I quaderni di Luisa 2

Caro quaderno,
ti accorgerai subito che sono un pò tocca, già solo per il fatto che alla mia età con un marito e 2 figli da badare, una grande casa a due piani da pulire, galline, conigli e maiale quando manca mio marito e mio figlio, devo fare spesso tante cose (quindi pensa tu se vado a mettermi a perdere tempo con te che non serve proprio a niente e per giunta con la poca scuola che hò, ti puoi immaginare che pasticcio sarà). Però devi sapere che ho troppa voglia di parlare con qualcuno delle mie idee dei miei pensieri, ecc,… Sò che se tu potessi parlare mi diresti (quardati intorno c’è tanta gente, trà la quale potresti trovare la persona giusta per stringere amicizia con la, a maiuscola e poi tuo dovere sarebbe di trovare la maniera di costruirla con tuo marito.) Io ti rispondo che ci ho provato eccome, ma purtroppo in questo ho fallito da sempre e chissà il perché? Forse lungo tutte queste pagine potrai capire qualcosa di me speriamo. Devi sapere che il primo anno di matrimonio la delusione è stata cocente sul fatto che il marito può anche non essere capace di essere amico della moglie, quindi quanto spesso sono stata sola in casa mi sentivo scoppiare dalla solitudine e prendevo penna e quaderno per scrivere la mia tristezza, ma dopo alcuni anni l’ho rivisto e l’ho bruciato perché era incomprensibile pensa che erano 10 anni che non scrivevo più se vedessi la mia pagella della quinta elementare ti spaventeresti. Ora però stando vicino a i miei figli per aiutarli a scuola, e leggendo spesso perché mi piace la storia e l’informazione, geografia e scienze anche un pò i romanzi e la politica sò di essere all’altezza della mia misera cultura e poi ho deciso di accettarmi come sono compresa l’ignoranza quindi hò messo nella facciata la mia foto con tutti i miei dati per sconfiggere ogni tentazione di bruciarti, perché mi guarderò e capirò che tu quaderno sei la vera Luisa nel bene e nel male e rinnegarti sarebbe un suicidio. Mi auguro di vivere abbastanza per non scriverti solo la mia vita da oggi in poi ma di poterti raccontare anche il mio passato e tu quaderno cerca di sopportarmi.
1981-5-11
Ho letto sul messaggero un’intervista alla scrittrice Anna Banti, una sua risposta sulle donne mi ha rattristato perché ho paura che abbia ragione, dice che le donne sono cattive verso le donne stesse specie se sono qualcuno e serie, lei questo non lo approva. Io personalmente sono l’incontrario, godo alle notizie grandi sulle donne come una grande sportiva ammirata, una grande scrittrice, ecc. mi danno più forza morale e coraggio, è bello vedere un film con un personaggio di donna coraggiosa e intelligente, quanto mi trovo avanti ragazzine brave a scuola con sogni di diventare giudice o altro di importante, io gli faccio un gran tifo e le incoraggio ad arrivarci a più non posso, mi stò domandando ora: “E’ possibile che siamo tante poche a pensarla così?” Io vorrei essere meno pessimista della scrittrice.
13-11—1983
(dieci anni dopo)
Cara Maddalena mi offri gentilmente il tuo aiuto, cosa puoi fare a una persona che ha bruciato così la sua vita? E pensare che ho sempre sognato amicizia. Amore da dare, invece ho solo dato ai miei figli un padre così, e che geloso mi ha impedito anche a me di essere me stessa di fare la madre, hanno ragione di idre che il padre è più pazzo che sano ma neanche la madre hanno tanto avuto questo perché mi preoccupava di salvare per loro un po’ di immagine del padre che io allora ci credevo un po’, a queste righe non riesco a trattenere le lacrime, che pazza la mia dignità per la sua follia. L’ultima goccia che mi fa trovare qui è stato il fatto che Nando non si è fatto aiutare a portare la legna dal Kivi come tutti gli anni, mi aveva detto che si faceva in giornata, appariva tranquillo che fece anche l’amore, quindi il mattino io ho cercato di organizzare presto quello di casa alle 8 e 30 stendevo i panni e poi andavo, invece lui già stava a casa con il carro pieno e lo scaricava (a gennaio non c’è fretta di prendere la legna di potatura) e neppure gli serviva il carro, mi chiama urlando offendendo che non voglio fare nulla minacciando di non passarmi le spese di andare a lavorare se volevo mangiare, io calma gli rispondo (non importa se li tenesse i suoi soldi di fame non è mai morto nessuno) la mia voce bassa lo imbestialisce ancora di più mi butta il legname addosso mi dice di andarmene ma io resto finché il lavoro è finito, poi se ne va con la macchina io zappo i piselli e le solite cose, a pranzo torna e bevendo il vino, mangiando tranquillo mi dice mi ubriaco tanto sono ubriaco lo stesso a prima mattina.
Ricomincia la sera alle 11 dopo tranquillamente che ha cenato e visto il film, improvvisamente le stesse accuse, a me torna il peso di ogni pazienza della mattina che le sue urla le fa sentire al borgo, comunque raccolgo tutte le mie forze e calma gli dico di non provocarmi ancora con le menzogne ho i limiti di sopportazione, poi te ne penti. Mi dice che lui è troppo buono sempre perdonarmi quando torno, io a questo punto i nervi sono ceduti gli ho detto ( che faccia tosta a rinnegare tutto a capovolgere la medaglia, a me non mi devi prendere in giro ma che gioco fai? A prendermi per tutto quello che sei tu? cosa vuoi torturarmi per cacciarmi via? Ma sei tu che te ne vai a trovare la strada come liberarti di me c’è il divorzio, gli hai dato il voto, io no e non ti chiedo nulla, da sempre predichi il tuo disprezzo ti faccio saltare le cervella e ti diverti a fare il pazzo per fare impazzire a me? Perché non ti hai trovato chi è migliore e lasciata in pace a me?) Lui nel frattempo mi viene con le mani nel collo mi invita a stare zitta, ma non mi tocca come altre mille volte che mi ha fatto male seriamente, certe volte alla testa mi ha lasciato tracce serie, prende una sedia e la punta a rovescio verso di me, come già studiato a freddo di non compromettersi (sapeva benissimo che ora nessuno mi avrebbe fermata a denunciarlo,) ma spaventarmi a morte è la tattica che usa negli ultimi anni, minacce più pazze e immaginabili. Io prendo il cortellino sulla tavola quello per sbucciare la frutta per fargli capire che ero disposta a difendermi e con la speranza che si calmasse, invece continuando a insultarmi si è tirato nell’ingresso, io ho chiuso la porta con l’intenzione di passare la notte in cucina, però Nando tenta di sfondare la porta, allora terrorizzata (qualche Angelo mi indica la finestra) salto fuori con la tovaglia cerco disperatamente allontanarmi in campagna ma mi corre dietro veloce, io con ciabatte mi vedo mi vedo persa niente esiste per sparire da quel mostro, grido aiuto con tutto il fiato possibile, un miracolo grazie a Dio, Nando sparisce come un fulmine.
Questa è la mia disavventura di una notte di Gennaio, dormire per dire all’aperto, molto particolare come esperienza aspettando il giorno nel ghiaccio, ho misurato le differenze e il peso delle paure, le differenze di sofferenza da quella fisica a quella psicologica, ho misurato la mia forza, ho capito che tutto si supera meno la vita con Nando, quella notte è stata per me più tranquilla di tante altre, alzavo gli occhi verso casa e mi sentivo fortunata ad essere fuori, con in piedi bagnati, cosciente di rischiare una brutta polmonite, però più dignitosa che morire in un attimo di follia con Nando anche se non fisica sicuramente peggio. Nando è così compressa la sua personalità imprevedibile ciò che gli può passare in testa, mi piacerebbe che un medico mi potrebbe spiegare almeno un po’ delle sue stranezze.
Cara Maddalena spero che riuscirai a leggere queste lettere, si un favore fammelo, non gettare queste righe, ho faticato sette camice per ricostruire quella notte, sto male a tornare indietro nella mia vita, l’ho fatto per ricambiare la tua amicizia, così per risponderti mi sono trovata questa storia scritta non avrei immaginato di riuscirci, conservala magari può servire.
Luisa






-un pò tocca- ..ma cosa si sa esattamente di questa donna? È toscana? ..così ..curiosità.
Ciao, Lucianna
Rina
però..interessante anche da parte di uomo che ama il femminile oltre ogni possibile aspetto..
roberto
ancora casalinghe.
sempre casalinghe. seppur tratte da storie vere. che barba.barba vera.questa è pure un po’ tocca e immagino che gli errori ortografici siano un ‘indicazione del – personaggio – o no? un poì come “io speriamo che me la cavo” e il pezzo non ha lasciato andare a me nessun odore gusto o compassione da ascoltare
alas
paola
Ebbene sì, questa è una casalinga, ma mi pare che il trauma interiore di questa donna non sia da attribuirsi al suo ruolo entro le mura domestiche.
Premesso che ‘ogni’ donna, foss’anche manager di chissà quale azienda internazionale, resta pur sempre, se donna,
-casalinga-, se non nel suo comportamento concreto, sicuramente dentro di sé. Sennò che donna é?
Ne convieni, Paola?
Rina
ciò che mi ha fatto pensare è la differenza tra la scrittura dell’introduzione e gli scritti seguenti, datati, tra l’altro 1981-83, dunque non tantissimi anni fa. Dice di leggere e, molto probabilmente, è propio ciò che legge (dai giornali? dai libri? dei ragazzi?) che la aiuta a distinguere, oltre che la realtà vissuta. Capita spesso che chi vive in certe realtà finisce con l’abbrutirsi invece che migliorarsi, finisce che si spegne.
Una riprova in più, invece, per il discorso che riguarda le violenze subite in casa da parte dei familiari, e non solo da parte di minori, intesi come ragazzi, ma anche di minori in senso di forza da opporre. Grazie,ferni
Una donna che scrive in un ambiente così non ha vita facile. Per sopravvivere deve mimetizzarsi o smettere. Per qualcuna lo scrivere è rimasto qualcosa di occasionale o comunque da tenere quasi nascosto (anche per la povertà degli strumenti) un difetto, una bizzarria. Da passare facilmente per “tocca”.
Conosco una donna che coltiva l’orto e scrive storie sui caprioli, ma non le ha fatte mai leggere a nessuno.
avete censurato il mio commento?
precisamente questo:
chi ha discusso il ruolo mettiquantovuoi arcaico della donnacasalinga?
mi immagino eva che stira le foglie di fico… figurati se non ne convengo.
dicevo solo che il ruolo mediatico della casalinga sta diventando quas
più preponderante che quello della velina. tutto qui. (magari è un bene.)
se si, desidero chiarimenti
grazie
paola
chiarimenti e naturalmente motivazione dovuta da parte della redazione della censura attuata. non mi pare di aver scritto un testo offensivo, nemmeno per eva.
grazie.
p.
Paola, ti assicuro che nessuno di noi censura i commenti.
Come dissi in un’altra occasione, noi siamo per il libero confronto.
Sarà un disservizio di wordpress. Vado a controllare nei commenti.
prego.
Morena
Ecco una mia “poesia” che si collega forse al tema “casalinga che scrive” o “donna che scrive in casa”. Forse è lo stesso, perchè noi in casa ci stiamo comunque molto.
Non sono casalinga e va bene così. Però …
Mi manca
Quando scrivo in casa
mi mancano i prati,
i sassi spaiati, le cose.
Quando scrivo in casa,
mi manca l’incoscienza,
o la piega…diritta virtù
di letti operosi e rifatti?
Non ci sono tagliata, ho detto!
Ed è stato tormento.
Quando scrivo in casa
mi manca di essere,
quello che potevo e
e non sono stata.
Grazie.
Il tuo commento, Paola, non era offensivo quindi non c’era motivo di censurarlo.
Anzi, mi ha divertito ..’eva che stira le foglie di fico’.
A parte le battute, vorrei ribadire quello che ho prima accennato.
Sono convinta che casalinga sì-casalinga no c’entri poco col tema del post, dolorosa espressione di un patimento interiore ..come si ricava da quanto dice la stessa Luisa:
ho misurato le differenze e il peso delle paure, le differenze di sofferenza da quella fisica a quella psicologica.
Conosco donne, inserite nella società attivamente, che hanno sofferto quanto e come Luisa ..e che ancora risentono di quella sofferenza.
Questo a conferma di quanto sopra.
Saluto tutti e ringrazio Morena di avermi preceduta.
Rina
grazie a voi delle risposte.
sarà stato il server.
p.
Ciao a tutte e grazie di essere intervenute. A me il diario di Luisa ha colpito molto perchè mi ha fatto sentire quanto sia vero che la sensibilità non ha nulla o ben poco a che fare con la cultura, questa donna che si è adeguata a ciò che gli altri si aspettavano da lei ma che nello stesso tempo sentiva che c’era anche un’altra possibilità, possibilità che le è stata negata che lei stessa si è negata, che poi è la stessa cosa mi sembra qui nel suo caso. Forse è sfuggito il fatto che questo è un diario che ha vinto il Premio Pieve Santo Stefano dove non partecipano grandi scrittori ma gente umile che sente di dover raccontare la propria vita perchè magari nella pagina trova l’equivalente di un amico che ti ascolta e non giudica. Un po’ come il Cara Kitty di un ben più famoso diario. Luisa infatti nella prima pagina del suo quaderno-diario scrive: “Quaderno delle mie confidenze e segreti quinti sarà il mio amico della vita di tutti i giorni”. Un carissimo saluto a tutte, Lucianna
Dimenticavo di dire che dopo la notte della fuga Luisa non è più tornata nella casa di suo marito ed è riuscita a ricostruirsi una vita, come si suol dire, più dignitosa. Lucianna
paola non cancelliamo commenti e non abbiamo nessuno in moderazione e nemmeno killiamo nessuno, stai sbagliando posto, il blog dove si mette la gente in moderazione e si cancellano i commenti non è questo, ci sono blog che hanno centinaia di ip in moderazione e in kill. e poi dicono che sono aperti e liberi. ma è solo facciata. finzione. questo è un blog veramente libero e aperto. al limite si cancellano i commenti offensivi, con bestemmie o altro, ma per fortuna non ci è mai capitato, scusa eh, ma come ti viene in mente una cosa del genere? antonella
non sarà stato il server. è stato il server!
antonella. ok. è stato il server. ammappa oh.
e avrei fatto la stessa domanda in qualunque altro blog pubblico. sarà pure lecito chiedere?
pare che io non ne imbrocchi una ogni volta che poso “penna” (ma si. d’ oca, d’ oca) nei paraggi, eh—
ps: ehm… io i posti – non li sbaglio – li scelgo – uso il libero arbitrio – e quando ho un dubbio chiedo rischiando pure il linciaggio:-)
buona serata
p.
mica t’ho linciata, t’ho messo pure la faccina
certamente è lecito chiedere, tant’è che ho chiesto anch’io con punto di domanda ma come t’è venuto in mente. comunque concordo, è meglio chiarire così non ci restano dubbi. qui sei sempre la benvenuta. posa pure la penna quando vuoi. buona serata a te a.
Credo che al di là delle battute, degli scherzi e delle differenze ci si possa riconoscere nella storia di Luisa. In fondo per molte di noi non è stato facile rivendicare il proprio diritto ad esistere, a scrivere o fare altro, che non fosse già stabilito da modelli educativi e culturali. E certi modi di pensare sembrano tornare in vita, ancora oggi.
Un caro saluto a tutte.
e io che credevo fosse un falso! Cioè qualcuna o qualcuno che “imita” Luisa e le confessioni del suo diario.
Allora dovrò mettermi a pensare a questo libro da un’altra prospettiva
ciao a tutte
lucetta
Possedere degli strumenti culturali è una grande ricchezza da condividere, come lo è la possibilità di esprimersi e di capirsi (non sempre facile). Ci si prova, in un contesto di fiducia e di confronto.
No Lucetta non è un falso e ciò mi fa pensare che il lavoro che fanno lì a Pieve Santo Stefano è davvero importante! E’ come se da loro si scrivesse una storia “silenziosa” e altra del nostro Paese.
Sento vero e mio quello che dice Paola Renzetti perchè ancora oggi combatto con chi non capisce la mia vita di poesie e di parole. Un saluto affettuoso, Lucianna
colgo sempre più familiarità e solitudini in questo raccontare in un diario la propria vita.
Una scrittura non elaborata, nella sua imperfezione più viva.
un caro abbraccio Lucianna
margheritarimi