Omaggio al ‘68 di Roberto Matarazzo

2008 Novembre 19
by juliette1804

salaris_fiume1

OMAGGIO AL ’68

Per omaggiare, sullo scorcio di questo ’08 il ’68, ho realizzato il mio Ex Libris: Metamorfosi di un celo friuli_colorato in divenire di nebulotico_’68 per il testo di Claudia Salaris, Alla festa della Rivoluzione. Artisti e libertari con D’Annunzio a Fiume., della editrice Il Mulino di Bologna.
Da molte ricerche effettuate dalla Studiosa Autrice di questo saggio esemplare per chiarezza espositiva e contenutistica, emerge la profonda contiguità che il Movimento ebbe con le idee che diedero vita alle Avanguardie Artistiche del ‘900, non solo italiane ma internazionali, nei sensi di velleità Rivoluzionarie e nella Storia e nel Costume cercandone identità e umanesimo: vero che l’impresa fiumana diede un possibile atto di nascita al Fascismo (in un saggio che sto scrivendo sul mio fare creativo, tuttavia, parlo più correttamente di Fascismi_Comunismi, al plurale piuttosto che al singolare) ma i sistemi ideologici che informarono questa impresa risultano più anarco_libertari che autoritari, più cosmopoliti che nazionalistici, insomma il contrario di ciò che fu il successivo epifenomeno del Fascismo Storico e, giova ricordare, che grande responsabilità della confluenza del Movimento Futurista nel Fascismo (una parte di Esso, almeno) fu della Sinistra dell’epoca sorda alle intuizioni positive nei riguardi del sentire nuovo che ne ebbe Antonio Gramsci.
Trovo citato nel Testo la figura del Professor Harukichi Scimoi, docente di Lingua e Letteratura Giapponese a Napoli, tra gli attori dl questo teatro Fiumano, di cui mi parlò un mio vecchio docente universitario, il Prof. Carlo Cocchia, all’epoca esponente delle Avanguardie partenopee, confermandomi ciò che leggo in Salaris circa l’influenza che i Suoi Haiku ebbero su un giovanissimo sconosciuto Ungaretti e sulla Poesia in generale.
In queste generose e, per certi versi, ingenue premesse che ritrovo alcune radici profonde dei sogni utopistici sessantottini oltre le degenerazioni terroristiche che spaccarono il Movimento, peraltro non solo studentesco, ma sociale in senso più ampio e che, oggi, ha contribuito alla elezione del primo Presidente Nero negli U.S.A.: sarebbe stato possibile questa elezione di Obama senza l’apporto delle Donne e degli Uomini che dall’inizio ‘900, seguendo labirintici e oscuri percorsi tra Arte e Vita, ne hanno creato le premesse?
Il Foglio Timbrico, posto a lato del frontespizio del testo, vuole essere rappresentativo dell’onirismo utopico che anima, forse da sempre, l’Artista alla ricerca di Feste Rivoluzionarie alla Festa della Rivoluzione.
Un ringraziamento alla Autrice, Claudia Salaris, per aver esposto, con vero senso amoroso, tesi e problematiche di fascino vitale.

Roberto Matarazzo

6 Responses leave one →
  1. 2008 Novembre 19

    splendida la tua immagine, Roberto. Il ‘68, oltre ad avere un’importanza storica – e non solo – ci riporta un soffio di giovinezza.

  2. 2008 Novembre 19

    certo cara.. ma mi piace e da non storico e neanche nostalgico cercare radici nei dintorni degli eventi…

  3. 2008 Novembre 20

    molto interessante, Roberto, il tuo risalire alle radici di un’epifenomenologia che molta parte ebbe non solo nella storia dell’evoluzione del costume ma anche in quellla di maggior spessore della socio-antropologia. Auspicherei una estensione di questo tuo interessante ed arguto commento. Quanto all’ex-libris, la tua bravura è talmente consolidata da non necessitare di ulteriori discussioni. Congratulazioni.

  4. 2008 Novembre 20
    fernirosso permalink

    mi sono astenuta fino ad oggi di scrivere due righe perchè, pur avendolo vissuto, pure è un periodo che amo e odio contemporaneamente e sul quale non torno spesso, anzi, evito proprio, di quel periodo trattengo alcune cose che ritengo non buone, molto di più, ma del dopo, di tutto quel vociferare e legiferare che se ne è fatto, ecco, trovo non serva a nulla.Serve fare. Grazie, ferni

  5. 2008 Novembre 20

    nel ringraziare tutte e tutti debbo dire che il ‘68 resta anno cruciale (simbolicamente) per ogni cosa, dalla politica al costume: sì ferni, occorre “fare” ora il problema è il come! personalmente auspicherei una rivoluzione LIBERAL_ANGLOSASSONE italiana tra il RADICAL e il pensiero laico atto a superare il cattolicesimo (distinto da cristianesimo) che informa, cn ipocrisia latente e puntuale, la palude italica peraltro anche erede di certo moralismo comunista da vecchio P.C.I. anche se non disprezzerei una sezione del P.C.I. che frequentavo da studente, ma quella era praticata da napolitano, da valenzi e da sua figlia (mostro di intelligenza), insomma il più idiota parlava un italiano alla mario luzi…

  6. 2008 Novembre 20
    fernirosso permalink

    C’è un immiserimento progettato e radicato in anni di malcostume, e non intendo un allontanamento dagli ambienti clericali o dagli ambineti anch’essi a mio avviso simili a quelli della chiesa della sinistra: tutti con il loro tempio e la loro omelia, ma nessuno con e nell’uomo pur essendo uomini tutti. Mi pare che, ogni volta, ci si sia dimenticati dell’uomo, tragittando alle utope un involucro culturale ma non la sostanza,con le necessità materiali. Ecco si sono confuse queste necessità facendo di tutto un fascio caotico, che alla fine ha disperso le energie che, spesso, avrebbero potuto portare a ben altri risultati. Oggi si sa cosa è necessario e cosa è nefasto, cosa produce crisi, e non solo a livello economico e monetario, ma alivello di gestione della tollerabilitò e vivibilità. Il consumo di droghe e il placebo di molti intrattenmenti spacciati per cultura producono quotidianamente solo asservaggi e rimbecillimento, incapacità a resistere. E’ da qui che si deve iniziare a tagliare o a invertire la rotta nell’uso.Grazie ancora,ferni

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