Volevo vedere l’imbrunire

2008 Maggio 31
by Molesini

Volevo vedere l’imbrunire
e mi sono appoggiata qui per questo
in fondo al fondo del prato
mi siedo e ripasso i lividi alle nuvole
quando tutto si allarga piano
un accavallarsi di veli, lì.
Adesso i motori sono musica
quella che avanza ha un caldo mite
lenta l’aria muove le magnolie
io penso che fra un pò tutto scompare
ma un imponente silenzio sta creando
e compatta i cespugli, i cedri, me.
Assomiglio a quanto si spande attorno
e le mie dita sono radici
il respiro dall’addome si attacca alle correnti
più giù diventa fiato, dall’erba scura
mentre l’umido mi incolla foglioline

sono io, la sera.

9 Responses leave one →
  1. 2008 Maggio 31

    farsi sera, farsi radici, farsi un tutt’uno col mondo che ci circonda. si discosta questa un po’ dalle tue solite, o mi sbaglio?

  2. 2008 Maggio 31
    Josè Grilli permalink

    Trovo in questi versi il flusso
    morbido che in altri tuoi
    non appare
    Mi piace il modo di avvicinarsi
    in punta di piedi al tuo essere.
    Josè

  3. 2008 Maggio 31
    Paola renzetti permalink

    Volevo vedere l’ imbrunire…
    un imponente silenzio sta creando…

    Ci sono state per me alcune volte, una in particolare durante l’adolescenza, in cui era insopprimibile il desiderio di vedere l’alba e sentire quel silenzio della creazione nella
    natura.

    I passaggi tra il giorno e la notte… e tra la notte e il giorno…
    Anche solo per stare una volta in loro, varrebbe la pena di essere nati.

  4. 2008 Giugno 1
    sandrapalombo permalink

    Bellissima Silvia. Mi piace moltissimo questa tua linea di scrittura. Hai acceso il tema della sera di luce nuova. Sandra

  5. 2008 Giugno 1

    identificarsi, diventare la sera , le radici, un albero carico di foglie, diventare – essere – la natura.
    questa è la magia dell’essere poeti.

  6. 2008 Giugno 1
    fioriantonio permalink

    ” lì ”

    ” me ”

    ” la sera ”

    poesia di accurata dislocazione, intenta a salvare la visione e l’accadimento dell’imbrunire (poichè “io penso che tra un po’ tutto scompare”) fino all’ardita identificazione con la sera.

    Originalità e autenticità, come sempre in Silvia Molesini.

    Antonio

  7. 2008 Giugno 2

    davvero pregnante..

  8. 2008 Giugno 3
    Molesini permalink

    Io ringrazio tutti, mi scuso per l’assenza.
    Ad Antonella: è una delle mie voci.
    A Paola: in questa è un movimento simile al tuo, solo più portato verso l’immedesimazione con la negredo.

  9. 2008 Giugno 3
    Molesini permalink

    L’immagine proposta è quadro di Umberto Boccioni, “Paesaggio al tramonto”, del 1906.

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