La Corrida, i poeti dilettanti allo sbaraglio, Gerry Scotti – Fuoriprogramma

2008 Maggio 29

Brevemente in questo fuoriprogramma ho da dire qualcosa prima di andare a letto. Voglio parlare di quella che una volta si chiamava la Corrida di Corrado dilettanti allo sbaraglio. La ascoltavo alla radio quando ero piccola, a mio padre piaceva molto, anche a me, non ce ne perdevamo una puntata, ci divertivano i concorrenti che erano vere schiappe, la gente schiamazzava e alla fine si sentiva anche un raglio d’asino. Mi piaceva allora e in verità mi piace anche ora che si chiama La corrida senza Corrado ma sempre con dilettanti allo sbaraglio. Mi piaceva e mi piace prima di ogni cosa perché mi ricorda mio padre (e la sua vecchia radiomarelli a valvole) poi perché, nonostante siano passati moltissimi anni e sia trasmessa in televisione piuttosto che in radio, non è cambiata troppo nella struttura, ci sono sempre i dilettanti allo sbaraglio e i campanacci e forse anche i ragli; inoltre mi piace tanto quel pacioccone e bonaccione di Gerry Scotti, sempre garbato, mai una volgarità. Per non parlare dell’ironico maestro Pregadio che fa miracoli e acrobazie per andare dietro ai concorrenti spesso stonati e fuori tempo. Non tutti però sono così, a volte ci sono dilettanti veramente bravi, dotati, di talento, delle vere sorprese, delle chicche insomma, delle perle. C’è stata però una novità nella versione televisiva di quest’anno, la presenza della poesia. Ora io penso e dico al caro Gerry che mi piace tanto specialmente quando saluta e dice “che Dio vi benedica” che per me che sono cattolica è una frase che apprezzo molto, caro Gerry era proprio necessario nuocere in questo modo alla poesia e ai poeti? La gente del mondo “normale” non legge poesia. Quando posso evito accuratamente di dire alla gente “normale” che scrivo poesie, perché la gente “normale” è convinta che la poesia sia qualcosa che viene scritta da quelle persone un po’ scemotte, un po’ esaurite, un po’ fuori dal mondo, gente inutile che scrive cose inutili, per questo motivo non dico che scrivo poesie, non voglio che mi si guardi con compassione, come fossi una malata, una matta, una scemotta romantica. Se già la gente “normale” pensa questo dei poeti e della poesia figuriamoci cosa penserà quest’anno dopo che ha visto la corrida poeti dilettanti allo sbaraglio. Dico questo con la certezza di non offendere i dilettanti poeti allo sbaraglio giacché essi si sono volontariamente sottoposti al giudizio del pubblico, qualunque esso sia, sia raglio o applauso.

6 Responses leave one →
  1. 2008 Maggio 30
    alessandrapigliaru permalink

    Oh …la Corrida: quell’esperimento per il quale si vede tutto l’accanimento della gente nell’insulto altrui. Mi fa rabbrividire. Come quando mi è capitato di vedere Fantozzi, uguale.
    Certo l’avessi ascoltata alla radio sarebbe stata forse tutta un’altra sensazione.
    Alessandra

  2. 2008 Maggio 30
    monica permalink

    Cara Antonella,
    anch’io ricordo quando ascoltavo alla radio La Corrida (anche se ero molto piccola è rimasta nei miei ricordi)
    Sono convinta ci sia molta gente sconosciuta con un talento fuori dal comune che purtroppo non viene sempre riconosciuto.
    Comunque non aver paura di dire che scrivi poesie; non importa se la gente ti guarderà con compassione… sii sempre te stessa ovunque e con chiunque. Il bello della tua anima
    non lo devi nascondere, neanche davanti a chi non lo sa apprezzare.

    un abbraccio
    Monica

  3. 2008 Maggio 31
    juliette1804 permalink

    A volte quando suonano i campanacci o fischiano sono un po’ cattivelli quelli del pubblico, però, chi va lì sa che la sua esibizione potrà piacere o non piacere… io il programma lo vedevo da piccola con mia nonna e all’epoca ogni tanto si presentava qualche poeta dialettale che riscuoteva un discreto successo, se sapeva recitare bene i propri versi, probabilmente, se uno va lì e legge o a voce bassa o con tono troppo malinconico o al contrario in modo troppo enfatico rischia sicuramente di non ricevere una buona accoglienza… la fortuna essendo un’esibizione televesiva la fa la capacità di lettura e non la validità del testo letto.
    Cristina

  4. 2008 Maggio 31
    margheritarimi permalink

    Di solito non lo sono, ma quì sento di radicalizzarmi…non penso che la poesia sia adatta a manifestazioni di questo genere, altrimenti ci mettimo d’accordo a chiamarla in altro modo.
    Ma…attenzione!!! neanche a manifestazioni barbose intellettualistico-accademiche e bla…bla…bla…:) si adatta.
    sono d’accordo con te Antonella questo alla poesia nuoce.
    post singolare il tuo che fa riflettere su stereotipi che stentano a morire
    grazie
    margheritarimi

  5. 2008 Giugno 1

    alessandra non è come fantozzi, fantozzi era un meschino, un miserabile viscido uomo. certo per me è diverso perchè ho dei ricordi belli legati alla trasmissione.

    monica se posso non lo dico, lo vivi come un fatto privato, anche se qui di privato non c’è nulla :-)

    cristina, non ricordavo di poesie, mi sembrava fosse una novità

    margherita sono d’accordo

    baci a.

  6. 2008 Ottobre 26

    allora… io vorrei iscrivermi alla corrida… io e un mio amico abbiamo inventato una canzone, e bellissima e pieno di ritmo e anke di significato. Vorrei iscrivwermi ma nn so quando inizia e vorrei informarmi se pr l’iscrizione bisogna pagare qualcosa. Io sn sicuro ke se io e il mio amico andiamo alla corrida, penso ke il pubblico nn ci farà fischi o cose del genere… perchè questa canzone nn so nemmeno io come ho fatto ma è troppo bella… sembra ke è stata inventata da un cantate neomelodico famoso… quindi se potreste dirmi quando si fa e quando si paga ne sarei felicissimo. grazie.

Leave a Reply

Note: You can use basic XHTML in your comments. Your email address will never be published.

Subscribe to this comment feed via RSS