Attesa di Dio di Simone Weil – Recensione di Nicola Vacca

Simone Weil, figura straordinaria e contraddittoria del pensiero filosofico e religioso del Novecento, ha attraversato il suo tempo come una rapida meteora ed ha lasciato in eredità l’originalità e l’autenticità del suo percorso speculativo con il quale ancora oggi bisogna fare i conti.
Scrittrice, irrequieta, indipendente, rifiuta schemi e scuole di appartenenza e dedica la sua breve vita alla ricerca interiore tenace fondata sull’idea di partecipazione, dell’impegno e della testimonianza.
Troviamo Simone, innamorata nella contemplazione dell’intreccio tra vita e pensiero, nelle vesti di insegnante di filosofia, di operaia, di animatrice del dibattito politico, spirituale e filosofico del suo tempo.
Attraverso le sue opere si deduce che la vita è concepita dal suo pensiero come una ricerca continua motivata dal bisogno di fare esperienza, affidandosi alla partecipazione vissuta con intensa emotività.
Dalla riflessione intorno ai suoi scritti, si comprende ancora la grandezza della Weil, la cui conquista spirituale indaga il complesso mondo delle idee e del pensiero, che mostrano l’autentica scelta di libertà in favore della verità.
Finalmente viene riproposta una delle opere fondamentali della grande scrittrice francese: Attesa di Dio ( a cura di Maria Concetta Sala, Adelphi, pagine 350, euro 25). Questo libro sconvolse una generazione, ed è senza dubbio un grande libro che continua a esercitare un influsso straordinario. È stato definito un grande classico cristiano.
Ancora oggi, questa opera, rappresenta una delle più brucianti testimonianze mistiche del Ventesimo secolo e più di ogni altra aiuta a penetrare più da vicino la vera essenza del pensiero filosofico della sua autrice.
A distanza di oltre cinquant’anni dalla prima edizione francese, Attesa di Dio – come scrive Maria Concetta Sala nel saggio introduttivo – conserva inalterato il suo valore. Il pensiero seducente della Weil apre le porte interiori sulla rivoluzione del cuore. È un libro duro e puro che si pone come una profonda investigazione spirituale
Attesa di Dio contiene la forza prorompente di un pensiero che vuole ricercare la verità attraverso il percorso spirituale e incontra nella partecipazione ad ogni evento il legame indissolubile con la filosofia della vita, che si riconosce impegno e testimonianza nell’elaborazione della fondamentale esperienza dell’esserci nel mondo.
Il libro fu considerato da un’intera generazione un grande classico precristiano. La Weil, con il suo libro, portò molti che erano giovani nell’ultimo dopoguerra alle soglie del cristianesimo. Più tardi non pochi superarono quelle soglie.
Con questo libro la Weil guarda all’urgenza del concetto di anima attraverso una nuova forma di religione che sappia guardare con concretezza alla preghiera, parola di tutte le cose.
Attesa di Dio narra la storia di un’anima pronta a scalare attraverso le strade tortuose del pensiero la montagna della conoscenza reale ispirata dalla ricerca filosofica dai faticosi appigli. Guidata così dalla rigorosa intransigenza di princìpi morali, lei prosegue testarda, senza mai arrendersi di fronte alle difficoltà, la ricerca disperata della verità assoluta. “Ritengo che bisogna sostenere sempre ciò che si pensa,anche se così si sostiene un errore contro una verità. Ma nel contempo bisogna pregare ininterrottamente per ottenere più verità ed essere pronti in qualsiasi momento ad abbandonare la propria opinione, quale che sia, non appena l’intelligenza abbia ricevuto luce. Ma non prima di allora”.
Fondata sullo studio dei manoscritti e corredata di un ampio corpus di apparati, questa nuova edizione di Attesa di Dio illustra la genesi dei singoli testi che compongono il volume- sei lettere e cinque saggi – e ne individua le connessioni, offrendo oggi uno strumento prezioso per capire finalmente lo sviluppo del pensiero di Simone Weil.
Nella convinzione dell’inseparabilità del pensiero dall’ anima del mondo risiede l’attualità dell’opera di Simone Weil; una scelta di vita in grado di comprendere la vita insieme a una coerenza etica che si esprime nell’agire come essere integrato nelle vicende del mondo.
Attesa di Dio è il libro che più da vicino svela i segreti più intimi della grande pensatrice che ha deciso di vivere nello Spirito la sua breve esistenza. Le parole di Georges Hourdin rendono l’idea della sua grandezza epocale :“Prepariamoci dunque a incontrare un libro straordinario, scritto da una giovane bruciante di carità. Dopo la guerra, Simone Weil fu nel contempo profeta e testimone dell’Assoluto”.
Nicola Vacca






È un libro duro e puro che si pone come una profonda investigazione spirituale
Attesa di Dio contiene la forza prorompente di un pensiero che vuole ricercare la verità attraverso il percorso spirituale e incontra nella partecipazione ad ogni evento il legame indissolubile con la filosofia della vita, che si riconosce impegno e testimonianza nell’elaborazione della fondamentale esperienza dell’esserci nel mondo.
Trovo che oltre la Weil ci sarebbe da portare a confronto e conforto anche la Zambrano, un’altra autrice a cui solo da poco si è data l’attenzione che merita, per una visone tutta particolare con cui parla delle questioni religiose e ideologiche oltre che filosofiche, meditate e composte in anni di duro praticantato dell’esistenza.ferni
Un libro che giustamente viene riproposto oggi, tempo in cui molti non hanno “fari” né fede. Sandra
Pensiero che non contrasta con “l’anima del mondo”, ma che da essa “è inseparabile”.
Ricerca disperata della verità assoluta.
E’ la ricerca stessa di quella verità da perseguire, la ragione e la necessità del viaggio.
Non si sa se c’è la meta, se si raggiungerà…eppure andare è molto più attraente della rinuncia, del non senso, del nulla che travolge ogni cosa.
Gran bella presentazione di un libro e di un’autrice che conoscevo solo per sporadiche e casuali visitazioni.
Questa breve ma intensa introduzione mi fa assolutamente desiderare di approfondire.
grazie!
Ho appena riletto questo libro di Simone Weil che ho in una edizione del 1996 della Rusconi. Va davvero letto e poi tenuto a portata di mano. Ferni nomina un’altra autrice che io amo molto Maria Zambrano, allora mi permetto di segnalare anche Edith Stein, ebrea anch’essa, allieva e assistente personale di Husserl, convertita al cristianesimo ed entrata poi nell’ordine delle Carmelitane è morta ad Auschwitz il 9 agosto del 1942.
Un saluto, Lucianna
Non l’ho più riletto, perché ricca allora, di giovinezza ideologica: lo apprezzai molto senza entrare nel vivo di domande a me, come ogni grande libro fa.
Apprezzavo la scrittura, temevo forse il pensiero acuminato?Anni in cui a Milano si lavorava sulla ricerca della madri “di tutti noi” , Essa campeggiava come un’ ineguagliabile, una vergine. Ora potrei riprenderlo.
Grazie a Nicola Vacca, anche per questa opportunità..
Maria Pia Quintavalla
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Simone WEIL è usata come la nutella.
Pare che tutti la conoscano benissimo. Come mai vi sono vuoti d’interpretazione in molti suoi scritti? Davvero era così affamata di assoluto? Davvero la si può considerare cristiana? E se si è lei stessa per caso a dirlo?
Le cose sono due e con Lutero diro’
“A meno che non mi si convinca con fatti che sono in errore” io credo che la WEIL debba esser riletta ex novo senza precomprensioni e pregiudizi religiosi.
leggere senza pregiudizi… impossibile. Ma farsi guidare dall’amore per la verità, questo sì, è perseguibile, anche se è un percorso aspro e accidentato.
Oltre a ciò, vorrei scrivere qui il nome di un’altra donna che si affaccia alla vertigine della settima stanza: Etty Hillesum