luna lunari e…lunatici-dediche alla luna-fernanda ferraresso
La luna
C’è tanta solitudine in quell’oro.
La luna delle notti non è la luna
che vide il primo Adamo. I lunghi secoli
della veglia umana l’hanno colmata
di antico pianto. Guardala. E’ il tuo specchio.
Jorge Luis Borges
Da quando ho imparato a leggere me la sono sempre trovata accanto, quella forma di vuoto candore che si arrossa per un filo di sole e che, forse, si vergogna di tanto in tanto, quando dal satellite riprendono la sua scabra pelle piena di foruncoli a forma di cratere. Povera luna vecchia di millenni, che sembra essere guardata dai bambini dai poeti e dagli ultimi contadini prima della semina.
Credo che il lunario e il fatto di sbarcarlo sia di gran lunga la cosa più frequente ai giorni nostri, ma lei se ne sta là, imperterrita a correre lungo il cielo calando e gonfiandosi il ventre come se le ristrettezze dell’eco-nomia non facessero al caso suo. Lei è sovrana in quel cielo che non la cede. Nemmeno dopo lo sbarco sui due piedi e sui più numerosi della navicella-ragno tanti anni fa, che forse un vento cosmico ha cancellato dalla sua polvere.
Più spesso la luna cresce dentro i pensieri, sia al mattino che a notte fonda, quando ormai sta per tramontare il giorno o la sua veglia al nostro riposo. Molti quelli che l’hanno de-cantata ed è per questo che ho pensato di dedicarle questa nota a cui spero altri aggiungeranno le dediche che a lei hanno rivolto scrittori, filosofi cantanti e poeti…e perchè no, persino i naviganti…non solo quelli della rete. Una specie di lavoro in itinere che potrebbe addirittura trasformarsi cammin facendo ciascuno dedicandole due righe cui gli altri aggiungerebbero del loro, una specie di viatico alla luna perchè non smetta di illuminarci ancora.







l’idea che lanci mi piace, ferni, anche perchè io sono una persona lunare. amo la luna molto più del sole, mi ha sempre affascinato e mi accorgo di quanto influenzi la nostra vita (ricordiamoci le maree e il nostro essere fatti per il 70% e più d’acqua, la sua ‘assenza’ quando è luna nera, la sua faccia da enorme medusa quando è piena; e quanto del nostro benessere o malessere dipenda pure da lei.
e poi, tutte le storie, le leggende sulla luna, tutto quello che vede, che ha visto, che vedrà… )
custode di maree
di risacca su scogli
umidi e addormentati
al fragore del buio.
complice naturale
di nascite
di vite d’acqua intrise
nella gioia e nel dolore.
padrona del tempo
incuneato nell’immenso
pallido delinearsi
di rotazioni perenni.
alone malizioso
sulla terra
che attende i tuoi raggi
sottili e velati,
per riposarsi, esausta.
io ci sto, perchè no? ciao care,antonia p.
Bellissima idea, Ferni, seppure semplice come il respirare, ma appunto per questo, sempre seducente.
Perché non proporre un Quaderno VDBD Alla LUNA?
Un abbraccio lunare
lucetta
Il quaderno?Questo è un affare da Antonella,io mi fermo al gioco.Grazie ad Antonia che ha subito colto il lancio e grazie a voi, Lucetta e Blumy da cui aspetto almeno una riga…ma di luna.ferni
mi piace la luna di Antonia!
ecco una mia luna:
Ipnotica luna, mi ripaghi
con moneta di luce risonante
dell’insonnia notturna – luna
candente fiamma che scivoli
sul profilo dei tetti nel blu
cobalto… ti penetra
la gola del merlo
vibrato continuo di trilli
sopra il giardino oscuro…
si accendono scintille tra i cespugli
ha squarciato la notte come lama
l’urlo del gatto in amore
ciao
marina
bene marina! mi piaci anche tu, e molto! quante lune vedremo alla fine del gioco? bellissimo gioco, ferni, in mezzo a tutte le nostre parole , qualcuno potrà dire, finalmente e con giustezza….-oddio, come sono luna-tiche le donne!!!-
sciocchi..ciao, si continua? a.
domanda da “ragazzina”: ma si può continuare qui, o dobbiamo trasferirci tutte da ferni? attendo che qualcuna mi spieghi come funzionano le cose, da queste parti. grazie,a.
Si,sono davvero contenta che il gioco abbia preso il via,ma mi piacerebbe addirittura che una/o desse il lu e poi altri aggiungessero ‘na riga propria,come se il testo nascesse dai crateri della nostra terra dell’una e dell’altra faccia.Insomma un testo in progressione.Vedremo.Oppure il testo comunitario lo si scrive nel mio blog ,oppure sia qui che lì,personalmente sono felice in ogni caso.Se poi la redazione o chi ha il potere gestionale che personalmente non ho decide di farne una raccolta di VDBD, a me sta bene.Per il momento nasce come gioco.Grazie belle,ferni.
Luna dei poeti, vattene, non è
più tempo di cantare. I poeti sanno
il pulviscolo delle nebulose,
non li irretisce il tuo languido pallore.
Luna beffarda, luna ruffiana, levati
di torno, affonda
nell’acqua spenta delle stelle.
Non servono ringhiere di luce
ai ghiacciai scoscesi dei mari del nord.
Avanzano lentamente – come
a volte le parole, come a volte la vita.
(da L’ultima neve,Lietocolle)
….contro/canto della luna da una lunatica:)
ciao
liliana
Grazie Liliana,davvero un bel mare/male della luna.ferni
ne ho una fresca fresca ferni, ma non la pubblico come commento perchè probabilmente sarà un post di Poesia.
il gioco è gioco se non vuoi partecipare mirando la luna con una freccia tra le tue parole prendine una o una schiera a caso dal bracere dei tuoi incantamenti e falla brillare come polvere dell’una e dell’altra storia: la tua lunatica voglia di poesia e la luminosa storia di un pugno di versi. A risentirti, sempre se ti va,f
che meraviglia!
Vi ho scoperto stamattina mentre bloggavo da un post all’altro… una miniera di pietre preziose in questo giardino fiorito e dai mille profumi… complimenti… tornerò per fare scorte di essenze vitali… baci*
lù
e non partecipi? Vieni a prenderci un po’…di luna? Attenta può essere pericolosa! Si può diventare lunatici!grazie della visita,ferni.
E NON HO ANCORA SALUTATO MARINA.CIAOOO.SEI TORNATA! Significa fine della montagna ma…che bella la tua luna appena svegliata.Grazie del tuo pezzo di lunario in amore,ferni
una decimazione in cielo
stanotte le stelle si sono contate
mentre la luna
anfibia tra le nuvole e la neve si scioglieva
sopra le case
fino a notta fonda
nel profondo delle strade
eludendo i vi(n)coli.
davvero originale e interessante, cara Ferni; anch’io avevo scritto qualcosa, se non di propriamente dissacrante, di… de – mitizzante a proposito della retorica spesso stucchevole che contamina molta poetica dedicata al pallido satellite. E, di conseguenza, mi colpiscono molto i bei versi di Liliana tratti da ‘L’ultima neve’ poiché tematicamente affini al brano che spero recuperare al fine di ulteriore commento. A presto col consueto affetto.
mirko
mi aspettavo che tu giocassi in diretta, invece..pazienza e grazie lo stesso,significa che la luna ha girato i tacchi e non si è fatta strappare la gonna….Grazie della visita al lunario,ricambiando l’affetto,ferni.
…un po’ di pazienza, le sto correndo appresso in… terra bruciata di mezzo… domani, verso vespero…
mirko
allora prendila di striscio o falle lo sgambetto
non prenderla di petto altrimenti lei ti coprirà
con quei suoi se(g)ni grossi e gonfi
con tutto quel suo latte di gesso
…
potresti trovarti di stucco.
ferni
Ferni, l’ho scritta qualche anno fa, all’inizio della guerra in Iraq…La luna in quel momento mi ispirava questa sorta di preghiera per la pace nel mondo…
Grazie della bella iniziativa!!
Plenilunio che bagni
di luce anche
i pensieri d’opaca serata
e lenisci,
pietoso samaritano,
dolori, conflitti, tormenti:
dispensa faville
di saggia armonia
alla terrestre,
malefica danza;
prosciuga
la quotidiana marea
di sangue innocente
versato.
Stanchezza ci assale
e sgomento e paura:
sfuggiamo gli sguardi bambini,
neghiamo fiducia al domani,
dormiamo sogni malati,
ansiosi vegliamo sui figli.
Aggiungo questo Notturno marino in haiku
Dorme il mare
questa notte lo culla
l’algida luna.
un abbraccio
G.
grazie del tuo pezzo di luna che ” s’offre”, anzi un doppio grazie :c’è anche uno splendido haikù. Bacio,ferni
frammenti di filastrocca alla Luna
…la vedova luna
che in questo istante
rosseggia di luce
impropria e scadente
povera luna indecente
come mestruo inatteso
luna d’accatto
che mostri la pancia
all’astro sorgente
inutile sasso inventato
da poeti impotenti
nuda più della povertà
quanto ribrezzo fra le tue cuperose…
…lunicciola spregiata
al banco dei surgelati
ti trovammo per i giochi d’estate,
per schizzi d’acqua e sabbia
per fuggevoli scopate
per una notte di gran share
con l’aquila d’America
che t’artiglia
e ce la dà ad ingoiare…
…e dunque, lunettola lanina
razza di magalda,
mezzana a volte mezzaluna
da due centesimini,
con te la si fa finita
non avrai più sguardo
né invocazione…
mirko
raccogliendo la luna di mirko
Frammento per frammento in un rammento dei sogni
in un rammendo di colle viniliche e cianuri
ho riattaccato il cranio svuotato
di una luna che cessò
di entusiasmare i poeti
nemmeno gli anacoreti a lei più si volgevano.
L’ho reincollata e
me la sono messa al collo
luna da décolleté
per sfilate e rassegne
forse anche per donne rassegnate e démodé
Poco importa che la sua faccia
mi rifletta mi spieghi cosa sarò
un pugno di gessi rappresi e
qualche bitorzolo d’osso.
Eppure quel ciondolo
che affonda in uno smalto
mi fa n(u)otare lassù
dove già sto e dove a volte
mi ritrovo sempre perdendomi.
ringraziando mirko per la sua luna donata o luna in do…nata per gioco.ferni
Sul tema dedico una canzone, anzi un’interpretazione a mio parere meravigliosa. Lei è Petra Magoni, una delle voci più interessanti del panorama musicale contemporaneo. Non direi solo una semplice esecutrice ma un’artista a tutto tondo.
Bella proposta, grazie Ferni
Alessandra*
la conosco è la moglie di un meraviglioso pianista, un folle un disperato compositore,non solo esecutore: Bollani che ho sentito da poco all’Umbria Jazz.Magnifico concerto con Veloso.Grazie Alessandra.
…”lunettola”…”con te la si fa finita” o “per donne rassegnate e demodè”
. Tra canti e controcanti e canzoni, la signora della notte se la ride, è comunque sempre al centro dell’attenzione.
Ciao
liliana
la luna dei poeti di oggi, sì – me ne accorgo leggendovi
più non indossa il consueto velo d’argento
e non ha più il suo fantastico manto
di fascinoso pallore con fregi di bisso e madreperla
non si arrampica più su liane di sogno
nè naviga obnubilati oceani in abbandono
la luna di Liliana è beffarda
la luna anfibia di Ferni compie decimazioni
e non parliamo poi di quella di Mirko
si permette perfino di sanguinare indecenti mestrui
almeno la luna di Maria Gisella si mantiene algida
questo lo trovo conveniente
e non mi dispiace neppure che un’altra luna di Ferni
sia un bitorzolo d’osso da esibire su bianco o abbronzato decolleté
quasi quasi la indosso subito anch’io e vado al mare
m’illudo così di sognare con un po’ d’ironia sulla pelle
e m’illudo perfino
di essere trend fra i tukul del Des Bains
ciao, ferni! tu non vai al mare o in montagna o in qualche altro altrove?
ciao tutti:-)
le vostre lune sono magnifiche!
marina
Ciao Marina,sono con te,la luna resta la più assidua delle compagnie anche quando non la si vede e
intanto ci gira intorno.
Bellissime le tue controrime,mi piacerebbe ospitarle queste lune, in un lunario nel mio blog, dove ho coltivato con altre compagne un tessuto di lì-no della luna,confezionato un po’ per volta, spoletta su spoletta,da una parte all’altra del te-là-io di qua. Queste,se nessuno di VDBD vuole farne niente, le raccoglierò personalmente in un VIATICO ALLA LUNA,perchè continui a nutrirci,come già fa, nel bene e anche nel per-ver-so.
Quanto alle vacanze quest’anno sono saltate per alcuni motivi antipatici e per altri di salute di uno dei miei figli,oltre che per un lavoro che procede a singhiozzo e avrebbe dovuto concludersi molto prima di ora e invece è ancora in alto mare.
Caldo anche qui, ma in collina si respira,Da venerdì penso di trasferirmi lì almeno per il fine settimana. Grazie delle tue magnifiche luci,ferni
Era la placenta della luna
stanotte in cielo si è rotta e
l’acqua si è riversata in fiato
corrente da quel ventre ad altra riva.
Limpida alimenta
un fiume e anch’esso si s/fa
mare
Restò – appena sbucato all’aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprì le mani nere in quella chiarità d’argento.
Grande, placida, come in un fresco, luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la Luna.[…]
Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva. […]
E Ciaula si mise a piangere
Luigi Pirandello,Ciaula scopre la luna
Grazie ferni un abbraccio grande
margheritarimi
Una pagina sulla quale anche io ho pianto, da ragazzina,perchè sentivo ciò che sentiva lui,una gioia allagante e disarmante. Grazie per averla riportata qui,dall’altra riva del tempo.ferni
grazie a te ferni che mi hai stimolato a pensare… per trovare qualcosa di poetico che la tua luna-post meritava…e non è stato facile.
margherita
chiudo gli occhi per incontrare i tuoi
siamo entrambe dentro lo stesso buio
mi ap-posto dietro me stessa
per poterti in qualche modo vedere
per perdere il potere di sentire solo i miei sogni
mentre la resina bianca del desiderio
cerca la via per poterti raggiungere in cammino
guardo la luna
per vederti
proprio come mi dicesti
prima di partire
ricordando mia madre c’è la luna di mezzo,perchè così mi suggerì di fare lei,di guardarla,e ora,anche se non c’è più da moltissimi anni,non vedo la luna,vedo mia madre.
Dunque Ciaula smuove anche questa terra dentro me,una frana dentro una miniera scurissima.Grazie margherita.f
venti sette gradazioni di azzurro da bere
un’onda in-sèguìta (dal)l’altra
nell’arricciato di un paesaggio appena affrescato
un oceano di emozioni
di parole i n f u r i a t e di eccesso
mai un silenzio fu più squassante di questo
transitare scostante
delle lune.
*
Dedicata a tutte le belle donne che si accendono di ” luna”…
ferni cara non ricordo se ci sono state lune…tra me e mia madre… ma sicuramente…
chiudo gli occhi per incontrare i tuoi
siamo entrambe dentro lo stesso buio
bella questa tua poesia…(anche se ho un certo pudore a dirlo… mi hai commosso)
un abbraccio
margherita
da zero a sei
da venti a trentadue
sembra un gioco matematico in cui si va al raddoppio.
Sono gli anni con cui ho vissuto con mia madre.La prima volta,a sei anni,mi disse di guardare la luna,poi me lo ricordò di nuovo la seconda volta,ora non la perdo più.Io la vedo davvero,là,sulla luna.
Io vorrei che nella Luna
ci si andasse in bicicletta
per vedere se anche lassù
chi va piano non va in fretta…
(G.R.)
Forse Moon era in viaggio
in una moon g o l f i e r a
e mood era la mood-alità di volo
sopra campi infiniti di malva e turchese
sopra le lavande di provenza e le trine gotiche delle cattedrali normanne.
Voleva sedersi la luna
stare ferma in quel mare inviolato
in trincea diceva
dentro un manto di colore
non la solita tonalità di luna
calante ascendente ma pur sempre
diafana pallida smunta moon
un river d’argento.
ferni
Grazie di nuovo mirko
accade persino
che tra un raggio e l’altro
del suo immobile re/stare
riesca ,giorno d’oggi,
come piccolo mono/ciclo
eclissare l’amante vorace
brillante
presuntuoso
nel mostrarcela al buio
nel suo sfuggire di quarti.
al mondo
pochi filtri per i poeti
se osano am/mirare
la rivincita su moine
persistenti e notturne.
ombrose le soglie,
del loro guar/dare.
antonia p.
BELLISSIMI TUTTI I RAGGI
di questa cor-sa secondo i movimenti
di Ma rea di aver creato luna me e te
e non te-me che
per strada
in tutto quel correre senza piedi e senza testa
si srotoli
giù
oltre
ciò che non ha
ciò che non è
u m a n o
ma sole di un’ origine
sfuggente.
Luna: una delle tante verità, qui
come a Oriente ora che la barbarie
lascia spazio ad una barbarie
non meno devastante poiché
tutto è da edificare, perfino
l’amore che consumeremo
a lampi aperti dimentichi
per una manciata di minuti
del nostro passato d’uomini…
mirko
Volevo buttartici
nel pozzo
folevo affogarti in quell’acqua ghiacciata
in cui ogni notte facevi le smorfie
tu Luna esagerata
affacciata al balcone della notte
tu Luna cantata inneggiata sognata
desiderata coltivata
in poesie e saggi
d e l u c i d a t a luna dei filosofi.
Volevo farti cadere dentro il buio di un buco
nero quanto l’ orbita di un pensiero
accantonarti come si fa con la scorta d’oro
piuttosto che farne pane per chi ha fame.
Non ammuffisce l’oro
e può passare di mano in mano tra gente
che non ha un nome
sono mani che affondano chi vive in buchi di nero.
Così ci ho ripensato
e ti ho lasciato galleggiare
nel pozzo vasto del cielo
e ho rotto il mio
per irrigare i campi con l’argento della tua luce.
ferni
non ho saputo resistere, adoro l’argomento. Bravissimi tutti.
L’ultima luna
Odore di menta sulle grinze
di una gioventù goduta
a stretto girocollo di rosario
a madonna nei capitelli accesi
perchè baciarsi all’ultima luna
è baciarsi per tutta la morte:
tutto di mio sta sopra la zolla
assieme al mio biondo dolore.
…
ed era melmosa ieri
la luna sul far del mattino
un cestino di rifiuti pieno di hot dog e salsa chili
di tossiche esalazioni da disperdere
un cruento cimitero di rottami
una cruna d’ago offesa
una borsa della spesa fatta di conti da pagare
e vuoti da rendere
nemmeno un pensiero d’amore arrivato via etere
da sms inviato per caso.
…
era buia
dismessa
nel garage di un cielo sfitto di stelle.
Ho raccolto,come promesso,tutti i testi inviati,nel mio blog,sotto il titolo di Viatico di lune.
questo il link:
http://fernirosso.wordpress.com/2008/08/18/viatico-di-lune-luna-lunari-e%E2%80%A6lunatici-dediche-alla-luna/
Ringrazio anche qui tutti quelli che hanno fatto “festa”alla luna con me. Lunaticamente ferni