VERSO IL SOLSTIZIO D’ESTATE 2008
Jacek Yerka
Sabato 31 maggio 2008 ore 11.00
ROVIGO
Museo dei Grandi Fiumi
“ROVIGO”
di Zbigniew Herbert
con Andrea Ceccherelli e Alessandro Niero dell’Università di Bologna
- interviene il poeta Jarosław Mikołajewski direttore dell’Istituto Polacco di Roma
- letture di Luigi Bressan, Pasquale Di Palmo, Stefano Strazzabosco,Marco Munaro
- Opere artistiche di Mirella Boso, Lodovico Busson, Fernanda Ferraresso,
Cesare Nadalini, Lorenzo Montanari e allievi del Liceo Artistisco di Rovigo
- Musiche di Fryderyk Chopin, Karol Szymanowski, MieczysławKarłowicz
a cura del Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo
- soprano Giulia Loccioni
- pianoforte Karolina Garlej-Zgorzelska
Rinfresco a cura della rete di Fattorie didattiche COL. DIRETTI Rovigo
Pubblicato da pontedelsale :
IL PONTE DEL SALE
Associazione per la poesia
via Orti 32
45100 Rovigo
http://ilpontedelsale.blogspot.com






sarà, sarà, ma quell’immagine per me è di ferni …
No, no. E’ di Jacek Yerka, un artista polacco.Anzi grazie di offrirmi la possibilità di segnalarlo. (anche se si legge nel disegno, mi pare) Se hai voglia di vedere moltissime delle sue opere va al sito che ti lascio qui sotto. Ciao Blumy, ferni
http://yerka.org.ru/works.html
Porta pazienza, sono così tante che impiega tempo per caricare tutte le pagine di immagini che racchiude.
Ferni cara
un caro abbraccio e complimenti e poi…qualcosa dell’evento ce lo porti.
grazie per aver portato l’evento e quell’immagine
sono andata a vedere il sito dell’artista e mi sono chiesta quale opera presenterai
sarà un evento strepitoso…lo aspetto..da qui
elina
non so se riesco ad esserci, perchè contemporaneamente alla presentazione del libro e delle opere prodotte per questo evento, dovrei essere a teatro per la presentazione de ” Lo specchio rovescio” di cui ho curato la scenografia con la mia collega Mirella Boso e alcuni allievi del corso stesso. Vieni di persona, alla fine ci sarà una piccola festa in onore degli ospiti polacchi.
con moltissimo ritardo ma ecco una sintesi dell’incontro di Rovigo.
Tutti presenti: i traduttori Ceccherelli e Niero, il poeta polacco Mikołajewski, dell’Istituto Polacco di Roma, i musicisti, due giovani ragazzi, impeccabili nell’eseguire i brani scelti, e la soprano, un po’ insofferente e tesa (canterà in polacco…non chiedete la traduzione!!!)
Munaro introduce gli ospiti presentandoli uno ad uno ed invitando ad aprire i lavori proprio Mikołajewski attraverso le memorie personali e quelle “storiche” relative ad Herbert. Parla perfettamente l’italiano e sa esprimere con incisiva emozione il suo legame con l’autore polacco, di cui condivide con i presenti, come fossimo tutti lì alla pari, amici del poeta, addirittura parenti, la sensibilità e gli affetti. Lo dichiara innamorato di Ferrara, che aveva eletto o voleva eleggere a sua casa (voleva trasferirvisi, andarci a vivere) in una sintesi tutta particolare del paese d’origine del poeta.
Legge, davvero con sapiente misura d’inflessione e toni, alcuni passaggi dalle poesie di Herbert che chiariscono quanto fino ad ora ha sostenuto,è come volesse noi riuscissimo a stringere la mano di quell’uomo, che ha amato il nostro paese, le nostre città:Padova, Rovigo, Ferrara.
Si dilunga Mikołajewski, sentendo che tutta l’assemblea dei convenuti lo ascolta con attenzione, poi, da maestro, smette, cede il passo ai traduttori, in un passaggio di poesia in cui Herbert stesso dice cosa pensa di loro. E dicono, i traduttori, dicono con contenuta passione e affetto, spiegano, danno i parametri, a volte li scalzano,ma arrivano alla mandorla: l’amore per la poesia e per la fragilità dell’uomo, immerso nella vita, come una sola pro-cessione d’anima e poesia.
E si legge, si da fiato alla sensibilità di altri poeti che leggono il poeta polacco s/comparso lì, tra noi e loro, sulla soglia di una memoria che rielabora l’umanità di tanti affetti a tutti noti: il maestro, l’amico, la guerra, la casa, la famiglia, il proprio ritrarsi,il lavoro, la politica, la storia dentro le tante storie, perse e raccolte nei treni in viaggio, tra questo o quel paese, perchè non c’è una patria se non dove c’è l’uomo, intero-esteso tra la nascita e la morte, assediato da tutte le passioni.
Musica ed emozione, le campane concorrenti al piano e alla festa, la domenica festeggiata di sabato, in una città che è quasi un vi(ll)aggio, grande quanto un palmo di un uomo che saluta, dai suoi versi, fino ad ognuno di noi.
E ci sono le opere dedicate ai versi di Herbert, sotto le finestre, in piena luce e sotto vento, ci sono opere che spalancano il cervello e chiedono ai pensieri di serrarsi in un groppo,chiedono al sangue di non battere alle tempie o sfumano sul cuore quell’ultimo chiaro-scuro a forma di nuvola, nata direttamente dalla terra, come fiocchi di cotoni sfilacciati, soffiati in aria e recisi da sotto, un’architettura a volta, tra le volte dei nostri andirivieni distratti da questo a quel luogo, sempre senza nome, oppure sempre il nostro.
Bello, si, davvero un bell’incontro, poesia dell’arte che e-legge l’arte della vita.
ferni
Il Ponte del Sale è un punto di riferimento assolutamente imprescindibile per chi fa poesia in Italia. Una associazione che ha promosso in pochi anni a Rovigo eventi e iniziative di grande importanza (ad esempio la lettura e il commento dell’Inferno dantesco da parte dei poeti contemporanei) e che è diventata anche una raffinata casa editrice (indimenticabile il libro illustrato sulla vita di Nino Mura, ‘Colloqui con Nino’ a cura di Andrea Zanzotto, recensito sul Corriere della sera, imperdibile).
Complimenti dunque anche per questo polifonico ‘Rovigo’
Antonio
Grazie Antonio, spero Marco passi di qua, mi farò personalmente portavoce delle vostre attente letture.ferni