da “Verso Penuel”
Maggio 16, 2008 di luciannaargentino
In fondo al blu di luglio la pace è dolore logorato
a ridosso di una gioia ritrosa che non gli cede
- incredula e dura – segretamente pronta alla chiamata
e tuttavia da tanto sguardo affamata.
Avessimo sperato non avremmo difeso
ciò che amiamo ma ne saremmo vissuti
ed ora contesi dalla verità affamiamo l’eterno
convinti che la perfezione renda invisibili.
***
Baciata dal tempo e da quel bacio all’attimo consegnata
sminuzzo la realtà per meglio amarla
nell’ora in cui le rondini tornano
ad abitare le fessure di pietra e gli angoli
della stanza placano la loro aguzza forma.
Vorrei tornare a questa vita col privilegio
di chi non si è mai guardato in uno specchio
per darmi un’esitante certezza
ora che esito soltanto.
***
Mie apostole le parole apostola io pure
di uno stupore attento all’oscurità
profeta di luce nella pagina estuario
del mio talento ferito a vita.
Voce ostinata al diverbio, alla disputa con Dio
mentre dal lato del dubbio prega
perché Egli distolga lo sguardo:
troppa luce è oscurità che rende ciechi
e ci priva della pietà.
(da “Verso Penuel” L’Oleandro 2003)





ecco un’artista a tutto tondo! poetessa, pittrice … scommetto che sai anche cantare o suonare uno strumento, Lucianna !
Non ci avevo fatto caso che il disegno era il tuo, allora, complimenti anche per l’abbinamento testo / immagine.
Cristina
Vi confesso che ho messo un mio disegno perchè non sapevo dove cercare un’immagine adatta (in questo momento non ho neanche disponibili le foto di mio figlio) e allora visto che ho imparato a scannerizzare ecc. ho pensato di utilizzare un mio disegno. Ma vorrei tranquillizzare i veri artisti del pennello in quanto per me disegnare è l’equivalente del fare uncinetto, ossia un’attività che mi rilassa e mi riporta un po’ all’infanzia…
Comunque grazie per l’apprezzamento. Lucianna
la prima, soprattutto, mi ha riportato una voce cara, Anedda, come foste legate da qualcosa che vi vive , dentro, una radice che canta e annoda i vostri battiti. Poi tu le sei corsa lontano, cercando le tue alghe, altre fioriture. Molto belle le tue rose, persino il vetro spezzato della voce, in questi canti un po’ dolenti, quanto basta per consentire anche ad essi di aprirsi in colore e fiore. Grazie Lucianna, ferni.
“Mie apostole le parole, apostola io pure”
dichiarazione di poetica, e nudità del dire.
Antonio
Mi fa molto piacere il tuo riferimento alla Anedda, cara ferni, anche se a quell’epoca ancora non la conoscevo quando poi ho letto le sue poesie di Notti di pace occidentale mi sono subito sentita in sintonia… E quella rosa che si libera, che spezza il vetro senza paura di ferirsi…
Antonio sì le poesie, le parole mandate nel mondo per “pre-dicare” e il poeta stesso mandato nel mondo con quella necessaria separazione, allontanamento (tutti riferimenti etimologici del termine) per lasciare spazio al dirsi…
Grazie infinite, Lucianna
“troppa luce è oscurità che rende ciechi”
uno dei versi più belli della poesia e da mettere ad epigrafe
In condivisione
lucetta
nell’ora in cui le rondini tornano
ad abitare le fessure di pietra e gli angoli
della stanza placano la loro aguzza forma.
Sintesi ammirevole e canto la tua poesia tutta. Sandra
Lucetta! Sandra! Grazie per questa vostra sentita condivisione di due momenti poetici diversi ma significativi della luce che acceca e della luce che è attesa… Lucianna