
Ariodante Marianni
UN AMORE SENILE E ALTRE SPEZIE
con una nota di Alfredo Luzi
Book Editore, 2008
Un brano dalla nota di Luzi:
“Un amore senile e altre spezie è un ritratto in versi (parola e immagine svolgono nella tensione espressiva di Ario, poeta e pittore, una funzione sinergica) di un uomo il cui bilancio esistenziale nel declinare dei suoi giorni e nell’incedere dell’ombra è vivificato dal miracolo di un ultimo amore, quasi insperato, capace di trasformare la senilità in un tempo felice di trepide attese.
Il titolo della raccolta è davvero una soglia dalla quale il lettore accede in un edificio poetico costruito sulla consapevolezza di vivere sul crinale di una esperienza in cui l’amore non è “german di giovinezza”, ma una “spezia” che dà sapore al tempo della vecchiaia biologica, che riscatta con il suo turbinio di sensazioni l’inesorabile legge del dispendio e della fine” (dalla postfazione di Alfredo Luzi).
*
I treni, i treni! Ci uniscono,
ci dividono. Questo è un ritorno.
Ti vedo ancora che saluti
dal finestrino, e già esorcizzo
la malinconia che sta salendo.
.
Fingo di leggere il giornale, di guardare
il paesaggio. Un banco di nebbia
mi rende miope. Un tunnel
mi toglie del tutto alberi e colli,
campi e casali abbandonati.
.
Ci siamo detti il dicibile
con le parole di fiato. Il di più,
l’indicibile, circola ancora nei fiumi
e nei rigagnoli del corpo,
nutre la mente insaziata, mai sazia.
*
La lontanaza di lei
non si misura in chilomentri,
in ore di macchina, di treno;
è in crampi allo stomaco,
in fitte al cuore,
giornali letti, bicchieri bevuti.
.
La lontananza è questa
saliva amara,
notturna insonnia,
meridiana sonnolenza.
.
Eppure il nostro è un amore felice.
*
Da una stazione all’altra,
da un treno ad un altro treno,
e lei che resta a guardarmi
di là del finestrino,
il sorriso già triste del distacco
che mi esorta a sorridere, “su, su”
mi dice “ci vedremo presto”
e misura quel “presto”
in giorni e ore, in risvegli
ed insonnie, in solitudini
*
Poeta, traduttore, pittore, Ariodante Marianni (1922-2007) ha fatto parte per oltre un decennio dell’Ufficio Stampa del Festival dei Due Mondi ed è stato per alcuni anni segretario di Giuseppe Ungaretti. Ha ricevuto il Premio Internazionale Monselice 2006 per la traduzione dell’intera opera poetica di Yeats (I Meridiani, 2005).
invito alla lettura di Mapi
e grazie alla sua compagna Eleonora per avermelo fatto conoscere
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Le stazioni luoghi di confine, di attese…i treni metafora di unioni e di distacchi…di arrivi e di partenze, lontananze e ricongiungimenti.
…è quello che sta in mezzo…quella traccia di insondabilità che ci fa respirare il poeta.
Grazie Maria Pina per la presentazione
margheritarimi
ho conosciuto la senilità, l’amaro che matura in bocca e dentro la testa, giù fino alle piante dei piedi, che senti incatenarsi a qualcosa che è fatto solo di te:gli altri se ne vanno. L’ho assaggiata a sei anni fino ai venti.Stazioni, stazioni,stazioni come una sola e tutte quelle della via crucis in una scatola cinese che si apre sulle stesse ombre.E poi, tutta la vita a sgusciarle, dentro le mani del mio buio per seminarci luna, stelle, tutto un contado di eroi e uno zoo di luci. Grazie del lavoro proposto.Un bacio a Mapi,ferni.
Grazie Margherita e Ferni, del passaggio e della sosta.
Nel rumore di questi treni che vanno e vengono, assaporo ogni volta tutta la bellezza di un animo nobile e gentile. Il fascino della trepidazione e della tenerezza che vive e cresce nelle attese, nei ritorni, nelle partenze.
Quanta gioia e quanti dolci tormenti sa riservarci ogni volta l’amore!
Queste ultim poesie d’amore di Ariodante trasudano tenerezza e luce. Un libro di attese e di partenze,ma soprattutto di ritorni nel nome dell’amore.Il grande amore che non muore in mezzo alle cose che muoiono.Leggetelo vi farà venirebrividi di passione eterna.
nicola
che bella questa rivalutazione dell’amore senile, fino a poco fa considerato un tabù…quella scena alla stazione mi ricorda una poesia che amo, di Carducci “Alla stazione, una mattina d’autunno”
Gisella
Grazie, cara Maria Pina, della tua inserzione su questo libro; e anche della scelta delle poesie che hai proposto. Belli anche i commenti, che colgono nel segno, e toccanti le parole di Nicola Vacca.
Per Gisella (ma anche per chi vorrà) la poesia d’apertura del libro:
TURPE SENILIS AMOR
(Ov., Amores, I, IX, 4)
No, Ovidio, erravi
(non ne avevi esperienza)
quando si è amati è senza
aggettivi ed età:
si dice amore,
semplicemente, unicamente amore.
… e quella che ne chiude la prima parte
SE QUALCOSA DEI MIEI VERSI
Se qualcosa dei miei versi
sopravvivrà nel tempo,
sorprenderà il lettore
l’allegra furia giovanile
di quest’amore così nudo e crudo.
(Danzava, Socrate, nella sua prigione,
aspettando la coppa di cicuta).
Una buona domenica, Eleonora
Ecco, mi ha sorpresa piacevolmente, molto piacevolmente questa lettura mattutina delle poesie di Ariodante Marianni che ho conoscevo solo di fama. Le rileggerò perché sono cariche di voglia di vivere e limpide nonostante l’età, come erano gli amori adolescenti di una volta. Ciao Sandra