diagramma ad albero
Catturato lo sguardo a tende appese -
acquarelli, luci a rovescio
seggiole pietrificate
fingeva se stessa la vita, fuori:
maniche vertiginose di bianco vento
un camino aspirava muri
il cielo, un azzurro taglio, stretto
nella stanza con due pareti, il niente dietro
montagnole di note in crollo su note
strati e curve di accordi, conchiglie di suoni
purificati in declinazioni diverse -
Brahms in jazz, la marcia di Liszt
un perfetto Skrijabin
l’uomo con barba estraeva dai tasti
diagrammi ad albero, trasparenze di note
brillanti chiodi ramificati
con svariare di ritmi -
ora, svuota di sabbia i flauti
entra nelle sinapsi con freschi timbri
cola i vuoti con lente meduse
assorte fino a sparire






tutto diverso – il contrario o ‘un assurdo’ diverso – : è un incubo, una visione surreale oppure la realtà non è quella che ci appare o che ci appariva, gli occhi, le orecchie ci hanno ingannato e ci sono momenti in cui potrebbe essere davvero così , e ci sentiamo noi diversi, sconvolti da musiche che non seguono più le loro regole e le cose – tutte le cose – vanno per conto loro, anarchiche e irregolari ?
mettersi a testa in giù e sentire fluire la vita in accordi tra il diapason dei ricordi già sistemati in partiture nascostesi dietro note dipinte in affresco, in graffiti sui muri di una volontà che vuole crollarsi o scrollarsi di dosso tutto il vecchio mare della memoria e se ne sente catturato attraverso filamenti di medusa, perchè anche questo nuovo sguardo,ora che è colato sulla carta, è appassito, si è fatto passato. Grazie Marina,una scrittura che si incarica di scorporare la modalità dello sguardo e dentro quella afferrare una visione che sintetizzi la vitalità dell’essere,in tutte le sue forme.ferni
in effetti, la realtà non è quello che ci appare: siamo continuamente sorpresi dai fatti e confutati nelle nostre illusioni o credenze – non sempre in senso negativo, per fortuna, ma purtroppo spesso è così…
ma ciò che ho voluto esprimere qui era il distacco (momentaneo) dalla realtà che ferisce e delude, e il rifugio nella musica: quando la musica è di qualità superiore e l’esecutore geniale, qualunque anarchia e sovversione ( nate comunque nell’alveo di una lunga e ben assimilata tradizione) sono cibo raffinato per l’anima…
grazie, Blumy, un saluto domenicale:-)
marina
Un malinconico e raffinato affresco. Sai alleviare il distacco. Molto apprezzata, Marina.
Un abbraccio.
Alessandra*
Sembra in questo mondo sotto-sopra che tutti e tutte sappiano cosa fare, comprese le le meduse e come compiacersi della fantasia…
Ciao Marina acquatica…
Doriana
@ferni: hai colto l’eterno dramma di chi cerca di fissare il fluire magmatico della vita (suoni, immagini , sensazioni) in parole che sono e saranno, sempre comunque, nient’altro che un piccolo risvolto della realtà…il pericolo, per chi scrive, è compiacersene, di queste parole, ma come non farlo? ci consolano, in fondo…grazie, ferni:-)
@Alessandra: ti ringrazio per l’apprezzamento, un abbraccio lungo fino alla Sardegna.-)
@ Doriana che vive d’impegno, un ringraziamento da parte di Marina: apprezza molto che tu ti sia soffermata sul mio scrivere, così distante dal tuo…ma, secondo me, quella che tu chiami fantasia non è altro che uno dei modi per comprendere la realtà, decodificarla, rappresentarne una parte, se pure piccola
Il potere della musica.
Trovo davvero seducente questa tua capacità di scioglierti dai nodi del reale per lasciarti trasportare in spazi surreali densi di immagini e metafore.
grazie, Donatella! sì, credo proprio che spesso le mie poesie finiscano per essere una fuga dal reale, anzichè uno scavo, ma …chissà! forse è impossibile definire la linea che divide reale e surreale:-)
marina
è vero, Marina, impossibile definire la linea che dovrebbe dividere il reale dal surreale, anche perché la Realtà- non a caso la scrivo in maiuscolo- le comprende tutte queste linee… Così come la Musica, i suoi infiniti ritmi….
Bella la tua poesia, mi piace molto.
lucetta