Nella Casa Famiglia

2008 Gennaio 23
by Blumy

 Donna seduta con ginocchio piegato, 1917

Paola non li guarda più il pesce topo il pesce luna
e quello d’oro che navigano silenziosi nell’acquario.
Fuma una sigaretta,  segue l’andar via del fumo
e dei pensieri nel terrazzino della casa famiglia.

E’ un po’ più pallida o forse è scuro il giorno
e perdono colore i desideri gli anni che scivolano via
in questa solitudine del cuore
con una famiglia  non di sangue

trovata lì, come si trovano le stanze , i corridoi
e,  forse,  qualche ricordo bello nella testa,
qualche parola, qualche carezza antica, 
appesa a un ramo come un fiore.

31 Responses leave one →
  1. 2008 Gennaio 23

    un impalpabile “scoloramento”

  2. 2008 Gennaio 23

    Hai descritto in maniera straordinaria con una dolcezza lieve la rassegnazione e l’isolamento in cui si vive in una casa famiglia!

  3. 2008 Gennaio 23

    Hai descritto in maniera straordinaria con una dolcezza lieve la rassegnazione e l’isolamento che si vive in una casa famiglia!

  4. 2008 Gennaio 23

    x Domaccia : una donna che vive lì e non so se abbia più parenti suoi, l’ho vista con le guance accese un giorno di caldo.

  5. 2008 Gennaio 23

    la casa famiglia di cui parlo, cavaliere, accoglie soprattutto persone con problemi mentali di lieve entità. Paola vive lì da anni. Un giorno, senza avermi visto prima, mi si è avvicinata e mi ha dato un bacio sulla guancia.

  6. 2008 Gennaio 23

    Rileggendo questi versi
    ” Fuma una sigaretta, segue l’andar via del fumo
    e dei pensieri nel terrazzino della casa famiglia. ”
    penso e rivedo molti di loro assorti nel fumo
    seguendolo con sguardi assenti.

  7. 2008 Gennaio 23

    Un perdersi negli angoli di quei corridoi…
    un ritrovarsi negli occhi di chi le è vicino.

    Pensieri fumosi e carezze antiche.

  8. 2008 Gennaio 23

    i tuoi versi si sentono scivolare via come i pensieri di Paola, come la vita, come il tempo; c’è un’atmosfera sospesa molto suggestiva, un tocco lieve nel suggerire cose molto pesanti
    ciao
    marina

  9. 2008 Gennaio 23

    è così. brava. a.

  10. 2008 Gennaio 23

    no, non fumano, cavaliere. molti dipingono, sai?

  11. 2008 Gennaio 23

    la casa è piccola, la gente che la abita è una grande famiglia; ma non sostituisce quella vera, Morena.

  12. 2008 Gennaio 23

    grazie, Marina.

  13. 2008 Gennaio 23

    e grazie a te, Antonella

  14. 2008 Gennaio 23
    maria gisella catuogno permalink

    leggerezza e sensibilità in questa tua, blumy
    Gisella

  15. 2008 Gennaio 23
    margherita rimi permalink

    cara blumy,riesci a rendere il senso di tristezza che aleggia nelle “case famiglia” che, seppur nella loro utilità sociale danno accoglienza, non riescono a restituire quello che è lo stare in una famiglia,nonostante tutte le sue contraddizioni.
    (Questo si pone anche ed in modo più pregnante per i bambini.)

    In questi versi quasi raccontati, riesci a dare consistenza e senso ad una vita invisibile che trascina via anche lo sguardo.

    “Paola non li guarda più il pesce topo il pesce luna
    e quello d’oro che navigano silenziosi nell’acquario.”

    grazie un caro abbraccio
    margheritarimi

  16. 2008 Gennaio 23

    grazie, Gisella.

  17. 2008 Gennaio 23

    c’è tristezza, si, Margherita, e un senso di vuoto, come di chi non ha più nulla …

  18. 2008 Gennaio 24

    struggente nella malinconia e l’immagine di schiele resta superba quale scelta..

  19. 2008 Gennaio 25
    luciannaargentino permalink

    Molto bella Blumy, Mi è piaciuto anche il tuo quasi far compenetrare l’ambiente (le stanze, i corridoi) con lo stato d’animo di Paola, anche se forte è il senso di estraneità e di chiusura in se stessa, in quel luogo dove forse la donna custodisce una carezza antica. Ti abbraccio, Lucianna

  20. 2008 Gennaio 25

    grazie, Roberto. Schiele è una mia passione.

  21. 2008 Gennaio 25

    grazie, Lucianna, sempre sensibile lettrice.

  22. 2008 Gennaio 25
    Josè Grilli permalink

    Cara Blumy quando ho letto i tuoi
    versi mi è parso di essere amica di
    Paola da sempre!
    La sua solitudine indica
    che spesso dimentichiamo cosa c’è
    oltre le nostre vite, le nostre case,
    i nostri tormenti.

  23. 2008 Gennaio 25

    bello quello che mi dici, Josè. Se Paola lo sapesse, credo che ne sarebbe felice (almeno per un po’).

  24. 2008 Gennaio 26

    Incipit meraviglia, ha poi un andare selvatico che la fa rimanere bella e speciale.

  25. 2008 Gennaio 26
    Carla permalink

    si respira tutta questa bellezza
    i suoi dolori, la nostalgia che sà di antiche
    stanze, trovate lì come memorie
    incancellabili.

  26. 2008 Gennaio 26

    grazie, Silvia. il tuo commento mi arriva molto gradito perchè ho grande stima di te e della tua scrittura.
    Dovrete perdonarmi tutte se non sarò molto presente, in questi giorni (o forse lo sarò, la vostra compagnia mi fa bene), perchè la BESTIA si è svegliata ancora.

  27. 2008 Gennaio 26

    ti conosco , Carla? non so e non importa. importa che tu sia qui con noi. grazie.

  28. 2008 Gennaio 26
    lucetta permalink

    Bloomy cara, ci sento tutta la tenerezza di cui sei capace.
    In pochi lievissimi tratti hai tracciato un ambiente e una solitudine particolari che si rispecchiano l’una nell’altro.
    Brava.
    un abbraccio
    lucetta

  29. 2008 Gennaio 26

    abbraccio ricambiato, piccola Luce.

    Bloomy :)

  30. 2008 Gennaio 27
    alessandrapigliaru permalink

    “E’ un pò pallida o forse è scuro il giorno”
    Scelgo questo tra i tuoi bellissimi versi…
    In soggettiva, mi restituisci lo sguardo di Paola, creatura che abita stanze di un tempo sospeso. Versi questi tuoi, Blumy carissima, che raccontano di gesti che perdono colore e che cadono giù come gli anni e i desideri ma c’è qualcosa che sento nel profondo: la tua capacità del fare poetico, mi ha dato un grande senso di calore, quasi di cura nel ricordare nitidamente tutto di lei. Come quasi a volerla custodire e proteggere nelle tue parole. Lambisci e accogli. Frutto di una sensibilità molto alta.
    Brava,
    un abbraccio forte.
    Alessandra

  31. 2008 Gennaio 27

    grazie, Alessandra. mi domandavo dove fossi e cosa facessi, in questi giorni di assenza: è andato tutto ok?

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