Concorso di Narrativa “Controracconto”-Scadenza: 20 Novembre 2008

p.lasak
Tema del concorso: Nero, flessibile, dislocato e omicida: identikit del lavoro italiano
Per quanto politici e media si ostinino a mostrare l’inesistenza di un antagonismo tra datori di lavoro e salariati, in realtà, tra morti sul lavoro, licenziamenti facili, precariato e lavoro nero, il conflitto sociale più antico del mondo appare molto lontano dall’essere sanato.
Al contrario, negli ultimi anni la stretta con cui le classi dominanti, attraverso lo smantellamento del welfare state, stanno soffocando i lavoratori, va rivelandosi via via sempre più mortale.
Malgrado ciò, la narrativa ufficiale, quella espressa della grande editoria italiana, sembra ignorare il problema. Il che è grave.
Dimenticare l’ambiente lavorativo, dimenticare la forte componente conflittuale che lo pervade, significa per uno scrittore eludere una componente preponderante dell’azione e del vivere individuale.
Ancora di più oggi che la problematica realtà quotidiana viene negata dalla triste allegria diffusa dai media.
Eppure, il lavoro, con il potenziale conflittuale che offre, appare un terreno solido su cui costruire trame drammatiche e avvincenti. L’ipocrisia, l’interesse personale, l’ambizione, i rapporti di forza, la fatica, la morte, la frustrazione, l’amore, sono le tematiche del mondo lavorativo attraverso le quali la narrativa è sempre riuscita a mostrare le contraddizioni dell’animo umano.
Il titolo del Controracconto di quest’anno, fornisce del soggetto lavoro un identikit dai connotati fortemente conflittuali. D’altro canto, non esiste narrativa senza conflitti.
Tuttavia, un identikit altro non è che l’immagine approssimativa del ricercato.
Noi ve lo consegniamo. A voi il compito di individuare il vero volto con cui il lavoro si mostra in Italia oggi.
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pensavo che sarebbe interessato almeno a Morena e a Dominica.Ma forse hanno preso nota e,prima o poi, ci daranno notizia.
Hai detto bene, ferni. potrebbe essere interessante, anche se non amo molto i concorsi. Mi perdo tra le regole, inviare, fare, stampare… l’argomento è bello forte comunque. Ci mediterò.