Mal d’Africa

2008 Luglio 20
by gisy

Testimonianza (riportata da un opuscolo di Medici senza frontiere) di una ragazza di 26 anni della provincia di Ouham, Repubblica Centrafricana, che mi ha suggerito la poesia:
“La mia casa è stata bruciata, così come tutte le case intorno al mercato, tutto è andato perso. I soldati hanno ucciso quattro uomini del mio vicinato, accusati di essere ribelli e la cui unica colpa era quella di nascondersi nella loro casa. da mesi e mesi vivo nascosta nella boscaglia e proprio qui è nato il mio bambino, prematuro. Sono ferita e malata. Non ho un riparo sicuro e non ho più scorte di cibo nè riserve di semi. vorrei ritornare al mio villaggio, ma ho troppa paura di essere uccisa”

Corri, piccino, corri con me:
la nostra casa è stata bruciata,
le case di tutto il villaggio
sono soltanto fumo e tizzoni.
Intorno al mercato nulla si muove:
la vita che c’era, il chiasso, i colori
i bimbi vocianti, i vecchi sdentati
sono spariti come ombre la sera.

Brucia il sole, è lama di fuoco
volano i piedi ma sono piagati
Laggiù, laggiù è la salvezza.

Come un uragano sono arrivati
i soldati: “ribelli” hanno urlato
[schiuma di rabbia la bocca
fiamme di odio gli occhi sbarrati]
quattro di noi non sono sfuggiti.
li hanno ammazzati come bestie al macello.

Brucia il sole, è lama di fuoco
perdona piccino i sobbalzi.
Laggiù, laggiù è la salvezza.

Fuggi veloce, sei un lieve fardello
sei vita e speranza, ti devo salvare.
A nascere, aspetta, che batta più piano
il mio cuore d’affanno, che amaro
non sia questo cielo innocente
che il sole non porti più lutto né sangue.

7 Responses leave one →
  1. 2008 Luglio 20
    gisy permalink

    E’ un omaggio, inadeguato e indegno, all’Africa delle mille tragedie dimenticate, che non riescono a coinvolgerci e sconvolgerci come quelle degli altri continenti…
    Gisella

  2. 2008 Luglio 20

    Non avevo mai visto una donna di colore incinta, giuro, nonostante abbia studiato all’università su libri opportunamente illustrati e fatto addirittura due corsi (all’epoca..) sulla vita in Africa.
    L’immagine mi ha attratto e molto volentieri mi sono fermata. Ho apprezzato questi versi in particolare:

    Brucia il sole, è lama di fuoco
    volano i piedi ma sono piagati

    e poi ancora

    ..ti devo salvare.
    A nascere, aspetta, che batta più piano
    il mio cuore d’affanno..

    Mi hai commosso, Gisella.
    Rina

  3. 2008 Luglio 20
    fernirosso permalink

    Africa che non sei casa mia e ti tengo dentro la testa
    Africa deserto di pensieri che si ammazzano a vicenda Africa non mia Africa senza guerrieri
    senza savane e leoni che attaccano la preda
    Mi sei antenata per ogni palmo di pelle
    per ogni storia scritta in forma di leggenda
    Africa come un fiume fatto di polvere e di sole
    colma di sguardi pronti a salpare
    Quante volte ti ho veduta e svenduta
    insieme ai compratori di schiavi di avorio di caffè
    Tu mi hai profumato di ogni spezia
    ingioiellato delle tue canzoni
    e ti ho sentita dentro il battito dei tamburi
    come fossero nate dentro il mio ventre
    tutte le tue genti.
    Africa che mi germogli in bocca
    come un seme che non cresce
    Africa inginocchiata
    avvilita,manomessa
    Africa su cui si gioca col piattino della frode
    col denaro che si fa dolo del dolore
    Africa spergiurata e giudicata
    guardata e analizzata
    come un male incurabile che ci fa bene guardare
    oltre un vetro di penosa compassione.
    Africa distenditi nel mare
    covane le uova e chiudi le stagioni in una morsa
    tra le tenaglie del tuo sole
    Agisci Africa
    fatti sovrana tale e quale tu già sei
    anche se ormai sembra persa la memoria.

    Grazie.Ho pensato di battere sulla mia pelle di vecchio tamburo e risponderti come un tempo si faceva tra le tribù,come se a un battito un altro facesse eco.Grazie,ferni

  4. 2008 Luglio 21
    m.gisella catuogno permalink

    @Rina, a pensarci bene, forse nemmeno io…grazie dell’attenzione
    un abbraccio
    Gisella

  5. 2008 Luglio 21
    m.gisella catuogno permalink

    Africa che mi germogli in bocca
    come un seme che non cresce…
    bellissimi versi Ferni…grazie
    un abbraccio
    Gisella

  6. 2008 Luglio 21
    juliette1804 permalink

    L’immagine che accompagna il post è positiva, ma l’argomento affrontato dalla poesia è tragico, perché rimanda a tutte le guerre civili che sono in corso in Africa.
    Cristina

  7. 2008 Luglio 21
    m.gisella catuogno permalink

    Sì, Cristina…l’immagine di positivo ha quel ventre, che racchiude una vita, ma basta guardare l’espressione di questa ragazza, per comprendere il contesto tragico in cui vive…grazie, un caro saluto
    gisella

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