Gianna e Marina: incontri di immagini e parole
2008 Febbraio 26
from → # Marina Raccanelli, Arti figurative
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Theme: Vigilance by Jestro

l’assenza in un esserci he si confonde in congiuntivi che disconoscono.
molto bello anche l’accostamente con il dipinto.
davvero complimenti
p.s che la nostra assenza, è quella più assoluta. assolutamente. acqua. su acqua. Bacii
…l’incredibile sensualità del mare e il mistero che sempre lo accompagna…
Monica
Le ombre degli uccelli sembrano rimanere su quel piano, invece no perche sono solo ombre, come le parole e le onde che vanno e tornano, in forma nuova – liquida. Penso che sia importante cogliere il movimento, quel battere di ali, quello sciamare confuso…piuttosto che l’autoreferenziale esserci e permanere, ma questo apre un discorso sull’arte, il goderne e l’essere collettiva seppure partendo da un vissuto personale.
accidentale:una prospettiva sull’angolo preciso dell’occh’io,là dove le immagini si aprono in lagune, lacune dell’immenso.
Me-la : coniugata, al bricco dell’acqua, ad una tazza di cielo di coccio.
Io,quante volte dentro la volta dell’io, che finalmente si perde,
in-cantato.
Grazie del bel lavoro che hai proposto e che anch’io pratico attraverso le opere di numerosi artisti (pittori, scultori,grafici…), oltre all’origine che tutto fa nascere e insemina.Un abbraccio grande, ferni.
La possibiltà di una natura senza l’uomo, nei versi di Marina
mentre il quadro ne mantine testimonianza negli oggetti
bel post
Antonio
vedo che la sinergia tra immagine e parole di due persone, come me e Gianna, che hanno notato misteriose convergenze nelle loro opere pure molto diverse, ha originato commenti – a loro volta – diversi eppure tutti così vivi, creativi, sorprendenti…
nel ringraziare tutti, vorrei dire :
@ Francesca: l’assenza nell’esserci – questo tuo ossimoro coglie una costante nel mio esistere, quindi anche della mia scrittura
@ Monica: il mare qui lo sento più vivo di me e degli esseri umani in genere, giustamente hai colto questo
@ Doriana: davvero interessante e intrigante la tua interpretazione, che sottolinea il gioco di essere e apparire tipico delle immagini di Gianna, lo scambio dei ruoli, l’impermanenza, il mancato confine tra l’io e le cose che spesso tento di esprimere…infine lo sciogliersi di figure e parole personali in “pretesti” per una fruizione collettiva, come dovrebbe essere sempre nell’arte (anche quella modesta che provo a fare io:-)
@Ferni: la prospettiva dell’occhio, l’io che si perde, la pregnanza della mela rossa – come poteva non piacere alla rossa ferni?
l’io si perde incantato , guardando: un bellissimo naufragio che mi piace fare quanto più spesso, e credo piaccia molto anche a te!
quanto scrivi, diventa arte, grazie per questo, un abbraccio anche a te:-)
@ Antonio: grazie per avere apprezzato, cogliendo anche una differenza importante tra l’opera di Gianna e la mia: la presenza degli oggetti, importante simbolismo per lei, mentre nelle mie parole appare una natura “vuota” – sentita come tale in un momento di sconforto
ciao
marina
Mi sembra che questi versi facciano cogliere in pieno il senso e il dubbio dell’inesistenza.
Grazie Marina anche di questo incontro con i colori di Gianna.
margheritarimi
bella sinergia, tra le parole di Marina e quel quadro che mi verrebbe voglia, allungando il braccio, di rubare.
Bella bella Marina, hai versi delicati che arrivano dentro. In questo caso la malinconia è grande. Sandra
@ Margherita: il senso e il dubbio dell’inesistenza, proprio così…
@Blumy: viene voglia di toccarlo, il quadro di Gianna, è vero.-)
@ Sandra: hai colto qualcosa di più di una maliconia…
bellissime, grazie !
marina
…capisco perchè il mare sia così importante per te. Siete una cosa sola…
Monica