Un blog dedicato alla POESIA sul Corriere della Sera on line coordinato da Ottavio Rossani
Aprile 17, 2008 di antonellapizzo
Da lunedì 3 dicembre 2007 è in rete con il Corriere della Sera-on-line il nuovo blog dedicato alla POESIA, di cui è responsabile Ottavio Rossani. Si pubblicano in prevalenza testi di autori, italiani e stranieri, dall’Ottocento ad oggi, corredati da una breve presentazione critica. Quando sarà ritenuto opportuno, si proporranno anche poesie della tradizione classica delle diverse letterature. Non ci saranno preclusioni di lingua o di ideologia. Nei limiti del possibile, gli autori stranieri saranno tradotti con il testo originale a fronte. Le poesie saranno tratti esclusivamente dai libri o se si tratta di autori stranieri anche da qualche rivista. Non saranno inseriti inediti; quelli che dovessero arrivare saranno cestinati.
Saranno proposte anche notizie dal mondo della poesia, interviste agli autori, recensioni, eventi e storie di personaggi. E naturalmente i commenti dei lettori con le eventuali risposte del blogger.
Per accedere al blog POESIA digitare http://poesia.corriere.it oppure entrare in www.corriere.it e ciccare sul blog POESIA di Ottavio Rossani




come mai questa chiusura? Potrebbe quasi aggiungere di quale casa editrice si preferisce ri-pubblicare qualche s-tralcio di rosa a(r)de(re)nte. Pensano che il meglio o la sicurezza di avere buoni scritti venga dalla carta stampata?
il problema non è lo strumento, nè il mezzo, ma la sostanza e la buona poesia può stare dappertutto. Sinceramente poi non capisco questa faccenda dell’esclusione degli inediti…
anch’io ho grosse perplessità sull’esclusione degli inediti …
Perché il Corriere è una struttura tradizionalista in un Paese tradizionalista, che sente la necessità di avere garanzie, su tutto. Per questo ci si richiama sempre al già detto o al già sentito. Il pensiero deve rifarsi a qualcuno che dia garanzie, si chiami Gesù Cristo o Karl Marx; la poesia e la letteratura devono almeno essere garantite da una pubblicazione. Non si può correre il rischio di lanciare nuove idee, nuove teorie o nuovi prodotti, a meno che siano state valutare positivamente e opportunamente autorizzate da autorità superiori, possibilmente straniere.
ma tutta questa operazione che senso avrebbe?La poesia non è eversiva o sovversiva in senso canonico, anche se i suoi contenuti possono essere i più radicati in una anarchia che non ha a che fare con l’anarchia politica in senso stretto. La poesia se ne frega dei canoni estetici, etici costruiti secondo etichetta e a marchio controllato, dunque anche chi la scrive, se veramente libero, non si dispone sotto la cura di questo tipo di controllo. MA. Tutto ciò che ora passa per garantito ha avuto un tempo in cui non aveva la stessa etichettatura. Ogni tempo ha avuto la su morale, imposta come etica,mentre di disciplinato aveva solo un regolamento vuoto, che di volta in volta veniva riempito con ciò che meglio si addiceva agli interessi di alcuni gruppi, non dell’uomo in generale.
DA questo punto di vista dunque, chi pubblica poesia già con-fermata, rimane così arretrato rispetto all’uomo e mantiene la poesia dentro un ghetto in cui il golem-gola è ciò che redola i diritti di stampa.