Gesù lì, ci aspetta ! di Asma Gherib

2008 Marzo 15
by gherib

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Oh signore della vita

Portami sulla tua giumenta

Verso quella terra martirizzata

Verso Gerusalemme la santa

Gesù lì, ci aspetta

Mohammed e Giovanni il battista.

Gerusalemme oh sposa stuprata

Non piangere, bambina ingannata

Sedotta e nell’odio buttata

Non piangere figlia prediletta

Gesù, su una nuvola benedetta

Verrà e da Lui sarai salvata

Sarai regina e sarai rinata.

Gerusalemme oh candela sciupata

Domani, Maria; la madre tanto afflitta

Verrà e laverà la tua piaga putrefatta

Risuscitati oh innocenza violentata

Perché domani tornerà quella colomba ferita

Sorgerà l’arcobaleno e l’alleanza tradita

Sarà di nuovo rinnovata.

Palermo lì, 04/03/2008

21 Responses leave one →
  1. 2008 Marzo 15
    Antonio Fiori permalink

    E’ ancora possibile una poesia così, giaculatoria, dalla rima fitta e scontata, ingenua e pretenziosa come tutte le preghiere da immaginetta? La risposta, evidentemente è: si.

    Franco Loi, a chi gli chiedeva perchè si scrive tanta poesia, rispose: la poesia è tanta perchè tanto è il dolore del mondo.
    Ecco, credo che questa risposta sia il miglior commento alla poesia d’attesa, semplice e intensa, della nostra Asma – che tra l’altro maneggia una lingua, l’italiano, che non è sua lingua madre. Tra l’altro, ho sempre sostenuto, anche e sopratutto su VDBD, la matrice religiosa della poesia e il suo futuro, forse esclusivo, nella forma e nell’anelito della preghiera.
    Sono curioso di sentire il suo e vostro pensiero.

    Antonio

  2. 2008 Marzo 15

    Buongiorno Antonio,
    Poetare in lingua italiana per me, è una cosa che tutt’ora non riesco a capire!
    Io, -e cerco rifugio in Dio contro il termine “io” in quanto simbolo di egoismo e superbia- sino a sette anni fa della lingua italiana non sapevo neanche una parola, infatti sono convinta che ho ancora molta strada da fare, ma quando scrivo poesia, ossia quando la fiamma dei versi si accende dentro il mio cuore, in quel momento, sento come se la lingua italiana fosse nata in me, e il mio cuore comincia a parlare italiano, la mia mente e le mie dita. Infatti, quando finisco una poesia, spesso mi capita di rimanere perplessa e meravigliata di fronte a quell’alfabeto italiano e ai profondi significati scritti in una lingua che non è la mia lingua madre, cosa che non mi succede a fatto in lingua araba, perché in questa lingua non so scrivere poesia rimata ma scrivo poesia in prosa, per cui scrivere poesia in italiano, non è una scelta ma è una ispirazione, che può manifestarsi in rima fitta come può svelarsi anche in poesia in prosa, mi è molto difficile spiegare tutto questo ma cerco sempre di osservare quel che succede o cosa sento durante i momenti delicati di una pura ispirazione.
    Mentre perché scrivo poesia? La risposta è: per essere vicina alla fonte di luce. Con stima. Asma

  3. 2008 Marzo 15
    Antonio Fiori permalink

    Cara Asma, immagino quanto sia difficile per te scrivere poesia in italiano. Se lo fai è perchè, come dici, è una lingua che ti ispira fortemente.
    Voglio precisarti meglio il senso di quello che ho scritto, provare a farlo con parole ancora più semplici.

    La tua poesia, oltre la giustificazione grande di non essere scritta con la tua lingua madre, ha il dono della autenticità, tipico della preghiera semplice e spontanea dei nostri antenati (magari i nostri nonni).
    E poi ho anche profittato dell’occasione per ricordare quanto io creda nella poesia-preghiera.
    Tu sei stata brava Asma.
    Un abbraccio
    Antonio

  4. 2008 Marzo 15

    Anch’io amo molto la poesia-preghiera. Trovo che sia balsamo quando si riesce a scriverla, e ventaglio di speranza, come in questo caso, quando la si legge.
    Sì, Asma, segui il tuo cuore e, vedrai, esprimerai sempre di più al meglio quanto senti.
    La tua ricchezza interiore ha una forza ..che va oltre ogni vocabolario.
    Ciao
    Rina

  5. 2008 Marzo 15
    Doriana permalink

    Asma è sicuramente brava anche perchè si cimenta in una lingua non sua ma a me non piace la preghiera, tantomeno in poesia.
    Non capisco il fine: questa è una preghiera da collettivizzare o è privata? Si rivolge a un dio di tutti e tutte?E perchè io come simbolo di egoismo e superbia? Tu scrivi Asma, non perchè ti sta dettando qualcuno il verso, ma perchè tu, singola donna, stai comunicando a noi, ad un numero indistinto di persone le tue emozioni. Gerusalemme è sempre terra martirizzata e al contempo non a caso santa, tutta una serie di profeti ci aspettano, le spose mai felici, anzi stuprate, ingannate, sedotte, buttate. La figlia prediletta, non si sa perchè se santa o martire, sarà salvata da un principe azzurro che la renderà regina. L’alleanza( mi raccomando manteniamo sempre i termini della guerra-alleati-nemici…)farà risorgere l’arcobaleno e vissero tutti felici e contenti, all’altro mondo.
    Non mi commuove, nel senso che questo tema, non mi muove niente dentro. Per di più il senso del peccato striscia sottile. Non anelo a queste “visioni”…

  6. 2008 Marzo 15
    Antonio Fiori permalink

    Cara Doriana, nessuno può convincere nessuno, specie in materia di fede.
    Ma vorrei precisare che quando parlavo di forma di preghiera, di direzione che sta prendendo la poesia, intendevo, appunto, forma: moltissima poesia contemporanea, anche totalmente laica, sta prendendo forma di preghiera…

    Antonio

  7. 2008 Marzo 15
    fernirosso permalink

    Dicono che venga là dove c’è una piaga
    Dicono che venga senza mostrare la sua faccia
    Dicono altrove che sia già qui
    Dicono altri
    a quelli che non vedono e non sentono e non aspettano
    che la speranza vaga ancora in ogni nostra ferita viva
    di uno spazio senza fine di un tempo senza risposta
    Dicono che l’inverno della fede è sempre la stagione che viviamo
    da un giorno di croci e martiri
    dentro la voce e dentro la memoria
    Dicono e dicono ancora che madonne bambine e maddalene
    siano diverse mentre piangono da un unico occhio
    la stessa infelicità di dare al mondo figli
    solo perchè la morte se li pigli
    e l’infelicità li maturi di tristezze
    Dicono e diranno e male diranno
    di tutto ciò che appartine al buio
    a ciò che si segna nella lingua nella testa e in mezzo al petto
    una sola incontenibile ignoranza.
    Dicono dicono nomi su nomi e pregano e piegano le ginocchia
    senza mai piegarsi il cuore in due
    il minimo per quell’alveo rosso e d’oppio.

    Nei versi di Asma trovo nomi che, solo pochi anni fa, erano per noi così familiari che nessuno si sarebbe sollevato a fare distinguo. Oggi, in un paese fatto di così tante genti ( e per paese non intendo una sola nazione, la nostra, ma tutte le nazioni come fossero una sola terra, perchè così sento l’appartenenza: intera,non divisa o segmentata,nemmeno dai credi) e così tante i-deo-LOGIE sembra che ogni preghiera risulti blasfema,quasi, se indirizzata ad un NO-ME specifico, sembra di togliere a qualcuno qualcosa, sembra di de-marcare le separazioni,già così aspre anche tra paesi lontani territorialmente. Preghiera, per me, è anche poesia, ma non importa abbia parole, non importa abbia nomi, non importa che coniughi verbi. Noi, ognuno di noi è già preghiera vivente e i morti lo sono in eguale misura, tutti, senza alcuna differenza.
    ferni

  8. 2008 Marzo 15

    grazie carissima per questa tua preghiera/poesia, trovo sia molto intensa, simile a quelle nenie che si recitavano una volta. se sei ispirata scrivi senza chiederti perchè. questa preghiera poi è buona per tutti, piacerebbe tanto anche a Chiara Lubich. ieri sono andata nel tuo sito in arabo e ho cercato di lasciare un commento ma non so se ci sono riuscita, le parola andavano da destra a sinistra :-) un abbraccio antonella

  9. 2008 Marzo 15
    Josè Grilli permalink

    Cara i tuoi versi semplici ma per questo
    incisivi mi riportano dentro ricordi lontani
    preghiere di bambina, suoni di voci oramai
    perdute. Ti ringrazio per questo tuo modo
    delicato di esprimerti che mi arriva dolcemente
    nell’anima.
    Un abbraccio
    Josè

  10. 2008 Marzo 16

    Cari amici ,la pace sia con voi tutti,
    Gesù per me è una Verità, non è un principe azzurro e di conseguenza i miei versi non sono un sogno ne quantomeno una speranza , sono un semplice atto di rinfrescare la memoria di chi ha dimenticato o di chi non vuole ricordare o di chi finge di non ricordare nulla di Lui.
    “io”da musulmana, ce l’ho sempre presente nel profondo dell’anima e ho tanta sete e nostalgia per incontrarLo. Egli quando verrà benedirà con i suoi santissimi passi la terra santa che non è a caso da sempre sofferente. Essa è il cuore del mondo e come tale non può avere pace che tra le braccia del Salvatore. Questa è la volontà di Dio e nessuno la può cambiare.
    Il nostro Antonio ha detto una cosa sagissima, “nessuno può convincere nessuno, specie in materia di fede.”, ed io confermo fermamente questo concetto, perfino i profeti non possono convincere gli altri in materia di fede, loro devono solo portare il messaggio di Dio, trasmetterlo con tutta la forza che hanno dentro agli uomini e quest’ultimi sono liberi di credere o non, ecco perché c’è il premio e il castigo! Quindi se uno sceglie di credere o no, deve essere responsabile della sua scelta e deve avere il ragionamento convincente e logico del perché ha scelto di vivere da credente o da ateo; non si sa mai se per coloro che non credono risulti un giorno che questo mondo abbia avuto un Creatore, a quel punto dovranno spiegare agli angeli di Dio il motivo della loro scelta, cosa che d’altronde faranno anche i credenti.
    Mentre perché l’”io”, è un simbolo di egoismo e superbia ? Il profeta Mohammed (che il saluto e le preghiere di dio siano su di lui) ha insegnato a tutti musulmani che quando un buon credente cita, mentre parla di se stesso il termine “io”, è di alta morale dire subito dopo la parola, la frase seguente: “Wa A‘ ùdu billahi mi quawlì anà » che significa “cerco rifugio in Dio contro il termine io” : il mondo oggi l’abbiamo guastato, martirizzato e rovinato perché domina l’IO, ogni IO vuole pestare il cuore, il pensiero e l’amore che germoglia dentro l’essere degli ALTRI.
    Prima di concludere vorrei ringraziare vivamente tutti coloro che hanno commentato questi versi e tutte le amiche e gli amici chi mi hanno onorata con i loro consigli e incoraggiamenti:
    Doriana, Rina, Fernirosso, Antonella, Antonio, Josè e gli altri che hanno letto commentando il testo nei loro cuori e nella loro mente. Impariamo ad ascoltare i nostri cuori, essi sanno tutto e sono il centro della sapienza, chiedete a loro cosa sia Gerusalemme e quando tornerà Gesù? Gli uomini chi lo aspettano sono molti, a Damasco (parte orientale) come a Gerusalemme come in tutto il resto della terra. Un caro saluto. Asma.

  11. 2008 Marzo 16

    Per Antonella,
    la tua visita al mio sito arabo è stata per me una bellissima sorpresa. sei stata brava anche a inserire il commento nonostante che tutto sia in arabo. Grazie infinite. Asma

  12. 2008 Marzo 16

    ‘Impariamo ad ascoltare i nostri cuori’
    La tua fede, Asma, è ammirevole.
    Un carissimo abbraccio
    Rina

  13. 2008 Marzo 16

    Grazie Rina! Caramente. Asma

  14. 2008 Marzo 16
    Doriana permalink

    Cara Asma, so che quanto ho scritto può aver urtato non tanto la tua sensibilità ma quella di altr*. La tua poesia- preghiera è per me motivo di discussione, non lo è affatto il tuo sentire religioso, degno del massimo rispetto, ma il testo è tutt’uno con il tuo sentire di fede. Perdonami se ti posso essere sembrata “critica” ma era quello che desideravo essere, sincera.Quando asserisci “Io, -e cerco rifugio in Dio contro il termine “io” in quanto simbolo di egoismo e superbia”, ritrovo intatto della religione cattolica, quel sentimento del peccato che addirittura è presente dalla nascita nell’uomo.
    Non vorrei aprire quì un confronto che non ha niente di letterario ma è etico e filosofico e sociale. Tanto tu sei religiosa, tanto io sono laica, e non sono più nella posizione della resistenza alla Chiesa ma all’attacco del potere, in nome di nessun gruppo o simbolo,solamente come donna e persona e disarmata.Io sento secoli sulla mia testa di oppressione, non di protezione, in nome di Dio.
    I commenti che hai fatto dopo la tua poesia mi confermano che la stessa è descrizione lirica del tuo sentire, mai disgiunto dalla vita quotidiana, lontanissimo dalla mia “visione” e non vedo ponti tra noi, perchè c’è un profeta di mezzo che giudica e ti aspetta.
    Se la tua poesia non mi avesse colpita affatto, non avrei scritto nulla. Ti abbraccio, come una sorella

    Doriana

  15. 2008 Marzo 16
    fernirosso permalink

    ho trovato questa poesia che, a mio parere, indica altre strade dentro lo stesso andare. La porgo a tutti poichè penso che, prima di ogni pensiero a tema o sfondo re-ligioso, resti l’uomo, prima di ogni im-mago di dio, resta l’uomo, qualunque uomo, buddista taoista musulmano cristiano protestante calvinista luterano animista a-teo…ognuno è l’immagine.

    SOLO DIO

    Che far dunque o musulmani, ch’io me stesso non conosco?
    Non giudeo sono, né cristiano, né son ghebro o musulmano!

    Né orientale né occidentale, né terrestre né marino,
    né impastato son di terra, né venuto son dal cielo!

    Non di Terra, non di Acqua, non di Vento, non di Fuoco
    Non d’Empireo, non di Trono, non di Essere o d’Essenza!

    E non d’India, non di Cina, né Sassonia o Bulgaria,
    non di Persia o Babilonia, né del Khorâsân io sono!

    Non del mondo, non dell’altro, non d’inferno o paradiso,
    non d’Adamo, non di Eva, non di eterei giardini!

    Il mio Luogo è l’Oltrespazio, il mio Segno è il Senza Segno,
    non è anima, non corpo: solo sono dell’Amato!

    Via da me cacciai ogni Due, dei due mondi Un Solo vedo,
    Uno cerco, Uno conosco, Uno canto, Uno contemplo!

    [...]

    Jalâl ad-Dîn Rûmî (1207-1273)

    Jalâl ad-Dîn Rûmî, Poesie mistiche, a cura di Alessandro Bausani

  16. 2008 Marzo 17

    Buongiorno cara Doriana,
    Vuoi sapere una cosa ? Quasi tutti i miei amici sono laici o atei, sia qui in Italia che altrove. A me basta il manifestarsi di Dio in loro. Non è ammissibile giudicare gli uomini secondo il loro credo, quel che importa è il comportamento e il pensiero che rispetta l’altro in quanto essenza spirituale e mentale con la quale, devo fare un cammino di conoscenza reciproca e di arricchimento.
    Le religioni rovinano l’armonia del creato quando si trasformano da un semplice e sublime sentimento di fede ad un potere politico diventando una manifestazione di pura arroganza e disprezzo verso gli altri solo perché, non seguono il resto del gregge. Purtroppo è questo che ha corroso tutte le religioni senza alcuna distinzione e chi paga le conseguenze di questo disastro, sono sempre gli altri; la parte “debole” chi non vuole corrompersi o essere presa in giro da sistemi che hanno a che fare con tutte le cose tranne con Dio e con la fede in Lui, per cui Doriana, “io” ti capisco bene, e capisco, che se la mia poesia non avesse mosso qualcosa dentro di te, tu, non avresti scritto nulla descrivendo i tuoi sentimenti con la massima sincerità, cosa che ho apprezzato molto.
    Concludo dedicandoti questi versi del grande mistico Ibn ‘Arabi:

    “Prima di oggi, negavo il mio amico,
    se il suo credo non era vicino al mio;
    ma oggi, il mio cuore è diventato
    una dimora per ogni immagine,
    un pascolo per i cervi,
    una casa per gli idoli,
    un convento per i monaci,
    una Ka‘ba per i pellegrini,
    Tavole della torah e libri
    del Corano,
    credo dunque nell’amore.
    Dovunque vadano le sue carovane,
    l’amore è la mia religione
    l’amore è la mia fede.”

    Traduzione di Asma Gherib/2004
    (Dalla raccolta poetica intitolata “Turğumān Al-Ashwāq” “l’interperte delle passioni” di Ibn ‘Arabī)

  17. 2008 Marzo 17

    Buongirono fernirosso,
    sei grande!

    La conoscenza deriva da:
    “Che cosa sono io?”, fino a : “Non so che cosa io sia”; fino a fra: “forse io non sono” e “Io troverò me stesso; a fra “Io troverò me stesso” e “Io sono”, a “Sono quel che so di essere”, a “Io sono”.

    Abu al-Hasan esh-Shadhili
    mistico marocchino.

  18. 2008 Marzo 17
    Doriana permalink

    Cara Asma grazie per l’invio, come non credere
    l’amore è la mia religione
    l’amore è la mia fede. ?

    e non perchè un profeta mostrò al “suo” popolo le tavole della legge.
    L’amore per l’altro e per noi stessi non è un obbligo, nasce con noi e poi molto, molto frequentemente viene perso per strada.
    Diventa una materia da insegnare e non praticare. E il vicino diventa nemico, abbiamo paura persino di noi stessi.

    Con grande amicizia Asma e a rileggerci, spererei anche di incontrarti realmente.
    Doriana

  19. 2008 Marzo 17
    fernirosso permalink

    ti ringrazio Asma,sappi che per me, praticare un credo significa con-templa-re l’Uno, intendendo con questo tutti gli uomini,tutte le creature, tutte le cose che nel mondo visibile e invisibile vengono nel tempio. Il nostro corpo è il tempio,ma non è solo quello con cui ci riconosciamo abitualmente, è ben più vasto, per me:se penso anche solo ad un respiro non posso non accorgermi che sto accogliendo tutto l’universo, e questo che io lo voglia o no, anche la pelle respira,non solo le narici del naso, e il mio sangue vive e mi fa vivere del respiro di tutto ciò che esiste, senza loro non sarei. Un abbraccio, ferni

  20. 2008 Marzo 18

    Per Doriana,
    Grazie infinite e con altrettanta grande amicizia e arrivederci, lo posso dire? perché non? Niente è impossibile in questa bellissima dimora, che è la vita! Asma.

  21. 2008 Marzo 18

    Molte grazie Ferni, la pelle quando respira glorifica Dio e la Sua immagine in noi. Un abbraccio. Asma

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