Nella Casa Famiglia

Paola non li guarda più il pesce topo il pesce luna
e quello d’oro che navigano silenziosi nell’acquario.
Fuma una sigaretta, segue l’andar via del fumo
e dei pensieri nel terrazzino della casa famiglia.
E’ un po’ più pallida o forse è scuro il giorno
e perdono colore i desideri gli anni che scivolano via
in questa solitudine del cuore
con una famiglia non di sangue
trovata lì, come si trovano le stanze , i corridoi
e, forse, qualche ricordo bello nella testa,
qualche parola, qualche carezza antica,
appesa a un ramo come un fiore.





un impalpabile “scoloramento”
Hai descritto in maniera straordinaria con una dolcezza lieve la rassegnazione e l’isolamento in cui si vive in una casa famiglia!
Hai descritto in maniera straordinaria con una dolcezza lieve la rassegnazione e l’isolamento che si vive in una casa famiglia!
x Domaccia : una donna che vive lì e non so se abbia più parenti suoi, l’ho vista con le guance accese un giorno di caldo.
la casa famiglia di cui parlo, cavaliere, accoglie soprattutto persone con problemi mentali di lieve entità. Paola vive lì da anni. Un giorno, senza avermi visto prima, mi si è avvicinata e mi ha dato un bacio sulla guancia.
Rileggendo questi versi
” Fuma una sigaretta, segue l’andar via del fumo
e dei pensieri nel terrazzino della casa famiglia. ”
penso e rivedo molti di loro assorti nel fumo
seguendolo con sguardi assenti.
Un perdersi negli angoli di quei corridoi…
un ritrovarsi negli occhi di chi le è vicino.
Pensieri fumosi e carezze antiche.
i tuoi versi si sentono scivolare via come i pensieri di Paola, come la vita, come il tempo; c’è un’atmosfera sospesa molto suggestiva, un tocco lieve nel suggerire cose molto pesanti
ciao
marina
è così. brava. a.
no, non fumano, cavaliere. molti dipingono, sai?
la casa è piccola, la gente che la abita è una grande famiglia; ma non sostituisce quella vera, Morena.
grazie, Marina.
e grazie a te, Antonella
leggerezza e sensibilità in questa tua, blumy
Gisella
cara blumy,riesci a rendere il senso di tristezza che aleggia nelle “case famiglia” che, seppur nella loro utilità sociale danno accoglienza, non riescono a restituire quello che è lo stare in una famiglia,nonostante tutte le sue contraddizioni.
(Questo si pone anche ed in modo più pregnante per i bambini.)
In questi versi quasi raccontati, riesci a dare consistenza e senso ad una vita invisibile che trascina via anche lo sguardo.
“Paola non li guarda più il pesce topo il pesce luna
e quello d’oro che navigano silenziosi nell’acquario.”
grazie un caro abbraccio
margheritarimi
grazie, Gisella.
c’è tristezza, si, Margherita, e un senso di vuoto, come di chi non ha più nulla …
struggente nella malinconia e l’immagine di schiele resta superba quale scelta..
Molto bella Blumy, Mi è piaciuto anche il tuo quasi far compenetrare l’ambiente (le stanze, i corridoi) con lo stato d’animo di Paola, anche se forte è il senso di estraneità e di chiusura in se stessa, in quel luogo dove forse la donna custodisce una carezza antica. Ti abbraccio, Lucianna
grazie, Roberto. Schiele è una mia passione.
grazie, Lucianna, sempre sensibile lettrice.
Cara Blumy quando ho letto i tuoi
versi mi è parso di essere amica di
Paola da sempre!
La sua solitudine indica
che spesso dimentichiamo cosa c’è
oltre le nostre vite, le nostre case,
i nostri tormenti.
bello quello che mi dici, Josè. Se Paola lo sapesse, credo che ne sarebbe felice (almeno per un po’).
Incipit meraviglia, ha poi un andare selvatico che la fa rimanere bella e speciale.
si respira tutta questa bellezza
i suoi dolori, la nostalgia che sà di antiche
stanze, trovate lì come memorie
incancellabili.
grazie, Silvia. il tuo commento mi arriva molto gradito perchè ho grande stima di te e della tua scrittura.
Dovrete perdonarmi tutte se non sarò molto presente, in questi giorni (o forse lo sarò, la vostra compagnia mi fa bene), perchè la BESTIA si è svegliata ancora.
ti conosco , Carla? non so e non importa. importa che tu sia qui con noi. grazie.
Bloomy cara, ci sento tutta la tenerezza di cui sei capace.
In pochi lievissimi tratti hai tracciato un ambiente e una solitudine particolari che si rispecchiano l’una nell’altro.
Brava.
un abbraccio
lucetta
abbraccio ricambiato, piccola Luce.
Bloomy
“E’ un pò pallida o forse è scuro il giorno”
Scelgo questo tra i tuoi bellissimi versi…
In soggettiva, mi restituisci lo sguardo di Paola, creatura che abita stanze di un tempo sospeso. Versi questi tuoi, Blumy carissima, che raccontano di gesti che perdono colore e che cadono giù come gli anni e i desideri ma c’è qualcosa che sento nel profondo: la tua capacità del fare poetico, mi ha dato un grande senso di calore, quasi di cura nel ricordare nitidamente tutto di lei. Come quasi a volerla custodire e proteggere nelle tue parole. Lambisci e accogli. Frutto di una sensibilità molto alta.
Brava,
un abbraccio forte.
Alessandra
grazie, Alessandra. mi domandavo dove fossi e cosa facessi, in questi giorni di assenza: è andato tutto ok?