Metta la faccia tra le mani

Lei vede il vuoto?
Lei vede il vuoto?
Lei vede il vuoto della mia figura
a metà nera
abbeverarmi
o le pare io stia corrispondendo
alla figura intera?
Sente come arrivino a sfinire
queste lettere corsive
e nulla venga detto netto
dove la strada è inesistente
e quello che ci porta
è un congiuntivo imperfetto
sente cosa diventa il battere
tolto il levare, sente
questa prepotente miseria
dove la casa è inventata
lei vede il vuoto?
Lei vede la sottile linea che congiunge
quello che guarda e la sua
insostenibile lontananza?
Non è poetico, signor Blasone
non ricorda le melodie madri
non cura i luoghi del fiore
non ha l’estetica a ramarlo
e a infilarlo nei libri
come un tarlo
è insostenibilmente lontano. Venga.
Metta la faccia tra le mani,
pianga.





che raffinatezza poetica, la si legge con immenso piacere creativo, credimi, i miei complimenti silvia molesini che ancora conosco poco ma che intuisco essere dotata di vena creatrice decisamente forte,
roberto matarazzo
Bellissimo testo.Lo leggevo mentre ascoltavo la splendida musica di
Zbigniew Preisner per il film Blue. Lascio qui un pezzo di quel brano,l’ho cercato in rete,così potete rendervi conto dell’effetto particolarissimo di questa lettura, mentre si ascolta quella voce, toccare luoghi così profondi e sottilmente nascosti,quali quelli che Silvia,con tocchi calibrati e sapienti, porta a galla, rifiorendoli. Forse anche la storia,quella del tema del colore Blu, è molto vicina,per certi aspetti,a questo scritto.Ma sono le battute scritte in chiusura che rimettono in circolo, battito a levare, tutto il male, spinto in basso, all’ultimo cerchio dell’ombra. Grazie,ferni
http://it.youtube.com/watch?v=_5RixgPqbLM
PS.Mi ha ricordato anche,come opposto all’interrogatorio che si svolge dall’ottico,l’antologia di Spoon River.Davvero un bel pezzo.
L’ho già letta altrove e continua a rimanere per me straordinariamente potente e impalpabile.
Linguaggio diretto, cantilenare ora triste ora sferzante. Una poesia che mira diritta alla sua meta di pianto per le miserie e per le precise colpe.
Non c’è una grinza, Silva.
Antonio
una punta di ironia e un’asciutta, stringente meditazione musicale sul vuoto…mi piace questa apparente noncuranza e questa cura sostanziale delle parole
molto bella
marina
Vi ringrazio per i commenti davvero gratificanti e bella Ferni la tua partecipazione intera-attiva.
è una poesia che faccio fatica a decifrare, ma che mi lascia un senso di amaro dentro.
E’ bellissima e struggente. Sandra
…mi tentano le parole quando rappresentano il vedere il vuoto, la lontananza e questo avvicinamento…che precede tra le mani il pianto.
complimenti Silvia
“lei vede il vuoto?
Lei vede la sottile linea che congiunge
quello che guarda e la sua
insostenibile lontananza?”
prenderlo di petto così .. Niente di più efficace, ad ammonirlo. Il vuoto.
Bellissima, come ogni tua. Sempre
è un interrogarsi che artiglia e non ha risposta. quale ‘entità’
è preposta a darne una? Un astratto ‘ Lei’ che non merita intimità, un impoetico ’signor Blasone’ da rimproverare, un Godot senza attese e credere che possa piangere è dargli degli occhi che non ha. abita nel suo castello kafkiano dove annoda il niente alle nostre vite nella sua imperdonabile distanza.
così ti leggo in questi versi corrosivi.
margherita
Pur sentendomi piuttosto lontano dalla scrittura poetica di Silvia Molesini, devo ammettere che questa poesia mi ha colpito profondamente. Nel suo genere, la trovo…un vero, piccolo capolavoro.
Di una durezza spietata, perciò di grande forza “morale”.
francesco
Ancora grazie per l’attenzione commentata a Blumy (bellissima!), Sandra, Margherita nostra, Francesca, Margherita e Francesco.
La parola Blasone potrebbe essere molte volte sostituita: pensavo ad un impersonale “fuori” che osserva il suo “pieno” proiettato sulle cose come fossero pronte all’uso.
Pensavo ovviamente anche a una parte di me.
Mi travolge questa poesia forte
lasciandomi un senso di solitudine
Ma leggendo a fondo ogni verso,
trovo la sensibilità ben nascosta
rinchiusa in versi ,dell’animo di chi
scrive.
Complimenti.