L’ottava elegia di Rainer Maria Rilke

2008 Aprile 13
by baci

Dedicata a Rudolf Kassner

Con tutti gli occhi vede la creatura
L’aperto. Soltanto i nostri occhi sono
Come rivolti indietro e messi intorno ad essa come trappole, intorno al suo libero fine.
Quello che c’è fuori, noi lo sappiamo solo
Dal viso dell’animale; noi già voltiamo
Il bambino e lo costringiamo a vedere all’indietro la forma, non l’aperto, che
È così profondo nel volto dell’animale. Libero dalla morte.
Noi solo lo vediamo; il libero animale
Ha sempre il tramonto dentro di sé
E davanti a Dio, e quando vaga, vaga
Nell’eternità, così come vanno le fontane.

Non abbiamo mai, neanche un solo giorno,
lo spazio puro dinanzi a noi, nel quale i fiori
s’aprono infiniti. Sempre è mondo e mai
il Nessunluogo senza il Nulla: la purezza,
l’incostudito, che si respira e si sa infinita
e si brama. Quando si è bambini ci si perde
nel silenzio una volta e si è sconvolti. Oppure
quello muore ed è.
Ma vicino alla morte non si vede più la morte
E si guarda fissamente fuori, forse con grande
Sguardo d’animale.
Gli amanti, non per altro forse, sbarrerebbero
Lo sguardo, e vicino a questo stupirebbero…
Come per svista è a all’uno aperto l’altro…
Ma oltre lui nessuno va, e di nuovo il mondo
È per lui.
Rivolti sempre alla creazione, noi vediamo soltanto di lei l’immagine riflessa di un atto
Libero, da noi oscurata. O che un animale,
uno muto, sollevi quietamente lo sguardo
verso di noi.
Questo si chiama destino: essere di fronte
E nient’altro che sempre essere di fronte.

11 Responses leave one →
  1. 2008 Aprile 13

    “Se consapevolezza al modo nostro fosse
    nel sicuro animale che ci viene incontro…”

    come sovvertire fino al punto del non ritorno, in versi tra i più limpidi della storia della Poesia, la concezione antropocentrica dell’universo. Grazie alla sensibilità e al gusto che la contraddistingue, Lucetta ci invita alla rilettura – e alla riflessione – di una poetica dal flusso magmatico e ipnotico; una… monade musicale composta di armonie sublimi e terrene al contempo. Grazie, Lucetta, per avere risvegliato memorie mai del tutto sopite.

    mirko

  2. 2008 Aprile 13
    sandrapalombo permalink

    Grazie Lucetta. Mi hai fatto venire la voglia di rileggere la sua opera. Sandra

  3. 2008 Aprile 13
    lucetta permalink

    Prima di tutto devo ringraziare Blumy che è intervenuta dopo che mi ero lagnata dei miei invii falliti e ripetuti a Morena del testo integrale dell’ottava. Ancora adesso il mistero permane. Gli invii sfortunati sono stati ben quattro. Morena ha poi postato la “versione” di Blumy e ringrazio molto entrambe.(Per fortuna ha ricevuto la foto). Sono imbranata ma anche un po’ sfortunata, ammettiamolo.
    GRAZIE Mirko. Sollecito come sempre nei commenti quando qualcosa ti colpisce al cuore.
    Un saluto caro a te, a Morena e a Blumy
    lucetta

  4. 2008 Aprile 13
    lucetta permalink

    Sandra cara,
    il tuo commento mi ha veramente “consolata”. Per me questa elegia è particolarmente splendida, da quando l’ho letta la prima volta, a suo tempo, mi ha ipnotizzata, fatto molto riflettere, toccato le mie corde profonde, stimolato una sorta di inconscia elaborazione e condotta poi a scrivere L’altra, uno dei miei libri di poesia più recenti.
    Grazie della visita , un abbraccio e…buona rilettura!
    lucetta

  5. 2008 Aprile 14

    da imbranato cronico con il web mi sento di essere sodale con l’Autrice! in quanto a rilke.. che dire se non che resta un valore assoluto del secoloscorso?? da rileggere..
    roberto

  6. 2008 Aprile 14

    ma figurati, Lucetta! (pensa che stamattina ho incontrato un mio amico che è venuto a votare e riparte domani per Genova … no, non è il tipo che legge o scrive poesie :( ; avrei voluto dirgli: manda i miei saluti a Lucetta, mandaglieli, dalle un abbraccio da parte mia !).
    anyway, grazie a te, picoola Luce, perchè Rilke è uno dei più grandi poeti che siano mai esistiti.

  7. 2008 Aprile 14
    ferniross permalink

    Ringrazio per questo inserimento. Con Rilke ho intrattenuto un rapporto d’amore che continua tutt’ora e dubito avrà fine, se non con la mia fine.
    All’interno dei suoi passaggi mi sono andata a cercare spesso e ho trovato sempre la voce che mi portava là dove avevo bisogno d’essere.
    Ho trovato in rete un altro scambio “d’amorosi sensi”. Lo riconoscete? Sta in: Curve di livello.

    Sull’ ottava elegia di Rilke

    La casa ha finestre sul mare

    per ricordare l’origine

    il vortice la calma le vele millenarie

    ritorni che volgono in commiati

    odissee per altri oceani

    Il giardino ha pini d’aleppo e olivi

    per ospitare chi non sa della morte:

    insetti e uccelli, volpi notturne

    a volte – immobili ­

    guardano anch’esse il mare

    come per un abbaglio misterioso

    – gli animali mai fissano

    la morte negli occhi ­

    noi l’abbiamo a fianco e miopi

    vediamo il cielo accendersi di fuochi

    e i luoghi dove

    lei ciecamente piove

    La rosa veloce sfoglia

    in silenzio le spine si preparano a penetrarci le carni

    il mare a sommergere il disordine

    gli abbracci misti a spari nonostante

    l’angoscia suonata a stormo

    dalle cicale sui rami

    Dai pini volano

    rondini al sud, imperturbate

    Allora grazie a Rilke e ad Annamaria Ferramosca.ferni

  8. 2008 Aprile 14
    lucetta permalink

    Grazie a te, cara Ferni, che ci hai riproposto qui questa poesia di Anna Maria, forse tra le più belle sue, ma anche tra le più belle in assoluto che abbia mai letto in questo periodo così povero di vera, autentica ricchezza…
    Inutile ripetervi di essere felice per i commenti suscitati dall’inarrivabile Rilke
    un abbraccio
    lucetta

  9. 2008 Aprile 14
    lucetta permalink

    Anche a te, Roberto, GRAZIE del passaggio e complimenti a te e alle tue incantevoli immagini
    lucetta

  10. 2008 Aprile 16

    “ogni angelo è terribile. è stanco”.
    grazie per la riproposta.
    gj

  11. 2008 Aprile 16
    lucetta permalink

    molto contenta della tua visita
    ti ringrazia anche Rainer
    lucetta

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