POESIA/ Come un romanzo femminile, le piccole storie in versi di Maria Pina Ciancio

2008 Luglio 10

M.P. Ciancio, La ragazza con la valigia
Ed. Lietocolle, 2008

Appena ho letto i versi che compongono l’ultima opera poetica di Maria Pina Ciancio dal titolo La ragazza con la valigia, ho pensato che la combinazione di storie semplici e intense, che si avvicendano nelle pagine della raccolta, producessero nell’avida lettura, una sensazione simile a quella che lascia un bel romanzo femminile, carico di quel vissuto marginale e pertanto essenziale, che diversificandosi nei vari accadimenti e nelle tante personalità, inspessisce la percezione di un certo universo identitario.
Quello che voglio dire, è che le donne che racconta l’autrice sono quelle di sempre, coraggiose eppure arrese, riflessive e ribelli, dure e comunque sempre bisognose, che narrano nella loro lucida resistenza e intelligenza emotiva, una storia millenaria di evoluzioni e inganni culturali, in cui l’identità rivelata, come la poesia non solo ci parla di se stessa, ma anche della vita, della verità umana. E’ un testo tra i più evoluti sull’identità femminile, credo uno dei più interessanti concepiti negli ultimi anni in poesia, perché le donne che vivono nella memoria, nella percezione, nel sentire della stessa poetessa sono quelle che traducono i luoghi, ma anche il tempo, e a voler ben riflettere, credo che la loro stessa lettura si spinga al di là dei confini localistici e delle conquiste dell’epoca e tenta a guardare dritto all’esistenza, che in qualsiasi modo la si voglia osservare, appare sempre e comunque contradditoria: “Viveva sola e si burlava/ delle mie paure e dei miei amori/ La cercai dappertutto/ (…) / a trent’anni la scoprii col cappotto/ che spiava il Mondo dalla serratura/ della porta”.
Ho sempre pensato che la poesia fosse un’arte difficoltosa o meglio rischiosa per la sua natura inerme, ma è altrettanto vero che solo rischiando in poesia si può approdare a illuminazioni profonde, sebbene asciutte e a tratti visionarie, che nella loro violenta semplicità diventano preziose rivelazioni sul mondo: “Carla era sempre stata/ una brava moglie/ casa-lavoro casa-lavoro/ routine, parenti, litigi,/ ma un giorno di marzo/ il vento le prese il grembiule/ e lei lo ricorse felice/ e senza rimorso”.
Ed è proprio in virtù di una irriducibile tensione verso la parola e i suoi più potenti significati, che la poesia acquisisce la forza per riconciliarsi con chi ha fame di trovarsi, di riconoscersi, tendendo verso la rara pacificazione tra apparire ed essere, ignorare e divenire.
Solo in funzione di una forte spinta esistenziale, un libro può diventare civile senza averne la pretesa e bello senza volerlo, o quantomeno senza averlo messo in conto.
Una poesia sempre ricca di spunti quella della Ciancio, che in questa ultima uscita si fa anche più attenta ai dettagli evocativi dei luoghi, oltre che all’uso di un verso raffinato e lucido e ad un’apertura temporale, che taglia orizzontalmente ogni tentativo di interpretazione, poiché tutto è già stato detto, letto, eppure tutto è ancora così incredibilmente nuovo.
Questa dimensione poetica, in cui evolve la scrittura della Ciancio, in cui persino la ricchezza drammatica e giocosa della scrittura ci offre una nuova chiave di lettura e una profonda riflessione sul senso delle scelte e delle non scelte, che attraversano la vita delle donne e sulla loro radicata e sempre più incontrastata solitudine, ha anche il potere di ottimizzare il pessimismo, avendo come risultante la liberazione dall’oscurantismo, la restituzione della speranza della luce, alle tante tenebre di una vita.
Maria Pina Ciancio, La ragaza con la valigia, Ed. Lietocolle, 2008

Maria Luigia Iannotti

23 Responses leave one →
  1. 2008 Luglio 10

    storie di donne, non vedo l’ora di leggerlo. ciao antonella

  2. 2008 Luglio 10
    sandrapalombo permalink

    “Carla era sempre stata/ una brava moglie/ casa-lavoro casa-lavoro/ routine, parenti, litigi,/ ma un giorno di marzo/ il vento le prese il grembiule/ e lei lo ricorse felice/ e senza rimorso”.

    Che bella! Auguri Mapi a te e alla tua creatura stampata.
    Spero di leggerlo presto.

    Sandra

  3. 2008 Luglio 10
    fabio permalink

    Spaccati di vita quotidiana colorati di pastello, leggerezza che rivela con potenza un riconoscibile vissuto…
    Complimenti Maria Pina per questo bel lavoro!

    Fabio

  4. 2008 Luglio 11
    luciannaargentino permalink

    Che bello che ci siano i poeti che con il loro sguardo fanno da lente di ingrandimento per una realtà che altrimenti ci sfuggirebbe! Per la vita silenziosa ma piena di significato di tante persone, un po’ quello che ho cercato di fare con il mio “Le stanze inquiete”. E poi complimenti ancora per un libro che appena uscito ha già avuto dei riconoscimenti! Un caro abbraccio, Lucianna

  5. 2008 Luglio 11

    …solo, roberto..

  6. 2008 Luglio 11

    “La ragazza con la valigia” ..un po’ come mi sento io, come mi son sempre sentita, con la voglia di andare..oltre..
    Inseguire il sogno che ti appartiene, che ti fa sentire vivo, che riconosci necessario perché tu possa sorridere.
    -Da leggere sicuramente.

    Abbracci
    Rina

  7. 2008 Luglio 12

    oh, santi numi, Mapi, ero convinta d’averti già fatto i miei complimentissimi !

  8. 2008 Luglio 12
    Nic permalink

    poesia come un romanzo. mi piace! :-)

  9. 2008 Luglio 13

    @ Maria Luigia, grazie per la sorpresa di questa tua “lettura” così dentro le parole. Ho molto apprezzato quell’aver colto in tanti passaggi, la sostanza più autentica e vera del mio lavoro. Ecco, mi piace quando dici che le figure di cui parlo sono:

    “coraggiose eppure arrese, riflessive e ribelli, dure e comunque sempre bisognose, che narrano nella loro lucida resistenza e intelligenza emotiva, una storia millenaria di evoluzioni e inganni culturali, in cui l’identità rivelata, come la poesia non solo ci parla di se stessa, ma anche della vita, della verità umana.” (ML)

    mi piace, perchè quelle donne pur vivendo di una dimensione senza spazio e senza tempo, tracciano un percorso di vita che sebbene nella loro contraddittorientà, appare ed è indiscutibilmente veritiero e reale ; muove sempre da un contesto storico-sociale-culturale (attuale) e da un atto “lucido e consapevole” di rinnovata forza interiore e di coraggio.
    Grazie ancora, con i miei auguri e un saluto di stima per tutti i tuoi lavori
    Mapi

  10. 2008 Luglio 13

    @Antonella (mi auguro potrai leggerlo presto e anche apprezzarlo questo libretto, in fondo dedicato a noi tutte)

    @ Sandra, grazie di cuore carissima.

    @Fabio, grazie per aver riconosciuto tra i bozzetti la verità del vissuto e colto la quotidianità (anche semplice) che vive con semplicità e immediatezza tra le pagine.

    @Lucianna, grazie carissima, mi auguro allora, che prima o poi avremo modo di leggerci reciprocamente.

    @ Roberto (pienamente grazie!)

    @Rina la raccolta si apre e si chiude, tra l’altro, proprio con due piccoli frammenti intitolati “la ragazza con la valigia” e il viaggio di cui parlo è un viaggio al tempo stesso reale, surreale e metaforico, ma sempre viaggio dell’incontro.

    @Blumy e magari da qualche parte me li avevi già fatti… ;-)

    @Nic, l’idea che si possa leggere come un romanzo piace anche a me :-)

  11. 2008 Luglio 13

    È chiaro, Maria Pina, che il mio trolley non ha niente a che vedere con le mie escursioni personali :)

    Rina

  12. 2008 Luglio 13
    GIANNI permalink

    che bella notizia che scopro, inesauribile MAPI.
    complimenti e a leggerti presto

  13. 2008 Luglio 13
    lucetta permalink

    cara Mapi,
    sono molto molto curiosa di conoscere queste piccole storie in versi . Non farmi/farci aspettare troppo anche se, come immagino, molte di noi – e non solo- le avranno già lette e apprezzate.
    Io ne sono completamente digiuna per cui la mia sana curiosità è giustificata.
    Grazie e mille AUGURI per queste e altre scritture che ancora ignoriamo o che devono venire alla luce…
    un abraccio
    lucetta

  14. 2008 Luglio 13
    margheritarimi permalink

    tanti franmmenti di vita al femminile, tanti incontri… presenze e luoghi di identificazione.
    Complimenti ancora Mapi per la tua pubblicazione e complimenti anche per l’ interessante ed esplicativa recensione della Iannotti
    margheritarimi

  15. 2008 Luglio 15

    Vi segnalo una recensione uscita domenica su “La gazzetta del mezzogiorno”.

    http://lucaniart.wordpress.com/2008/07/15/tra-poeti-e-%c2%abpoete%c2%bb-l%e2%80%99ultima-silloge-di-maria-pina-ciancio/

    e ne approfitto per ringraziare e salutare caramente Rina (senza trolley si va sempre più leggeri ;-) ) Gianni, Lucetta e Margherita.

    Mapi

  16. 2008 Luglio 15

    Il titolo “La ragazza con la valigia” rievoca un film di Valerio Zurlini del 1961 con una splendida Claudia Cardinale, una pellicola in cui recitava anche niente di meno che Gian Maria Volontè.

    Che dire se non che la sensibilità e la cura che hai per la cultura, per l’immagine fotografata, per quel tuo sapere cogliere, attraverso uno scatto, una verità, sono tutte capacità che, ne sono certo, si saranno, con altrettanta grazia, adattate alla forma poetica.

    Sono curioso a questo punto di posare i miei occhi su questo scritto e mi è gradita l’occasione per formularti i miei più sinceri auguri di grande successo ;)

    Te lo meriti Mapi.

    Rob.

  17. 2008 Luglio 15
    Mapi permalink

    Infinitamente GRAZIE Roberto, per la generosità delle tue parole; approfitto di questa intersezione cinematografica per segnalare un’altra lettura del carissimo e stimato A. Fiori al libro, appena uscita qui:

    http://ilconvivio.interfree.it/primo_piano/ciancio.htm

    Un abbraccio fraterno a te Rob, che sai sempre sorprendermi

    Mapi*

  18. 2008 Luglio 16
    Antonio Fiori permalink

    Ho avuto il piacere di leggere la silloge di Maria Pina con grande anticipo ed ho cercato di fissare qualche tratto del suo lavoro in una nota di lettura che lei stessa vi segnala.
    Invito perciò tutti alla lettura di questa raccolta ma desidero anche rinnovare qui i miei complimenti alla ‘nostra’ amica autrice :-)

    Antonio

  19. 2008 Luglio 28

    Condivido, della recensione di Lorenza Colicigno su La gazzetta del Mezzogiorno, particolarmnte questa frase: “Maria Pina Ciancio nulla concede alla retorica del dolore, nulla alla retorica della debolezza, questi percorsi di vita, infatti, hanno soltanto nella loro disperata realtà il lasciapassare verso la poesia”.
    E poi, come già ho scritto in un altro post: “E’ un libro difficile, come alcune delle storie che racconta, molto vere. Le mie poesie preferite sono: “Il falò di san Giuseppe”/ Te ne andavi in punta di piedi…/”La ballata di M.”/ “Carla era sempre stata…”/ La madre.”
    Ancora buona lettura

  20. 2008 Ottobre 10
    Enzo Di Salvo permalink

    Molto intrigante il tema e la scrittura, da quello che ho colto in rete di questa autrice. Molto interessante anche la recensione.
    La poesia pur essendo marginale come arte, non è così scontata nel so valore, bisogna cercare con molta cura per trovare qualcosa per cui valga la pena leggere.
    Auguri.

  21. 2008 Novembre 23

    Leggo solo adesso questo commento di Enzo, che ringrazio molto per l’attenzione avuta. Ne approfitto tra l’altro per segnalare l’uscita di una recensione al mio libro su “Toscana Oggi” (23 nov. 2008) a cura di Michele Brancale, di cui ho riportato notizia qui:
    Proviamo a fermare il destino (con una valigia di splendore)

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