuogno scrive:

    Antonio, perdonami, ti ho chiamato Francesco…Avevo letto il suo commento e ho confuso i due nomi!
    un saluto
    Gisella

  12. Antonio Fiori scrive:

    Cara Gisella, avevo visto un riferimento diretto a Francesco e non mi sono permesso intromissioni. Grazie di cuore anche a te per esserti soffermata e aver portato la riflessione sul futuro dei nostri mondi virtuali.

    Notte serena

    Antonio

  13. sandrapalombo scrive:

    Una felice intuzione quella di accostare le vecchie strade romane alle vie internettiane, il tuo reso con armonia e stile. Sandra

  14. Antonio Fiori scrive:

    Ciao Sandra, grazie di cuore anche a te.

    Un caro saluto a tutta VDBD

    Antonio

  15. lucetta frisa scrive:

    perdona la solita ritardataria. Ma ho letto con piacere i tuoi bei versi. “I messaggeri non trovano nessuno”-dici- “ma forse- aggiungo io- hanno perso per strada anche il messaggio, oltre a se stessi”. Quelli delle tragedie greche il messaggio- quasi sempre luttuoso- comunque c’era e lo portavano a destinazione. Quelli kafkiani…non trovano più il re a cui comunicarlo. E noi….
    grazie, Antonio, e complimenti
    lucetta

  16. Antonio Fiori scrive:

    Ciao Lucetta e grazie per aver ricordato anche la possibilità che il messaggio venga smarrito durante il viaggio. In questo paese dalla memoria corta infatti, niente di più facile che si dimentichi messaggio e contenuto, visto che si dimentica volentieri anche quel che si è letto (o detto!) la sera prima.
    In realtà i miei messaggeri sono di progenie kafkiana e sono destinati a non trovare i…destinatari.

    Grazie ancora e auguri cari

    Antonio

  17. Josè Grilli scrive:

    Caro amico,
    mi trovo in accordo con Francesco.
    Poesia che conoscevo e che ebbi modo
    di apprezzare poco dopo la sua stesura.
    Un affettuoso saluto
    Josè

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