Queen Bees

2008 Ottobre 21
by Francesca Pellegrino

La carne che si butta
appassisce vermi sotto il sole
un sole qualunque, dico
ed accade d’inverno come l’estate.
E’ uno spreco senza tempo
questa carne che si getta
neanche gustata.toccata.annusata.
inutile utero che fa sangue azimo
una volta al mese.
E l’urgenza delle api al miele.
Senza fiori.

* Foto by Preferenza Photographer

9 Risposte leave one →
  1. 2008 Ottobre 21
    fernirosso permalink

    è piuttosto forte questo testo perchè mi ricorda sia gli sprechi alimentari (e il sangue del mestruo è quello della fertilissima terra,femmina che ci ospita ci sostiene del suo nutrimento) sia gli sprechi di tante vite umane falciate da morte, abbandono o indifferenza. Viviamo a stretto contatto, magari nella stessa famiglia, e tutto il genere umano è famiglia, e non ci incontriamo mai o quasi:terra sprecata l’uomo, carne sprecata,la vita. Grazie Francesca.ferni

  2. 2008 Ottobre 21
    m.gisella catuogno permalink

    sì, anch’io sono in sintonia con Ferni.Ci leggo lo spreco di qualsiasi tipo e l’inutilità di un lavorìo incessante…
    un saluto
    gisella

  3. 2008 Ottobre 21
    paolarenzetti permalink

    Molto bella e “femminile”. Quante risorse inutilizzate rimangono latenti per molto tempo! E’ difficile pensare a una vita che non fiorisce, deteriorandosi in un terreno inadatto.
    Quella delle api è pur sempre “un’urgenza”, come pure quella del fiore.

  4. 2008 Ottobre 22
    paolarenzetti permalink

    Una foto scelta bene che contrasta in apparenza con il testo, creando piacevole discontinuità e ulteriore sviluppo della lettura.

  5. 2008 Ottobre 22
    donatellarighi permalink

    Lo spreco della possibilità, della potenzialità “femminile”, del suo poter ricrearsi. Un’offerta costante che non trova accoglienza. Il rammarico dell’inutile ciclo vitale senza sbocco.
    Molto amara. Secca e amara.

  6. 2008 Ottobre 22
    sandrapalombo permalink

    Un testo di prostesta, ( giusto per giocare con le parole), con immagini forti come quell’”inutile utero che fa sangue azimo
    una volta al mese.”
    Ciao Francesca! Sandra

  7. 2008 Ottobre 22

    @ Ferni – il largo raggio che esponi è il senso globale di tutto. Il senso dello spreco – stretto dentro le incomunicabilità – troppo frequenti. Grazie

    @ Gisella – è dentro quel lavorìo …. il senso vero dello spreco. Grazie.

    @ Paola – Hai colto la chiusa: quell’urgenza che urla e al tempo stesso del deserto di fiori. Che poi la scelta della foto è stata guidata da una voglia assoluta di allargare il raggio alle vedute. L’incomunicabilità rende possibile lo spreco. Sule strisce pedonali, si incrociano continuamente assoli di solitudini. Spesso sempre dispari. Grazie.

    @ Donatella – dentro la fertilità incolta, tutto il dolore possibile. Grazie.

    @ Sandra – si, di protesta, Sandra, perchè non si può restare muti a vedere lo spreco . Grazie

  8. 2008 Ottobre 22
    alivento permalink

    dentro la fertilità vacua tutta l’inutilità possibile
    il carnaio umano che brancola e marcisce
    una visione materiale di vanità per carenza di incontro, per solitudini assolate a fiori dispari

  9. 2008 Ottobre 29

    @ Ali – esattamente così, carissima Ali.
    Così. Grazie

Lascia un commento

Note: You can use basic XHTML in your comments. Your email address will never be published.

Abbonati ai feed di questi commenti tramite RSS