Sette colombe chiare

Sette colombe chiare
(o, forse, solo foglie mulinanti)
il pallore dell’alba
l’anno che, sbadigliando,
si srotolava appena
nel silenzio di gennaio
e tu, senza dire niente, andavi via.
La casa tirava su l’ancora e salpava.
Io ti chiamavo ( dove, dove vai
senza di me ? )
agitando un fazzoletto
che mi strappai dal cuore.
Ma eri già così lontana
che mi udivi ormai confusamente
e rispondevi svagata al mio richiamo
mandando un bacio a soffio
sul palmo della mano.





Che bello sulla tua bocca l’addio..
Sventolando fazzoletti, ho un a poesia per voi, che vi invierò oppure una lunga lunga su mio padre, il cui addio cercavo di preparare, e non mi riuscivano (i preparativi).
Sette colombe chiare, sette fila di scarpe ho consumato, sette fiaschi di vino che ho versato..
Vostra MPia
Che belle immagini per dire dell’addio! “Agitando un fazzoletto che mi strappai dal cuore”, mi hai commossa Blumy. Grazie! ti abbraccio, Lucianna
grazie, Maria Pia, questa è una delle tante che ho scritto per mia madre: alcune non sono così ‘leggere’.
grazie a te, Lucianna. un abbraccio anche da me.
Cara Blumy, è una poesia che mi sento di commentare in punta di piedi. Quelle sette colombe chiare o forse foglie mulinanti… quegli anni che non sono poi così leggeri da tenere sulle spalle. E quel fazzoletto che si strappa dal cuore…
commuovi anche me.
E ti ringrazio.
Un abbraccio,
Alessandra
c’è un silenzio attonito in questi versi, Blumy, fin dall’inizio si sente un’atmosfera sospesa, qualcosa di definitivo sta succedendo anche se l’alba è chiara e una donna sta soffiando “svagatamente” un bacio dal palmo della mano…un solo, terribile strappo , al centro, il tuo grido e quel fazzoletto strappato dal cuore, e questo ci fa capire quanto in realtà sta succedendo
ti abbraccio
marina
grazie a te, Alessandra. è stata scritta anni dopo la morte di mia madre; prima non avrei potuto scrivere un testo così …
è una poesia surreale, Marina, ma credo che descriva, con toni lievi, um momento drammatico. grazie.
a me colpisce il verso che considero centrale ” la casa tirava su l’ancora e salpava”, che riesce a dare l’idea sia della partenza sia di qualcosa che viene estirpato, come se da quel momento non si potesse parlare più di casa
Bellissima Blumy, è leggera come il volo di colombe in lontananza eterea come il bacio a soffio sulla mano.
un abbraccio Sandra
si, Domaccia, la casa partiva come una nave e lei era il suo unico passeggero.
un abbraccio a te, Sandra
un intreccio di fili cosi leggeri che il tessuto s’impreziosisce verso dopo verso. sai che il dolore è nella trama, lo vedi in trasparenza. esplode tutto in quel fazzoletto ‘che mi strappai dal cuore’. questo è il verso che lacera, che pugnala il cuore dell’immagine , la sua ‘vaghezza’ . ma nel ‘bacio a soffio’ la morte perde il suo nonsenso ed accompagna ..
come domaccia anch’io sottolineo tra gli altri il verso ‘la casa tirava su l’ancora e salpava’. mi ha colpita. è un’immagine plastica, ci sta dentro tutta ‘l’assenza’ della madre. nulla è più come prima. difficile riconoscerne le pareti, l’odore. intenso quel ’salpa’, che è un andare lontano, ma un morire, mai.
grazie per questi versi
margherita
il tuo commento ha abbracciato tutta la poesia, Margherita, ne ha colto tutta l’essenza. Grazie di cuore.
Un modo lieve lieve per parlare di un dolore grande grande.
E’ davvero stupenda.
Ciao
M.
quanta delicatezza..
Splendido esempio di come la poesia possa trasfigurare il dolore più profondo in dolcezza struggente, facendo “salpare la casa” e agitare “fazzoletti strappati dal cuore”. Un miracolo che solo la lingua poetica può compiere, attingendo alle emozioni più grandi e vive, con la sua inestinguibile, magica forza.
Un caro saluto.
francesco
ciao, Marzia, e grazie
grazie, gentilissimo Roberto.
Struggente, questa tua poesia. Bellissimo, veramente, il titolo, una poesia a se’. (io sono terribile per i titoli: nessuna immaginazione
()
Ciao, Blumy. Un abbraccio.
daniela
Cara nei tuoi argomenti e nei tuoi versi io trovo
spesso la delicatezza che s’intreccia con il
dolore e il tormento . Mi piace questo tuo modo
di comunicare e di dividere con gli altri te stessa.
un abbraccio a te, Daniela. mi ha farro bene leggere i vostri messaggi.
VI VOGLIO BENE.
grazie, José, sento in te una persona buona.
Uno speciale omaggio a tua madre la cui unicità accarezza i cassetti della mia memoria, l’amore che dentro di noi non potrà mai finire.
Ti abbraccio cara Blumy, e ti dico di non arrenderti alla vita…
Marco
bella, commovente, delicata come le colombe bianche, come un fazzoletto sventolato per un addio, bella, drammaticamente forte quella casa che salpa come una nave e il saluto svagato di chi parte perchè sa già che altri lidi attendono. un abbraccio antonella
Una levità e una leggerezza calviniana rara. Mapi
Veramente bellissima, Blumy.
Ciao. francesco
Scusa, non mi ero accorto di averlo già detto. Ma mi fa comunque piacere ripeterlo. A presto!
f.
la colloquialità che esprimi qui, mi apre il cuore.
quella casa che salpa … nuove ancora, poi … l’ho trovata straordinaria.
Ti abbraccio più stretta che posso. Che posso.
a Marco, ad Antonella, a Francesco e Francesca un grazie di cuore, con la commozione di sentire tanta solidarietà e tanto affetto dalle mie bellissime donne e dai miei uomini fascinosissimi.
vi voglio bene e vi ringrazio di cuore, perchè è davvero un momento drammatico, quello che sto vivendo (forse sarà mercoledì, devo decidere io il giorno) e siete tante/i a starmi ‘vicino’.
vi abbraccio tutti e vi ringrazio anche per i messaggi che mi avete mandato.
Sarò conte in quel momento, ne puoi stare certa: potrai sfiorarmi e alimentarti del mio affetto.
Marco
ti ringrazio di questi versi molto belli e intensi, di questa vaghezza struggente di chi si sta preparando ad altre atmosfere, grazie un abbraccio sincero,
comprendo quello che hai scritto: ho scritto qualcosa su mia madre a più di venti anni dalla sua morte,
Gabriella