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In quel cadere languido di foglie
arrese al pretenzioso autunno
che ne sconvolge e mitiga i colori;
nell’alba tardiva e riluttante
a seminare il cielo di petali di rosa
per preparare al sole più indeciso
un pur degno fondale alla comparsa;
decifro i segni d’una stanchezza
intrinseca
non solo stagionale
che sparge di polvere e di brina
sentieri consueti e li rende
salite di fatica da scalare
ripe fioche di suoni e di colori
su cui occhieggia solo il malva
del croco, laggiù in fondo.
Ma anche lì saltella
un pettirosso e forse
spunterà un ciclamino
domani,
nel fresco umidore del mattino.
Bella e dolente, ma non priva di speranza. Solo venata della dolce nostalgia nelle cui spire ama indulgere sovente la poesia.
Davvero molto apprezzata.
Grazie per l’apprezzamento a eventounico! Per quanto mi riguarda, stamani per me il croco malva e il ciclamino che spunta è OBAMA!
Gisella
delicata e , a mio sentire, non malinconica, anzi, aperta ad una speranza che profuma di ciclamini.
(d’accordo con te, gisy, sono felice dell’elezione di Obama!)
Grazie Blumy!
Un abbaccio
Gisella
..ali di malva su un novembre malinconico, ma non vinto.
bella, gisy! api.
Grzie, Antonia,hai colto esattamente quello che volevo esprimere
un abbraccio
Gisella
versi dal tono malinconico ma non senza speranza, con colori e parole morbide:
“decifro i segni d’una stanchezza
intrinseca
non solo stagionale”
ma non ti arrendi: c’è sempre un fresco umidore, nel mattino del domani:-)
marina
grazie, Marina! hai colto nel segno, sono fortemente fragile!
un abbraccio
Gisella
Un bel quadro sostenuto dalla malinconia ma anche da un filo di speranza ( i fiori di novembre). Ciao! Sandra