“Vado via perché voglio scrivere ed ho bisogno di stare nella realtà”
(Roberto Saviano, autore di Gomorra)
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Oggi a Milano una maratona di lettura pubblica per esprimere solidarietà
allo scrittore. Per informazioni si invita a leggere qui chi fosse interessato
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qui sul sito di Roberto Saviano il testo integrale dell’ articolo apparso
sul quotidiano “La Repubblica”, a cura di Giuseppe D’ Avanzo in data
15 settembre 2008.







Penso che tutti noi potremmo capire Roberto se domani o un giorno se ne andasse dall’Italia. Un giovane ha diritto a 28 anni di vivere la sua vita, di uscire con gli amici, di andare in libreria. Ha fatto una scelta difficile, che gli ha richiesto un sacrificio, un eroismo fuori misura, assurdo.
Che paese è, quello dove uno scrittore è costretto a vivere “blindato”, per aver scritto un libro?
Un libro di denuncia, certo, ma…un libro!
Non siamo l’unica nazione così… ce ne sono altre, purtroppo.
Un paese che ha mandato al macello Giovanni Falcone e Paolo Borsellino…che non sa proteggere e aiutare Roberto, disarmante e “disarmato” nell’immagine che vediamo in questi giorni.
E’ uno dei nostri figli che ci guarda e ci interpella con la sua lettera.
Si potrebbe essere quasi tentati di chiedergli di resistere, ma richiede un coraggio personale e collettivo, una determinazione, che forse il nostro paese non ha più.
Grazie Paola per queste tue parole.
Ci sono autori che hanno avuto condanne dal sistema stesso, parlo dei russi soprattutto,ma anche in altre nazioni non mancano i nomi, ci sono autori che hanno scelto l’esilio. Saviano sapeva sin dall’inizio, prima la scelta di scrivere,ora la sua scelta di andarsene. Punto. Non intendo dilungarmi:ci sono troppe questioni che vanno sotto silenzio per questo piccolo gesto, visto che ci sono persone che si vedono distruggere l’attività e hanno la vita in pericolo quanto la sua e più della sua. Non è forse un “pari” nella lotta alla mafia e alla camorra?Come mai per gli altri l’informazione non scrive nemmeno una riga? Come mai non hanno scorta?INFORMAZIONE? Ma dove? ferni
(chiedo scusa ma ho inviato troppo presto la precedente risposta. riscrivo qui)
grazie Paola, che sento avendoti letta poetessa attenta al circostante, per queste tue parole importanti come quelle moltissime che sono state dette scritte e che ancora saranno
dette e scritte dello stesso tenore sui giornali in rete in video. per Roberto Saviano questo coro di solidarietà è “balsamo” , per non mollare.
Se perde Saviano perderemo, irrimediabilmente, tutti.
Ma se uno scrittore è costretto a vivere ‘blindato’, non ha la solidarietà dei concittadini, ha un marchio sulla fronte che lo costringe (lo costringerà sempre?) ad allontanarsi dall’Italia, a vivere senza più radici, affetti, certezze, che ne sarà di questo scrittore, di quest’uomo, contro la violenza barbara e ottusa della mafia ?
Spero che il suo sacrificio serva almeno a cambiare qualcosa nelle menti dei giovani come lui e più di lui, perchè la mafia è davvero ” cosa nostra “……
un eroe dei nostri tempi che sta sacrificando vita e giovinezza per cambiare il mondo.
Chi altri avrebbe il coraggio di farlo?
GRANDE!!!
Moni
Un grande, un eroe anche per me1 Sentito che su FAREHNEIT (Radio 3 dalle 15 alle 18 dal lunedì al venerdì) continua la letture integrale, a staffetta, di Gomorra!?
Gisella
Dal quotidiano “La Stampa” di oggi:
“Si moltiplicano le iniziative di solidarietà per Roberto Saviano. Numerosi i forum su internet, da ‘Nessuno tocchi Saviano’ a raccolte di firme e appelli perchè non lasci l’Italia. In molte città si organizzano letture corali di Gomorra come quella promossa da Fahrenheit, programma di Radiotre, per il 21 ottobre. I tifosi granata (…) attendono l’ok delle autorità per esporre il loro striscione ‘Saviano uno di noi’ in Torino-Cagliari di domani. Tra le strade di Caserta campeggia il volto dello scrittore composto di mini-ritratti fotografici di suoi concittadini.”
Con questa iniziativa Paola Lovisolo e VDBD contribuiscono a rinnovare una dignità e un carattere etico che la letteratura e l’Italia non devono smarrire.
@Subhaga Gaetano Failla
per chiarire perchè non vorrei ci fossero fraintendimenti:
non siamo stati io e VDBD a promuovere la lettura pubblica a Milano. mi sono limitata a riportare qui la notizia dell’ iniziativa.
una delle tantissime iniziative.
cliccando sul link si hanno notizie riguardo agli organizzatori
della suddetta manifestazione.
approfitto per ringraziare gli intervenuti.
paola
Grazie a te cara Paola per questo post.
Roberto rappresenta e dà voce anche tutti quelli che sono in prima linea, soprattutto al sud, nella resistenza alla criminalità. Come dice Ferni, vengono in mente persone semplici: negozianti, piccoli imprenditori, una ragazza che si chiamava Rita Atria…
Certo … si cerca in tutti i modi di togliere credibilità a chi dissente, a chi dà fastidio.
Ricordate Giovanni Falcone e il “corvo”?
“Gomorra” e il suo giovane autore, ci stanno davanti, anche quando non vorremmo guardare.
Sì, Paola L., mi riferivo a questo post. Grazie ancora,
Gaetano
@ Paola Renzetti
non avrei potuto dire meglio. ancora e ancora grazie
per le tue riflessioni qui e in altri luoghi letterari.
@Subhaga Gaetano Failla
ti faccio le mie scuse. il fraintendimento è stato da parte
mia e sono io che ringrazio tedi cuore per aver lasciato il
tuo pensiero.
paola
Magari avessimo tanti scrittori che stimolano un a lettura pubblica, per insegnamento morale e civile.
Pochi lo fanno e di ancor meno se ne sa, forse.
Saviano ha invertito la tendenza.
Peccato che il ministro Maroni abbia detto ieri che ci sono molti altri simboli di lotta alla mafia etc .Bravo!
Quasi essere uno scrittore coraggioso come lui è, Saviano, non sia frutto di scelta responsabile, ma casuale. La falsa concorrenza sui mestieri più “utili” poi, puzza molto di bruciato rétro, e di …odio alla cultura. Glissons.
Onore anche alla scelta di riprendersi la vita.Grazie a Paola
Maria Pia Quintavalla
Condivido in pieno l’urgenza di Roberto Saviano di rivolere indietro la propria vita, una priorità assoluta che dà anima ad ogni sguardo, che permette a un uomo/donna di esistere nel respiro più arioso, nell’abbraccio più grande che accoglie l’essenza della vita stessa, ne coglie il significato e del suo palpito si nutre.
Grandioso. Ciao Paola
Rina
Avete fatto bene a mettere questo post… credo che la cosa peggiore per chi rischia come Saviano sia sentirsi solo.
Cristina
@ Maria Pina
@Rina
@Cristina
a Voi la mia stima
ringraziandoVi molto del segno.
ringraziando ancora ognuno.
paola
La solidarietà della brava gente, che l’Italia ne è piena, è importante. io ricordo ancora di pippo fava giornalista che fondò i siciliani, nato a palazzolo e morto ammazzato nel 1984, e peppino impastato.
si, chi ricorda ricorda per sempre.
grazie antonella.
abbraccio la donna magnifica per la forza che sei.
paola
Ho appena firmato per Saviano.
Oltre tutto, è un grande scrittore
lucetta