
Foto di Bianca Madeccia
Avevano stabilito di incontrarsi nella vita successiva.
Questa non andava.
Si diedero appuntamento davanti al Canto del Maggio, a Terranuova Bracciolini,- in quel d’Arezzo -, un posto incantato, perfetto per gli innamorati.
Quando si videro, però, non si riconobbero. Lei era rinata scarafaggio, e lui, lui, era un asino.
Lei rimase lì ad attendere accanto al mulo per tutto il giorno, e il giorno dopo, e quello dopo ancora. Si rivolsero persino la parola.Conversarono amabilmente del più e del meno, ognuno dei due attento a non svelare il vero motivo della permanenza ostinata davanti a quella porta chiusa.
Poi, una sera, ognuno dei due raccolse il proprio fardello di stanchezza e si avviò verso casa.
Si sorrisero.
Al tramonto si può scegliere solo tra due tipi di sorriso: gentile o discreto.
E questo, nel migliore dei mondi possibili, è già abbastanza.






leggervi mi serve per allontanare almeno un po’ l’ansia. questo miniracconto è delizioso!
Erano vicini, erano diversi, non si riconobbero!
Ognuno assorto nei propri pensieri con la testa piena di immagini lontane che scorrono davanti agli occhi mentre aspetta l’amore trasformato. La propria vita, affetti…. ricordi… gioie… dolori… i propri sogni… con sottofondo una musica che con il passar del tempo si faceva sempre più flebile…. una melodia malinconica, struggente diventava sempre distante ma più dolce immaginando quel piccolo sorriso
Basta poco …. un piccolo sorriso!
Blumy, grazie a te per l’entusiasmo, e lieta di averti regalato un sorriso, un abbraccio, Bianca
Sì, Nicola, l’importanza del sorriso la conoscono bene gli orientali, che hanno persino un budda sorridente, una divinità dedicata al sorriso. Grazie a te e buona giornata
I due innamorati si sono illusi di poter vivere pienamente, di poter veramente capire il loro amore, nell’altra vita. Ed hanno solo raccolto il sorriso leggero di due sconosciuti che si salutano. Invece: hic Rhodus, hic salta.
Bianca nel finale ci riporta alla realtà.
Antonio
A volte non basta ‘stabilire’.
Ma sorridere aiuta sempre.
I miniracconti, se ben orchestrati come questo di Bianca, hanno sempre un valore aggiunto. E scrivere ‘mini’ non è facile.
ma che avevavo fatto questi due per tornare in terra come scarafaggio e asino?
@Grazie Antonio per l’accurata lettura. già, non a Rodi, ma qui, in questa vita, non esiste altra possibilità…
@Si’ Morena, ‘stabilire’, spostare le opportunità, rimandare, vivere nel futuro non aiuta, ma certo, sorridere aiuta sempre
@Antonella, poteva andare anche peggio, avrebbero potuto rinascere bruco e foglia, o serpente e mangusta, o rana e zanzara
Grazie veramente per l’apprezzamento e per esservi voluti soffermare.
B.
Solo una curiosità che mi va di raccontare. “Il canto del maggio” esiste veramente e sta proprio a Terranuova Bracciolini, e ha una copia di questo microracconto appeso nella sala da pranzo..
magnifica foto e magico racconto!
la colpa dei due, Antonella, è che hanno rimandato l’appuntamento alla vita successiva!
marina
mi incuriosisce la foto, è storta la porta o la vedo io storta?
certo che è un male, pensavano che dopo sarebbe stato meglio e invece è stato peggio, ah meno male che io non credo alla reincarnazione
anzi come la chiamavano stanlio e ollio alla metempsicosi
La vita non è mai quella che si vorrebbe, ma è quella che è, e il rimandare ad un futuro ciò che è qui, adesso, è sempre un errore.
Qualcuno più importante di me diceva: “Carpe diem”…
M.
@Doppio grazie Marina, mi fa piacere che la foto e il microracconto siano stati di tuo gradimento.
@Antonella, la foto, come mi accade spesso, l’ho scattata mentre camminavo, e quell’onda che vedi, è una distorsione dovuta al movimento. Non capita spesso, ma quando capita, può dare imperfezioni interessanti.
@Marzia, grazie per l’apprezzamento e per aver voluto soffermare lo sguardo.
Buona serata.
Bianca
Ps: ma ho anche una collezione di foto di 30 porte ‘storte’, anzi, stortissime: triangolari, tonde, ovali etc etc etc.
Buona serata.
bello, Bianca, come già sapevi, un caro saluto, Viola
un caro saluto anche a te Viola, e grazie per lo sguardo sempre generoso, a maggior ragione del fatto che questo pezzo lo avevi già commentato altrove. Un abbraccio. Bianca
Non si sono riconosciuti… ma perché, chissà perché,ma alla fine quel sorriso può fare sperare? per l’amore… e per una seconda parte della narrazione.ci vorrebbe una tua trovata…Bianca.
Complimenti per questa tenera favola e per il suo linguaggio semplice e concreto.
margheritarimi
@ Antonella e Marina siete terribili a domanda-risposta(7-10)mi avete fatto ridere da morire
mi piace questa porta di-storta
e anche le risate della rimi
a me piace che hai piacere degli storti e delle rimi

baci Pizzo
rimi un parere (fuori tema) come lo traduci “muciuliare” e quindi: un parrari “mùciu mùciu”
si parere fuori tema…
ma io non so… conosco cuciu cuciu, capo
ora ci penso…ma non è facile
cuciu cuciu cos’è? muciuliare è farsi le coccole, muciuliarisi nzomma
ma non mi viene il termine in italiano
ma tu pensi in siciliano o in italiano
io in siciliano
cuciu cuciu,a quello che so significa vicino-vicino
si può dire “stammi cuciu cuciu” o “finiscila di starimi cuciu cuciu” e implica di più di una vicinanza, come dire… qualcosa che ha a che fare con “l’attaccamento”.
Domani verificherò con una mia zia,capo…
Muciuliarisi dalle mie parti non lo usiamo…(magari lo si fa):)
ma mi informerò.
ah ma allora è la stessa cosa di muciu muciu
come lo traduci cuciu cuciu con una sola parola?
dipende…cosa penso… comunque è un pensare e parlare che mischio e mescolo
…non lo so tradurre… lo so solo semtire questo cuciu cuciu e quando non si sa tradurre, si lascia così alle oreccie, come un suono misterioso,che lascia immaginare…
che ne dici?
Come una filastrocca una poesia un racconto così breve…che quasi quasi si vorrebbe finisse diversamente, che la porta si aprisse e liberasse le sembianze di chi si amava…molto bello Bianca, davvero complimenti!
Come una fiastrocca, scrive Doriana, e mi ritrovo pienamente accordata a questa linea, una dolce, compiuta e bella storia.
Mi ha fatto ricordare un’antica storia che mi narrava mia nonna sul grillo e la formica, non moltissimi anni fa in fondo, si sussurravano storie che avevano spesso come personaggi piccoli animali, la civiltà contadina e rurale era più vicina a noi di quanto lo sia oggi,
mi associo ai complimenti degli altri commenti
saluti
Gabriella
@Antonella e Margherita@ bello questo saggio di traduzione siculo-italiano
Da quello che mi sembra di aver capito il temine in questione è quello che io traduco in ‘bianchese’ come: (stanno sempre a fare) cip e ciop.
Grazie per lo scambio animato, divertente e vivace
@Doriana e Gabriella@
grazie per aver equiparato la storia ad una filastrocca e ad una favola. Uno dei propositi che spesso mi pongo quando scrivo queste storie minimali è alleggerire al massimo il linguaggio. Cioè, sperimentare poche parole, pochi tratti, pochi colori. Quasi uno schizzo appena accennato. Mi interessa molto la pulizia del tratto di scrittura. Mi piace lavorare a ‘togliere’. Ovviamente, non sempre ci riesco, non è affatto facile “togliere”, così come non è facile la ‘semplicità’…
Grazie per esservi volute soffermare e buona giornata.
B.
Le tue foto mi colpiscono per la loro luminosità
e per i soggetti inusuali.
Il racconto è lascia la porta socchiusa alla speranza
che trovo nel sorriso dei protagonisti.
Dolcissima Bianca.
inutile dire che tra testo e immagine riscopro quanta sensibilità incantevole possa serbare il tuo cuore femminile…
@Jose, mi fa piacere l’apprezzamento delle mie foto, anche perché non sono una ‘professionista’ e fotografo seguendo il puro istinto e come dici bene, la luce. grazie.
@Roberto, grazie come sempre per il tuo graditissimo e sincero apprezzamento. Buona serata.
i microracconti hanno una loro suggestione, densamente leggeri continuano a racconatre dopo nella mente. se quei due non avessero deciso di rimandare il loro incontro alla vita successiva come dice marina e concordo con lei che sia questa la colpa, avrebbero potuto aprire quel portone, sentire l’ombra di quei rami ( splendida fotografia , bianca, poesia nella poesia -perché questo racconto è poesia-) e vivere il loro tempo. forse è anche questo che ci dice il racconto: mai procrastinare
. o forse avevano vissuto tutto e si erano fatti la promessa di ritrovarsi nell’al di qua senza tenere conto degli scherzi della reincarnazione. forse potevano modulare un fischio di riconoscimento come montale con la sua moschina. invece hanno atteso pare invano. ma non invano se poi hanno sorriso, magari da quel sorriso qualche cosa nasce, un amore nuovo tra uno scarafaggio ed un asino che non sanno di essere stati altro nella vita precedente. un asino ed uno scarafaggio che si sorridono fanno ben sperare
.
si può leggere in assoluta libertà questo tuo racconto, bianca, metterci dentro tante cose, inventarsi un seguito
e non scrivere mai la parola fine.
margherita
@Margherita, grazie per le tue parole, sono d’accordo con te, ci sono dei testi che non si possono chiamare poesia solo perché sono disposti su versi regolari e metricamente esatti, esistono altri testi che puoi disporli anche in righe verticali e sempre poesia sono perché la poesia è ANCHE un modo di guardare le cose, uno sguardo.
Ma questo è un discorso lungo che trova ancora oggi molte resistenze nella maggior parte delle persone dell’accademia e fuori dall’accademia. Il conformismo è la cosa più difficile da intaccare, e la ‘regola’ si sa, aiuta a sentirsi nel giusto, tra i giusti, e sentirsi ‘giusto’, normale, è una delle esigenze più forti della società del/i gruppo/i. Anche quando la regola è diventata obsoleta e inadeguata…
Ma è un discorso lungo e complesso, e definire le cose con l’accetta non porta mai lontano. Si finisce per fare discorsi allucinanti: io stessa una volta ho dovuto discutere con una poetessa brava e molto intellligente che però, si era formata sulla poesia greca antica (e leggeva solo quella) che dava definizioni di “prosa con una spruzzatina di poesia” parlando di Cesare Pavese.
Scusa. Mi sono dilungata troppo. Ti ringrazio ancora, mi fa molto piacere il tuo apprezzamento. Grazie.
Bianca
Bello Bianca. L’ho sorseggiato questo tuo microracconto-piccola-perla. L’idea di darsi appuntamento nella vita successiva è talmente suggestivo poi. Forse perchè in una sola l’incontro non è mai pieno, totalizzante. O forse perchè esistono certi incontri che a comprenderli interamente ci vorrebbe davvero un’altra vita. L’alchimia dell’anima che evapora in altra forma però…non ci si fa mai i conti abbastanza. Così ci si perde e ci si riafferra di continuo. Una vita servirebbe solo per riconoscersi, dopo la perdita. Quante altre per riprendere dal punto in cui ci si era lasciati?
Un abbraccio, Alessandra
Un delizioso raccontino “zen”. Questo tragico scarto del tempo -Il non incontro o il tempo controtempo, in anticipo o in ritardo- che però , nel racconto, ha la grazia necessaria per farci sorridere come sorridono i protagonisti nel finale.
Complimenti, Bianca e, naturalmente anche alla foto, a questas come a tutte le altre
lucetta
@Ringrazio Alessandra e Lucetta per i graditi complimenti e per la densità delle loro riflessioni che aggiungono ulteriori possibilità di lettura a questo microracconto.
Grazie di cuore per esservi fermate. Un abbraccio, Bianca
Proprio carino il tuo mini racconto, Bianca! Io l’ho letto come una metafora di grande verita’: che spesso stiamo a sognare ad occhi aperti, vicino alla felicita’, senza bennebi renderci conto di avercela accanto. Non so se questo era nell’intenzione del tuo scritto ma cosi’ l’ho interpretato io, leggendoti.
Un abbraccio.
daniela
Grazie Daniela! A me piace lasciare lo sguardo e l’interpretazione ‘libera’, cerco sempre, in spazi estremamente ristretti, di suggerire il massimo dei significati. Reputo i miniracconti riusciti (ne ho abbastanza, è un genere che amo tantissimo) quando, ognuno legge cose differenti e le possibilità di interpretazione si moltiplicano.
Allora, vuol dire che sono riuscita nell’intento che mi ero prefissata.
Grazie per la tua lettura e buona giornata, Bianca
…a volte l’amore non lo si riconosce nemmeno durante la nostra vita….(sigh!) Ombra tremante che ci scivola tra le mani…
comunque complimenti per tutto FOTO MAGNIFICA!!
Monica
@Monica, vero, per certi amori non basterebbero mille vite, ma anche, per certe vite, non basterebbero mille amori
Grazie per i complimenti!
Bianca