Il tempo – Priscilla Tozzi

2008 Aprile 26


IL TEMPO di Priscilla Tozzi, 2002. Tecnica – matita su carta

Breve Nota Critica

Le opere di Priscilla Tozzi ricordano mandala orientali, giri armonici di curve che legano catastrofi e fatti ordinari, simboli e vita, cronaca e visione interiore, adulto e puer giocoso.
La matita della giovane artista parla un linguaggio concentrico, costellato da un alfabeto di eventi non ordinati cronologicamente, somma di possibilita’ o di molteplicita’ energetiche instabili che coesistono nello stesso cerchio.
La preoccupazione di contenere tutto e di spiegare origine e causa, e’ accompagnata da un segno grafico continuamente tentato da digressioni-regressioni, una malinconica grammatica di immagini solo apparentemente incompiute che cerca ossessivamente nella pagina bianca un centro, una risposta, una possibilita’ di felicita’.
Il tratto e’ ricco di tensioni e sfumature e nel suo fiancheggiare la ferita, il lato oscuro, l’ombra, sembra fendere in due la storia per regalarci una visione artistica intrisa di dubbi e punti di rottura.
Immagini mai statiche e intraducibilmente ipnotiche, che non consolano ne’ offrono risposte: si limitano a indagare l’unita’ e a restituirla allo spettatore sotto forma di crepa, lacerazione impercettibile, fuga spezzata in bianco e nero.

(Bianca Madeccia)

6 Responses leave one →
  1. 2008 Aprile 26
    fernirosso permalink

    sembrano accatastamenti di particelle, pro-nomi di ciò che non ha nome se non come senso-azione pulsione del gesto che rapprende e apprende dal segno ciò che muove la mano, come fosse la prima volta, dentro l’attesa della visione, che si con-figura a scudo, a curva gaussiana. Non mi sembra un mandala, niente ritualità della composizione attraverso la geometria della partitura del tempo e dello spazio fattosi piano nella mente che compone. Qui, a mio parere, c’è volontà ma anche imprevisto, ripetizione e petizione, come chi scrive scaricando l’ansia o legge nelle tracce del caffè che ha trovato nell’acquaio.C’è improvvisazione e saturazione, conseguenza di studio e dunque di una volontà logica che affianca l’intuizione.Il colore, monocromatico, l’azzurro-acqua del pastello(non acquarello che dunque praticherebbe realmente il due:colore acqua e introdurrebbe il tre, il supporto) che segna con rigidità il movimento della mano che di-segna (da dentro fuori e calcola misura il fuori come fosse dentro) si sdoppia per il fatto di essere supportato dal foglio(?) su cui viene impresso, facendosi dialogo, voce di due: il qui e il là, ma sempre nella mente, mi pare, nei luoghi del sogno della menteche misura e dis-misura. Grazie della proposta, ferni

  2. 2008 Aprile 27

    dalla visione della grafica e dalla tua presentazione sembra emergere bella personalità creativa.. ha un sito?
    roberto

  3. 2008 Aprile 27

    a me l’immagine piace : sembra contenere tanta storia …

  4. 2008 Aprile 27

    un’artista originale davvero, mi sembra…
    marina

  5. 2008 Aprile 28

    Bene, sono contenta che vi sia piaciuta. No, non ha un sito per ora. Priscilla Tozzi lavora come scenografa e architetto per cui riesce con grande fatica a coltivare la sua passione per le matite. Grazie per l’attenzione. Bianca

  6. 2008 Aprile 30
    Mapi permalink

    un “uovo” in sospensione, dentro tutta la grammatica di una vita e di una una storia, un occhio che guarda, aculei di difesa e tant’altro ancora, una ri- cucitura sulla destra dall’interno… Mapi

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