Gli squallidi esperimenti di Carlo Giordano
Maggio 19, 2008 di margheritarimi
Maggio 19, 2008 di margheritarimi
Pubblicato in # Margherita Rimi, Cinema | Contrassegnato da tag cinico TV, Cipri e Maresco | 27 Commenti
In questo numero:
- STRETTOIE: Andrea Oppo - NOTE SUL «DIARIO DI UN DOLORE» DI C.S. LEWIS ; Antonella Pizzo - LE INTERVISTE IMPOSSIBILI: Mary Shelley
- PIANEROTTOLI: Cristina Contilli - UNA FIGURA POCO CONOSCIUTA DEL RISORGIMENTO: la Contessa milanese Costanza Trotti Arconati; Erika Ranfoni - HANNAH ARENDT: la vita è un miracolo a due voci
- FINESTRE: Morena Fanti - UNDERWORLD di Don DeLillo – una lettura ‘sospettosa’; Fernanda Ferraresso - LEG(G)ENDA DI UN FILM : TAXI DRIVER di Martin Scorsese; Marta Ajò - PATRIMONIO. UNA STORIA VERA di Philip Roth
- CAMMINAMENTI: Fabiano Alborghetti - RIABILITATO COME UOMO. Il laboratorio di lettura e scrittura creativa al carcere di Opera; Emilia De Rienzo - DIALOGARE CON LE PERSONE ANZIANE: UNA DIMENSIONE CHE SI STA PERDENDO; Maria Pina Ciancio - RITI ED ARTI MAGICO-RELIGIOSI NELL'ANTICA SOCIETA' LUCANA DEL POLLINO
- PONTEGGI: Valter Binaghi - LA TELEVISIONE DEI LIBRI; Paola Pluchino - QUATTRO MOMENTI SU TUTTO IL (MIO) NULLA. Omaggio a Carmelo Bene; Lia Volpatti - TUTTE LE (belle) DONNE DI MARLOWE!; Ilaria Ciancilla - LO SPECCHIO INFRANTO: i paradigmi della moda nel Nuovo Mondo
- GIARDINI: Marco Scalabrino - MARIA FAVUZZA; Anna Maria Bonfiglio - AUTUNNO SICILIANO; Francesco Marotta - I NOMI DELLA LUCE
GIARDINI (Rubrica di poesia a cura di Francesco Marotta): Marina Pizzi - DAVANZALI DI PIETA'; Lorenzo Carlucci - LA COMUNITA' ASSOLUTA; Federico Zuliani - TRAVELLING SOUTH; Francesca Sallusti - LA LEPRE CEDE IL PASSO ALL'ORO
- BALAUSTRE: Sandra Palombo e Lucetta Frisa - PETIT QUESTIONNAIRE pour Jean Echenoz; Marina Raccanelli - L'ARTE DEL RESTAURO. Intervista a Barbara Biciocchi; Alessandra Pigliaru - LA FEMMINILITA' RITROVATA. Saggio-intervista sul cinema di Alina Marazzi; Marco Buttafuoco - ARTE E PSICANALISI. Intervista a Laura Pigozzi *** Gli autori, i dialoganti, gli artisti che hanno collaborato a questo numero:Fabiano Alborghetti -- Marta Ajò -- Barbara Biciocchi -- Valter Binaghi -- Anna Maria Bonfiglio -- Marco Buttafuoco -- Giusy Calia -- Lorenzo Carlucci -- Maria Pina Ciancio -- Cristina Contilli -- Emilia De Rienzo -- Jean Echenoz -- Morena Fanti -- Fernanda Ferraresso -- Lucetta Frisa -- Alina Marazzi -- Francesco Marotta -- Andrea Oppo -- Sandra Palombo -- Alessandra Pigliaru -- Laura Pigozzi -- Marina Pizzi -- Antonella Pizzo -- Paola Pluchino -- Marina Raccanelli -- Erika Ranfoni -- Francesca Sallusti -- Marco Scalabrino -- Lia Volpatti -- Federico Zuliani
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Il quaderno-diario delle Belledonne, interamente realizzato a mano da Alessandra Pigliaru, è in formato A4. Materiali utilizzati: Cartone. Carta di cocco. Carta di cotone con inserti. Carta riciclata, carta da pacco e carta pergamena. Raffia. Colla. Fiori secchi (vari).
Ricordiamo che le prenotazioni sono chiuse - Segui il percorso del diario
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Al blog collettivo Via delle belle donne, perché si occupa di poesia, letteratura ed arte al femminile, proponendo testi e riflessioni di importanti scrittrici italiane contemporanee

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Alcuni di noi avevano già cominciato su poetienon , continuiamo qui ciò che si era interrotto, traduciamo Spoon River, chi si vuole cimentare, chi vuol giocare al gioco delle traduzioni, traduca un testo e lo invii alla redazione qui per la pubblicazione in questo blog. L’antologia completa si può trovare qui
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mi domando se squallidi sono i desideri, come quello che dice Giordano, di volare, o se squallido è chi interviene a rompergli un palloncino, metafora di tutti quelli che, nella nostra vita, collaborano tra loro a demolire i nostri sogni. Oppure infine squallido è il rapporto tra chi ri-prende e ciò che è ri-preso, anche sotto una finta buona educazione…ma insomma mi dici cos’è Margherita? ferni
non conosco Carlo Giordano e non posso considerare squallidi i suoi giochi con i palloncini.
A volte il desiderio di volare è meglio tenerlo per sè. Ci si espone un po’ troppo al cattivello di turno.
Solo che quei palloncini sono così visibili! Come fare?
Ciao!
CINICOCINEMA: IL CINEMA SECONDO CIPRI’ & MARESCO
Carlo Giordano in cima ad una rupe con dei palloncini all’elio sogna di volare; una mano sicura appare dal nulla per scoppiare uno di quei palloncini e ridurre progressivamente le possibilità del nostro eroe di vedere riuscito il suo “squallido esperimento”. Questa è soltanto una delle tantissime immagini che popolano l’universo di Ciprì e Maresco, autori cinematografici siciliani restati fino ad oggi troppo nell’ombra in proporzione alla qualità del loro cinema. Essi rappresentano una delle pochissime avanguardie contemporanee in campo cinematografico. La carica innovativa di questi due registi è riuscita nell’ultimo decennio a scuotere un impianto cinematografico e televisivo sterile e sanguinante. La loro carriera ha inizio quando nella seconda metà degli anni ottanta i due registi trasmettono i loro frammenti cinematografici sulla rete locale tvm. Pochi anni dopo E. Ghezzi troverà nel suo palinsesto di rai3 uno spazio per trasmettere i corti “in Palermo” e “da Palermo” di Ciprì e Maresco: nasce cinico tv. Il loro “successo” viene consolidato con i due primi lungometraggi “Lo zio di Brooklyn” e “Totò che visse due volte”, seguiti dopo qualche anno da “Il ritorno di Cagliostro”. Malgrado grazie a queste pellicole Ciprì e Maresco abbiano trovato un consolidamento della loro opera, questa non si limita ai tre lungometraggi più celebri, ma si estende ad una serie di frammenti, mediometraggi e documentari considerevolmente rilevante. Il maggiore dei loro meriti consiste nell’aver parlato alla televisione con un linguaggio cinematografico; nell’ aver curato l’immagine con un senso estetico del tutto estraneo al mezzo televisivo. Alla tv delle “storie vere” (quanto in realtà di più falso esista) e all’oscenità televisiva loro oppongono attraverso un totale ribaltamento, una estremizzazione della realtà che risulta essere quanto di più reale esista: la bellezza di una finzione orribilmente reale all’oscenità di una realtà splendidamente finta. Il ribaltamento è anche e soprattutto tecnico, caratterizzato da inquadrature fisse, bianco e nero, ripetitività, tempi dilatati fino all’inverosimile… Il cinema di Ciprì e Maresco ci appartiene in quanto esseri umani e in quanto siciliani. Attraverso un linguaggio realmente, totalmente e alternativamente siciliano infatti, ci descrivono il dramma dell’uomo. Riconosciamo la Sicilia nel loro cinema ,ma non ne sentiamo gli odori; più che altro ne percepiamo il fetore. Non c’è traccia di coordinate spazio-temporali, nonostante quei luoghi non ci siano del tutto nuovi; né lo spettatore riuscirebbe mai ad immedesimarsi in uno dei freaks che popolano l’universo ciprimareschiano, sebbene riconosciamo in ognuno di loro l’intera epoca moderna. Le ambientazioni a-storiche ( di chiara ispirazione Brechtiana), da scenario post-nucleare sono cosparse dai ruderi delle precedenti civiltà; gli “uomini” che vi abitano sembrano anch’essi dei resti dell’uomo contemporaneo. La natura e l’uomo hanno subito un processo evolutivo inverso. Il futuro non è caratterizzato da impianti tecnologici e macchinari che tolgono spazi vitali all’uomo ma da sterminate vacuità e deserti urbani sovrastate da un cielo siculo che chiude progressivamente le sue fessure ai raggi del sole. I mostri derelitti che prendono vita in tali frangenti sono costantemente e irreversibilmente perdenti, che regrediti ad uno stato animale seguono esclusivamente i loro bisogni primari: dormire, mangiare e compiere atti sessuali. “Compiere atti sessuali” e non “riprodursi”. Nel cinema di Ciprì e Maresco infatti non esistono donne . Il loro universo è privo di speranza, statico, popolato dai soliti pochi personaggi. Il sesso non ha niente a che vedere con la riproduzione , né tanto meno con i sentimenti che non trovano alcuno spazio nel cinema cinico dei due cineasti. Tutto ciò produce spesso e stranamente in C & M delle situazioni comiche intrise di un umorismo dalle tinte tipicamente Pirandelliane. In questo scenario lo spettatore trova più di uno spazio per sorridere amaramente. “Cinico ha una comicità minima e iperbolica insieme. Minima come ridere di un poveretto che scivola su una buccia di banana, iperbolica come se fossimo noi il poveretto che scivola, e ciò accadesse in cima e sull’orlo di un grattacielo, o cadendo riuscissimo ad avere la forza o la leggerezza di ridere per come abbiamo fallato e ci stiamo schiantando” (E. Ghezzi).
Dario Aita
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=233863822
lo trovo strepitoso al triste e al riso!
è una ‘comicità’ angosciante quella che mette a nudo
la vacuità dei sogni, il cinismo della realtà che va oltre le illusioni, anzi le fa esplodere con un colpo secco.
così il poco diventa nulla. chissà perché, alla fine, quel ‘nulla’
garantisce almeno una consapevole sopravvivenza. come dire: conosco il mio nemico e non lo temo.
grazie per questo video, margherita e grazie ad antonella per averci parlato di Ciprì e Maresco.
margherita
grazie antonella, non li conscevo e mi trovavo davvero spaesata, un sasso in una montagna di rocce.ferni
ferni scusa se ti rispondo solo adesso ma dovrei parlati del mio lavoro… ed allora lasciamo andare…lasciamo proprio andare.
Antonella mi è venuta in aiuto ed ha scelto una bella nota sul cinema di Ciprì e Maresco.
La mia intenzione era quella di dare uno spunto per conoscere meglio questi due registi siciliani, particolari nella loro scelta di personaggi paradossali e surreali in una Palermo di periferie degradate.
Questo spezzone fa parte di una serie di cortometraggi che prendono il nome di Cinico TV .
Ogni tanto li rivedo…e sorrido sempre con una tristezza ed un senso di sperdimento che mi apre il cuore verso questa umanità disadattata, rappresentata nella solitudine, nel degrado fisico, ai margini della vita sociale.
Grazie a te dunque ferni anche per esserti forse… un po’ persa…
Un abbraccio (come dici tu) grande
margheritarimi
margherita il video si vede benissimo! grazie per questo proposta di cinico tv - spaesamento, tristezza e desolazione, sono personaggi in eterna attesa ma non del tutto sconfitti secondo me, visto che aspettano sono ancora vivi. sono in bianco e nero, e aspettano di colorarsi. ciao antonella
questa
ciao, leggo ora il tuo commento
come vedi il video si vede
Blumy i suoi tentativi infatti non sono “squallidi” perchè lui vuole solo volare e qualcuno gli rompe…
un bacio caro e grazie
margheritarimi
Antò aspetta… aspetta…che arrivo in ordine…
Paola io non mi nasconderei… troverei altri palloncini ancora più colorati e visibili e….
“quel cattivello di turno” prima o poi proverà con me…a volare
Grazie
margheritarimi
grazie Antò puru supirchiusa stavota
mi piace come dice Ghezzi schiantarmi con loro…con i personaggi assurdi… folli e tanto normali…attori improvvisati
***
si…si…Antò il video si vede sono stata “spratica” io, su un pc portatile…ma adesso (senza più problemi tecnici) pensiamo spiccare il volo…
grazie a te e… “quasi quasi”
…e ci coloriamo
baci
margheritarimi
grazie anche a te Marina per il tuo passaggio nel fragore degli opposti.
margheritarimi
comicità tragica ed angosciante della vita.abbagliante. senza mistificazione
grazie Margherita
margheritarimi
vedi com’è? ha pochi palloncini, non gli bastano per volare, gliene scoppiano uno e non si arrabbia, per lui non cambia nulla, non poteva volare prima e non può volare ora, chi gli scoppia il palloncino, il mondo fuori, in fondo non nuoce, lui è lì che aspetta di spiccare il volo, anche se glieli scopiassero tutti lui resterebbe lì, col braccio alzato. comincia a piovere, cade la neve e lui è ancora lì, col braccio alzato. l’ho già scritto prima che non li considero perdenti ma considero perdente chi gli ha scoppiato il palloncino. ciao bella e buona notte a.
mi hai fatto ridere da morire… una proposta da fare a Ciprì e Maresco.
titolo “e lui è sempre lì”
se lo sistemi un pò è quasi un racconto breve e poetico questo tuo intervento e non scherzo faccio una prova con le tue parole:
“per lui non cambia nulla non poteva volare prima e non può volare ora.
il mondo fuori in fondo non nuoce lui è lì che aspetta di spiccare il volo.
lui resterebbe lì, col braccio alzato.
comincia a piovere, cade la neve e lui è ancora lì, col braccio alzato.”
che te nepare ?
baci e buona notte anche a te
ah bè, allora perchè so’ poetessa, mica per niente!
quando mi slancio mi slancio
buona notte. stacco.
si Antonella buona notte ma riprendi questa cosa che hai scritto triste e poetica
…io invece non stacco.
questa cosa della riproduzione mi sta un filo provando.
ma a voi pare comprensibile che il senso sia raddoppiarsi?
p.s.1 va a finire che dimezzo, solo pour gouter
p.s.2 bello il palloncino e anatema su chi te lo sbuca
p.s.3 anatema doppio, tè! che chi sbuca di solito è super-stizioso.
grazie Margherita.Capisco un po’ meglio ora,aspetto gli svilupi del tuo lavoro,sempre che tu ce ne renda partecipi.ferni.
Ciprì e Maresco mi suscitano reazioni controverse. Questo che hai scelto, come tanti altri loro, è un frammento delizioso e agrodolce. Una impareggiabile chicca…
Bel post, Margherita, grazie
Alessandra
Simpatica… enigmatico-scientifica la tua classificazione,ogni tanto va bene la seconda Anatema! Anatema! si… a chi te lo sbuca.
Grazie Silvia
margheritarimi
A capire ora ci sei…tornata in te cara ferni.ma mi sei piaciuta anche prima di capire in quel momento di sperdimento…
(non so se svilupperò un lavoro,ma lo prendo come un augurio)
Un abbraccio caro
margheritarimi
Grazie Alessandra penso che l’obiettivo dei registi sia stato centrato in quelle “reazioni controverse”
Un caro abbraccio
margheritarimi