Giornata internazionale contro la violenza sulle donne – Tavola Rotonda
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne – Tavola rotonda
martedi’ 25 novembre – ore 17.30 – Auditorium Palazzo Rosso – Via Garibaldi – Genova
interviene Annamaria Cancellieri, Prefetto di Genova – con Mercedes Bo, Anna Canepa, Valeria Maione, Margherita Rubino, Benedetta Spadolini, Nicla Vassallo – coordina Nando Dalla Chiesa
Tratto da Nicla Vassallo, “La (non) violenza sulle donne”, Il Sole-24 Ore – Domenica, 16 novembre, n. 317, p. 39: «Occorre […] procedere con cautela nella valutazione intellettuale, per esaminare una serie di categorie usurate e chiarificare di conseguenza il fenomeno [della violenza sulle donne], nel tentativo di offrirne spiegazioni esenti da pregiudizi. Sostenere, per esempio, che, a differenza dell’uomo, la donna (specie se “materna”) e’ per essenza non violenta, e’ uno di questi bei pregiudizi, che viene comodo a parecchi “grandi” filosofi, a diverse femministe, ad alcune gerarchie religiose. Eppure, quale mai sarebbe quest’essenza della donna, e con quali strumenti la dovremmo indagare? Quelli normativi della filosofia, quelli sacri della religione, quelli descrittivi delle scienze? D’altronde, la teoria dell’ “uomo cacciatore” puo’ avere un fondamento religioso, piuttosto che scientifico: e’ ovvio in “Man the Hunted.
Primates, Predators and Human Evolution”, il bel volume di Donna Hart e Robert Sussman, [...] che riporta ulteriori conferme e getta maggiori dubbi su quelle concezioni che fanno di ogni uomo un essere naturalmente aggressivo. Dobbiamo allora fare un grande affidamento su antropologia, biologia, sociologia,
statistica per decifrare cio’ che e’ naturale e cio’ che non lo e’, cio’ che e’ sessuale e cio’ che non lo e’; mentre la buona filosofia puo’ aiutarci a vedere quanto di biologico e culturale racchiudano i concetti di sesso e genere, quale validita’ abbiamo rispettivamente i due concetti, quanta solidita’ si dia nei (senz’altro semplicistici) dualismi “femmine versus maschi” e “donne versus uomini”. Per di piu’, la collaborazione tra scienze e filosofia e’ capace di mettere in luce gli elementi metaforici racchiusi nella violenza e nella
sessualita’, cosi’ come quei loro contenuti di dominio, supremazia, oppressione, palesi in pratiche che purtroppo esitiamo a condannare in quanto appartenenti a certe “abitudini”, “culture”, “tradizioni”».





Punizioni radicali per chi commette questo genere di reato.
Rina
perchè nulla passi inosservato, non è mai un caso
è sempre un reato voluto.
Mari
eppure personalmente mi sembrerebbe che tutto dipendesse dall’educazione che matura in seno alle relazioni, tutte le relazioni,se anche solo una comunica violenza, incrina le altre e apporta danno, come anche la falsità del porsi, la mancanza di chiarezza nell’essere e nel dichiararsi,cose, queste, che nella società contemporanea, maturata non certo da poco tempo, ma ormai da molti anni, sta conducendo allo sfacelo sociale e all’innalzamento della criminalità in cui un potere, arrogante, può prendersi il diritto di rispondere, con atti altrettanto violenti, a quelli di cui si erge giudice.ferni
Interessanti questi studi che integrano le diverse discipline per capire meglio un fenomeno così complesso.
margheritarimi
Non so se le donne siano aggresive tanto quanto l’uomo (anche se sono fermamente convinta che delle differenze tra essere uomo ed essere donna ci siano e non siano nè culturali nè sociologiche o simili) ma sicuramente le donne sono le più aggredite… Lucianna
da liberal sosterrei che questi reati contro la Donna restino tra i più gravi in assoluto solo pari agli stessi contro i bambini: pene severe e certe potrebbero essere (parziali ) soluzioni ma è il corpo sociale, la scuola, i mass media a non educare e informare..
Sarebbe interessante poter partecipare a questa tavola rotonda genovese.