Scarpette rosse. Omaggio a Joyce Lussu
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald [Continua...] erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chissà di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perchè i piedini dei bambini morti
non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole
[Joyce Lussu ( 8 maggio 1912 - 4 novembre 1998 ) è stata scrittrice, traduttrice raffinata, e partigiana. A lei dobbiamo la traduzione, tra gli altri, del poeta turco Nazim Hikmet.
“Qualcuno mi qualifica come scrittrice e poetessa: mi viene assolutamente da ridere. Mi capita, ogni tanto, di scrivere qualcosa, ma non mi considero una persona dedita a questo. Ero dedita ad altre cose, alla politica, all’etica. All’azione, se vuoi. E la scrittura è per me il semplice veicolo per raccontare cose a un pubblico più vasto. A me piace molto parlare, e credo di riuscirci abbastanza bene. Ecco, il mio scrivere è un parlare a un po’ più di gente.” Joyce Lussu (in S. Ballestra, Joyce Lussu. Una vita contro, Milano, Baldini e Castoldi, 1996).
Opere principali: Liriche, 1939; Fronti e Frontiere, 1944; Tradurre poesia, 1967; Le inglesi in Italia, 1970; Padre padrone padreterno, 1976; L’acqua del 2000, 1977; Sherlock Holmes, anarchici e siluri, 1982; Donne, guerra e società, 1982; L’olivastro e l’innesto, 1982; Il libro perogno. Su donne, streghe e sibille, 1982; Portrait, 1988; Il turco in Italia ovvero l’italiana in Turchia, 1991; Lotte, ricordi e altro, 1992; Inventario delle cose certe. Poesie, 1994; Sulla civetteria (con Luana Trapè), 1998.]






Fate bene a ricordarla. Ce ne fosse oggi di persone così attive nella vita civile e nella politica forse questo Paese senza futuro sarebbe migliore.
Un caro saluto
Ho avuto modo di incontrare Silvia Ballestra a Sasso Marconi, in occasione di un altro evento, e ciò che da lei arrivava chiaro era un amore grande e una passione per Joyce e la sua vita, per tutte le battaglie che ha intrapreso senza scoraggiarsi. Grazie, per averla ricordata, sarebbe certamente buona cosa portarla ai giovani, anche attraverso le attività di cui si è fatta carico e di cui solo pochi conoscono i contenuti.
Un grazie enorme alla redazione di VDBD per questo post.
Joce Lussu è figura esemplare di intellettuale, dotata di notevoli capacità e grande versatilità ma sempre attenta alla comunicazione, all’uso un linguaggio semplice ed insieme il più possibile preciso. Bisognerebbe almeno leggere il suo bellissimo ‘Tardurre poesia’ (1967), rieditato nel 1999 da Robin editore.
Antonio
scusate gli errori di dgt
leggasi ovviamente ‘Joyce’ e ‘Tradurre’
A.
figura limpida e cristallina di Donna raffinatissima che avverto prossima ai miei ideali..
Che piacere leggere che in tanti apprezzano, stimano e ancora ricordano vivamente Joyce..
Io le ho dedicato uno spettacolo…se clicclate “joyce lussu” su youtube vengono fuori alcuni spezzoni.. vedeteli se vi va poi fatemi sapere che ne pensate..
grazie
rosetta
come mi piacerebbe vederlo… e ricevere le tre foto e tenerle come segno
grazie rosetta
elina
questa porsia è molto commovente….
joyce lussu è molto sensibile. oggi, 27/gennaio/09 la nostra professoressa di lettere, quando stava per leggere l’ultimo pezzo si è messa a piangere.
NON E’ U-M-A-N-A-M-E-N-T-E POSSIBILE LO STERMINIO DI GENTE DI CUI LA MAGGIOR PARTE E’ INNOCENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!