La letteratura erotica al femminile nella Francia dell’800
Fino a poco tenpo fa credevo che la letteratura erotica al femminile cominciasse nel ‘900 con Anais Nin, poi, facendo delle ricerche per scrivere i romanzi del ciclo di Alain e Juliette, ho scoperto che in realtà comincia in Francia un secolo prima, nel periodo napoleonico…
Questo post vuole essere anche un invito a chi conosce il francese meglio di me (io sono in grado di leggere un testo, ma non di fare una buona traduzione) a tradurre uno di questi libri che non sono mai stati pubblicati in italiano.
Opere di Felicite De Choiseul-Meuse (Parigi 1770-1824)
“Julie ou J’ai sauvé ma rose”, Amburgo, 1807, Londra 1810 (Firmato con lo pseudonimo di Madame De C.***racconta di come Julie, la protagonista del romanzo, sia riuscita a giungere a 30 anni, salvando la propria rosa, cioè la propria verginità, pur avendo avuto numerose esperienze erotiche, soprattutto con altre donne; il testo è scaricabile integralmente in pdf da google books).
“Entre chien et loup”, Parigi, 1808 (E’ un dialogo tra donne che in una villa di campagna, mentre i mariti sono assenti, raccontano le une alle altre le proprie esperienze ed in particolare com’è stata la loro prima volta).
“Amelié de Saint-Fair ou la fatale erreur”, Amburgo, 1808 (firmato con lo pseudonimo di Madame De C.***).
“Elvire, ou la femme innocente et perdue”, Parigi, 1809.
“Amour et gloire, ou Aventures galantes et militaires du chev. de C***”, Parigi 1817 (Viene considerato più come un romanzo d’avventura che come un vero e proprio romanzo erotico)
“Les amantes de Charenton”, Parigi, 1818.
“Paris ou le paradis des femmes”, Parigi, 1821.
Opere di Julie (Juliette) De Sade (Parigi 1791-1827)
“L’enfant de l’amour”, Parigi 1808 (pubblicato anonimo, perciò, non è certo che sia di Juliette)
“Dialogue de Madelaine et de Julie”, Parigi, 1810 (firmato con il nome di Julie)
“Le triomphe des talens sur les défauts corporels”, Londra 1811 (firmato solo con il nome di Juliette, racconta le disavventure di Juliette, figlia di un ufficiale dell’esercito inglese e di un’ex cortigiana, può essere considerato più un romanzo di formazione che un romanzo erotico)
“Le jardin d’amour”, Parigi 1816
Opere di Julie De Castelnau, comtessa (De) Murat
“La Sopha amoreux” (il libro probabilmente venne bloccato dalla censura, perché non fu stampato, io l’ho trovato citato, però, in “Bibliographie des ouvrages relatifs à l’amour, aux femmes, an mariage”, un volume del 1864 che è stata una delle mie fonti per questa ricerca)
Il quadro che illustra il post è di J. Millais






C’è un romanzo successivo, che immagino conoscerai già, forse ugualmente meritevole di essere tradotto, di Marguerite Eymery, che adottò, per l’occasione, lo strano pseudonimo letterario di “Rachilde” , in cui si delineava, per la prima volta, l’ideale amoroso androgino da una prospettiva femminile, “Monsieur Vénus”, del 1884.
Sempre che non sia già stato tradotto da qualche piccola, meritevole, casa editrice marginale, in effetti non ho ancora “indagato” in proposito…
Chi mi aveva parlato, a suo tempo, del romanzo, lo aveva letto in francese.
Grazie dell’interessantissimo spunto di studio.
francesco
Eppure daterei ancora prima,risalendo alle fiabe per “adulti” di Madame d’Aulnoy,1690 e dintorni, l’inizio di una letteratura erotica femminile. So che Anna Maria Farabbi ne ha curato una traduzione, non l’ho ancora letta però, per poi tracciare il testo :Il lussuoso arazzo di Madame d’Aulnoy, Travenbook, 2007. ciao e grazie per il tuo lavoro,ferni
Grazie a Francesco e Ferni per i loro spunti, sinceramente non sono un’esperta di letteratura erotica, ho letto qualche classico, per curiosità, però nulla di più… finché non ho avuto bisogno di documentarmi per un ciclo di romanzi che sto scrivendo, dove appaiono il marchese De Sade (un personaggio mitizzato in negativo, di cui è difficile capire la vera natura) e sua figlia Juliette che invece è un personaggio praticamente sconosciuto.
Se vi ricordate un mio vecchio post: era la ragazza ritratta sulla copertina del romanzo “Il porto di Calais”.
Per quanto riguarda la Eymery vado a dare un’occhiata in sbn, se è stata tradotta, il libro dovrebbe risultare nell’opac.
Cristina
Secondo me bisogna datare molto prima l’inizio della letteratura erotica francese… non sono un’esperta ma suppongo che, come quella italiana, il discrimine sia il clima controriformistico che, in qualche modo, anche se in misura minore rispetto a paesi come l’Italia e la Spagna, si faceva sentire anche in Francia…Insomma c’è forse molto più erotismo nella letteratura medievale che in quella del sei, sette, ottocento….non solo Boccaccio ma Pietro Aretino ecc.
L’ipocrisia borghese, il clima vittoriano ecc…erano ancora lontani.
Nella classicità poi, l’erotismo c’è a piene mani: ricordate Ovidio o anche i lirici greci (che non si leggono a scuola, naturalmente…)!? In fondo la lussuria, come peccato, nasce col cristianesimo…o no!?
Grazie degli spunti, Cristina, scusa la banalizzazione, per fretta…
Gisella
Io direi che la letteratura erotica in prosa e non in versi comincia con il ‘700 con quella che a volte viene anche classificata come letteratura libertina dove si intrecciano filosofia ed erotismo, per cui l’erotismo, svincolato da ogni schema morale diventa anche una forma di libertà e, anche se è molto più prosaico, una fortuna per gli editorii, perché questi libri, se non venivano bloccati dalla censura, vendevano molto ed anche se venivano bloccati si potevano sempre stampare all’estero (per es. in Olanda che era considerato un paese più libero da questo punto di vista) oppure stampare clandestinamente in Francia, fingendo che fossero stati stampati altrove. La letteratura erotica in versi invece è molto più antica, se uno ha letto Catullo in versione integrale, ho trovato sicuramente degli spunti interessanti… sarebbe anche da riflettere su questo, la letteratura erotica passa attraverso la poesia, il dialogo e solo alla fine, dopo un’evoluzione durata molti secoli, arriva ad assumere la forma del racconto o del romanzo.
Ciao, Cristina
Propongo una paginetta di letteratura erotica italiana del XX secolo. Saluti, Fabrizio.
“La donna del manifesto, una giovane biondina dal viso gradevole, era sdraiata pancia a terra sul pavimento di una stanza e, appoggiandosi sui gomiti, teneva sollevata la testa per guardare con un sorriso verso il pubblico dei passanti. Aveva le gambe ripiegate e incrociate e agitava i piedi nudi in aria. Dei suoi piedi oscillanti si vedevano solo le larghe piante bianche e rosa, flessuose e sinuose come barche panciute che scavalchino agilmente le onde. Sollevate in aria, davano l’idea di qualcosa di leggero e alato; facevano pensare a quegli strani pesci colorati, larghi e sottili come fogli di carta, che guizzano con eleganza negli abissi marini.
La ragazza era vestita e non mostrava niente che impressionasse i sensi e suscitasse desiderio, eccetto quei larghi piedi oscillanti in aria, che, contraddicendo la composta e quasi scialba bellezza del viso, suggerivano l’idea di una libertà segreta, di una nudità più intima e rivelatrice, di una voglia di giocare licenziosa ed eccitante.”
Non me ne intendo di letteratura erotica femminile, ma credo che sia Ferni che Cristina abbano visto giusto, io andrei ancora più indietro, dove la mettiamo la celeberrima Princesse de Clève? Mah.
Se tra tutti questi libri dei quali la brava Cristina ci informa, ce ne fosse uno che….insomma un libro breve e piacevole non ancora tradotto….potrei provare a tradurlo io. A patto che nessuno abbia fretta, non mi dia tempi stretti per consegnarlo.
Un abbraccio
lucetta
Ti ringrazio per la tua disponibilità, ti ho inviato per ora i 2 testi che sono scaricabili gratuitamente in pdf da google book, per gli altri, infatti, bisognerebbe ricorrere al prestito interbibliotecario con qualche biblioteca francese.
Cristina
Oso intromettermi in questa discussione per dire che, secondo me, quella che si suole chiamare “letteratura erotica” è un fenomeno marginale che interessa la storia del costume e non quella della poesia (in prosa o in versi che sia). I romanzi cosiddetti erotici, quelli francesi in particolare, sono noiosissimi e vuoti e non mi sembra che siano su una linea di sviluppo che si possa far risalire (nemmeno attraverso un filo tenuissimo, vista la grande distanza di tempo) a Catullo e dintorni. Nascono da tutt’altre circostanze e per tutt’altre esigenze. Un romanzo libertino come Les liaisons dangereuses è anche molto erotico ma non è un romanzo erotico: è solo un grande romanzo. E Puškin è forse un poeta erotico? Eppure nel suo Eugenio Onegin c’è tanto erotismo. Lo stesso vale, direi, per Petrarca, per Baudelaire, per Proust. Vorrei dire, insomma, che la cosiddetta letteratura erotica, non volendo (perché non sa farlo) rappresentare i conflitti, le contraddizioni, le vibrazioni, la profondità o la semplicità della vita vera, offre ai lettori un erotismo stereotipato e insapore, che sta all’eros vero come un surrogato, come la cicoria sta al caffè.
Mi sono permesso di proporre, alla risposta n. 6, una breve prosa. L’ho definita erotica per essere in carattere con questa rubrica, ma io la ritengo poetica. Però, se sbaglio, “mi corriggerete”.
Saluti, Fabrizio
Anche certi romanzi di D’Annunzio come Il piacere o Il fuoco allora potrebbero essere considerati erotici… secondo me però bisogna essere precisi e limitare il campo per capirci, quando io ho inserito questo articolo, avevo in mente il contesto della letteratura erotica francese dell’epoca napoleonica, dominata dalla figura molto discussa del marchese De Sade e mi interessava mostrare che non esistono solo le sue opere o quelle dei suoi detrattori che però appartengono allo stesso filone letterario come Mirabeau o Restif De La Bretonne… poi qualcuno ha proposto di retrodatare l’inizio dell’apporto delle scrittrici ad un ambito di solito prettamente maschile (anche perché per una donna era probabilmente più difficile all’epoca tirare fuori le proprie fantasie erotiche, scriverle e non vergognarsi di pubblicarle) ed ho accettato suggerimenti e proposte… è normale che ci possano essere scene erotiche più o meno esplicite anche in romanzi che non sono considerati appartenenti a questo genere, però, a me interessava appunto un ambito molto preciso e ristretto anche cronologicamente e soprattutto mi interessava cercare di tradurre alcune di queste opere in italiano.
Cristina
Premetto che sono entrato per pura casualità, anzi mi ci sono ritrovato casualmente ed incuriosito mi sono soffermato. Non ho letto molto ma quello che ritengo un buon commento sia quello al punto 9 (Fabrizio). Un romanzo o racconto erotico non possono non essere poeticamente scritti, per diventare piacevole lettura. Diversamente sarebbero solo pornoscritti e non avrebbero valore e senso letterari. L’erotismo o l’atto sessuale, vanno raccontati e inseriti in un contesto quotidiano e devono agettare dal romanzo, nel momento in cui meritano e necessitano e descritti con poesia. Anche scarna e virile, magari!
Gabriele
complimenti
Studio storia e storia dell’arte nella Svizzera francese e sono interessata alle stampe erotiche del XIX secolo. Sarei disposta a tradurre qualche libro del genere e per me sarebbe ancor più interessante se fosse illustrato da stampe o disegni. Non potrò dedicare alla traduzione tutto il tempo che vorrei, dunque non posso promettervi tempi brevi..
Saluti.
Cecilia