Dammi una casa
che non sia mia,
dove possa entrare e uscire dalle stanze
senza lasciar traccia,
senza mai preoccuparmi dell’idraulico,
del colore delle tende,
della cacofonia dei libri vicino al letto.
Una casa leggera da indossare,
in cui le stanze non siano intasate
delle conversazioni di ieri,
dove l’ego non si gonfia
a riempire gli interstizi.
Una casa come questo corpo,
così aliena quando provo a farne parte,
così ospitale
quando decido che sono solo in visita.
In lingua originale:
HOME
Give me a home
that isn’t mine,
where I can sleep in and out of the rooms
without a trace,
never worrying about the plumbing,
the colour of the curtains,
the cacophony of books by the bedside.
A home that I can wear lightly,
where the rooms aren’t clogged
with yesterday’s conversations,
where the self doesen’t bloat
to fill in the crevices.
A home, like this body,
so alien when I try to belong,
so hospitable
when I decide I’m just visiting.
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STRATEGA
Il trucco da adottare
con un corpo sotto assedio
è far muovere le cose,
farsi giocoliere
nell’istante
in cui tutte le sfere sono in aria,
una vorticosa polka di asteroidi e lune,
conoscere la metrica delle viscere,
calibrando spintoni borborigmi
e brontolii del commercio
nei luoghi dove il sangue
incontra il sentimento.
Paura.
Gelo nelle giunture
reumatismo primordiale.
Invidia.
Il midollo che gela
in igloo senza finestre.
Rimpianto.
Il tempo si ferma in gola.
Un ricordo che punge come una lisca
del mare.
Collera.
Vecchia amica.
Che dichiari al mondo
che io esisto.
Il trucco è costringerti all’angolo
nominandoti.
Annaffiare le piante.
Fare una passeggiata.
Abitare il verbo.
In lingua originale:
Strategist
The trick to deal
with a body under siege
is to keep things moving,
to be juggler
at the moment
when all the balls are up in the air,
a whirling polka of asteroids and moons,
to be metrician of the innards,
calibrating the jostle and squelch
and grumble of commerce
in those places where blood
meets feeling.
Fear.
Chill in the joints,
primal rheumatism.
Envy.
The marrow igloos
into windowlessness.
Regret.
Time stops in the throat.
A piercing fishbone recollection
of the sea.
Rage.
Old friend.
Ambassor to the world
that I am.
The trick is not to noun
yourself into corners.
Water the plants.
Go for a walk.
Inhabit the verb.
(Traduzione di Andrea Sirotti)
Note biografiche
Arundhati Subramaniam è nata a Bombay nel 1967. Ha studiato lingua e letteratura inglese al St.Xavier College e all’Università di Bombay. Oltre che poeta è anche danzatrice, giornalista freelance e critico di danza e spettacolo. Dirige a Bombay il progetto di interazione fra le arti “Chauraha”. In Italia alcune sue poesie sono incluse nell’antologia di poesia femminile indiana L’India dell’anima, a cura di Andrea Sirotti (Le Lettere 2000).
(tratto da www.sagarana.net)









