Senza meta 8: i blog di orsarossa e leftyboy
Aprile 20, 2008 di alivento
Lo dico subito, qui, in cima al post, che con questa puntata di “Senza meta” corro il rischio di scandalizzare o provocare un “trauma” ai lettori, arrischiandomi a segnalare due luoghi virtuali assolutamente fuori dal comune, dagli schemi e dalla noia: angelnovus e le prive’. Li presento assieme perché è evidente il connubio d’amicizia, di trasporto, d’intesa che lega gli autori di questi due blog: rispettivamente orsarossa e lefty333boy. Li presento insieme per l’affinità espressiva che li accomuna; li presento con la consapevolezza che propongo un genere di scrittura e di immagini - direi più esattamente di “rappresentazione” in blog - estremamente lontana dagli approcci e dall’impostazione che permeano ordinariamente i garbati “salotti” letterari. In quest’ultima ragione sta il fondamento del timore espresso in premessa. Nonostante queste riserve, ho deciso convintamente di segnalare qui questi siti, perché, se girovagare senza meta significa scoprire luoghi di meraviglia, di impressione, di stupore, ebbene orsa e lefty hanno creato luoghi che stupiscono, che impressionano, che lasciano il segno, rispetto ai quali non si può restare indifferenti. Visitandoli è palese l’intento che anima gli autori di colpire il lettore e per raggiungere l’obiettivo non risparmiano niente, non il ricorso al blasfemo, né al porno, nemmeno l’arma/strumento della parola in forme violente e carnalmente incisorie. La prima volta che ho visitati i blog di lefty ed orsa sono rimasta turbata, dalla crudezza delle immagini, dalla volontà impudica e dissacratoria, tuttavia non ho avuto dubbi nel collocare questo modo di esprimersi nell’ambito della letteratura, una letteratura singolare e singolarmente possibile proprio attraverso lo strumento blog e il web; un’espressività che sfonda gli argini del solito, oltre il dark ed il kitsch, oltre il gotico e la scapigliatura, luoghi dove l’immagine e la scrittura mescolandosi in forme intense e movimentate cercano l’esasperazione come disperazione e il cattivo gusto come paradosso ed assurgono a icone rappresentative, a viatici metabolizzanti di una contemporaneità ipocrita e sofferente, creando uno spazio di contrasto, di rottura, di denuncia, esponendo una frattura spirituale profonda in cortocircuito mentale antininibitorio. Per queste ragioni i blog di Orsa e Lefy nell’evidenza dissacratoria, nella carnalità sanguigna e provocatoria, nell’ossessione sessuale, emanano un fascino particolare che supera lo sgomento trasmesso dalla cupezza delle parole, grondanti sangue e morte, corpo e liquore. Tra immagini trash e fetish, tra porno e parola, attraverso le madonne con le bocche cucite, i chiodi, gli spezzoni di film e le immagini spezzate, si racconta una storia continua di discesa, di inferi, che scandalizza, che turba, che disturba, ma che riesce a produrre solo chi, per avere esasperato tutti i sensi, ha il disagio interiore affiorato dalle viscere alle labbra e tatuato sulla pelle. E viene allora di pensare all’artista che, attraverso la sua arte, metabolizza esperienza, invenzione, deviazione della sua essenza, dando vita ad creazioni che tentano continuamente, in forme alterate, esasperate, composte e ricomposte in mille modi ogni volta diversi, la catarsi della sua esistenza.




non ho provato particolare stupore passando attraverso quelle pagine, ultimamente se ne vedono parecchi di blog come questo. Mi avrebbe stupito il contrario, mi avrebbe coinvolto uno sguardo che davvero si arrischia sul profondo raschiando il fondale della scena della vista, dell’illusione dello sguardo, tentando di afferrare l’escursione tra la volontà che si getta senza coscienza e la reale incapacità di rendere possibile qualunque conoscenza.Ecco,lì, esattamente in quella frattura avrei voluto vedere cosa si sarebbe costruito usando stuzzicadenti e forcine, l a m e t t e ovunque, e una volontà che sa di farina andata a male in tanti giorni che la si riusa senza sfornare pane che veramente salvi dalla sconfitta amarissima di non sopravvivere nemmeno ad una nostra parola.
ferni, non ho avuto modo di vedere altri blog come questi, (dove sono?)e capisco che la forcina a volte incide più di uno scalpello o di un coltello…
leggo molta amarezza in quel che commenti, non sempre lo stupore è meraviglia, non sempre è salvifico, non sempre è non turbamento, anzi certe forme posso farci comprendere quanto a parlare di rose luci ed ombre si sia lontani dalle forme oscure che il dolore, il disagio, l’opposizione, stanno prendendo in certe”perdute” forme
io questi blog li leggo così
più che i blog che hai segnalato, che mi lasciano indifferente, mi infastidisce molto la formattazione del tuo pezzo. ciao a.
Credo che Orsa e Lefty meritino questo spazio.
Tuttavia non sono convinto che essi siano animati dall’intento di colpire i visitatori. Rappresentano sè stessi, il loro modo di essere. Lo fanno meglio che possono. Meglio di tanti altri che indossano solo una maschera. L’essenza non mente mai.
Ti lascio un saluto.
lo sai anto, nonostante tutta la mia presunta bravura, infinitamente inferiore al desiderio di compiacerti nel formattare correttamente i pezzi, io a formattare i pezzi come desideri non ci riesco.
credimi!
Concordo con quanto dice alivento a proposito dei due blog, di Orsa e di Lefty.
Userei, per aiutare a collocarli, una metafora usata dall’amatissima Susan Sontag, quando parla della poesia di Antonin Artaud: è la poesia, lei dice, di una “coscienza in extremis”. Ecco, questo concetto si adatta assai bene ai due blog citati, e soprattutto alle poesie di Orsa, pubblicate nel suo blog e anche, in parte, in un volumetto cartaceo. Sul blog trovate tutti i riferimenti.
Un caro saluto a tutti
Mario
riguardo a fatto di lasciarti indifferenti quei blog, anto, non posso condividere, io provo un senso che non saprei altrimenti definire se non dolorosità quando vedo le immagini sacre “trasformate”, so anche che sembra contraddittorio questo sentimento e la volontà di porre in luce questi siti, ma ogni fenomeno espressivo che abbia qualcosa da dire e lo dica con talento merita, a mio avviso, e merita attenzione ancora di più quando lo fa in modo insolito, “unico”, particolare (ciò nonostante l’idea di ferni che ce ne siano tanti così).
in altri termini concordo con evento
ciao Evento!!! benvenuto
riguardo a quanto tu dici che non c’è intento “colpitorio” evento, aspettiamo che intervengano, sempre che abbiano voglia di farlo, lefty e orsa
Benvenuto e grazie del passaggio anche a Mario Galzigna, alias heteronymos, che con giusto tempo e luogo si fa promoter di orsa
I blog di Orsa&lefty riescono a dare forma, voce, suono, colore ed espressione a ciò che è difficile dire e che ha a che fare con la materia del corpo, il patimento, le ambivalenze, la sentimentalità, la sensualità, il dolore. E la rinuncia. E’ l’esperienza – non ordinaria- di un amore che ha rinunciato alla carne. Il racconto privato che si rinnova in pubblico. Il web non è lo spazio di una confessione, ma di una trionfante auto-rappresentazione, un racconto di sé all’altro, l’idealizzazione di una devozione a un’entità virtuale eppure pulsante, eppure ragione di vita, più vera del vero. Non si ricerca il consenso della platea, ma la sorpresa dell’altro. Possono non piacere, si può dissentire sulla rinuncia alla fisicità, ma dubito possano lasciare indifferenti. E non tanto (o non solo) per le immagini forti, per il linguaggio talvolta ‘pornografico’, ma per la potenza evocativa delle parole, per la vibrazione che si tocca, nonostante il plasma. E forse, se il mondo esterno ti ha trapassato l’anima, raccontare di sé è un po’ raccontare il mondo, che ti ha esiliato, ma che ti ha anche dato una ragione per continuare a vivere.
[...] meta 8: i blog di orsarossa e lefty Vi segnalo qui, su Viadellebelledonne il mio ultimo articolo di “Senza meta”, una serie di post nei [...]
la rinoplastica della regina ( venite a prendere i vostri morti :)) miao
siamo angeli.
persi in una tempesta di rose.
non mi interessa ASS olutamente la opinione -degli altri- non scrivo MAI niente che non piaccia PRIMA DI TUTTO a me stesso .. mi lascio completamente indiferrente dalle critiche
io sono il più grande giudice di me stesso
miao kiss lick
Leggere Orsa e Lefty è respirare emozioni e fantasia che vanno oltre la comune immaginazione. Una dolcissima nenia. Leggo parole scritte da anime che ormai hanno imparato ad abbandonare le strette catene di un corpo che non serve più per sognare.
Orsa e Lefty sono grandissimi Artigiani.
ciao Ali.
mi è piaciuta moltissimo la presentazione che hai fatto di orsa e lefty. due dei blogger che trovo fra i più interessanti della rete e che, a chi ha voglia di sentire col cuore col sangue col sesso con le budella, consiglio vivamente di andare a visitare.
non mi piace invece l’ipocrisia e la banalità che ogni tanto ritrovo qui.
ecco, per spiegarti ciò che sento e cerco di raggiungere, oltre il dolore di sapere che non sopravviverò oltre una in-significante parola, nemmeno mia, visto che il vocabolario le contiene tutte e ha spazio anche per altre nuove, ancora non in-ventate, ti lascio, non i link di altri blog, che si assomigliano troppo, (uno per tutti quello della santacroce, isabella che ogni tanto leggo con piacere, ogni tanto metto in stand by) ma questi di artisti che amo e leggo ogni giorno con rinnovato, a volte tragico, ma sempre profondo amore per la vita che in essi è seminata, anche se non sembra di primo acchito.
http://html.beksinski.com.pl/
http://www.michal-macku.cz/
http://www.edelmangallery.com/parke-main.htm
ma se vuoi, ne ho ancora moltissimi altri.
Ecco. loro riescono a stupirmi, a volte addirittura a capo-volgermi e mi insegnano a guardare oltre la moda un modo.Ciao, ferni
well , i forgot to thanks Ali Vento ***
grazie per i collegamenti, ferni, un mondo di immagini da esplorare
marina
ali, ho sistemato la formattazione, basta levare dal codice html i font. riguardo i blog che hai segnalato ammetto che sono fuori un po’ dagli schemi però, come ti dicevo, non riescono a scandalizzarmi, sarà perchè hai esordito con determinate avvertenze per l’uso così mi sono messa sulle difensive, ero pronta al peggio (o al meglio). ciao e grazie per questo tuo girovagare senza meta. antonella
Ferni grazie anche a te per le proposte. ciao antonella
iole un blog è fatto di persone, può capitare che a volte siamo un po’ banali o altre volte ipocriti, siamo esseri umani, come si dice “banalmente” la perfezione non è di questo mondo. A volte però la gentilezza e i modi garbati possono essere scambiati per modi ipocriti e banali. Non saprei dirti con esattezza. riguardo il sentire col cuore, con le budella, il sesso, col sangue, escludendo il sentire col cuore, non ritengo che ciò sia un obiettivo molto difficile da raggiungere per tutti gli uomini, tutti gli animali sentono col sesso, il sangue e le budella, e noi pure, in quanto animali, sentiamo però anche con altro, e questo fa la differenza fra noi e gli animali. i quali a loro volta differiscono da noi per l’innocenza del loro agire. ciao e bentrovata. antonella
blacksea, cloe, matilde tobia, il vostro apprezzamento dei siti di orsa e di lefty penso che siano il miglior ringraziamento del loro donar/si e il miglior premio per me per il “rischio” affrontato con questa segnalazione
iole ti abbraccio per il coraggio che come sempre metti in quanto affermi con forza e senza la benchè minima ipocrisia
antonella e marina condivido il senso di ringraziamento per le segnalazioni di ferni. Immagini fantastiche, raffinatissime eppure nel contempo terribili, spiazzanti, desolanti, quando vedo queste cose a volte penso che vorrei due vite ancora davanti per imparare (se mai fossi in grado un giorno) ad esprimermi per immagini così meravigliosamente…
ad orsa e lefty, ci tengo a dire che regola del blog viadellebelledonne è postare tre articoli al giorno e questo articolo è stato pubblicarlo ieri, nonostante l’ora tarda, (dovuta ai continui rinvii di pubblicazione operati di ora in ora nel corso della domenica a causa di impegni vari e di lavorazione dell’articolo) perchè l’avevo inserito in scaletta da tempo impegnando lo spazio di programmazione post di questo blog.
mi sarebbe piaciuta una vostra risposta circa l’intento se esistente e consapevole, di colpire chi vi legge o se quanto scrivete ne prescinde sempre, la mia esperienza di scrittura mi suggerisce infatti le trafitture dello spirito, del corpo, vengono restituiti in scrittura potenziati dalla rifrazione che s’irradia all’esterno amplificata tanto più fortemente, quando più forte è il desiderio di trasmettere, comunicare, condividere, e quindi placare, il senso di buio, di annichilimento. in altri termini ad esperienze forti, devastanti, non possono che corrispondere creazioni altrettanto forti e devastanti.
miao lick kiss :)))
cmq orsarossa partecipa alla mostra ex libris..
Trauma? L’unico trauma che mi hanno procurato questi due blog è quello di una profonda noia per tutto quell’anemico, iridescente, scolastico goticume d’accatto, davvero raro, ormai, per il web. Cosa presenterebbero poi di tanto “fuori dagli schemi”, se il trash e il fetish sono ormai talmente risaputi e “frusti” da muovere, più che altro, al sorriso? Ignoravo esistessero, da qualche parte, ancora “garbati” salotti letterari che potessero restera turbati da simili baracconate on-line. Personalmente trovo molto più perturbante una puntata di “Porta a porta” o “Matrix” in televisione; e più catartico un Blob… per non parlare, poi, di molta pubblicità che, pur dovendo rinunciare al porno e alla blasfemia, per contingenti problemi censori, propone spesso efficaci parodossi, di forza iconica anche più intimamente dissacratoria. Mi perdoni, la signora Iole, se non riesco a condividere il suo entusiasmo (forse sarò nella schiera degli “ipocriti-banali”), ma il mio sesso e le mie budella si smuovono con ben altre sollecitazioni.
Saluti a tutti.
francesco
Ogni vero linguaggio
è incomprensibile,
come il battito
del battere i denti;
o il rumore (bordello)
del femore a denti (in sangue).
[Antonin Artaud]
Ecco, siccome si chiama in causa pure Artaud mi sento di dire che lo si fa sempre abusando di lui, più citato che letto. Così quando c’è un pò di sangue e budella interrotte allora…tac…si parla di Artaud. Beh, francamente non credo che questi due blog abbiano nulla a che vedere nè con Artaud nè tanto meno con una qualsiasi nuova e originale forma di scrittura e rappresentazione. Sono molto vecchi, molto. Tant’è che il loro linguaggio è fin troppo comprensibile. E anche il loro voler scandalizzare cozza terribilmente con il gusto estetico che, per carità personalissimo e quindi rispettabile, non vibra con il mio. Per dirla elegantemente. C’è tanta arte contemporanea buona e, sebbene concettuale, intrisa di ottimi spunti anche crititci. Ma qui francamente mi aspettavo qualcosa di diverso. Il fetish-hard-core-pulp non mi imbarazza e non credo che qui nessuno si sia scandalizzato. VDBD non è un salotto letterario ingessato ma un lit-blog, certo con tutti i limiti degli esseri umani e della “finitudine” esistenziale di ognuno, ma condotto e portato avanti da persone che non stanno qua a pettinare bambole. Magari sarò anch’io da ascrivere tra gli ipocriti e i banali ma preferisco respirare piuttosto che chiudermi nelle catacombe incartapecorite dei finti anticonformisti. Nulla di personale, obvious.
Saluti ad Alivento e a tutti,
Alessandra
Ah dimenticavo:
e non mi si venga a dire che il nichilismo è un’invenzione.
Leggerò i due blog . Li ho aperti e ciò che ho visto non mi ha scandalizzato per niente. La parola scandalo nella storia della letteratura l’associo all’uscita di Tropico del Cancro di Henry Miller o alle prime traduzioni delle opere di Charles Bukowski.
Miller e Bukowski appartengono al 900.
Nel XXI secolo siamo di fronte all’eccesso quotidiano, all’esposizione massima della persona e delle idee,
alla violenza sbattuta dalla televisione sulle tavole delle cucine.
Dagli autori di inizio secolo mi auguro invece una svolta che ridia dignità alla letteratura che ora spesso è solo monnezza, culo tette e cazzi e sangue e violenza raccontati con rozzezza.
Quindi niente scandalo, ma meraviglia sarà per me se troverò in questi due blog una scrittura che meriti di essere letta non per ciò che dice, ma per come lo dice.
Sandra
oh bene, era questa la rezione che mi aspettavo, sana, sincera, genuina
Francesco, alessandra e sandra, avrete pure tutti ragione e mi allieta sapere che non vi ho (hanno) scandalizzato affatto.
Circa l’ipocrisia non mi riferivo certo a questo blog, ci mancherebbe!!!
Quando parlo di ipocrisia mi riferisco al mondo intero che ruota su questa, per certi versi buona, qualità umana della quale nessun ambiente prescinde, spesso altrimenti detta, in senso positivo, con l’ottica di salvaguardia della convivenza pacifica, della grazia dei modi, della classe e del garbo, senza trascurare l’ottenimento del risultato (lecito, illecito, umanitario, lodevolissimo, deplorevole ecc. ecc. che sia): diplomazia
Io, con molta franchezza dico solo che la prima volta che ho letto/visto qualcosa su quei siti l’effetto è stato di “pugno nello stomaco”, (e prima di riprendermi c’è voluto un po’ di tempo) e sarà che io sono troppo sensibile e gli altri troppo “navigati” rotti a tutte le esperienze, droga, sesso estremo e cha cha cha…ma io così tanto perbenino leggendo certi approcci sento che la mia paludata bellissima sana e purissima vita di sofferenza davvero non ha visto proprio niente, non ha visto quello che è precipitare nel baratro e poi risalire, ed è vero che non conta quale sia il baratro, quanto profondo in metri, ed un fosso di stagno per alcuni può essere un abisso, ma appunto se la violenza di quanto si restituisce è pari a quella ingurgitata, ditemi voi che vita è quella lì rappresentata. E sono i giovani i nostri giovani. Non lo dimenticate. Che muoiono, che protestano, che impazziscono, che resistono.
Infine, ma questo mi sembra evidente, non è un discorso di merito. Lì si fa letteratura e qui no, qui si pettinano le bambole (che bella espressione di invenzione carriniana!) e lì si lavora, lì si fa arte è qui banalità, tutt’altro, qui si fa della letteratura passione della propria vita, ma lì, se permettete, si trasfonde in rappresentazione artistica (o artigiana) la propria vita.
Quanto al cattivo gusto Alessandra, desidero proporti questo articolo sul tema in lettura per sentire la tua opinione.
http://ibridamenti.splinder.com/post/16142055/Kitsch+e+blog
bacioni cari a tutti, anche al grintoso francesco
il rischio di scandalizzare o provocare un “trauma” ai lettori,….
è proprio qui lo sbaglio
non vogliamo ne provocare ne traumatizare nessuno:))
mi fa piacere che qualcuno,nel leggere i nostri blog, abbia voluto andare oltre( le immagini e uscire dal solito clichè che ha permesso ad alcuni di dare giudizi lapidari.
lefty ed io siamo solo noi stessi .Nelle nostre innumerevoli forme.Nel nostro scrivere c’è una necessità,e un solo modo in cui le cose che nominiamo chiedono di essere nominate.
grazie a tutti .
*Orsa
e :
al signor Francesco del commento 28:
nel suo commento c’è molta supponenza e molta arroganza .vorrei chiederle ..cosa ha letto ? cosa ritiene d’aver compreso ?
come “si sente”?
*O
Non vedo davvero come possa risultare “supponenza ed arroganza” l’esercizio di un giudizio, personalissimo, che si limita ad affermare il proprio “non gradimento” del contenuto dei due blog. Ho già motivato, credo, spiegando ciò che vi ho trovato e le ragioni complessive del mio dissenso, che era soprattutto rivolto alla convinzione di Alivento e di Iole di additare i due autori come esempi di “salutare” spregiudicatezza espressiva, con una implicita critica a chi si muove, qui, in altri ambiti.
Come “si sente” (?), non mi sembra, pertanto, una domanda pertinente, né, tanto meno, cosa io ritenga di aver compreso, (faccia conto “NULLA!”
Il mio più cordiale “buon lavoro”, (comunque, sinceramente).
Nel rispetto di ciascuna posizione, spero…
francesco
*The fluffer*-TIRED of BEAUTY-
Myra Cornflakes ama molto la testa fluffer della sua sciamana -
loro due insieme sono come il brodo primordiale
il big bang il gong , il boom , il boomerang , the gang bang
il baratro , l aratro sono il bocciolo di tenere roselline
tremanti in fondo al giardino -
in certe notti color crema si aprono come piccoli ventagli
di pasta frolla e si fanno mordere leggermente -
ed hanno labbra rosso carminio e stillano
lacrime spermatiche oltre lo schermo
Si scopano da dietro negli ascensori twin towers
un minuto appena prima della bomba -
radici profonde e reduci di guerra pieni zeppi d’eroina
barcollanti in hide park nelle notti di lunghi coltelli e cristalli -
VISIONI di fenicotteri rosa divorano le loro menti
sono i perfetti gemelli
i freaks , i martiri , i martini , le arse al rogo le sveltine di coca
che ti frigge la mascella l’incanto del Titanic
che si inabissa e la madre che allatta il figlio il fratello carezzevole
e l’oscura mistress col tacco dodici ,
l’efebo biondo il giovane tadzio i ragazzi di borgata di pasolini e
IL SANGUE di pasolini la ferita nel costato
il rimming dei cuori il pudding della nonna
la nave e la neve e santo e’ il loro amore-
benedetto e senza carne
eppure vibra di tutti i sensi - dissennato e rigoroso-
devoto e schivo come una preghiera chiusa in gola.
ebbri di meraviglia. brividi/ ibridi d’amore.
*Orsarossa&Leftyboy*
La faccina ammiccante non era volontaria. Deve essere venuta da una lettura imprecisa della “parentesi chiusa”.
Mi scuso con Orsarossa: non era certo mia intenzione prendermi una qualsiasi confidenza, che sarebbe stata, nella circostanza, del tutto indebita ed offensiva.
francesco
la faccina ammiccante andava benissimo.Io amo i gesti involontari ,le letture imprecise .E le parentesi aperte
*O
non so perchè e non abbiatevene a male, orsa e lefty,ma questo testo, oltre il carosello e gli spot che recita, quasi come alla tv o alla radio, nasconde non la gioia di quell’amore che vorrebbe de-cantare, ma una sofferenza tremenda. Mi pare infatti che quel “rimandarvi da bocca a bocca”, che in parte resta profondamente un mito antico, da caos in poi, sia una immersione nell’acqua santiera di un bacio-baco-voca-bolo che nutra davvero. E’ l’Uovo Cosmico e Eros .
Nella mitologia orfica, l’uovo cosmico rinvia all’unità originaria, a quell’indistinto dal quale prende l’avvio ogni forma visibile e invisibile dell’universo. Ma il mito è più antico, risalendo alla prima metà del II millennio A.C., quando si sviluppò in Mesopotamia. Esso è uno dei grandi miti anche della poesia contemporanea, che si rigenera attraverso il desiderio di dare alla luce la parola fondante, originaria, appunto, la parola-matrice che figlia le singolarità mondane.
Riporto un frammento tratto dagli Uccelli di Aristofane, dove tutto questo è mirabilmente raccontato:
“In principio vi era il Caos e la Notte e il nero Erebo e l’ampio Tartaro, e non vi era la Terra né l’Aere né l’Oceano; negli infiniti recessi di Erebo, generò per primo la Notte dalle nere ali un uovo senza seme, dal quale, con volgere delle stagioni, germogliò Eros ,desiderato splendente nella schiena per le ali dorate, simili a vortici tempestosi” .Platone, nel Simposio, ci racconta che Eros è nato da Poros e Penia, dalla mancanza e dall’ingegno… Ma è bello poterlo immaginare così splendente e tondo, mentre germoglia come una parola che salva! Ecco, in fondo, credo che ognuno, come può, cerchi questo e nella parola crei l’arca della salvezza, in questo terribile diluvio dei sensi, delle assenze, delle inadempienze, delle carneficine di chi ci è pari e non può avere governo su alcunchè, tranne sulla parola che, sasso dopo sasso, come un tempio al d’io, ha eretto fall’osa-men-te. Un saluto sbia-dita ferni.
Questo brano ha una sua forza sincera e direi che dimostra un’indubbia abilità compositiva. Quasi quasi mi ricredo…

(E questa volta, la faccina, è voluta.)
Vi saluto. Con imprevista, personale, sincera simpatia.
(Non volevo essere arrogante con voi, credetemi. Io rispetto chi si mette in gioco, a prescindere dai risultati “artistici” più o meno condivisi…
francesco
Scusa, Ferni. Non ti avevo letto ancora. Sono contento che il discorso abbia prodotto questa tua interessantissima lettura, piena di riferimenti di grande contenuto simbolico.
La questione, per quanto mi riguarda, rimane aperta…come è giusto che sia. Spero anche in nuovi contributi.
E ad Orsarossa&Leftyboy, se posso permettermi anche a nome degli altri, rivolgo un invito: tornate a trovarci, liberamente, anche al di fuori di questo post. Il confronto sui testi creativi, di chiunque abbia qualcosa da dire e lo dica, si spera, dignitosamente, è sempre un’opportunità da non trascurare.
A presto.
francesco
concordo con te, Francesco, e attendo con te nuovi per-cor-si, dentro la pancia prodigiosa della luce inchiostrata di ogni parola.
In-chiostro: non è bellissimo questo frammento?Un universo, a mio modo di vedere. Un abbraccio,ferni
‘corro il rischio di scandalizzare o provocare un “trauma” ai lettori’
Sta a vedere cosa lei intende con ‘lettori’, a quale tipologia possano appartenere, e cosa intende per ‘trauma’.
personalmente li seguo da quasi due anni e l’unico trauma che giornalmente subisco è quello di vedere il come riescano a buttare su ‘carta’ le loro più intime emozioni, senza mezzi termini, senza ipocrisia, e con pochi giri di parole.
Lei parla di ‘lettori’. Non si tratta, in questo caso, di leggere un paio di posts e giudicarne, criticarne lo stile, forma e contenuto.
Qua si va ben oltre. E’ la storia di quasi cinque anni blogs in cui vengono raccontate, intersecandosi, le loro (drammatiche) vite.
Il punto è: quanto e in che modo il suo caro ‘lettore’ possa essere attratto e interessato a tutto ciò? Perchè non vedo, dai commenti qua lasciati, alcuna attenzione. Un lettore attento, le ripeto, va oltre. ‘Giudicando e criticando’ gli scritti di Orsarossa e Lefty, lo si fa alla loro stessa vita, non esistendo un limite ben preciso tra scritto, vissuto, reale, virtuale.
Che si critichi lo stile, la forma (anche se ardua impresa). Ci può ben stare. Può o non può piacere.
Ma non si scriva:
‘ “garbati” salotti letterari che potessero restera turbati da simili baracconate on-line’.
Lo trovo profonadamente offensivo (non trattandosi, ripeto, di critiche a degli scritti, ma di vite raccontate nella loro più intima essenza).
Quando, ripeto, si rimane alla superfice delle cose. Talvolta neanche in quella.
OGNI VITA E’ DRAMMATICA, addirittura tragica, vista la costante. Nascita-morte= intervallo di attesa di una fine o, al max, di una trasformazione, metafisica per chi ci crede, fisica per gli altri. Ma la parola è FINE, in attesa della fine, si nasce per questo. Tutto il resto è un arrabattarsi, più o meno come si fa al circo, lungo una circoferenza che è solo un microscopico punto, lo stesso, in cui sesso e frequentazione di orifizi, li considero tutti (naso, occhi orecchie, ano, vagina, bocca), vengono utilizzati per l’unico scopo di utilizzare noi come materiale da riproduzione da un non ben identificato ente, a volte chiamato dea madre, a volte caos, a volte caso a volte dio a volte nulla…Non fa alcuna differenza. Tutto ciò che crediamo di pro-muovere non azzera di un grano di polvere un processo innescato prima della nostra comparsa, di cui non sappiamo un assoluto fico secco, e di cui non si fa che ipotizzare, dogmatizzando le ipotesi con teorie che variano di secolo in secolo arrivando allo stesso zero, per salvaguardarci il culo dalla stessa consapevole paura di non essere che enti senza valore alcuno, che si riproducono alla pari di vegetali, minerali, gas, o animali di ogni specie e ordine, ivi compresi i batteri che ci popolano il ventre, producendo, dentro di noi, composti gassosi fetidi e irrespirabili, alla pari di quelli esterni da idrocarburi.
Tutto questo non è dunque drammatico ma altamente tragico, visto e considerato che in molto più di 2000 anni, pur vedendo alla velocità della luce, non sappiamo vedere chi ci sta vicino e sappiamo meglio contribuire all’annullamento della specie a cui partecipiamo, che già ha questa come fine sicura per natura, piuttosto che dare un senso, un senso solo almeno, a questo nostro vagabondare in tanto buio. ferni.
Io mi occupo di letteratura, Undercaos… di poesia, nella quale “la vita” ha sempre, evidentemente, una qualche incidenza, si spera…
Ma da questo a dire che per la mancanza di un limite tra scrittura e vita nei due autori, criticando la prima, si offenda la seconda, il passo mi pare abbastanza…smisurato. Il discorso sarebbe troppo lungo, ma mi sembra una posizione davvero inaccettabile e ricattatoria. Lei segue questo “interscambio”, sincero e drammatico quanto vuole, da cinque anni: non pretenderà una simile dedizione e costanza per poter esprimere un giudizio che vada oltre “la superfice delle cose” ? Io non ho interesse né tempo per questa vicenda fino a tal punto; quindi, questa impresa, di attenzione tanto acritica a “fideistica” al percorso dei due bloggers, continua a lasciarla tutta a lei; e agli altri numerosissimi, immagino, “ultra-lettori” come lei.
francesco.
Appunto, signor Francesco.
Se ne torni alle sue care puntate di matrix e porta a porta.
Avevo fatto una premessa.
Quanto e come possano gli scritti di Orsa e Lefty interessare o attirare. Chi soprattutto. Lei non lo sembra. E me ne da conferma. Ha ragione però a dire che sarebbe discorso troppo lungo. Non ho chiesto dedizione e costanza, ma rispetto.
Per quel suo ‘baracconate on-line’. Lei dice di occuparsi di letteratura. Contraddicendosi quando dice ‘nella quale “la vita” ha sempre, evidentemente, una qualche incidenza, si spera’ con ‘baracconate on-line’.
E.
Non vedo alcuna critica allo stile e forma degli scritti.
Il suo sembra più disprezzo che altro.
Alba.
hanno tagliato tanti istmi, oltre a tante teste, hanno fatto guerre chiamandole sante da una parte e dall’altra, trovo che la vita è una, se poi la perdiamo in queste partite di ping pong in cui ognuno di noi porta la sua bancarella e la sua bancarotta,ma dove ce la godiamo la vita? scusa alba ma tra godere e grigiore cosa preferisci? francesco aveva giaà espresso un suo ripensamento, perchè tornare indietro? per aumentare l’audience o per gusto di palleggio? se è per questo , beh, apro un tavolo da biliardo e si gioca di stecca, a chi fa più buche. ti va?
da ultimo lascio questo vecchio scritto.
“Guai a quelli che non praticano la proprio purezza con ferocia” Mario Trejo.
Come naufraga in questo
andare cedendosi e cedendo
il posto senza basi né ancore
ancora e ancora andare come una musica un andante.
Anche fattrici e nutrici dell’in-mobilissimo nero
che tutto usurpa e tutto accende di luci e nascite, fatue
visioni di movimenti incerti. Senza faro farai
perchè in te sono già tutte le stelle, con tutti i dubbi che in te
hanno de-posto milioni e milioni di esseri spentisi
come onde che vanno e ritornano senza memoria e tutto ricordando.
Non cedere alla tentazione di avere una cima
non spergiurare la parola che ti tiene
a galla mentre sempre spro-fonderai le tue impervie inutili ragioni.
Senza sapere e senza volontà
donati una sillaba
una sola sillaba che ogni altra tiene, ma non aspettare la con-sonante ri(s)posta nell’eco, è già
in te ed è a quella che tu sempre muovi.
Sempre, rammentalo ti prego.
‘godere e grigiore cosa preferisci’
Che tristezza. Che poche alternative hai.
E per me il discorso si chiude qua.
Ho semplicemente espresso un mio modesto e personale parere.
Non credo di aver offeso nessuno.
Col signor Francesco ci siam scambiate le opinioni, in piena libertà e democrazia, su come vediamo e percepiamo il post sopra in questione. Visioni diverse. Accetto ma non condivido. Anche questo è rispetto.
Una buona serata e un buon proseguimento.
non ho parlato di offese solo di tempo buttato in disquisizioni che non portano da nessuna parte e non po(r)tano acqua da bere.
Meglio, per me, usarlo, scambiando i propri testi in cui ci sia il proprio lavoro di ricerca della vita, di recupero di quanto,magari si rischia di perdere nella velocità con cui spesso lo si vive o lo si intra-vede. Questo per me fa parte del grigio, oltre al fare battute su postazioni che sembrano più trincee che punti di vista. Niente altro che questo.Tutto il resto, per me, è ricchezza dell’umano.TUTTO, niente escluso oltre al minimo sopra detto. ferni
Gentile undercaos, il rischio di cui parlo è di esporre chi legge allo stesso pugno nello stomaco da me provato, altro e opposto rischio è poi quello di non trovare subito il giusto punto o grado di attenzione e accoglimento, ma questo, se permette, si percepisce anche (di ritorno verso di me e altri e questo luogo) nel suo “freddino” commento 44 (e ss).
Per prestare attenzione ci vuole tempo e nella fattispecie per i blog segnalati è necessario andare oltre la prima impressione, poi occorre sensibilità, apertura mentale, e, forse coraggio, poi tale attenzione sarà tanto più ricca di sfumature quanto più ampio il bagaglio di letture precedenti del lettore.
Di questo confronto, di questo arricchimento non ho voluto privare me stessa, i lettori di questo sito, e, innanzitutto, gli stessi autori dei blog che ho segnalato.
Della capacità di lettura ed attenzione di coloro che frequentano questi luoghi, Ferni, nei suoi ultimi commenti dà delicato e profondo saggio che io condivido, a cominciare dal dire di non riuscire a vedere (nello scritto di orsa e lefty qui riportato) quell’amore luminoso e da loro stessi decantato, se non come congiungimento di indicibile sofferenza, eppure, probabilmente, proprio in questo sta lo splendore del sentimento che li unisce, in quell’ancora che aggancia e spinge verso l’altro e l’alto (come solo è capace di trasportare l’amore, pur disperato) che appare l’unica luce nel buio.
Sempre gentile undercaos trovo d’altro canto bellissimo il quasi-ripensamento di francesco, (lei no?) lo trovo manifestazione in tempo reale di quel virare che è possibile solo superando la prima impressione e prestando (il giusto, minimo, massimo, possibile…secondo le circostanze e contingenze) grado di attenzione.
Infine sono lieta che lei segua da anni ( che orsa e lefty scrivono da anni è fatto che di mio avevo di mio avevo già notato, ed è una cosa che depone a loro favore, come anime che hanno molto da dire) i blog segnalati, che le siano diventati cari o familiari, che orsa e lefty la stupiscano, che li apprezzi nella grande capacità di trasfigurare in linguaggio visivoscrittorio il loro vissuto, (qui confesso che potrei essere persino gelosa o delusa giacchè ho fatto anch’io per anni la stessa cosa e lei non mi ha prestata nessuna attenzione
)ma, mi sembra che io li abbia segnalati appunto per questa ultima e stupefacente ragione.
un caro saluto a tutti, in particolare all’umanissimo francesco, alla splendida ferni, ai bravissimi orsa e lefty, e… pure ad undercaos
Trovo bellissimo anche il quasi ripensamento di fernirosso ;))
Vuol dire che che sono persone libere, aperte allo scambio, e senza pregiudizi.
Il mio ‘commento’ (che brutta parola) non voleva essere freddino, non essendolo io, anzi, tutt’altro.
Ho cercato di essere il più obiettiva possibile, di essere non di parte, frequentando Orsa e Lefty costantemente, giornalmente, da quasi due anni e le assicuro che il groviglio di emozioni e sentimenti è davvero notevole.
Non ne sia gelosa o addirittura delusa. Chi le dice che segretamente non l’abbia seguita?
Un caro saluto.
@ KITCH (#32) Grazie ad Alivento che mi segnala un articolo molto interessante. Sul passo in cui si cita la sottrazione di bellezza mi sofferemerei a lungo. Anche perchè, per prima cosa, bisognerebbe mettersi d’accordo su che cosa è la bellezza. O se ci sia Bellezza. Bisognerebbe chiedersi, chiosando poi, se esista o meno un gusto estetico o se non sia probabilmente una mera costruzione. Un artificio. Indotto insomma irrimediabilmente.
Questo momento in particolare mi ha intenerito quasi, non lo so perchè (#37).
Chiaramente questo con i blog di Orsa e Lefty non c’entra niente. Anzi vorrei dire che leggendoli e seguendo questo post da qualche giorno anche a me cominciano a stare simpatici come piccoli ventagli di pastafrolla
Sulla drammaticità della vita direi invece che come dice Ferni ognuno di noi è tragicamente naufrago. Non era intenzione di nessuno offendere. Qui si esprime solo un’opinione, niente di personale
@ SUI GIOVANI (#32): Io te lo devo dire, Ali, non amo molto la categoria “i giovani” / “i nostri giovani”. Sono categorie false e vuote di contenuto, a parer mio. Anche perchè è solo lo sguardo gerontocratico e paternalistico a vederli ed etichettarli in questo modo. Allora secondo me esistono semplicemente persone che hanno qualcosa da dire e altre meno.
Appare tutto semplice e magari lo è.
Un caro saluto a Tutti e complimenti per questo scambio movimentato e civile di pareri.
Alessandra
alessandra, nemmeno io amo i giovani come categoria, ma li guardo sempre più con lo spirito della vecchiaia man mano che ad essa mi avvicino, amando la gioventù semplicemente come l’insieme di coloro che, con ogni probabilità, mi sopravviveranno, come dire… eredi d’umanità.
è piaciuto molto anche a me l’andamento di questo confronto
grazie a tutti
grazie ad Alivento e a tutti voi da
*Orsarossa -anni 47 *
ah ah ah!
che bella risata orsa, dopo una dura giornata di lavoro!
*alivento - 101 anni*
baci a tutti