Ti parlerò di me…
Ti parlerò di me…
a cura di Max Luciani
Edizioni Nuove Scritture 2008
AA.VV.
pp. 213, € 16,00
Le cose hanno un’anima? Sicuramente sì, lo scopriamo leggendo le storie contenute in questo libro, un’antologia di racconti con un tema originale e affascinante: dare voce alle cose e lasciare che ci raccontino le loro storie. E quando le cose parlano le sorprese non mancano.
In questo volume gli oggetti si svelano, raccontano di sé e di ciò che vedono e odono, mostrandoci aspetti della loro vita che non immaginavamo. Gli oggetti ci rivelano pensieri e emozioni, e anche una sensibilità insospettata.
Il divano ha il gravoso compito di dover sostenere il sedere dell’avvocato ma non ha nessun potere decisionale: “Mi hanno messo lì e non mi sono più mosso. Non mi posso muovere. Dipendo totalmente dal padrone di casa”. Il fatto è che noi trattiamo gli oggetti come fossero semplici cose, dimenticandoci che possiedono un’anima: ” … ho sentito movimento in anticamera. Non è passata nemmeno a salutare. Nessuno sa che anche un divano ha dentro di sé dei sentimenti”. (pagg. 32 e 33 – Il sedere dell’avvocato)
E se a parlare è un giocattolo dentro ad una scatola? Scopriamo allora che anche i giocattoli sentono le mancanze, e a questo ‘personaggio’, forse un supereroe o un pupazzetto, manca il suo amico, il suo compagno di giochi. Ma un pupazzetto non sa piangere e non capisce bene cosa accade: “Perché continuano a dire il suo nome e lui non si vede? E queste gocce d’acqua? Perché mi bagnano? Accidenti come è salata. Non capisco, spiegatemi per favore. Dov’è il mio amico? […] Vi prego, qualcuno parli per me”. (pag.35 – Qualcuno parli per me)
Anche gli oggetti come noi, rimpiangono a volte i bei tempi andati: “Mio padre e mio nonno hanno avuto ben altri riconoscimenti, se ne stavano al sicuro nelle loro case e lavoravano da lì, io invece sono sempre in giro, mi nutrono una volta al giorno se va bene, mentre i miei vecchi venivano alimentati ad ogni loro prestazione”. (pag. 104 – Il Comunicatore)
Più umani degli umani, le cose mostrano la loro anima e si analizzano. Anche gli oggetti provano confusione e sgomento e si dispiacciono quando pensano di non essere più utili come prima: “Da troppo tempo sento dentro di me uno scombussolamento viscerale, un senso di confusione ma allo stesso tempo di vuoto. […] Oggi pomeriggio poi è stato terribile, ho pensato di non farcela. Ed anche il comportamento della mia famiglia nei miei confronti sembra cambiato…” (pag. 115 – Sacrificio)
In fondo questi oggetti hanno sentimenti ed emozioni simili alle nostre, fino a sembrare più umani di certi “umani”: “Anche a me piace molto guardare il tramonto: un tramonto non è mai uguale all’altro. E dire che ne ho visti tanti, perché la vita di un sasso è molto più lunga di quella di un uomo. […] la santa pace è ottima, ma è ancora più bella quando la puoi condividere con uno che ti va. […] Chi ha detto che non si può essere amici di un sasso?”. (pag. 191 – Tutto scorre, io no)
Ti parlerò di me è un libro denso e pieno, un libro dalla scrittura variegata dai colori di tante penne unite per svolgere un unico tema. Molte voci diverse che si uniscono con il filo dei sentimenti e delle emozioni.
Ne parliamo con Max Luciani, il curatore del volume.
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Da dove è nata l’idea di raccogliere in un libro dei racconti che ‘raccontano’ l’anima delle cose?
L’idea è nata da una chiacchierata informale nel mio studio tra me, Angelo Gaccione e Francesco Piscitello (uno degli autori presenti nella raccolta), il quale ad un certo punto si chiese come fosse il mondo visto da un pesce rosso nel suo acquario.
Immediatamente le chiuse delle nostra fantasia si aprirono e fu veramente questione di un attimo far sgorgare il progetto “Ti parlerò di me…”
Esistevano tanti mondi intrecciati nei quali la realtà poteva essere completamente diversa a seconda del punto di vista delle cose o degli animali che ci fanno compagnia.
Bisognava dar loro voce e presto mi attivai per proporre questa “sfida” agli autori.
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Come è avvenuta le selezione dei testi?
Per la selezione dei testi ho analizzato inizialmente l’attinenza col tema proposto e poi, come mi capita in quasi tutte le decisioni da prendere, ho lasciato che fossero le mie emozioni a guidarmi. Inizialmente avevo pensato che tutti i racconti dovessero far parlare le cose in prima persona, ma successivamente ho preferito pubblicare anche alcuni racconti nei quali è l’autore a parlare di un oggetto che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita.
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Hai cercato di dare un filo conduttore al seguire dei racconti, o è avvenuto tutto come ‘per caso’, come se anche il libro avesse già una sua anima, forse formata dall’anima di tutti gli oggetti che contiene?
Gli autori, con il relativo racconto, sono semplicemente in ordine alfabetico.
Non amo molto seguire schemi ben precisi, mi piace pensare a questo libro come una scatola di cioccolatini assortiti, ed il lettore che assapora un cioccolatino pensando a quali gusti avranno quelli successivi, con incarto e forma diversi.
Credo che nel momento in cui si prende in mano una penna si crei un collegamento non solo fisico; per quanto ci si possa calare freddamente in realtà fantastiche e fantasiose sono convinto che l’inchiostro sgorghi direttamente dalla nostra anima lasciando trasparire i nostri pensieri e le nostre emozioni.
Allo stesso modo, adoro pensare che anche chi legge si appropri delle mie storie in maniera diversa e che abbia indossato le mie emozioni a modo suo.
Mi basta il fatto che ciò che scrivo susciti un qualcosa nei lettori, non importa in quale ordine e di quali colori e soprattutto non importa che sia sovrapponibile al mio.
Anzi è stimolante che non lo sia.
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Nell’antologia è presente un racconto, peraltro delizioso, scritto da Lara Pietranera, una ragazza dodicenne. Cosa pensi di chi si affaccia alla scrittura in così giovane età? Che abbia più possibilità di altri che iniziano a scrivere dopo?
Quando ho scelto il racconto di Lara, come per tutti gli autori, non avevo letto la sua biografia, mi sono accorto dopo che aveva solo 12 anni e sono rimasto positivamente sorpreso dal suo modo di scrivere.
Molti ragazzi scrivono in giovane età e questo può essere una possibilità in più ma non penso sia fondamentale il fatto che inizino prima rispetto ad altri.
Io ho iniziato prestissimo ma non sono convinto di essere meglio di uno scrittore o poeta che ha iniziato a trent’anni.
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Forse la scrittura anche in fase adolescenziale è una forma terapeutica. Un tempo esistevano i diari, oggi trasformati in blog – diari online. Cosa pensi di questa forma di scrittura? La senti congeniale al tuo modo di essere oppure sei riluttante ad usare questi mezzi?
Il fatto che la scrittura sia una forma terapeutica mi trova perfettamente d’accordo, e penso anche che blog e diari online possano dare la possibilità a chi ne è convinto, di dar sfogo alle proprie emozioni anche se io personalmente non sono un frequentatore assiduo di internet.
Io amo gli incontri “senza rete” in tutti i sensi; utilizzo il web per ciò che mi serve in quel momento e cerco di sfruttarne al massimo le potenzialità ma per i rapporti umani preferisco una sana stretta di mano e due chiacchiere “live”, magari davanti ad una tavola imbandita, guardando negli occhi i miei interlocutori.
Massimo Luciani, nato a Milano il 4 gennaio 1969. Poeta e scrittore.
Responsabile ufficio stampa della casa editrice Nuove Scritture e della rivista internazionale di cultura “Odissea”, che ospita tra i vari collaboratori Emergency, Medici Senza Frontiere, Amnesty International, WWF, Greenpeace, più alcuni grandi nomi della cultura Italiani ed internazionali quali Schwarz, Morandini, Evtušenko, Don Burness, Marek Halter e il premio nobel Harold Pinter.
Nel 2005 alcuni suoi lavori entrano a far parte dell’antologia di poesie dedicata alla città di Milano, curata da Angelo Gaccione: “Milano in versi”, editrice Viennepierre.
Nel 2006 sia “Odissea” che “La rosa nel cristallo” hanno pubblicato numerosi suoi scritti poetici, di riflessione e traduzioni.
Nel 2007 ha curato personalmente la raccolta di racconti “Se una notte d’inverno, un narratore…” pubblicato con Nuove Scritture.
Nel 2008 ha curato personalmente un’altra raccolta di racconti dedicata ad oggetti animati intitolata “Ti parlerò di me” Edizioni Nuove Scritture.
Entro la fine del 2009 conta di pubblicare la sua raccolta personale di scritti poetici.







Carissima Morena,
grazie per lo spazio che hai dedicato alla recensione del mio libro e all’intervista che mi hai fatto.
Sono onorato perchè apprezzo molto il blog ed auguro a tutti voi un futuro sereno e colmo di soddisfazioni.
Un caro saluto.
Max Luciani
Per chi fosse interessato all’acquisto del volume lascio
l’indirizzo email a cui rivolgersi ed il telefono:
Edizioni Nuove Scritture
odisseaweb@live.it
0258307648
Per ora ho letto il racconto di Sandra, che mi ha generosamente regalato il libro: delizioso!
Gisella
Ringrazio anch’io e lo cercherò in rete, può essere una buona idea per un regalo, oltre che per gli altri…anche per sé.ferni
Il tema di questa raccolta di novelle mi ha subito intrigato, dare la voce a un oggetto è stata un’avventura insolita. E’ un punto di vista al quale non si pensa quasi mai, è la vita da una dimensione fatata.
Scrivere il racconto mi ha coinvolto e divertito e l’intera raccolta è un libro molto particolare, che offre scorci spesso impensabili e spinge la fantasia a immaginare dialoghi surreali fra le cose…
Ringrazio ancora Max Luciani!
E’ stata una bella opportunità quella che Massimo mi ha dato, soprattutto una rivendicazione personale verso chi all’interno di schemi puramente “scolastici” tentava di modificare la mia espressione. Il racconto è nato quasi per scherzo, il primo con un inizio e una fine che non parlassero quasi esclusivamente di me (o della parte più occulta di me), come la maggior parte della mia produzione letteraria amatoriale.
Molti dei racconti sono stati letteralmente divorati.
Alcuni mi hanno piacevolmente colpito.
Altri sono riusciti persino a farmi sorridere.
A quando il prossimo, Max?
Davvero un bel lavoro.
Grazie Morena per l’intervista e grazie a Max che ha incluso il racconto “le scarpe” anche se non sono loro a parlare in prima persona.
Mi fa piacere che abbiamo lasciato un loro commento e saluto altri due autori del libro.
Ricordo che il ricavato della vendita andrà a sostenere l’autonomia della rivista internazionale di cultura “Odissea”, un motivo in più per comprarlo e regalarlo a Natale
Sandra
Il ibro è intrigante, con uno spiccato senso sociale in alcuni racconti, più intimista in altri, in tutto una bella carrellata , si può prenderlo e leggerne uno al giorno o uno al mese….dura quanto si vuole.
Mi ha molto divertito crivere il mio racconto, ma anche leggerne altri, come quello sul casco, per esempio che mi ha colpito moltissimo!
grazie
Bene, Bene! Complimenti a Max e a tutti .
Nella recensione (ottima) sarebbe stato più carino mettere il nome degli autori ain coda alle citazioni.
Comunque Bene, Bene!
(Piccola inesattezza all’inizio dell’intervista: anche Angelo gaccione è uno degli autori.)
Vittorio Sedini
ottima segnalazione, davvero stimolante,,
molto interessante: anch’io sono convinta che le cose abbiano una loro anima e abbiano una loro vita silenziosa e la notte si muovano per la casa, cantino, soffrano, ci amino o ci sopportino per consuetudine …
Le cose hanno un’anima? Probabilmente no, almeno non nel senso in cui comunemente si intende questa parola, ma le cose come noi esistono e questa condizione comune dovrebbe farcele sentire più vicine e vibranti di una loro energia. Io ad esempio ho la mia penna del cuore e tempo fa avevo scritto un raccontino filastrocca su un sasso che voleva volare…
Complimenti per questo interessante lavoro. Un saluto caro, Lucianna
Le cose hanno un’anima ? Lo chiedete a una che abitualmente parla con lavatrici, frullatori, scope elettriche o…statue…come in questo libro ?
Ovvio. Ce l’hanno eccome.
Grazie Max. E’ stata una splendida avventura partecipare a questa raccolta (io sono a pagina 135 con “Sul piedistallo”).
Quando iniziamo a lavorare alla prossima ? Mi prudono già le dita. Stanno fremendo sulla tastiera.
ciao a tutti
Ester
p.s. se volete, potete dare un’occhiata al mio sito http://www.estermisto.it