Gli amanti di Rainer Maria Rilke
Maggio 14, 2008 di gisy

Gli amanti potrebbero, se sapessero come, nell’aria
della notte
dire meraviglie. Perché pare che tutto
ci voglia nascondere. Vedi, gli alberi sono, le case
che abitiamo reggono. Noi soli
passiamo via da tutto, aria che si cambia.
E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace
un’onta, forse, un po’ come si tace una speranza
ineffabile.




Questa poesia m’intriga moltissimo perché, dopo un esordio alla terza persona plurale (potrebbero, sapessero) è inaspettato quel passaggio alla prima plurale (pare che tutto ci…), il coinvolgimento nella condizione enunciata prima come un postulato. Inoltre, che avrà voluto dire con il seguito?
Io ci leggo le conseguenze della clandestinità, che porta quasi all’annullamento (Noi soli passiamo via da tutto, aria che si cambia), al non essere. Fino ai versi finali che sottolineano il peso della disapprovazione sociale (un’onta) ma anche qualcosa di ineffabile e aperto alla speranza.
L’affermazione iniziale è bellissima: gli amanti potrebbero dire meraviglie, ma non ne è concessa loro la possibilità, tutto rema contro… Perche potrebbero? Ma forse perché il loro è amore allo stato puro, primigenio, senza sovrastrutture sociali. Voi che ci leggete?!
Gisella
gli amanti: si illuminamo della loro luce (ognuno dell’altro oppure della luce che l’altro permette che in noi ,noi stessi accendiamo, vedendoci attraverso l’altro)
poco dopo c’è quell’illuminate NOI SOLI, messo alla fine del sesto verso, mentre nel secondo c’era una specificazione isola-isolata: DELLA NOTTE.
E tutto co-spira a tacere di noi, quel noi che nessuno conosce, nemmeno in se stesso, notte per sé e per gli altri, amanti o amati:presente e passato, forse un passaggio, ancora una volta nel buio.
Bellissima,grazie gisy.ferni
Eccoli, i veri, grandi poeti: travolgono con l’eleganza, con quella magia sottile che non ha bisogno di artifici nè di elucubrazioni mentali e grafiche.
Grazie dell’attenzione a Ferni e Blumy!
un abbraccio
Gisella
Grazie, Gisy.
Non si è mai stanchi di leggere e rileggere la grande poesia.
un abbraccio
lucetta