Una poesia di Elizabeth Siddal – FRAMMENTO DI UNA BALLATA

FRAMMENTO DI UNA BALLATA (Elizabeth Siddal)
Più di un miglio oltre la terra ed il mare
Il mio amore senza essere convocato ritornò da me
Io mi ricordo non delle parole che disse,
Ma solo degli alberi che gemevano lassù.
(Traduzione dall’italiano all’inglese di Cristina Contilli)
Per chi volesse leggere altri testi in lingua originale o approfondire la vita di questa poetessa che è stata la moglie e la modella di Dante Gabriel Rossetti: http://www.lizziesiddal.com/portal/






mi ricorda un po’ la scrittura di un’altra poetessa contemporanea, Paula Tavares. Queste le due poesie che il frammento presentato ha evocato in me
Il mio amato arriva
Il mio amato arriva e mentre toglie i sandali di cuoio
marca con il suo profumo le frontiere della mia stanza.
Libera la mano e crea navi senza destino nel mio corpo.
Pianta alberi di linfa e foglie. Dorme sulla stanchezza
cullato dal breve momento della speranza.
Mi porta delle arance. Divide con me gli intervalli della vita.
Poi parte.
Lascia dispersi come un sogno i bei sandali di cuoio.
*
Quella donna che straccia la notte
Quella donna che straccia la notte
con il suo canto d’attesa
non canta
apre la bocca
e libera gli uccelli
che le popolano la gola
Grazie per il link, ci sono stata e ci ritornerò.ferni
mi catturano gli ultimo versi: Io mi ricordo non delle parole che disse,
Ma solo degli alberi che gemevano lassù ,
come se la potenza dell’amore ( o il sentire che amore non era ) cancellasse persino il suono della voce e tutto fosse sovrastato dalla voce degli alberi.
non so per quali strani percorsi mentali ma mi viene in mente amelia rosselli:
Tutto il mondo è vedovo se è vero che tu cammini ancora
tutto il mondo è vedovo se è vero! Tutto il mondo
è vero se è vero che tua cammini ancora, tutto il
mondo è vedovo se tu non muori! Tutto il mondo
è mio se è vero che tu non sei vivo ma solo
una lanterna per i miei occhi obliqui. Cieca rimasi
dalla tua nascita e l’importanza del nuovo giorno
non è che notte per la tua distanza. Cieca sono
chè tu cammini ancora! cieca sono che tu cammini
e il mondo è vedovo e il mondo è cieco se tu cammini
ancora aggrappato ai miei occhi celestiali.
Mi ha colpito quel “senza essere convocato”: è quindi ubn ritorno spontaneo, forse inaspettato…
grazie
Gisella
Come da così lontano l’amore ritorna prepotentemente
“attaccando” la realtà non delle parole, ma del sentire.
Frastornante semplicità… di forte impatto emotivo.
Grazie Cristina
margheritarimi
frastornante semplicità,si margherita.
come piccolo breve torrente di montagna
a cui ti disseti, per bisogno.
è di semplicità, molto spesso,
il nostro bisogno. la andrò a cercare, eliz, lo vale.
a presto, antonia.
ciao Antonia
si. penso che valga la pena di cercarla, se scrive così…
Chiederemo anche a Cristina
un saluto a te, grazie
margheritarimi
Care ragazze, io mi ricordavo di aver programmato il post per il 23 agosto, sapendo di essere fuori dal 6 fino ad oggi, comunque, la Siddal è una poetessa inglese dell’800, è stata, infatti, la moglie e la modella del pittore Dante Gabriel Rossetti, capisco, però, che in questo breve testo che io ho tradotto può sembrare poco ottocentesca e vicina stilisticamente ad alcune poetesse contemporanee.
Se vi interessa Elizabeth Siddal, “Il vero amore non ci è concesso. Traduzione di Conny Stockhausen”, Panda Edizioni, 2006.
Un saluto affettuoso a tutte.
Cristina
grazie Juliette.Quanto alla riprogrammazione credo sia stata lievemente ritoccata per esigenze…tecniche.ferni