Due poesie di Antonio Crivellari
Maggio 13, 2008 di marinaraccanelli

Cinereografia - Acrilico su tela cm. 60 X 50 di Antonio Crivellari
SPIETÂ
Li’ lagrimis dal timp
a’ son gotis di stagjons
ch’a sglicin
tal cûr dai omps
spietant la pâs.
Traduzione dal friulano:
ASPETTARE
Le lacrime del tempo
sono gocce di stagioni
che scivolano
nel cuore degli uomini
aspettando la pace.
INCERTO FUTURO
Gocce
dall’alto etereo manto
e dallo sguardo ad esso volto,
senza nuvole né melancolia,
sul perimetro del corpo
declinano;
della speme la tinta
ha sfumati toni.
Antonio Crivellari, pittore e poeta, nato nel 1950 a Pordenone vive a Spilimbergo dal 1955, in via Cancianini, 13. Tel.0427-2171
Scrive di lui Enzo Santese:
“La ricerca di Antonio Crivellari prende le mosse dalla considerazione delle civiltà antiche, dal loro modo di trasmettere alle frequenze della storia le proprie radici, gli sviluppi e gli esiti finali.
Da questo punto di vista la scrittura è la chiave per entrare nella dinamica del pensiero e dell’opera di popoli, che sono vivi nella nostra cultura proprio grazie a queste testimonianze. E allora l’operazione dell’artista si dispiega su diversi strati concettuali che si compenetrano a vicenda formando un’inestricabile sintesi poietica: da una parte, soprattutto negli “Atlanti”, tecniche miste su carta, Antonio Crivellari recupera il senso di alcuni sistemi grafolinguistici antichi e, riportandoli in un’opera contemporanea, crea una sorta di sincronia tra passato remoto e presente continuo; da un’altra parte, nelle “Steli”, acrilici su tela, affida a frasi emblematiche il tratto virtuale di una vibrazione forte, quella medesima prodotta in un viaggio fantastico che traslittera nell’epoca odierna il senso improbabile di una sintonia tra linguaggi e alfabeti diversi.
La pittura si presenta così come una superficie di registrazione del suo stare al mondo, con la consapevolezza di avere, nella sostanza strutturale della propria comunicazione, la conoscenza di mezzi che gli consentono fughe retrospettive fino alle origini del pensiero. Il piano dipinto è formicolante di tracce, segni e punti, una sorta di metaforico muro dal quale aggettano le risonanze di un’era remota, ritornata sull’onda di tensioni intellettuali che si fanno cadenze poetiche.”




confesso che, personalmente, preferisco la poesia di Antonio in friulano, il suono dei suoi versi mi aggancia ed intriga con la sua lenta e pensosa ruvidezza…
bisogna poi ingrandire l’immagine per scoprire la cabala delle sue pennellate alfabetiche, queste sono grige a sottolineare la tristezza dei soggetti poetici, ma il colore si sbizzarrisce - sempre intrecciato a scritture di ogni tempo e luogo, e non inventate - nelle altre sue opere figurative
un saluto ad Antonio Crivellari
marina
penso proprio che il quadro sia da vedere dal vivo; anche cliccandoci sopra, l’immagine resta delle dimensioni attuali.
le poesie hanno qualcosa della sua pittura (o viceversa?) : essenziali, immediate, con una punta di malinconia che non traborda.
ho fatto dei cambiamenti, per rendere un po’ meglio l’imagine, Blumy; come sempre, con la tua sensibilità hai colto le caratteristiche della poesia (scritta e dipinta) di Crivellari
ciao
marina
anche a me piacciono i suoi versi in lingua originale. Mi risuonano dentro a lungo, sasso per sasso come la corrente di un’acqua che salta lungo una forte pendenza. Grazie Marina, davvero molto belli e mi hanno riportato alla mente anche un altro: Giacomini,versi di una secchezza eppure anche di una tremenda dolcezza da non scordare.
Un artista complesso a quel che leggo ed anche completo.
Sandra