doppio fuoriprogramma – L’immensità

2008 Maggio 27
by antonellapizzo

11 Responses leave one →
  1. 2008 Maggio 27

    tra infinito e immensità il respiro s’amplia senza limiti

  2. 2008 Maggio 27

    acutissima ali, infatti è da considerare come un unico post

  3. 2008 Maggio 27

    è corretto dire “un unico”? mi suona così male :-)

  4. 2008 Maggio 27
    margheritarimi permalink

    ma con queste voci come fa a suonarti male… tra fiato…eternità ed infinito si rischia di disintegrarsi…
    ciao antò
    margheritarimi

  5. 2008 Maggio 27
    alessandrapigliaru permalink

    Si che è corretto Antonella.

    A me Lei fa venire i brividi.
    :)

  6. 2008 Maggio 27

    è corretto mi sembra, per quanto cacofonico più che assonante ;)

  7. 2008 Maggio 27

    cacofonico non tanto “un unico” ma “come un unico”

  8. 2008 Maggio 27

    un binomio eccezionale ! La più bella voce italiana degli anni ‘60 ‘70 ed un poeta tenerissimo . chi si ricorda della canzone Sognando , sempre cantata da Mina e dallo stesso Don Backy, che diceva:

    Io me ne sto lì seduto e assente
    con un cappello sulla fronte
    e cose strane che mi passan per la mente.
    Avrei una voglia di gridare
    ma non capisco a quale scopo
    poi d’improvviso piango un poco
    e rido quasi fosse un gioco
    Se sento voci non rispondo
    io vivo in uno strano mondo
    dove ci son pochi problemi
    dove la gente non ha schemi
    Non ho futuro nè presente
    e vivo adesso eternamente
    il mio passato è ormai per me distante
    Ma ho tutto quello che mi serve
    nemmeno il mare nel suo scrigno
    ha quelle cose che io sogno
    e non capisco perché piango
    Non so che cosa sia l’amore
    e non conosco il batticuore
    per me la donna rappresenta
    chi mi accudisce e mi sostenta
    Ma ogni tanto sento che
    gli artigli neri della notte
    mi fanno fare azioni non esatte
    D’un tratto sento quella voce
    e qui comincia la mia croce
    vorrei scordare e ricordare
    la mente mia sta per scoppiare
    E spacco tutto quel che trovo
    ed a finirla poi ci provo
    tanto per me non c’è speranza
    di uscire mai da questa stanza
    Sopra un lettino cigolante
    in questo posto allucinante
    io cerco spesso di volare nel cielo
    Non so che male posso fare
    se cerco solo di volare
    io non capisco i miei guardiani
    perché mi legano le mani
    E a tutti costi voglion che
    indossi un camice per me
    le braccia indietro forte spingo
    e a questo punto sempre piango
    Mio dio che grande confusione
    e che magnifica visione
    un’ombra chiara mi attraversa la mente
    Le mani forte adesso mordo
    e per un attimo ricordo
    che un tempo forse non lontano
    qualcuno mi diceva t’amo
    In un addio svanì la voce
    scese nell’animo una pace
    ed è così che da quel dì
    io son seduto e fermo qui.

  9. 2008 Maggio 28

    La ricordo con nostalgia. Una delle più belle canzoni. Magnifica anche l’interpretazione di Don Backy.

    Bart

  10. 2008 Maggio 28
    lucetta permalink

    sono d’accordo con Bart. Nostalgia tanta. Figura contestata e sempre un po’ sottovalutata.Un destino strano quello di don Backy.
    Grazie,Antonella della riproposta. Meritava.
    un abbraccio
    lucetta

  11. 2008 Maggio 30

    Splendida Mina… insuperabile. Canzone magnifica. Giulia

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