Lei sente

2008 Dicembre 10
by marinaraccanelli

lei-sente-1

(liberamente ispirato a Ilse Fromm Michaels * )

Lei sente
salire un’impazienza al confine
tra pelle e vuoto

sugli alberi di melograno
davanti al foglio
i gessetti nel pugno, i piedi
scorticati allo scoglio -
lei suonava una polca, il cuore
su cerchioni d’argento
dal sorriso fiorivano note

in cornice, il suo sguardo russo
carezzò fisarmonica, figlio, marito:
sacra famiglia in fluire d’orchestra -
un pianoforte al centro, il mondo intorno

e la stella cucita sul cappotto
giunse, con urli di sirene -
nella mente, lei vide stanze
più vuote di piatti senza bucce
di spartiti senza strumenti
di persone umiliate

tra sbarre di sarabanda
continuava a suonare

venne la pace, a cucirle una vita
di tentati rattoppi -
battimani, sassofoni modulati
trame di parole sfocate

tra vuoto e pelle
lievitare un’urgenza sente -
da confuso formicolio fino al ritmo
definitivo, si sfilarono i giorni
senza rimedio, le ore nere
sussurri furono, passi lievi
nell’ultimo langsamer walzer

*

Ilse Fromm-Michaels, nata ad Amburgo il 30 dicembre 1888, dimostrò in giovane età le sue particolari doti musicali, cominciando a comporre. A 13 anni veniva ammessa alla Musikhochschule di Berlino, studiando quindi composizione con Heinrich von Eyken e pianoforte con il M° Bender. Tra il 1905-08 studiò con James Kwast e Hans Pfitzner. Completati gli studi, iniziò una brillante carriera pianistica, suonando con famosi direttori d’orchestra tra cui Wilhelm Furtwängler, Otto Klemperer, eseguendo concerti di Busoni, Pfitzner, Reger, Hindemith, Strawinsky, Granados, Schönberg, Berg, Webern, ma anche molte delle proprie opere, composte tra il 1908 e il 1919.

Nel 1933, suo marito, il Dr. Walter Michaels, un ebreo di Amburgo, fu costretto in forza delle leggi razziali a ritirarsi dalla sua attività professionale. Dopo breve tempo, anche Ilse Fromm-Michaels fu bandita dalla vita pubblica e non potè più eseguire le sue composizioni. L’insegnamento le venne precluso. Caduta in uno stato di prostrazione, anche le sue composizioni risentono della sua sofferenza, che riemerge nella melanconia della Sinfonia op. 19 del 1938 e nella “Passione di Maria” op. 18. I “Tre canti per Rilke”, per baritono, pianoforte o orchestra, furono destinati ad essere la sua ultima opera, nel 1948-49.

Dopo la seconda Guerra Mondiale, ormai sola, poichè le grandi sofferenze avevano spezzato la fibra del marito e l’avevano condotto ad una morte prematura, la compositrice si dedicò all’insegnamento del pianoforte. Nel 1959 fu la prima donna ad essere assunta alla Musikhochschule di Amburgo e nel 1964 le venne assegnata la medaglia “Johannes Brahms”.

Ilse Fromm-Michaels moriva il 22 gennaio 1986.

10 Responses leave one →
  1. 2008 Dicembre 10

    ho già avuto modo di leggere e di apprezzare nel tuo blog personale questa bellissima poesia, Marina, per la quale ti rinnovo i miei più entusiastici complimenti. Mi arriva, da questi versi, una musica lontana. E triste, ma fortemente evocativa.

  2. 2008 Dicembre 10
    monica permalink

    splendida!!!
    grazie per l’emozione donatami
    Monica

  3. 2008 Dicembre 10

    un “sentito” grazie a Monica e Blumy – sono felice di aver trasmesso un’emozione, simile forse a quella che ho provato durante il concerto-lezione di Babette Dorn su Ilse Fromm: Babette è una pianista bravissima ed ha una speciale comunicativa, quando alterna squarci di vita della compositrice all’esecuzione dei brani musicali
    marina
    un paio di link: http://www.ensemblepuntoit.it/go.php?&lng=ita&function=artista&rid=0000016
    http://www.sikorski.de/en/frameloader.html?frame=http%3A//www.sikorski.de/composers/composer150.html

  4. 2008 Dicembre 10
    sandrapalombo permalink

    Bellissima poesia. Mentre leggevo mi domandavo chi fosse lei, poi ho letto e hai reso molto bene uno spaccato della sua vita. Sandra

  5. 2008 Dicembre 11
    m.gisella catuogno permalink

    E’ possibile che questa intensa e tragica esperienza abbia ispirato anche un film!? Mi sembra di averlo visto ma non ne ricordo il titolo. Bellissima la poesia che rende il senso diella sensibilità musicale e umana della protagonista
    Gisella

  6. 2008 Dicembre 11

    musica e poesia dai toni immaginifici..bellissima questa figura femminile..

  7. 2008 Dicembre 11

    grazie , Roberto, e grazie anche a te, Sandra – la biografia è essenziale per capire che questa figura femminile è interpretata, ma non inventata; ovviamente, serve anche per farla conoscere.
    Maria Gisella, non saprei se sia stato fatto un film su Ilse Fromm, esiste invece sicuramente un bellissimo film intitolato “Il pianista”, ambientato nell’epoca hitleriana, ma il protagonista è, appunto, un pianista, non una donna
    un saluto a tutti
    marina

  8. 2008 Dicembre 11
    lucetta frisa permalink

    mi associo a quanto ha già espresso Blumy. Anch’io avevo apprezzato con entusiasmo questa poesia. La trovo splendida e non solo per la forte emozione che comunica, per l’evocazione di una donna artista vittima di un destino infausto, ma ogni verso, oltre che ritmicamente, è coinvolgente e mai banale sul piano delle immagini. Chapeau!
    lucetta

  9. 2008 Dicembre 11

    sono felice che la mia elaborazione in versi di questo soggetto biografico-musicale ti sia piaciuta, Lucetta:-)
    marina

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