Il talento non si può disconoscere quando s’incontra, anzi talora “salta all’occhio” specie quando si tratta di un talento visuale o “immaginario”. Per coglierlo basta uno sguardo a forme, tratti e colori. Così accade nel blog di Diotima: un blog di parole poetiche associate ad immagini.
Loredana Di Biase, siciliana di Messina, ne è l’autrice.
Anche questa scoperta è frutto del mio sempre più raro girovagare in rete. Sebbene in precedenza avessi già incontrata virtualmente Diotima, soltanto adesso sono approdata al suo blog, seguendo un percorso di singolari concatenazioni virtuali in attraversamento di altri blog tutti degni di nota (se mai trovassi un giorno tempo e modo di dedicare ad ognuno di essi qualche parola di segnalazione).
Consiglio di visitare il blog di Diotima perché le immagini che vi troverete non sono di quella bellezza rarefatta, melensa, rassicurante, accattivante che piace a tutti. La cifra rappresentativa non è gradevole e scontata (fiori, nuvole e delicatezza), esse piuttosto vibrano d’inquietidudine, provocano interrogativi, trasmettono disagi e complessità, manifestano un’autentica esigenza espressiva che emerge nella congiunzione di frammenti eterogenei, nei colori impastati e vibranti, negli occhi cangianti, in metamorfosi animali e (s)composizioni deliranti che sconfinano nelle visioni o negli incubi. Esse appaiono come evocazioni o deformazioni, tensioni e spasmi, labirinti del pensiero denso, disperso, obnubilato, introflesso. In alcune creazioni di Diotima si avverte un sentore d’orientale, indie e spezie, aromi intensi, in altre occhieggia Hitchcock e la sua angoscia sospesa negli abissi della coscienza. Qui e lì flash dal gusto gotico e traboccante che si asciugano nelle sobrie sfumature di scenari visionari astratti.
Un talento eclettico echeggia tra immagini e parole e lega ideologicamente quanto rappresentato ad una testimonianza di contestazione, di protesta, di accusa e di rottura alla cui comprensione ci indirizzano alcune citazioni chiave a margine del blog. Ne riporto una per la particolare potenza assertiva che la pervade: il blog ha un senso se è un grido di protesta, un andare contro corrente, se è violento, se mira alla RIVOLUZIONE. Il lessico fa intuire fedeltà agli ideali del marxismo. Congiungendo i nodi del percorso, una intuibile chiave di lettura di quanto artisticamente espresso è che attraverso le sue creazioni Diotima mescoli il vissuto e le personali istanze metabolizzatici ad un desidero d’opposizione alle molteplici, più o meno palesi, oppressioni di una società votata al capitalismo che, senza forze progressiste di contraltare, priva di evoluzione dialettica di pensiero, le sembra destinata inevitabilmente alla degenerazione.
Chiudo mutuando un’altra citazione .
“Noi sereni e semplici o cupi e acidi, noi puri e candidi o un po’ colpevoli per voglie che ardono: noi cerchiamo la bellezza ovunque. E noi compresi e amabili o offesi e succubi di demoni e lupi, noi forti e abili o spenti all’angolo: noi cerchiamo la bellezza ovunque. E passiamo spesso il tempo così, senza utilità (quella che piace a voi) senza utilità (perché non serve a noi) (Marlene Kuntz)”



Grazie della segnalazione. Ho appena fatto un salto sul blog di Diotima, mi piace molto. Da Blogger adoro la comunicazione senza confine propria di questo mezzo di discussione, ma l’idea dell’associazione tematica immagine e parola così intensa è un punto di forza di Diotima.
Complimenti per la scoperta, erika
Grazie a te Erika di averla apprezzata.
[...] Senza meta 9: il blog di Diotima Su Viadellebelledonne, la mia segnalazione “Senza meta”, al suo nono appuntamento, è dedicata ad un blog d’immagini e parole poetiche: il blog di Diotima. [...]
caspiterina alivento sono andata vedere il blog che segnali e per poco non mi prendeva un colpo, ho dovuto chiudere subito. tu sai che sono di stomaco delicato, ricordi che quanta impressione mi faceva la farfalla sulla faccia della ragazza che una volta avevi nel tuo blog? perchè mi devo inquietare?
” il blog ha un senso se è un grido di protesta, un andare contro corrente, se è violento, se mira alla RIVOLUZIONE” posso anche essere d’accordo, anzi lo sono, sull’andare controcorrente. la rivoluzione non necessariamente implica la violenza. ci può essere anche una rivoluzione pacifica e non violenta. anzi, in un mondo violento come quello in cui viviamo operare senza violenza è già la RIVOLUZIONE. poi lo so che fra il dire e il fare ecc. ecc. ciao antonella
Colpisce vero? L’autrice riesce a rendere con impressionante efficacia ansie e inquietitudini generate dal vissuto personale.
Io non percepisco violenza in quel che rappresenta, ma disagio, sofferenza, protesta, angoscia e costruzioni mentali complesse, circonvolute, alterate, ma l’arte figurativa, come la poesia, come ogni forma d’arte “serve” anche ad esprimere, condividere, canalizzare e a metabolizzare.
Quanto alla rivoluzione, anch’io sono per la rivoluzione pacifica, senza violenza. Sono per la rivoluzione delle costellazioni cambiare/rivoltare in un moto perpetuo naturale. Le rivoluzioni violente sono di chi non accetta il lento muoversi del tempo, la potenza della goccia, la forza persuasiva delle parole. Certe volte ne dubito fortemente pure io
Ho capito il tuo turbamento Anto, le sue ultime sono particolarmente “evocative”.
Resta il fatto che mi piacerebbe conoscere le tecniche che usa, se si tratta di disegni, di dipinti poi fotografati oppure c’è una lavorazione digitale…
andrò a trovarla..
oh bene Roberto, lo sai, ci tengo molto al tuo parere, da esperto di arti figurative
perchè se qualcuno amichevolemente/scherzosamente contesta il mio gusto in fatto di immagini, io di contro sono persuasa di quel che dico in cima, il talento si deve riconoscere, e tanto più è presente quanto più trasmette emozione, spiazzamento, interrogativi, angoscia, turbamento, quando nel tramettere tutto ciò si comprende chiaramente che l’autore non ha il fine principale di produrre questi effetti ma ricerca la sua arte nel pensiero profondo facendo emergere quanto macera dentro sè, pressapoco similmente a come avviene anche per la poesia
anche nausea?
anto, malessere direi piuttosto, e certo sì, talora, anche quello.
sorriso altrettanto
lasciamo i turbamenti al giovane Turtles!
I miei sono tentativi di esorcizzare l’angoscia convogliandone i rivoli entro scenari onirici, quando non è il segno stesso a farsi rivelatore del dolore. Il dolore può far dare di stomaco, ma non necessariamente indurre a girare le spalle, a meno che non si tratti di espressioni di cattivo gusto, o di cinica determinazione nel ferire : in talcaso il rifiuto a guardare o leggere è pienamente giustificato.
Probabilmente rientro in quest’ultima tipologia e accetto serenamente il giudizio..
Quanto alle tecniche usate da me si passa da “esercitazioni” al photoshop a disegni con pilot 04 che si originano da una fitta rete di parole(frasi connesse o sconnesse, parole-archetipo) tracciata preliminarmente sul foglio.
Con affetto e simpatia
loredana di biase
Cara Loredana, mi fa molto piacere che tu sia intervenuta su questo sito.
Confesso che ho dovuto googolare in po’ per capire la tua scherzosa citazione.
http://www.pianetascuola.it/leggere_scrivere/percorsi_interdisciplinari/04crisi_scienze/letteratura/Musil2.html
Non pensare che quanto dice antonella sia negativo, basti esplicitare quanto lei accenna: il fatto che nostra amicizia sia cominciata in rete proprio con una mezza sua giravolta (per darmi le spalle e non voler più visitare il mio vecchio blog ora chiuso) con la motivazione che quanto creavo (che sia solo l’immagine con la farfalla è una scusa!
la impressionava.
Il talento non necessariamente dà piacere, anzi la sua manifestazione mette in discussione, provoca, costringe a pensare e, talora empaticamente, ti porta a soffrire, ma è una sofferenza positiva, una sorta di incontro con l’autore e specularmente con sè stessi, mediato da forme rappresentative/espressive fuori dal comune, dall’ovvio, dal tempo, dallo spazio in un viaggio interiore catartico per chi crea, e pure per chi osserva.
Ciò che inventi in forme ed in colori provoca appunto questo effetto.
Che si trattasse anche di computer grafica, l’ho compreso rivisitando il tuo sito, trovandolo arricchito di tua nuova produzione per la quale mi complimento, anche se devo notare il caricamento lento di alcune pagine.
Un abbraccio Ali
ali ma quante storie, non mi piacciono e stop, non ho detto che non siano talentuose o che non rappresentino dolore viaggio interiore scenario onirico. in verità le immagini digitalizzate non mi attirano. lo so che a te piacciono assomigliano tanto a quelle che elabori tu. che ci vuoi fare sono una vecchia signora all’antica facilmente impressionabile, sarà che non ho visto nulla di troppo impressionante nella mia vita. e qui sorrido. mi scuso con loredana per i miei commenti ma più che altro era un discorso fra me e aluccia iniziato tempo fa. baci a tutti antonella
cara Antonella, il senso e il valore dei nostri incontri virtuali è tutto nello scambio di opinioni, soltanto così ci si confronta, si cresce; di che ti scusi dunque?
I sensi e le percezioni variano da individuo e individuo, ciò fa la varietà, la molteplicità dei nostri meccanismi ricettivi.
Conta la libertà di esprimerci senza censure (finché ci sarà possibile), di venire allo scoperto per rispetto della nostra unicità, di aver diritto a inviare messaggi, anche subliminali; l’arte può e deve farlo, così come il fruitore ha il diritto di respingere il messaggio ed esprimere il proprio dissenso.
In fondo è un gioco, bellissimo, il più bel gioco che io conosca.
Grazie per avermi dato la possibilità di aprirmi un po’.
Con affetto
loredana di biase
Ti ringrazio Loredana di questa partecipazione, della spontaneità, dell’entusiamo e dell’equilibrio che hai mostrato approdando a questi lidi.
L’ affinità espressiva che ci accomuna, notata da antonella, devo dire, mi fa soltanto piacere.
Sarà mio interesse continuare a seguirti anche in futuro.
Un abbraccio.