La signorina a colori – finale

2008 Novembre 6
by viadellebelledonne

Ventiquattro racconti: un bel successo per questa Signorina a Colori!
Ventiquattro racconti e ognuno di loro aveva qualcosa da dire. Poesia e atmosfere d’altri tempi, abiti datati e accessori raffinati, ma anche vite povere e povere vite. La signorina si arrangia come può a volte, ma sa sempre farsi voler bene.
E’ indubbio che si potesse solo leggere questi racconti e godere della loro bella scrittura e delle loro storie affascinanti, ma esprimere qualche preferenza potrebbe significare: “Ho apprezzato molto questo tuo racconto”.
Vediamola così: non un demerito per chi non viene citato ma bensì un argomento per apprezzare ulteriormente i racconti “preferiti”.
Riassumo qui i dodici racconti che più sono stati apprezzati. Chi vuole può esprimere tre preferenze (entro il 12 novembre). Se poi le motivasse con una riga sarebbe una gradita sorpresa per chi legge. 
E le sorprese, si sa, sono il sale della vita.
Grazie a tutti. E’ stato un piacere giocare con voi.

(MF)

Queste sono (in ordine casuale) le signorine a colori:

* La signorina a colori è soprattutto una che non la racconta giusta, ricordiamolo. Infatti: “Però la verità sta nel mezzo o forse neppure e la signorina non si è mai sposata. Per saperlo dovrete avere la fortuna di incontrarla in un giorno in cui il sole fa capolino tra le nubi e lei cammina, con la sua bocca rosso vermiglio, per la piazza, indecisa in quale bar fermarsi mentre, tra sé e sé, facendo tintinnare il braccialetto, si chiede se la scelta sarà intonata alla giornata. E forse, ripeto, forse, conoscerete la verità.” Racconto n. 8

* E’ indubbio che la vita della Signorina sia molto misteriosa e che lei non racconti mai del tutto le cose: “E, in un cassetto, un pacco di lettere legate con un nastro azzurro. Mi vergogno un po’ a dirlo, ma, pensando che sarebbero comunque state gettate via, vinto dalla curiosità le misi in tasca.
Quella notte la passai a leggere, sempre più allibito.
C’erano lettere in francese firmate “Louis Ferdinand”, “Vincent”, “Emile”; in tedesco: “Amedeus”, “Ludwig”, “Wolfgang”, “Thomas”; in inglese: “Edgar”, “Percy”, H.G.”.”
  Racconto n.17

 * C’è Adelina, una signorina particolare, poetica e sognante che si nutre di parole: “La signorina a colori viveva di storie. Poi il giorno dopo tornava al tavolino e ricominciava ad ascoltare. E questo avvenne per anni, a cominciare da un tempo che nessuno ricordava fino al giorno in cui, una sera, tornata a casa, la signorina a colori volle scrivere le storie sulla carta e con quella tappezzare le pareti della casa. [...] Adelina stava lì al centro della casa a contemplare tutte le storie in bella esposizione, quando, dopo appena pochi minuti, le storie incollate alla carta da parati cominciarono a staccarsi, a svolazzare per la casa, le si addossarono volteggiando…” Racconto n.12

* Ma la signorina a colori è anche anticonformista e vive con serenità la sua solitudine: ” Beveva tè oppure succo di ananas, ambedue corretti con un goccio di rhum […] scoprì che quella signorina tanto colorata si era spesa qualcosa come ottomila euro da “Orchidea- fiori per ogni idea”.” Racconto n. 5

* La signorina a colori, però, oltre a fare cose molto “strane”, non sempre sembra rispettare in pieno il suo nome: “Infatti, la signorina Angelina era tutt’altro che una persona colorita: vestiva sempre in gramaglie e l’unica nota vezzosa era il cappellino e il girocollo che indossava quelle rare volte che invitava qualcuno a casa, quella dove stavo suonando per la terza volta.
Aveva novantatré anni, viveva sola in una mansarda ed io ogni giorno le portavo il pasto che la cooperativa preparava per gli anziani.
Racconto n.22

* E che dire di questa signorina? La vorreste giudicare dall’apparenza? Ma cosa ne sapete voi dei sentimenti? “… fragile come ogni amore sparso per il mondo, sono in attesa di recitare in suo onore una preghiera perché solo io sono capace di trovare le parole giuste per dargli gli onori di una degna sepoltura -ah- direte- ma come? con quel trucco?- Lo sapevo, vi fermate alle apparenze, guardate la superficie e come tanti dimenticate il fondo.
Ma io vi chiedo, pensate forse che il mare sia solo quello che vedete, o è anche quello che ignorate? quello che si nasconde nell’oscurità dei suoi abissi?
Facile per voi considerare che questo mio cappellino così fiorito poco si addice alle lacrime di rito, troppo frivolo, direte, per un amore andato distrutto, ma non sarete mica di quelli che badano alle convenzioni?”
Racconto n.23

* E’ creatura piena di grazia e di malinconia. Il mistero e l’amore le sono compagni di vita: “era lì, seduta al tavolino, con la sua veletta, come ogni pomeriggio. Quella foto non rendeva giustizia della sua grazia tanto quanto quello strano modo con il quale l’avevano battezzata.
Sul tavolino teneva sempre appoggiato un foglio dorato e non smetteva mai di guardarlo fino all’ora di chiusura, quando il proprietario del locale cominciava a riporre su un vassoio i bicchieri vuoti del suo tavolo, ricordandole con garbo che ora fosse.
Così prendeva il suo foglio e si allontanava in silenzio.”
Racconto n.24

* Ma la Signorina ha spesso vite irrisolte, vite in cui sembra esserci tutto anche quando non è vero: “Le loro conversazioni erano lievi come la cipria dei visi segnati dal tempo, come il merletto dei tovagliolini con cui asciugavano gli angoli della bocca: glissavano sui problemi dell’attualità, sui drammi del mondo, sulle tragedie individuali, specialmente se legate alle grandi passioni, alla gelosia, al tradimento. Che ne sapevano loro di relazioni burrascose, separazioni mal digerite, divorzi laceranti, di figli, gravidanze, allattamenti!? La vita le aveva solo sfiorate, risparmiando loro piacere e dolore; la cultura era stata appena un’infarinatura per distinguere Leopardi da Foscolo, Picasso da Matisse, le guerre d’indipendenza da quelle puniche: non aveva inciso più di tanto sulle menti e il cuore.” Racconto n.18 

* E poi c’è la signorina Esterina che dava lezioni di musica senza chiedere altro compenso che una rosa: “Niente di quello che vedeva la riconduceva all’immagine di Esterina seduta al piano accanto a sé. Tutto era silenzio e squallore, vuoto. Ma sul tavolo, coperto da un consunto tappeto che un giorno era stato di valore, dentro una grande ciotola di terracotta erano disposte tante, tante rose, appassite e lasciate a seccare”. Racconto n. 10

 * E una signorina misteriosa che abita nel portone di fronte e ossessiona la mente di un traduttore: “Improvvisamente, voleva trasformare la smorfietta in un sorriso tutto suo, voleva sapere il suo nome, chiamarla, guardare i suoi occhi, farle sciogliere il trucco in un abbraccio, sentirla ridere mentre traduceva: “tutto il suo essere sembrava immerso in un’aura trascendentale mentre inalavo il suo profumo in un vortice di passione inenarrabile”. Racconto n. 11

* A volte la sua figura non è ben distinta e nasce da uno scarabocchio, un disegno ancora non definito: “Eppure era solo un gioco, uno di quelli che si fanno con la mano che gira di qua e di là su un foglio da trastullo, quando si deve aspettare e intanto girano le sfere, persino quelle della penna.” Racconto n. 2

* E’ sempre e comunque una donna affascinante, una donna che sa parlare anche quando non sembra avere parole: “storie non ne raccontava affatto semplicemente perché era muta, muta come un pesce, e come un pesce amava sguazzare nell’acqua, anche se il suo mare era racchiuso tra i bordi di una piscina.
Ma una storia, la sua storia, in qualche modo a me la raccontava. Con i suoi gesti, aggraziati, timidi, gentili. Con i suoi sguardi: due grandi occhi tristi, che sembravano sempre chiedere qualcosa. E con i costumi che indossava. La signorina a colori. La chiamavo così, tra me e me, proprio per i suoi costumi da bagno rosso sgargiante, blu elettrico, verde-mela, giallo, viola, arancione. Erano colori urlati, erano i sentimenti che non riusciva a esprimere con le parole?”
Racconto n.16

73 Responses leave one →
  1. 2008 Novembre 6
    fernirosso permalink

    N.22- N. 24- N.16

    N 22- Particolarmente attento alla trasformazione che i ruoli, imposti dall’abito e dall’abitudine, in realtà subiscono, ma di cui non ci accorgiamo o non vogliamo accorgerci, forse per salvarci dalla consapevolezza che, noi tutti, siamo coin-volti, implicati in ciò che accade.Una penna lieve ma profonda , capace di indagare, che mette in scena, sotto una lente solarizzata, gli “affetti”, i mali di una cronica passione in cui l’accetta del dire taglia, ma l’amore ricuce:l’amore per la vita, cogliendo ciò che davvero conta e travalica ogni ideologia o legge,solo umana-mente concepita.

    N.24- Un racconto che va alla radice della ricerca di ciò che ognuno è, ognuno ha e trova che, nella sintesi dell’esistenza, nelle relazioni che la vita tesse e intesse in ciascuno, c’è il congedo, la distanza.E’ in quell’ampiezza, che non costituisce oblio e tristezza, la vera nascita che ognuno pratica in se stesso, finalmente annullando la separazione che il tempo sembra erigere come “passo” invalicabile. Proprio in ciò che sembra negare, annega la negazione stessa e fiorisce l’unità di amore. Un raccontarsi che oltrepassa l’io.

    N.16.In me ha fatto centro il linguaggio dei segni, quello con cui i sordi o i sordomuti fioriscono l’aria di una gioia interiore che chi parla, fiatando, sfiata in realtà altre da ciò che ha in cuore. Ogni parola scritta e detta è per prima cosa segno, non senso o significato, quello nasce dalla relazione. Se due, che si fronteggiano sono a mille miglia l’uno dall’altro, le parole che dicono navigano nel vuoto che le cattura privandole di dialogo, dell’incontro dell’essere. Questo, dal mio punto di vista, ha messo in luce questo racconto.

    Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo INCONTRO di cui ho raccolto i colori. Anche nella brevità e nella leggerezza, o la surrealtà dei racconti, c’erano pani fragranti. ferni

  2. 2008 Novembre 6

    Bene, c’è un po’ di tempo per rileggerseli tutti e provare a spiegare perché una signorina è piaciuta ancora più di un’altra. Tre prefernze, eh? Era già difficile con sei…
    A presto e grazie di tutto il lavoro (anche di queseto post che squaderna le signorine e permette di raggiungerle velocemente).

  3. 2008 Novembre 6
    margheritarimi permalink

    ho potuto seguire poco questa maratona e mi dispiace ma faccio a tutti i complimenti a chi ha scritto a chi ha letto a chi organizza
    margheritarimi

  4. 2008 Novembre 6

    18
    11
    10 8

    in seguito motiverò le mie scelte

  5. 2008 Novembre 6
    Subhaga Gaetano Failla permalink

    Al primo posto il n. 17, perchè il protagonista è l’Arte, perchè è un omaggio alla Letteratura, alla Cultura, un omaggio a personalità che anch’io amo, felice di scoprire subito tutti i cognomi oltre i prenomi, sperando inoltre che quell’ H.G. (l’unica mia indecisione) corrisponda a Herbert George Wells, un autore che apprezzo tanto, generalmente trascurato, o lasciato ai margini d’una equivocata letteratura di genere. Ed infine, perchè sono quasi sicuro di sapere a chi appartenga il racconto, una scrittura che già conosco dunque, già apprezzata, e che qui, in questo n. 17, ho il piacere di incontrare di nuovo.
    ***
    Al secondo posto il n. 22, perchè è un racconto corale, di pacata irriverenza, che mi ricorda certe atmosfere (sebbene in questo n. 22 molto più leggere) di “Casa d’altri” di Silvio D’Arzo.
    ***
    Al terzo posto? Sono indeciso. Be’, il n. 24. Una buona atmosfera d’attesa, di pausa sospesa, che mi ricorda certi umori alla Simenon.

  6. 2008 Novembre 6

    Bene, fino al 12 c’è tempo.

    Io le voglio rileggere tutte e 12 come fosse la prima volta, che mi diano emozioni nuove, e magari le mie scelte stavolta saranno altre.

    Voterò, voterò….

  7. 2008 Novembre 6
    sandrapalombo permalink

    Anch’io voterò dopo averli riletti tutti nel fine settimana.

    voterò……. Sandra

  8. 2008 Novembre 7

    17
    16
    12

  9. 2008 Novembre 7
    paolarenzetti permalink

    17
    2
    8

  10. 2008 Novembre 7
    Carloesse permalink

    Urca! ma che ci avete voi, già la votazione in canna? Fatemi rileggere, datemi tempo, ….perdincibacco.

  11. 2008 Novembre 7

    :D concordo con Carlo. Beh, potrebbero superare la prova del dito più veloce a “Chi vuol esser milionario”.

    Io oggi ho messo a fuoco i racconti da votare, ma siccome ci è stato fatto presente che sarebbero state gradite due righe di motivazione (e infatti chi l’ha fatto ci ha fatto un bel regalo, veramente godibile) mi prendo anche il we e cerco di fare la brava anch’io…

    *** cerco… ***

  12. 2008 Novembre 7

    Ho preferito il racconto n. 18 per la scrittura ed il soggetto. Perchè lo ritengo scritto in stato di particolare grazia. Perchè la composizione di parole è ben calibrata, la loro sequenza presenta il giusto ritmo di pause, nomi, verbi, aggettivi, proposizioni. Perchè descrive la protagonista negli aspetti salienti della vita, un quadro completo che sa soffermarsi poi anche sui particolari. E tra i particolari particolare quel momento di commozione. Che pare quasi di vederlo in un film. L’ho preferito perchè penso che, pur essendo un racconto, denota la potenzialità dello scrittore di affrontare testi di più ampio respiro. Probabilmente l’ho scelto anche perchè dentro vi sento l’eco di mie letture…come ad esempio “Canne al vento” il capolavoro della Deledda…
    Ho preferito gli altri racconti principalmente per il soggetto.
    l’11 perchè mi affascinano le storie di ossessioni inspiegabili.
    il 10 perchè Esterina è il nome perfetto di questa signorina, perchè mi piacciono coloro che trovano il loro compenso in una rosa e non nel denaro, perchè a loro, sognatori, idealisti, appassionati, generosi, la vita nulla riconosce, se non lo squallore.
    ed infine l’8, per la dicotomia della verità, per gli alti e bassi dell’umore che conosco così bene nelle signore che un giorno vedono nero e l’altro tutto rosa…perchè questa altalena non è altro che la manifestazione di conflitti irrisolti, di paura, sofferenza, solitudine.

    Ecco. Ho spiegato le ragioni. Però confesso che ho dovuto trascurare malvolentieri, costretta dalla necessità di scelta, altri racconti ed altre belle penne. Come già detto in altra sede (il sito di gregori, discutendo con evento) la selezione, a mio avviso, si opera sulla base di criteri. In questo caso i criteri che mi hanno guidato sono stati la qualità della scrittura, l’originalità e gradevolezza del soggetto. In altri termini, ci sono racconti, scritti benissimo, che ho tralasciato perchè avevano un soggetto poco consistente, e racconti di grande inventiva e scritti benissimo, che ho tralasciato perchè il soggetto non rispondeva ai miei canoni di gradevolezza….ecc. ecc. ma non mi dilungo, non vorrei annoiare.
    buona serata a tutti

  13. 2008 Novembre 8

    12,22,17
    un pizzico di follia, personaggi carichi di umanità, un tocco di poesia, buona scrittura… questi gli ingredienti per ottimi racconti

    p.s. ripeto, è stato davvero difficile scegliere a causa della buonissima qualità di tutte le storie

    stefano

  14. 2008 Novembre 8

    Alivento…” In altri termini, ci sono racconti, scritti benissimo, che ho tralasciato perchè avevano un soggetto poco consistente, e racconti di grande inventiva e scritti benissimo, che ho tralasciato perchè il soggetto non rispondeva ai miei canoni di gradevolezza”

    Credo sia molto chiaro (poco consistenti e poco gradevoli) e che in qualcuno (come me) scatterà una grande considerazione verso questi meschini. Ciò fatto salvo il principio di non dover/voler votare il proprio.
    Grazie per il preziosissimo aiuto nella selezione.

  15. 2008 Novembre 8

    non evento “e” ma “o” e poi meschini perchè?
    forse che io non preferita (magari proprio da persone che ambirei mi preferissero) mi debba sentire meschina?
    non è forse questo un giudizio di valore che va oltre i racconti ed investe la sfera personale? ne ho timore in ogni senso in cui ciò si possa interpretare.
    ed infine la tua considerazione è legata al mio commento ed ai miei criteri in che senso? ciò che a me piace a te non deve piacere? nel senso che per principio devi contrastare il mio modo di vedere e pensare?
    Io credo invece che i tuoi gusti, i tuoi criteri, le tue scelte ecc. ecc. sono tutti tuoi e se la tua scelta deve essere per contrapposizione alla mia, vuol dire che qualcosa non torna nel tuo criterio di scelta.

    saluti evento e buona scelta

  16. 2008 Novembre 8
    sandrapalombo permalink

    E’ stato molto difficile per me selezionare i 3 racconti che ho scelto in base alla completezza del racconto, allo stile della narrazione e ai temi trattati che sento più vicini ai miei gusti e che quindi sono frutto di una scelta soggettiva.
    Ma basta giustificarsi, in questa sfida sono molti di più i racconti che meriterebbero di essere segnalati.

    Ecco le mie preferenze:

    10 : Con un stile sciolto ed elegante, l’autore racconta la vita di una donna che nonostante le difficoltà economiche e forse la solitudine, con dignità e una punta di narcisismo smascherata dalla rosa, si reca a dare lezioni di pianoforte a domicilio. Le due facce di Esterina rispecchiano il prima e il dopo di una vita “ senza storia” e che hanno poco da “ raccontare”. Ho conosciute donne così e le ho riconosciute nel personaggio e nel suo relazionarsi con il mondo e con sé stessa dove, a casa, un po’ depresse, tirano avanti tra ricordi e stanchezza di vivere.

    22: Mi è piaciuto l’approccio ironico. Non so se esista una denuncia implicita della situazione di molti pensionati che non riescono a arrivare alla fine del mese oppure tratti solo del divertimento di due nonnette che data l’età possono permettersi di giocare a modo loro. Il fatto che il prete sia al corrente fa pendere la bilancia sulla prima ipotesi. Ma qualsiasi sia lo scopo, scelgo il racconto 22 per il momento di serenità che mi ha regalato. E’ sempre più difficile trovare in questi nostri tempi non facili, un brano che ci faccia sorridere.

    5: Ben scritto e ben impostato. La lettura scorre veloce e la storia ci porta in una dimensione fantastica calata in ambiente reale dove la protagonista si ama anche in età non più giovane. Che importa che sia lei a comprarsi i fiori? L’importante è averli freschi sempre e ogni giorno e visto che se lo può permettere è giusto così.

    Sandra

  17. 2008 Novembre 8

    Bene, sabato mattina, in ufficio, ore 7:40, stramorta di sonno e con la mente solo rivolta alla domenica, riprendo in mano le mie signorine per leggerle un’ennesima volta.

    E’ inutile, pure partendo ex-novo, pure rileggendole come fosse la prima volta, confermo i vecchi amori.

    La signorina n. 2 mi ha preso il cuore. La leggo e mi appassiono alla ricchezza del linguaggio, al sense of humor che fa capolino qua e là, alla fantasia che entra in quelle macchie come in quelle di Rorcharch, trasferendo tutto il mondo dell’autore (o autrice?) in quelle linee e in quei colori (“erano pensieri che lui le travasava in corpo”), anche se lei sarebbe vissuta di vita propria (“c’era, da qualche parte dentro la penna dell’artista la sua pena”).

    La signorina n. 16 affronta il tema della disabilità (almeno così l’ho capita… ), e quel farsi altro per essere vicino a chi deve vivere con mezzi diversi, l’essergli vicino non con le parole, ma con una totale empatia, non poteva non toccare le corde di quella solidarietà che secondo me è la più alta e significativa espressione di vita.

    La signorina n. 18 … prima di pronunciarmi le voglio dedicare queste parole del bellissimo “Valzer per un amore” di De Andrè:

    Quando carica d’anni e di castità
    tra i ricordi e le illusioni
    del bel tempo che non ritornerà,
    troverai le mie canzoni,
    nel sentirle ti meraviglierai
    che qualcuno abbia lodato

    le bellezze che allor più non avrai
    e che avesti nel tempo passato

    ma non ti servirà il ricordo,
    non ti servirà
    che per piangere il tuo rifiuto
    del mio amore che non tornerà.

    Ma non ti servirà più a niente,
    non ti servirà
    che per piangere sui tuoi occhi
    che nessuno più canterà.

    perché penso che ogni donna abbia bisogno di un uomo accanto a sé, e che un malinteso concetto d’onore, nonché pretenziosità, abbia condannato alla solitudine tante donne che sarebbero state ottime mogli e madri, e che ora raccolgono tutta la loro dignità per l’illusione di un presente decorosamente accettabile, e per soffocare quella domanda che brucia: “tra quei colori […] scorreva la vita, la vera vita?”

    Grazie a questo straordinario blog per averci condotto per mano in questo viaggio alla ricerca dei colori che sono in noi.

    Dimenticavo: per me sono pari merito… non chiedetemi un’ulteriore scelta!

  18. 2008 Novembre 8
    lisa permalink

    In questa seconda e ultima fase del concorso ho deciso di dare le mie preferenze a quei racconti, fra quelli rimasti in gara, che più aderissero a ciò che il concorso a mio parere proponeva: interpretare l’immagine partendo da un incipit.
    A mio giudizio gran parte dei racconti hanno tenuto conto principalmente dell’incipit e meno dell’immagine. Infatti di storie ne sono state scritte e tutte molto bene, ma per far venir fuori la storia della signorina a colori quasi tutti gli autori hanno sentito la necessità di togliere la signorina dal suo “istante figurativo” per trasferirla altrove, rendendo però la storia adattabile a tante altre immagini. Unica essenza comune che la signorina ha portato con sé è stata quella sua aria un po’ demodé che spesso l’ha fatta parlare in francese o invecchiare teneramente per porla fuori dal tempo.
    Invece inesorabilmente la signorina era lì, ferma nel suo attimo, senza un prima o un dopo, senza una trama, il destino le aveva concesso un incipit ma l’aveva privata di un finale, concedendole soltanto contorni slabbrati e colori ben dosati in tanti piccoli particolari, tracce.
    Ed è su questa mia percezione che ho preferito quei racconti meno narrativi, quelli che meno hanno aggiunto, quelli che hanno in un certo senso lasciato inviolato o irrisolto il mistero, come spesso accade quando si guarda un’immagine o se vogliamo quel mistero che c’è nell’immagine di noi stessi agli altri.
    Detto questo mi è stato difficile scegliere seguendo questa mia idea, forse un po’ severa lo ammetto, ma ogni interpretazione è soggettiva ( ora sto tergiversando ..quanto odio scegliere :-) )
    E comunque ecco qua : n.8, n.2, n.10
    Ringrazio tutti gli autori per gli ottimi racconti e ringrazio VDBD.
    Un abbraccio
    lisa

  19. 2008 Novembre 8

    Vi ringrazio tutti. Siete davvero come vi disegnerei, se sapessi farlo.
    Io devo ancora meditare.
    E poi ci sarà una sorpresa. Ma con calma. Non abbiamo nessuna fretta.
    Buona fine settimana.
    Io domani sarò a Chiari alla Fiera della Microeditoria.
    Chi volesse passare da lì…

  20. 2008 Novembre 8
    paolarenzetti permalink

    Motivo brevemente e …a posteriori le votazioni.

    La 17 perchè molto “letteraria” . Nel breve racconto l’autrice o l’autore ha saputo condensare simboli potenti ed evocativi.

    La 2 perchè molto originale, quella signorina “ghirigoro” che viaggia per la penisola.

    La 8 perchè molto poco definita e aperta a più letture.

    Insomma alla fine … dispiace lasciarle queste signorine!

  21. 2008 Novembre 9

    spiacente, morena.
    io sono uno sgorbio malriuscito. :-)
    riletti, sofferto, deciso
    24
    12
    10
    (non ho proprio il tempo per motivare..)

  22. 2008 Novembre 9

    le mie preferenze sono dettate principalmente dal gusto personale e sono andate a quegli scritti che hanno le radici nella realtà. le considero tutte e tre alla pari e sono:
    il n.22 perché racconta una vera storia, reale, amara, forse anche crudele, rispettando le regole di una narrazione canonica:incipit-climax-dénouement.
    il n.5 perché la delicatezza dello stile riscatta i risvolti leggermente patetici.
    il n.17 perché questa signorina d’antan, colta e bizzarra, che (forse) s’inventa impossibili storie d’amore con i più illustri personaggi della cultura, mi è proprio simpatica.
    anna

  23. 2008 Novembre 10
    PieroP permalink

    Mi scuso con tutti gli autori e i partecipanti.

    Anche se mancano ancora due giorni, per via di sopragiunte vicende personali, non sarò in grado di partecipare a questa fase finale.
    Avrei voluto rileggere le 12 signorine, prima di esprirmi. Non posso. E non mi sento di farlo tanto per.
    Scusate.

  24. 2008 Novembre 10

    Auguri per le tue vicende personali, speriamo niente di grave.

  25. 2008 Novembre 10
    m.gisella catuogno permalink

    Com è difficile scegliere e scartare certe signorine!
    però, dato che si deve…:

    La n. 24, per il suo sapore pirandelliano, filosofico, per quello svelarsi solo alla fine…e anche per il lessico ridondante che ha urgenza di dire e fa volentieri a meno spesso dei freni della punteggiatura

    La n. 12, Adelina, per quella smania della scrittura che ci accomuna tutte/ì

    . Tutte le storie come farfalle le mulinavano intorno e lei, sorridendo, alzò le braccia come a volare dentro quel vento fatto di segni, ad immergesi in esso, allora anche il suo corpo, polpa di storie, prese a sfaldarsi, prima a piccoli pezzi, schizzi di colore che si aggiungevano al turbine, poi allungandosi in una scia di parole, lettere, vocali, consonanti che, curvando, si disposero a spirale. Tutto a girare in un vortice folle sempre più rapido in forte tensione verticale, fino a quando le storie, nel parossismo rotatorio, come un tornado sfondarono il tetto, raggiunsero il cielo ed esplosero a raggio senza rumore.

    La n. 8 per la linearità della scrittura, quel suo abbigliarisi secondo l’umore e il tempo, ma soprattutto…ne sono stregata! per la sua bocca rosso-vermiglio

    Gisella

  26. 2008 Novembre 10
    Carlo S. permalink

    Dopo attenta rilettura:
    22, 24 e 11, ma non saprei dire in quale ordine. Nel dubbio diciamo a pari merito.
    Il 22 per i personaggi.
    Il 24 per l’atmosfera.
    L’11 per l’incertezza che lascia.

  27. 2008 Novembre 11

    Le ho volute rileggere tutte queste signorine a colori finaliste prima di esprimermi.
    Votazione davvero sofferta questa, perchè in tutti gli scritti (e non parlo solo di quelli finalisti) c’è qualcosa che avrei voluto premiare.

    E in qualche modo il premio è già arrivato…è stato pubblicato l’e-book, idea grandiosa che rende il giusto onore a questa avvincente sfida letteraria, all’efficienza dell’organizzazione delle BD, nonchè a tutta la creatività degli autori partecipanti. A tutti, grazie!

    Le mie preferenze vanno a:

    n.23 perchè la signorina Poesia mi ha letteralmente rapita, perchè è davvero la signorina che vive in tutti noi e con il suo sguardo aperto verso ciò che è (anche se non appare), mi ha emozionato dalla prima all’ultima riga.

    n.2 perchè l’idea dello scarabocchio che prende vita e che si racconta attraverso pensieri che si rincorrono e si sovrappongono mi ha affascinata. Si distingue dalle altre signorine anche per la scrittura elaborata, virtuosa, da leggere e rileggere per gustarne appieno i colori.

    n.17 perchè in questa signorina grafomane, collezionista e un po’ misteriosa mi sono immedesimata. La cura con cui accudisce le sue lettere contrapposta al finale in cui vengono bruciate non si sa perchè…ma quella “è un’altra storia”. Enigmatica e irrisolta, come piace a me.

  28. 2008 Novembre 11

    Le mie preferenze sono:

    16 – particolare esemplificazione della prevalenza del segno sulla parola

    23 – vive in me come essenza primaria qui rappresentata magnificamente

    11 – incertezza affascinante

    tutti bravi comunque.

    I miei complimenti.

  29. 2008 Novembre 11

    Ho riletto tutto, cominciando a sottolineare quelli che per me erano “racconti” veri e propri, inizio, svolgimento, fine, cose che succedono, dialoghi, magari, e così via. Alla fine quelli che sono rimasti sono anche quelli che, per me, hanno dentro una bella storia (e vale per tutti quelli che ho sottolineato)
    Poi ne ho isolati 6, cercando di capire perché mi piacevano più degli altri: uno per la scrittura, uno perché raccontava senza voler spiegare, uno per la storia in sè, eccetera.
    Infine, ho scelto, per tutti i motivi precedenti, e per altri:
    il 12 – anche per il finale, e per la frase: “come l’amavano in quel momento i suoi paesani”;
    l’8 – anche per la scrittura, le anafore, la cura delle frasi e la sicurezza con cui mi ha portato alla fine;
    il 17 – anche perché mi ha fatto invidiare la signorina e il giovanotto che ha trovato le lettere.

  30. 2008 Novembre 11

    Non sono molto brava nelle recensioni e nelle motivazioni perciò mi limito a esprimere il mio gradimento soltanto sulla base delle emozioni immediate che mi hanno dato le signorine :

    n° 12 perchè ha la leggerezza e il ritmo di una bellissima fiaba.

    n° 22 perchè esprime con dolcezza una cruda realtà

    n° 23 perchè è poesia in prosa.

    Tutte bellissime.

    Sara

  31. 2008 Novembre 11
    donatellarighi permalink

    Le mie preferenze:

    n.22 : qui la signorina a colori è persona viva, che prende rilievo, esce dalle righe, e siamo a inseguirla nella sua arte di arrangiarsi. I dialoghi rendono il racconto vivace, godibile, danno ritmo, lo fanno diventare credibile. Una bella trovata l’artificio di rendere il prete “complice”.

    n. 2 : quasi all’opposto del 22, la signorina si appiattisce restando quella che è, una macchia d’inchiostro che via via si arricchisce fino ad animarsi, diventando quello che ognuno vuole vedervi. Molto aprezzato anche lo stile, colorito, discorsivo.

    n.17 : mi ha conquistata il mistero irrisolto che lascia aperte tutte le possibilità.

  32. 2008 Novembre 11
    antonella permalink

    ringrazio lady ginevra per i versi di de andrè. come mi piaceva quella canzone!

  33. 2008 Novembre 12

    antonella, ti ricordo che dovresti indicare anche tu le tue tre preferenze.
    All’appello mancano ancora:

    pani, silvia leonardi, lucianna argentino e paola lovisolo.
    piero pessina si è scusato e ha avvisato che non riesce ad esserci.
    e poi manco io.
    cioè, non ‘manco’ perché sono qui.
    a dopo.
    e grazie a tutti.

  34. 2008 Novembre 12

    n.18. Su questo ho già detto precedentemente. Lo trovo un racconto di stile classico, compatto e sostanzioso, simile ad un vino rotondo e corposo, da meditazione, capace di stordire se si eccede. Alla fine si rimane perplessi, incerti se continuare ed ubriacarsi o mantenere una vivace sobrietà
    n.23. Precedentemente l’avevo un po’ sottovalutato, l’avevo giudicato troppo indefinito. Invece come l’ 8 che segue, trovo che rispecchiano decisamente la personalità femminile: mobile ed immobile, autoritaria e indecisa allo stesso tempo. Una specie di vino fresco e frizzante che può fungere anche da dessert.

  35. 2008 Novembre 12

    si può proseguire anche stanotte. farò i conti domattina.
    buona serata a tutti

  36. 2008 Novembre 13

    preferenze di Silvia Leonardi che non riusciva a collegarsi:
    17
    16
    12

  37. 2008 Novembre 13

    la scelta è stata difficile. i racconti hanno tutti, nessuno escluso, un loro fascino e una magia. Credo di averlo dimostrato anche nella presentazione all’e-book.
    Ma dovendo proprio ’scegliere’, ho dato la preferenza a tre racconti che sono storie complete (la signorina ha portato spesso a viaggi poetici e ghiribizzi dell’anima – stamattina sono così – che, seppur molto belli e affascinanti, non sono vere storie) e sono supportati da una bella scrittura.
    il n.22 – una storia moderna e attuale che potrebbe essere di miseria e tristezza, trattata con garbo e ironia.
    il n.24 – una storia densa di emozioni in cui la tensione non cala mai di tono e con degno finale.
    il n. 11 – tensioni e passioni condite con classe e anima tormentata (del protagonista non dello scrittore, che poi mi pare essere scrittrice) e un pizzico di divertimento, pur con finale tragico.

    grazie a tutti.
    ora conto le palline colorate

  38. 2008 Novembre 13

    Dunque, se non ho confuso la tabella ’signorine a colori’ con quella ‘conti di casa: inutile farli tanto non tornano’, sembra che:
    il racconto n.22 abbia 70 punti
    il racconto n.17 55 punti
    il racconto n.12 46 punti.
    seguono a ruota il n. 24, il n. 16 e il n. 2 e 18.

    Baci e abbracci per tutti.
    E’ stato bello ma ora è finito.
    Godetevi l’e-book e pensate a che divertimento è stato. Oppure pensate a ciò che volete.
    (MF)

  39. 2008 Novembre 13

    Grazie di tutto, anche dei conti :-)

  40. 2008 Novembre 13
    fernirosso permalink

    Ringrazio ancora tutti e voi, che avete fatto il lavoro…sporco(?) con tanta rapidità e con maestria. In ricordo, alla signorina, e ai suoi tanti ospiti,lascio questi due bellissimi brani di Yanni di cui il secondo titola NOSTALGIA. ferni

    http://it.youtube.com/watch?v=U79esEAO7kk&eurl=http://fernirosso.wordpress.com/

  41. 2008 Novembre 13
    paolarenzetti permalink

    E’ bello vedere i racconti con i nomi dei loro creatori. E’ come se avessero assunto una identità più definita e quasi una corporeità.
    Significativi e molto belli i più votati … ma tutti hanno lasciato un segno particolare, un’impronta, come si vede nell’ e-book.
    Grazie a Morena, a chi ha ideato e lavorato per questa realizzazione.

  42. 2008 Novembre 13

    allora proclamiamo il vincitore della seconda sfida delle belle donne, che però è un uomo
    il vincitore è Paolo Perlini
    per Paolo Perlini ip ip urra! :-) e molti complimenti, ma non solo a lui, a tutti i partecipanti, e anche molti ringraziamenti

  43. 2008 Novembre 13
    sandrapalombo permalink

    Mi associo ai complimenti per Paolo Perlini ! Ip ip urrà ! :-)
    Sì è stato divertente leggere tante storie che partivano oltre che da uno stesso incipit anche da un immagine.
    La selezione è stata dura per la qualità dei racconti. Il racconto di Perlini è stato anche il mio preferito perché, come ha scritto Morena nella sua votazione, racconta una storia conclusa e la trama era originale e ben scritta. Cmq il giudizio su questo racconto l’avevo già scritto.
    Alla prossima dunque! Ora riposiano la mente e la tastiera…

    Sandra

  44. 2008 Novembre 13

    c’è di bello che finalmente pani potrà indossare il suo smoking preso a nolo ;)

  45. 2008 Novembre 13
    antonella permalink

    pani è paolo perlini? certo, potrebbe essere PA – olo Perli – NI
    bravo pani!

  46. 2008 Novembre 13

    forse. ma forse no (uhmmm)

  47. 2008 Novembre 13

    Io direi proprio di sì. Garantito al limone.

  48. 2008 Novembre 13
    fernirosso permalink

    COMPLIMENTI A PANI….un pani-ere di ip..ip..ip…urrààààààà!ferni

  49. 2008 Novembre 13

    urca, sono arrivata due!!!
    :-)
    lo ritengo un grande onore, visto il livello generale decisamente alto.
    grazie a tutti, e a morena in particolare, per la quale richiedo ufficialmente una standing ovation.
    sono stata poco partecipativa, temo, ma non è un bel momento nemmeno per me.
    mi consolerò stampando l’ebook e rileggendo tutto con calma.
    ne vale la pena.

  50. 2008 Novembre 13
    fernirosso permalink

    COMPLIMENTI ANCHE A GEA… e buona lettura.f

  51. 2008 Novembre 13

    quasi commosso ringrazio…
    il vestito preso a nolo non posso più indossarlo. L’avevo prestato a Subhaga Gaetano Failla dopo la precedente sfida ma con tutti i festeggiamenti, le serate e gli abbracci ricevuti, mi è tornato srudicito.
    Vorrei condividere il podio più alto insieme al secondo e terzo. In fondo i numeri sono aritmetica, quello che conta è una sensazione/emozione generale che i tre racconti hanno suscitato. E poi stare in alto da soli è pericoloso. Infine, i diecimila euro che c’erano in palio per me sono troppi – era questo il premio, vero? ;-) -
    Grazie a tutte le belledonne e uomini, grazie davvero.

  52. 2008 Novembre 14

    onore al vincitore. il racconto era davvero bello. ma anche gli altri sono validissimi e hanno contribuito a fare di questa kermesse una inziativa di alto livello. leggere è stato un piacere

  53. 2008 Novembre 14

    Complimenti al vincitore e a chi lo segue da presso. bellissimi racconti sul podio.

  54. 2008 Novembre 14
    fernirosso permalink

    il premio era di venti….mi…là baci,altro che bruscolini o euro di cartastraccia! Pensa che dovrai fare il giro dell’Italia,con qualche puntatina fuori confine, per averli tutti. Bacio,ma il mio è solo uno,tutti gli altri ti aspettano a domicilio.ferni

  55. 2008 Novembre 14

    uh! 20.000, così tanti? E’ per questo che voglio dividere con il secondo e terzo. Se anche riuscissi a girare l’Italia e ricevere un bacio al giorno, mi servirebbero più di 54 anni per averli tutti.

  56. 2008 Novembre 14
    fernirosso permalink

    Non è una magnifica prospettiva? La potresti intitolare le due vite di Pani,oppure Pani e baci.ciao,ferni

  57. 2008 Novembre 14

    Pani amore e fantasia…

  58. 2008 Novembre 14

    sì, è una piacevole prospettiva…comincio a mettermi in cammino.

  59. 2008 Novembre 14

    Bravo :-)
    e ora vado a rileggerlo
    (e brava Gea :-) e anche Alivento, sì, ora vado a rileggerli tutti :-)

  60. 2008 Novembre 14
    m.gisella catuogno permalink

    Complimenti a Pani!!!
    grazie delle belle parole che ha speso per il mio racconto, il n. 18.
    Grazie infinite anche a alivento, che ha dedicato al mio racconto un lungo positivo commento e a Lady Ginevra che ha dedicato alla signorina Jolanda il valzer di Fabrizio de André.
    Un abbraccio e felicitazioni a tutti i partecipanti e all’equipe che ha lavorato tanto per tutti noi
    Gisella

  61. 2008 Novembre 14

    Hanno vinto i tre racconti da me preferiti… c’è forse un premio anche per chi ha buon gusto?
    Bravo pani. brava gea ( uffa!) :-) brava ali!
    stefano

  62. 2008 Novembre 14

    il solito cafone… complimenti sinceri a tutte le ragazze per la loro abnegazione e pazienza! Grazie per l’e-book

    stefano

  63. 2008 Novembre 14
    Carlo S. permalink

    Bello. Mi sono divertito, ha vinto il racconto che ho preferito, la “mia” signorina ha ottenuto un piazzamento onorevole in un contesto di racconti di livello veramente buono, l’e-book è un regalo graditissimo. L’ho già stampato e lo terrò da conto. C’è di che essere più che soddisfatti. Grazie Morena, grazie ragazze, grazie tutti.

  64. 2008 Novembre 15

    grazie a tutti dei ringraziamenti ;)

    e lei, Lady Ginevra, non ha questo nome senza motivo.

  65. 2008 Novembre 15
    fernirosso permalink

    Penso che a lei dovrei inviare almeno un mazzo di corolle, di splendide conchiglie risonanti, sentito il commento che mi ha donato e, con lei anche a Elle, Donatella, Paola. Vi ringrazio davvero molto, solitamente il mio andare e venire per certi giri di-segni non incontra il favore dei più. Un bacio grosso e grazie anche a tutti gli altri, tutti quelli che hanno scritto e hanno laorato qui…
    UN INVITO A LEGGERE ANCORA, TUTTI GLI ALTRI POST, DI QUESTO MAGNIFICO LUOGO.ferni

  66. 2008 Novembre 15

    @ferni: e che t’importa del favore dei più? Una volta un noto cantautore ebbe a dire: “Il giorno che dovessi vendere più dischi mi preoccuperei, temerei di essere diventato un autore di massa”.

    E’ così cara ferni: se i tuoi scritti vengono compresi solo da un’elite, buon segno: ottimo direi!

    *** oh me elitaria, così umilmente e modestamente elitaria! :lol: ***

  67. 2008 Novembre 15
    fernirosso permalink

    tu scherzi ed io rido con te, my lady,quando scrivo lo faccio seguendo un filo che si srotola, ma non so dove mi porta e quali porte apre.Scrivere, per me, è dis-porsi, senza avere l’obiettivo di scrivere per qualcuno in particolare. Se poi ci sono persone che amano “di passo in passo” passare attraverso POR_TE allora, magari, da qualche PAR_TE ci si ritrova. Un grazie ancora e: VIVA LA MODESTIA se indica la purezza del porsi, in ogni modo.ferni

  68. 2008 Novembre 15

    Guarda che io non scherzo! Penso veramente quello che ho detto.

    Per me invece scrivere non è né disporsi, né comporsi, né posporsi, ma semplicemente abbandonarsi ai sensi. L’obiettivo di scrivere per qualcuno? Quello è onnipresente, è sempre per qualcuno che scrivo, esiste sempre in me una Musa che mi guida la mano: ma certo non scrivo per “piacere” a qualcuno, o compiacere.

    Per me scrivere è libertà.

    Sei forte ferni, sono contenta di aver scoperto che il racconto n. 2 porta il tuo nome.

  69. 2008 Novembre 15
    fernirosso permalink

    scrivere per me non è abbandonarsi, ma lucida freddezza, altrimenti non riuscirei a vedere il cammino che, secondo me, non è solo davanti, ma in direzioni MUTE_VOLI.
    Scrivere è aprirsi ad ac-cogliere. Ma..ognuno ha le sue vie e le sue modalità di viaggio.Ciao Ginevra,ferni.

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