Metta la faccia tra le mani

2008 Marzo 1
by Molesini

Lei vede il vuoto?
Lei vede il vuoto?
Lei vede il vuoto della mia figura
a metà nera
abbeverarmi
o le pare io stia corrispondendo
alla figura intera?

Sente come arrivino a sfinire
queste lettere corsive
e nulla venga detto netto
dove la strada è inesistente
e quello che ci porta
è un congiuntivo imperfetto

sente cosa diventa il battere
tolto il levare, sente
questa prepotente miseria

dove la casa è inventata

lei vede il vuoto?
Lei vede la sottile linea che congiunge
quello che guarda e la sua
insostenibile lontananza?

Non è poetico, signor Blasone
non ricorda le melodie madri
non cura i luoghi del fiore

non ha l’estetica a ramarlo
e a infilarlo nei libri
come un tarlo

è insostenibilmente lontano. Venga.
Metta la faccia tra le mani,
pianga.

14 Responses leave one →
  1. 2008 Marzo 1

    che raffinatezza poetica, la si legge con immenso piacere creativo, credimi, i miei complimenti silvia molesini che ancora conosco poco ma che intuisco essere dotata di vena creatrice decisamente forte,
    roberto matarazzo

  2. 2008 Marzo 1
    fernirosso permalink

    Bellissimo testo.Lo leggevo mentre ascoltavo la splendida musica di
    Zbigniew Preisner per il film Blue. Lascio qui un pezzo di quel brano,l’ho cercato in rete,così potete rendervi conto dell’effetto particolarissimo di questa lettura, mentre si ascolta quella voce, toccare luoghi così profondi e sottilmente nascosti,quali quelli che Silvia,con tocchi calibrati e sapienti, porta a galla, rifiorendoli. Forse anche la storia,quella del tema del colore Blu, è molto vicina,per certi aspetti,a questo scritto.Ma sono le battute scritte in chiusura che rimettono in circolo, battito a levare, tutto il male, spinto in basso, all’ultimo cerchio dell’ombra. Grazie,ferni

    http://it.youtube.com/watch?v=_5RixgPqbLM

    PS.Mi ha ricordato anche,come opposto all’interrogatorio che si svolge dall’ottico,l’antologia di Spoon River.Davvero un bel pezzo.

  3. 2008 Marzo 1
    donatellarighi permalink

    L’ho già letta altrove e continua a rimanere per me straordinariamente potente e impalpabile.

  4. 2008 Marzo 1
    fioriantonio permalink

    Linguaggio diretto, cantilenare ora triste ora sferzante. Una poesia che mira diritta alla sua meta di pianto per le miserie e per le precise colpe.
    Non c’è una grinza, Silva.
    Antonio

  5. 2008 Marzo 1

    una punta di ironia e un’asciutta, stringente meditazione musicale sul vuoto…mi piace questa apparente noncuranza e questa cura sostanziale delle parole
    molto bella
    marina

  6. 2008 Marzo 2

    Vi ringrazio per i commenti davvero gratificanti e bella Ferni la tua partecipazione intera-attiva.

  7. 2008 Marzo 2

    è una poesia che faccio fatica a decifrare, ma che mi lascia un senso di amaro dentro.

  8. 2008 Marzo 2
    sandrapalombo permalink

    E’ bellissima e struggente. Sandra

  9. 2008 Marzo 3
    margheritarimi permalink

    …mi tentano le parole quando rappresentano il vedere il vuoto, la lontananza e questo avvicinamento…che precede tra le mani il pianto.

    complimenti Silvia

    “lei vede il vuoto?
    Lei vede la sottile linea che congiunge
    quello che guarda e la sua
    insostenibile lontananza?”

  10. 2008 Marzo 3

    prenderlo di petto così .. Niente di più efficace, ad ammonirlo. Il vuoto.
    Bellissima, come ogni tua. Sempre

  11. 2008 Marzo 4
    margherita permalink

    è un interrogarsi che artiglia e non ha risposta. quale ‘entità’
    è preposta a darne una? Un astratto ‘ Lei’ che non merita intimità, un impoetico ’signor Blasone’ da rimproverare, un Godot senza attese e credere che possa piangere è dargli degli occhi che non ha. abita nel suo castello kafkiano dove annoda il niente alle nostre vite nella sua imperdonabile distanza.
    così ti leggo in questi versi corrosivi.
    margherita

  12. 2008 Marzo 4
    Francesco De Girolamo permalink

    Pur sentendomi piuttosto lontano dalla scrittura poetica di Silvia Molesini, devo ammettere che questa poesia mi ha colpito profondamente. Nel suo genere, la trovo…un vero, piccolo capolavoro.
    Di una durezza spietata, perciò di grande forza “morale”.
    francesco

  13. 2008 Marzo 4

    Ancora grazie per l’attenzione commentata a Blumy (bellissima!), Sandra, Margherita nostra, Francesca, Margherita e Francesco.
    La parola Blasone potrebbe essere molte volte sostituita: pensavo ad un impersonale “fuori” che osserva il suo “pieno” proiettato sulle cose come fossero pronte all’uso.
    Pensavo ovviamente anche a una parte di me.

  14. 2008 Marzo 5
    Josè Grilli permalink

    Mi travolge questa poesia forte
    lasciandomi un senso di solitudine
    Ma leggendo a fondo ogni verso,
    trovo la sensibilità ben nascosta
    rinchiusa in versi ,dell’animo di chi
    scrive.
    Complimenti.

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