… il cui nome non si nomina invano; la macchina attoriale che vanifica il testo; il dire e il non detto; il ri – creare il testo per la dissipazione; contro la rappresentazione; per dimostrare che il testo è nulla; complementare all’apparato scenico; spazzatura; veicolo di distruzione dell’Io; del ruolo. Per una scrittura di scena.
Carmelo è la ‘rarefazione ontica’.
che nostalgia!
Lui grandissimo e grandissima la sua rivoluzione teatrale.
Ma….quanti mediocri imitatori del suo dire poesia che rischiano il ridicolo!
Aimé, un maestro con pessimi allievi (tranne qualcuno).
Esso è voce, voce evento, corpo che si offre e di -strugge nel dono vero potlach della recitazione, ogni cellula e aprticella tirmico sonora è sacre, così lui viveva i testi,
e la nostalgia di quella voce (ove per poco il cor non si spaura, è grande e annega annega, nostro caro Bene che non ci s ei andato perduto,… ma non sei fra noi)
Ci sono, sempre in you tube, delle presentazioni di Carmelo Bene in cui quanto ha detto poco sopra Mirko , viene ribadito con forza e anche con impeti di collera, a volte, da Bene, che tentava di spiegarlo a chi gli poneva domande sulla recitazione e sulla riscrittura dei testi, all’interno di una nuova scena che teatralizza, attraverso la voce e il gesto lasciato nell’aria, luoghi che non esistono ma che vengono ri-chiamati nella creazione dai timbri e dalle luci dello sguardo.Irto, spinosissimo fino all’antipatia, ma potente.ferni
“Meglio non veder niente ma sentire come si deve” raccomandò Carmelo Bene a chi assisteva all’evento memorabile Voce dei Canti, di cui fu protagonista nel 1998, nel bicentenario della nascita di Giacomo Leopardi.
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le insidie e la malvagità del demonio, sii nostro aiuto. Te lo chiediamo supplici che il Signore lo comandi. E tu, principe della milizia celeste, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione della anime. Amen
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Chapeau!
… il cui nome non si nomina invano; la macchina attoriale che vanifica il testo; il dire e il non detto; il ri – creare il testo per la dissipazione; contro la rappresentazione; per dimostrare che il testo è nulla; complementare all’apparato scenico; spazzatura; veicolo di distruzione dell’Io; del ruolo. Per una scrittura di scena.
Carmelo è la ‘rarefazione ontica’.
mirko servetti
ehhhh! questo è un ATTORE che recita una POESIA !
che nostalgia!
Lui grandissimo e grandissima la sua rivoluzione teatrale.
Ma….quanti mediocri imitatori del suo dire poesia che rischiano il ridicolo!
Aimé, un maestro con pessimi allievi (tranne qualcuno).
Grazie per la geniale riproposta
lucetta
Esso è voce, voce evento, corpo che si offre e di -strugge nel dono vero potlach della recitazione, ogni cellula e aprticella tirmico sonora è sacre, così lui viveva i testi,
e la nostalgia di quella voce (ove per poco il cor non si spaura, è grande e annega annega, nostro caro Bene che non ci s ei andato perduto,… ma non sei fra noi)
Maria Pia Q.
Refusi per fatica: “particella ritmico sonora è sacra”
volevo dire, MPQ
Ci sono, sempre in you tube, delle presentazioni di Carmelo Bene in cui quanto ha detto poco sopra Mirko , viene ribadito con forza e anche con impeti di collera, a volte, da Bene, che tentava di spiegarlo a chi gli poneva domande sulla recitazione e sulla riscrittura dei testi, all’interno di una nuova scena che teatralizza, attraverso la voce e il gesto lasciato nell’aria, luoghi che non esistono ma che vengono ri-chiamati nella creazione dai timbri e dalle luci dello sguardo.Irto, spinosissimo fino all’antipatia, ma potente.ferni
due mostri sacri di cui c. bene visto e sentito e “bisticciato” a teatro a napoli..ma poi un calice di rosso insieme..
“Meglio non veder niente ma sentire come si deve” raccomandò Carmelo Bene a chi assisteva all’evento memorabile Voce dei Canti, di cui fu protagonista nel 1998, nel bicentenario della nascita di Giacomo Leopardi.
Mapi
Bellissimo, nulla da aggiungere.