Sport e handicap

2008 Luglio 5
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by patesp

(dedicato al VHARESE una squadra molto speciale)

Vola alta la palla
lanciata leggera da  una mano sgraziata
a cercare un canestro,
difficile da raggiungere,
ma lontano quanto basta
da essere libero dai vincoli della sofferenza.

Ogni gara è una sfida al destino
della diversità,
e la vittoria un sorriso
che premia il coraggio
di chi tiene alto lo sguardo
mentre,caracollando, corre sul campo.

La fatica imperla la fronte dei combattenti
e quello sforzo vissuto con orgoglio
unisce, rendendo compagne,
tra un abbraccio e un rimbrotto,
in una fusione di cuori e d’intenti,
tante vite sfortunate.

Con coraggio fiero,
insegnano ai normali
che lo sport è vita,
che vincere è importante
ma che lottare lo è ancora di più.
E loro lo sanno bene.

6 Responses leave one →
  1. 2008 Luglio 5
    fernirosso permalink

    ci vuole davvero coraggio,forza di volontà, amore e caparbietà in dose di equilibrio…non sempre stabile:serve anche una discreta dose di sana pazzia. Grazie a loro e grazie a Patrizia,ferni

  2. 2008 Luglio 6
    patrizia esposito permalink

    @grazie Ferni. Hai proprio ragione bisogna essere un po’ pazzi per star dietro ad una combricola di scatenati come la nostra. Ma bisogna anche leggere nei loro pensieri e concludere che lo sport per loro è davvero tutto. Occasione di incontro, necessità di impegno e soprattutto disciplina del corpo e della mente…così difficile da mantenere.
    Pat

  3. 2008 Luglio 6
    alessandrapigliaru permalink

    Ci sarebbe molto da dire su questi combattenti. Valorosi e pazienti. E avrebbero molto da insegnare soprattutto a chi ritiene che lo sport non sia propriamente vita ma solo esercizio di violenza.
    Grazie Patrizia e un abbraccio,
    Alessandra*

  4. 2008 Luglio 6
    Doriana permalink

    Aggiungo anche sport come macina da soldi…Quì a Capranica, c’è anche un piccolo laboratorio teatrale, da alcuni anni che con pazzia caparbia si impegna in piccole surreali pieces teatrali, e amano l’arte, come sè stessi, quelli che hanno l’handicap di essere dis-normali, fatti di versi, stralunati e beffardi. Un piacere il loro spettacolo di fine anno e ogni volta una sorpresa della pazienza con cui tutti si ostinano a perseguire una buona vita…

  5. 2008 Luglio 8
    margheritarimi permalink

    tanto lavoro, tanto… fatto da associazioni e servizi da persone e volontari che, tra tutte le altre cose, preparano questi ragazzi anche alla competizione sportive.La possibilità di sperimentare e misurarsi con il proprio corpo. Si impara tanto dalla loro fatica, dall’allegria dalla loro gioia.
    margheritarimi

  6. 2008 Luglio 8
    patrizia esposito permalink

    @ già cara Alessandra. Per questi ragazzi lo sport è un modo di vivere che li fa sentire forti ed importanti. Ti farei ascoltare i loro discorsi sono teneri e buffi allo stesso tempo perchè parlano di loro con un orgoglio che non può non riempirti di gioia.

    @ cara Doriana fra le tante attività che svolgono i nostri ragazzi qualcuno si dedica anche al teatro con ottimi risultati. Quel che conta per loro è sentirsi impegnati e così è, basta dar loro spazio e fiducia. Tutto il resto è solo bello.

    @ a chi lo dici cara Margherita. Non c’è sabato o domenica che non ci sia da fare gli accompagnatori per partite, gare di atletica, meeting e ogni altra esperienza possibile. Certo è un grosso impegno ma se non lo facciamo noi che siamo coinvolti in prima persona chi mai dovrebbe farlo? La nostra squadra è nata per volontà dei genitori e i nostri figli sono la cosa più importante e i sacrifgici vanno bene anche loro.

    GRAZIE a tutte
    (p.s. questa poesia è stata premiata con il terzo posto al premio Guido Cornaglia. Motivo in più per esserne orgogliosa)

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