La penna di, Ahmed matar. Traduzione a cura di, Asma Gherib

2008 Gennaio 19
by gherib

L'immagine “http://www.artelaguna.it/upload/michela%20riba/IMMAGINE%20014%2030x60cm%20%20penna%20a%20sfera%20su%20carta.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Il medico, sondando il mio cuore,

Mi chiese:

“E’ qui che ti fa male?”

Risposi: “Sì”.

Lui incidendo con il bisturi la tasca del mio cappotto

Ne estrasse una penna!

Scosse la testa e sorridendo

Mi disse:

“Non è che una penna!!!”

Risposi: “No, signore:

Questa è una mano e una bocca!

Una pallottola e un sangue!

E un’accusa scoperta che cammina senza piedi!”

Chi è Ahmed Matar?

si prega di cliccare qui:

http://www.libreriaedison.it/edisonsquare/marzo2004.pdf

14 Responses leave one →
  1. 2008 Gennaio 19

    Ahmed Matar, poeta proibito
    di Réda Zine

    Quando prigioniero fu fatto / La sua lacrima
    saltò / Ridendone: / Ecco infine il
    mio riscatto!”, Ahmed Matar, in “Lafitat
    3”, 1989. Si dice che ciò che viene dal cuore va
    dritto – al cuore. È il caso del poeta Ahmed
    Matar. Secondo tutti i suoi lettori, è il poeta dei
    poeti arabi contemporanei. Certo, scrivere su di
    un poeta della taglia di Ahmed Matar ed entrare
    nei meandri dei suoi testi è un’avventura, ma
    resta un’avventura abbastanza assicurata, in
    quanto siamo di fronte ad un poeta eccezionale
    che ha un metodo chiaro e comprensibile nel
    senso che possiede una causa ed una posizione
    precisa dalle quali non si scosta mai.
    Da più di vent’anni vive in esilio. È iracheno,
    ma non è davvero importante: prima di tutto è
    un umanista. Tutte le sue raccolte sono state vietate
    nella maggior parte dei paesi arabi e nessuno
    s’impegna a pubblicarle al suo posto –
    tranne, oggi, qualche sito in internet, ma bisogna
    fare attenzione ai pirati dell’edizione!
    Nonostante il fatto che la personalità del poeta
    resti tenebrosa ed ignorata da molti suoi lettori,
    alcuni hanno finito per credere che Ahmed Matar
    sia uno pseudonimo o una copertura di un
    poeta che non osa svelare la propria identità,
    c’è un accordo di lettori e critici che egli sia il
    maestro di una nuova scuola poetica, la scuola
    dei “Lafitat”, che qui tradurremo sommariamente
    con la scuola dei “Cartelli”, chiari e diretti come
    quelli utilizzati nelle rivendicazioni delle
    manifestazioni, facendo un parallelo esplicito
    con le “Mo’allakat”, che nomineremo, atrettanto
    sommariamente, gli “Appesi”, le opere poetiche
    pre-islamiche, tra le quali le migliori venivano
    trascritte in lettere d’oro sulla seta nera
    ed affisse sospese sui muri della Pietra Nera
    della Mecca. Driss Chraibi le descrive nel romanzo
    L’Uomo del Libro (Giunti).
    L’ode di Saad Kiwan in “No al silenziatore”
    (TraccEdizioni) al caricaturista martire palestinese
    Naji Al-Ali (ucciso nella primavera del
    1987 a Londra a l’età di cinquant’anni) evoca
    le sue “vignette-commento” o “vignette-messagio”
    che ricordano chiaramente una vecchia
    amicizia dell’esilio: “Le nostre parole sono ciò
    di cui hanno paura gli oppressori”. Dove è la
    soluzione? A che cosa serve allora la parola? Il
    poeta risponde: “La soluzione comincia a spuntare
    quando ci alleniamo ad ascoltare l’altro e
    ad impariamo ad essere in disaccordo con la
    sua parola attraverso la parola, ciò suppone
    che si concellino tutti gli arretrati di schiaffi dalle
    nostre mani e che facciamo giungere alle nostre
    teste un numero incalcolabile di parole”.
    Dice ancora: “No, il tempo delle parole non è
    finito, poiché soltanto le parole pulite possono
    vincere le parole sporche, bisognerà farlo in
    fretta per opporsi alla putredine dalle ali di carta
    che si stacca dalla terra, ed alla putredine
    che scende dallo spazio, schermi di onde magnetiche”.
    La lingua di Ahmed Matar è una lama affilata.
    Essa si appoggia sulla tecnica dei Lafitat
    per formulare un poema contestatario all’interno
    di una posizione politica estremamente complessa,
    che non può obbedire a nessun altro
    trattamento artistico. Il parallelo con Naji Al-Ali
    è evocato anche dal critico Abu Gharara, esso
    risiede nell’economia dei tratti, nell’assenza dei
    colori e dei ritocchi. Privilegiando il cammino
    più breve per raggiungere il suo fine, egli dimostra
    un dono particolare della resa metaforica
    finemente dettagliata, soltanto attraverso un
    linguaggio dal tratto diretto. All’immagine del
    personaggio di “Handala” ricorrente in
    Naji Al-Ali, lo stile dei Lafitat serve anche
    ai poemi di Matar che si presentano
    • e le parole sono sempre di Abu
    Gharara – come delle bombe molotov,
    facili a fabbricare e intense nell’esplosione.
    “Da noi un individuo è sultano o
    cittadino, noi non abbiamo esseri
    umani”. È incontestabile che oggi il
    poeta Ahmed Matar sia colui che meglio
    descrive la sofferenza e le speranze
    dell’individuo arabo. Egli
    esprime una parola chiara e pulita,
    libera. Malgrado gli Stati di polizia,
    l’intimidazione e la censura,
    le sue parole hanno aperto un
    varco. Ci auguriamo di non
    avere tracciato il profilo esotico
    di un poeta da tribù,
    sarebbe contrario a tutto
    quello che egli, attraverso
    una chiara posizione
    umanista, vuole rivendicare.
    Che le
    sue parole continuino
    ad essere trasmesse
    ed imparate
    a memoria, a
    quale prezzo sono
    arrivate fino a noi!
    Per tutto questo, è un
    poeta degno di essere
    letto, anche se purtroppo,
    a nostra conoscenza, le raccolte di poemi non
    sono ancora tradotte, pubblicate da lui stesso:
    nelle sue pubblicazioni lascia questo solo contatto:
    Ahmed Matar – P.O.Box : 213 – Wembley,
    HA9 9QQ – England (UK).

  2. 2008 Gennaio 19
    carlabariffi permalink

    il coraggio di scrivere, la poesia rivendica questo, coraggio che il sangue trattiene sulle righe, righe che incidono, e proprio per questo spaventano.
    questo è il potere della vera, grande poesia.

    inevitabile ripensare al: ‘poema senza eroe’ della Achmatova.

  3. 2008 Gennaio 19
    violaamarelli permalink

    come sempre, Asma è un ponte per camminare oltre..questi testi “politici” sono dannatamente semplici e veri, Viola

  4. 2008 Gennaio 20

    bella e significativa la poesia e brava Asma per la traduzione.

  5. 2008 Gennaio 20

    Una finestra di lettura che scuote.
    Grazie Asma

  6. 2008 Gennaio 20

    Un po’ di autentica poesia dissidente. Bello il testo, interessantissima la nota aggiunta da Antonella. A me personalmente, piacerebbe che Asma in futuro ci regalasse qualche altra ‘rarità’ di questo genere.
    Grazie!

  7. 2008 Gennaio 20

    Grazie cara Antonella per aver messo qui il contenuto del link che non riuscivo ad aprire su questa pagina. A.G

  8. 2008 Gennaio 20

    il coraggio di scrivere, la poesia rivendica questo, coraggio che il sangue trattiene sulle righe, righe che incidono, e proprio per questo spaventano.
    questo è il potere della vera, grande poesia.

    inevitabile ripensare al: ‘poema senza eroe’ della Achmatova.

    ——————–
    Grazie cara Carla; il potere della parola non ha limite; puo’ costruire come puo’ anche distruggere. A.G

  9. 2008 Gennaio 20

    violaamarelli

    come sempre, Asma è un ponte per camminare oltre..questi testi “politici” sono dannatamente semplici e veri, Viola

    ———————–
    la semplicità è un’arte difficile: complicare è facile, semplificare è molto difficile. Grazie infinite per la tua presenza. A.G

  10. 2008 Gennaio 20

    Blumy

    bella e significativa la poesia e brava Asma per la traduzione.

    —————–

    Grazie cara Blumy:)
    A.G

  11. 2008 Gennaio 20

    Rina Accardo

    Una finestra di lettura che scuote.
    Grazie Asma

    —————–
    Grazie a te cara Rina e alla tua dolce presenza. A.G
    :-)

  12. 2008 Gennaio 20

    biancamadeccia

    Un po’ di autentica poesia dissidente. Bello il testo, interessantissima la nota aggiunta da Antonella. A me personalmente, piacerebbe che Asma in futuro ci regalasse qualche altra ‘rarità’ di questo genere.
    Grazie!
    —————–

    Lo farò con immenso piacere: fra non molto tempo troverai altri testi di altri grandi poeti come Ahmad Matar, vorrei approfittare dell’occasione e scusarmi con altre belle donne che pochi mesi fa mi avevano chiesto dei testi sull’anima, e altri penso su Jalàl Eddin Errumi, ma non ho avuto tutt’ora il tempo materiale per farlo, spero di poter pubblicarli appena possibile. Caramente. A.G

  13. 2008 Gennaio 23
    Josè Grilli permalink

    Autentica e raffinata poesia.
    Grazie per aver dato modo di conoscerla.
    Sarebbe interessante leggerne ancora

  14. 2008 Gennaio 24

    Grazie a te Josè, per te e per le nostre belle donne del blog che hanno chiesto più testi di questo genere ho pubblicato un’altra poesia, questa volta dalla Plestina. Buona lettura. Asma

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