The Million Dollar Hotel
In tema di angeli e dannati, si traccia la breve istantanea di due film: “Il Paradiso può attendere” di Warren Beatty e “The Million Dollar Hotel” di Wim Wenders. Il secondo racconta con forza, bellezza oscura di immagini e musica (U2), l’esistenza fragile e disperata di alcuni ospiti di un hotel di Los Angeles, ai margini del mondo “normale”. Con finale estremo e senza dichiarata speranza.
The Million Dollar Hotel
Disegna un arco di piume
nell’umido grigio di ieri.
Dalla panchina ci credi
e il cielo ti resta a guardare.
Attendere, non resta che andare.
Hotel da un milione di dollari,
ci dorme un balordo e la ragazza
vestita, dalla testa rasata.
All’ultimo piano non senti
il puzzo della moquette:
il volo di schianto, le ali.
Paola Renzetti





A tutti ciao…dopo le vacanze estive! E’ bello ritrovarsi.
Grazie per aver messo il mio pezzo.
A proposito di Wim Wenders…c’è qualcuno che ha visto il suo ultimo film ambientato a Palermo? E’ ancora in circolazione?
Speriamo che “Venezia” ci porti cose belle da vedere.
qual è l’ultimo film di Wenders ambientato a Palermo, Paola, che titolo ha? La tua poesia sembra una canzone, come quella di tanti anni fa che cantavano Herbert Pagani e Gino Paoli, Albergo a ore. Mi piaceva da matti.
Il titolo è “Palermo Shooting”. E’ ambientato a Palermo ed ha come filo conduttore il tema del viaggio e della ricerca (ho letto una piccola scheda in Internet). Non l’ho visto e mi piacerebbe molto, dal momento che sono appassionata di questo regista. Una delle interpreti è Milla Jovovich, già protagonista di ” The Million Dollar Hotel”.
Viaggiare, muoversi tra bellezze insolite è proprio una caratteristica di questo artista, che attinge molto alla musica e percorre le più impensate visioni.
Grazie Blumy per il tuo bell’accostamento! Ogni albergo è diverso ed ha caratteristiche uniche… soprattutto quelli più vissuti e a basso costo!
purtroppo neanche io potuto vedere il film di winders ambientato a palermo tra le città più affascinanti del nostro paese! di winders ho visto praticamente tutto ma questa pellicola credo vada presa in “cineteca” altrimenti amen!
roberto
di quel letto d’albergo mi è rimasto addosso
il coltello del lezzo
piantato dentro le narici e il cervello
stilava orrore contorsioni e sesso
nausea della vita ribrezzo
una coperta di polveri acriliche
sulle vie fuori mano dello stato dell’essere.
Mi hai ricordato degli alberghi …davvero indecenti degli states, dove spesso hanno ambientato film…per milioni di dollari mai gustati dai loro frequentatori.
Anche a me piace molto Wenders, potresti cercare informazioni presso controreazioni, loro si occupano solo di cinema. Questo è il link e sia Chiara(oscura) che Gregorio hanno inviato delle recensioni a VDBD. Ciao,ferni
http://controreazioni.wordpress.com/
Grazie a Roberto e a Ferni!
…sulle vie fuori mano dello stato dell’essere.
E’ proprio anche quelle vie che è necessario percorrere tra il reale e l’irreale, per poter “essere” e “stare”.
Suggestione per suggestione..ecco il film dei fratelli Cohen, “Non è un paese per vecchi”. Cara Ferni, mi ci hai fatto pensare!
E’ terribile quel “fuori mano” che sconcerta, così mostruosamente “al di qua” e reale!
sono stata negli states, un periodo breve di quasi tre mesi,dal nord al sud e la costa est, dopo quella ovest. Mi è rimasta impressa ogni visione, dai barboni alla miseria davvero degradata e sempre più degradante dei senza tetto, che vengono allontanati a forza,con fucili a pompa, dai centri, alla cultura del corpo, contrapposti allo sfacelo di altri corpi,obesi sopra livelli paurosi, il limite invalicabile e poi l’usura,della gente e delle cose,persino della natura:foreste meravigliose abbattute nell’arco di un giorno ad esporre la calvizie di intere montagne…Ricordo gli odori, contratti, fortissimi al mattino perchè nel rafferddarsi emanano un acre orribile: uscivano dai negozi, dai numerosi locali di ogni genere di etnia, ricordo gli avanzi dei bidoni delle spazzature e la gente senza dimora che raccoglie da questa nostra africa senza nome e senza immagine il suo margine di vita, quando non c’è ancora nessuno per strada. Ecco, questa è l’america che ricordo, compresi gli alberghi,di piccola taglia,da indossare di notte come un vestito, di piccoli paesi mai nominati in cui il sintetico delle lenzuola puzza ancora prima che qualcuno ci si corichi ma che sembra mantenere tutte le storie che ci si sono avvolte. Il resto? Una grande vetrina di democrazia intollerante e spreco.
Ciao Paola,
i tuoi versi riportano all’impressione lasciata dal film di Wenders. Tragici e veri.
Rammento che vidi il film – dovevo vederlo – stanca e semi addormentata, la testa ciondolava, guardavo con un occhio solo.
Sì la terrazza dell’ultimo piano, i perdenti, il volo, la musica, una sensazione di cupa tristezza.
Anche questo è il mondo.
Ciao
anna maria
Il film lo vidi anni fa: troppo nichilista e degradante.
Non è decisamente il mio genere….
Belle immagini, le tue Ferni…belle perchè si sente partecipazione e affetto in quei contrasti così ben delineati. Beata te, per gli States!
Posti che dettano legge per il culto del denaro e dai quali ancora oggi sembrano germogliare ideali di pace e di speranza.
Il degrado non è attraente per nessuno e ciascuno cerca di evitarlo il più possibile, ma è innegabile come la linea di confine sia più vicina di quanto si pensi.
Grazie Anna Maria! Forse non è tra i migliori di Wenders, ma il suo sguardo di comprensione verso realtà così disperate, è autentico.
PV64
Hai ragione, può sembrare un po’ nichilista, ma in realtà l’artista è attratto da tutte le manifestazioni della realtà, anche quelle più misere, dove trova a volte autenticità.
Se non ricordo male, in paesaggi squallidi si aprivano sprazzi di cielo.
in tutte le pozzanghere si rovescia il cielo, in tutte ci ri-specchi-amo noi! Ricordalo PV!
Ancora grazie dei tuoi versi e dei tuoi ricordi paola,ferni