Alberto Capitta, Il giardino non esiste – Lettura di Antonio Fiori

2008 Giugno 7


Alberto Capitta
Il giardino non esiste
Il Maestrale
Nuoro, 2008

Utilizzando la collaudata figura del narratore universale, Alberto Capitta ci propone, attraverso la storia di Carmen, un quarantennio di vita del centro storico sassarese. Dentro una perdurante toponomastica urbana, registriamo cambiamenti sociali e familiari, seguiamo ascese e cadute aziendali, scopriamo l’umanità dei vicoli, assistiamo a partenze e ritorni. Trova certamente conferma, in questo romanzo, quel realismo magico coniato da Massimo Bontempelli e già scelto dalla critica per connotare la scrittura di Capitta (legandolo però, quest’ultima, alla ‘versione’ sudamericana, non presente in Bontempelli). Pur se il mistero non arriva mai a dominare la scena, la visionarietà surreale della protagonista, il dosato rinvio di spiegazioni dolorose e la creata impressione che una sorpresa possa attenderci ad ogni capitolo, immergono effettivamente il racconto in una atmosfera quasi magica. Se dovessimo individuare poi una costante con gli altri due romanzi finora editi dal nostro scrittore (Creaturine, 2005, finalista a Premio Strega, e Il cielo nevica, 1999-2007) questa è certamente rappresentata dalla straordinaria capacità di raccontare il rapporto profondo dei protagonisti con la natura. Il mondo vegetale ed animale si manifestano trasfigurati, e sono capaci alla fine addirittura di interloquire col mondo ‘reale’, come l’asino che Carmen incontrerà nel misterioso giardino. Sempre ricco il bagaglio di metafore ma assai misurata la loro durata, così che di questi incontri con la natura si sente subito la nostalgia. Nell’ultima parte del romanzo le vite di tre donne diversissime confluiscono in una coabitazione conflittuale e razionalmente inspiegabile. Mentre infatti l’anziana Flora si abbruttisce nella solitudine, senza alternative ai fantasmi familiari, Innocenza e Carmen avevano superato in qualche modo il trauma del distacco ed avuto esperienze umane formative e rigeneranti. Eppure scelgono entrambe di restare a vivere con Flora, tentando inutilmente di ricostituire una famiglia superstite. Alla fine l’unica prospettiva di riscatto, l’unica speranza, pare riposta nella scrittura (qui sotto le specie del diario) e nella vita simbiotica con la natura. Non so se questa conclusione sia condivisa dall’autore, ma certamente non saremmo di fronte a valori di ripiego.

Antonio Fiori

11 Responses leave one →
  1. 2008 Giugno 7
    sandrapalombo permalink

    Interessante, senza alcun dubbio. Il passare del tempo, la lotta con i fantasmi, l’ambiente urbano e la volontà delle tre donne di rimanere con Flora per ricostruire “una famiglia superstite” sono elementi che portano alla lettura di questo romanzo. Ciao Sandra

  2. 2008 Giugno 7

    “Il giardino non esiste”, sta, credo, per il giardino “perduto” dell’infanzia. Il destino con-duce inevitabilmente all’appropriazione e al riconoscimento di nuove strade e valori (ritengo anch’io assolutamente non di ripiego la scelta di un’esistenza visuta a contatto con la natura).
    E poi, cosa più della natura non è “giardino fiorito” fuori e dentro di noi?
    Grazie Antonio per questa proposta e per le interessanti riflessioni stimolate dal libro e dalla tua lettura.
    Un caro saluto
    Mapi

  3. 2008 Giugno 7
    Antonio Fiori permalink

    Sono io che vi ringrazio per l’attenzione, Sandra e Mapi.
    E segnalo con piacere un’altra lettura, interessante e accurata, del romanzo di Capitta: è quella del giovane scrittore Marco Diana, potete leggerla cliccando questo indirizzo

    Antonio

    http://www.paesedombre.org/alberto-capitta-il-giardino-non-esiste.htm

  4. 2008 Giugno 7

    Ringrazio Antonio per la citazione e per essersi soffermato in mia compagnia e in compagnia d’una asina, in quel giardino che, forse, non esiste.
    Le parole di Capitta trasmettono magia e immagini.
    Giustamente Antonio afferma “creata impressione che una sorpresa possa attenderci ad ogni capitolo” perché il romanzo in esame non è sfacciato ma regala sensazioni, impressioni…
    Terminata la lettura si ha quasi la sensazione di aver immaginato tutto. Si ha quasi la sensazione che quel giardino, nel quale abbiamo letto, e scritto, e… ragliato, non sia altro che uno “scherzo vegetale” della nostra mente.

    Un abbraccio

    Marco D.

  5. 2008 Giugno 7
    alessandrapigliaru permalink

    Alberto Capitta è certamente uno degli scrittori più interessanti che la Sardegna offre in questo momento. Riconosco una cifra di originalità davvero rara. A lui va la mia stima non solo per le belle pagine ma anche per la sua persona. Non ho ancora letto l’ultimo libro di Alberto (che mi piacerebbe passasse di qua); l’ho già acquistato ma ancora non sono riuscita ad aprirlo ahimè…I romanzi precedenti invece li ho letti e Creaturine ha un posto molto speciale nel mio cuore (e nella mia biblioteca), come quelle figurine del destino che a volte, raschiando nelle tasche, mi mancano e altre invece saltano fuori con una facilità sorprendente. E quell’anello dell’eterno ritorno…
    Grazie ad Antonio, sempre raffinato e attento.
    Un abbraccio a voi,
    Alessandra*

    P.S. Complimenti anche a Marco Diana, di cui ho letto or ora la recensione

  6. 2008 Giugno 7
    fioriantonio permalink

    Grazie Marco, per la visita e per le belle parole.

    Informo tutti i lettori naviganti che si trovassero a Sassari e dintorni, che stasera, alle ore 19 e 30, nei locali della Libreria Retropolis di Porto Torres (fronte Basilica di San Gavino), il poeta e saggista Franco Fresi presenterà “Il giardino non esiste”. Sarà presente l’autore.

    Buonissima giornata
    Antonio

  7. 2008 Giugno 7

    antonio fiori mi pare sempre attento a proporre voci nuove e interessanti, oltre che autori già “affermati”, grazie.

  8. 2008 Giugno 7
    Josè Grilli permalink

    Il misterioso giardino mi affascina
    come la vita delle tre protagoniste
    leggerlo sarà una delle mie priorità!
    Come sempre Antonio sai essere
    acuto e attento a ciò che ci circonda.
    Complimenti ad Alberto Capitta.
    Caro Antonio
    un saluto affettuoso
    Josè

  9. 2008 Giugno 8

    bravo, bravissimo, Antonio! Capitta merita di essere recensito, merita o avrebbe meritato un premio consistente più di qualche altro scrittore che l’ha preso immeritatamente. Il suo Creaturine mi è rimasto nel cuore. Ha un sapore di fiaba e il linguaggio è quello che piace a me, incantato e surreale. Bellissime e indimenticabili le figure dei personaggi che lo animano.
    Ho trovato diverso Il cielo nevica, lontano anni luce da quell’incanto, mentre non conoscevo questo libro di cui ci parli e che sembra riportarci in qualche modo all’atmosfera magica del suo primo libro*.

    *primo come pubblicazione, lo so …

  10. 2008 Giugno 9
    fernirosso permalink

    e che dire, che l’ignoranza è un vuoto senza fondo? Grazie ad Antonio per avermelo fatto conoscere, sono molto sensibile a questo genere di “luoghi”, soprattutto quando si fanno osservatorio della vita, delle relazioni umane e vanno addirittura oltre i confini…dell’ora. Un grande grazie, ferni

  11. 2008 Giugno 9
    margheritarimi permalink

    grazie Antonio per avermi fatto conoscere questo autore dal “realismo magico”
    un caro affettuoso abbraccio
    margheritarimi

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