Mi perderò
2008 Luglio 5
Oh sì, mi perderò anch’io in mezzo alle cose,
come un libro una scarpa spaiata una cintura;
sarò una cosa anch’io, perderò i miei colori
e assumerò la tinta dei muri scrostati
o delle chiazze delle piastrelle
e sarò un libro una scarpa spaiata una cintura
e non saprò più piangere, m’immergerò
in una bocca spalancata senza grazia,
sarò un urlo afono scomposto solitario.
Non sveglierò nessuno.





Molto bella: si paventa l’apatia, l’incapacità di commuoversi, di farsi sentire…molto apprezzata
Gisella
perdersi in mezzo alle cose e diventare un urlo afono, con la delicatezza di non svegliare nessuno…difficile dirlo con maggiore incisività, l’apparenza semplice e “parlata” secondo me aggiunge pathos al dramma dello “sperdimento”…
un abbraccio
marina
… ma quando le pubblichi queste magnifiche “perle”?
grazie a gisy, lettrice attenta e affettuosa
a Marina, che già conosceva questa mia ‘vecchia’ poesia
a Mapi, che mi parla di perle e mi commuove, perchè sono ipercritica verso me stessa e temo che non riuscirò mai a pubblicare perchè, forse, tutto sommato, non lo desidero …
Anch’io mi sento così a volte, sperduta e dimenticata!
Poi leggo queste poesie e capisco che alla fine nessuno di noi è veramente solo, basta leggere queste parole e sentiamo che qualcun altro in questo mondo, in questo stesso momento si sente esattamente come noi e ci sentiamo meno soli e meno dimenticati.
grazie Blumy…
Monica
“e non saprò più piangere”…forse la paura più grande è questa poichè senti di essere morta dentro,di non avere più la voce per gridare quello che vivi, i tuoi colori, così diversi dagli altri
grazie Blumy, una voce da ascoltare
elina
La gente pensa,
che esser artista significa parlare con eloquenza,
cantare divinamente, disegnare superbamente
o suonare uno strumento in modo virtuosistico.
Ma pochi sanno,
che esser artista, significa scegliere la vita,
quando si vuole morire.
Per questo motivo l’artista
merita l’eternità.
Max Szoc (1937-1983)
Mi pare di avere sentito lo stesso sentimento.La tua scarpa spaiata, la cosa senza il suo gemello,senza l’altro, eppure decisa a immergersi nella vita, ugalmente, totalmente. Straziante e intensissima. Un bacio Blumy,ferni
grazie a te, Monica, e felice che i miei versi ti facciano sentire meno sola.
e grazie a te, elina, per avermi letto
grazie a fernidolce che cita Max Szoc regalandomi un briciolo d’eternità.
e invece io aspetto il libro cara Blumy… senza paure e senza pseudonimo
Un abbraccio di grande affetto Mapi
dovrebbe telefonarmi o scrivermi un editore, Mapi, perchè io lo faccia, che mi dica: mi mandi tutto il suo materiale (e io non ne ho voglia perchè sono pigra e da un giorno all’altro cambio idea) e glielo pubblico. e poi? tutti i libri a piangere, intonsi e impolverati, perchè si comprano pochi libri e, soprattutto, non si comprano libri di poesia.
Vi ho incontrate per caso e leggo questi pezzi di vita con attenzione, io non voglio parlare di me, ma tante emozioni e sentimenti che fanno parte della vita, stanno in me che soffro molto.
è il dolore che muove la vita, Miranda, non la gioia.
la gioia è rara e leggera, il dolore è pesante e forte. fa parte di noi, è dentro il nostro sangue. è dentro le nostre parole.
Hai una voce che si desidera ascoltare e tenere vicina…
Un abbraccio.
grazie, Erminia, per l’affetto che mi dimostri.
e… come dissolvendosi, ridarsi… identificandosi alle cose che sono appartenute
un abbraccio blumy
margheritarimi
Apprezzata molto.
M.
ciao, Margherita,
ciao, Marzia