Epigrammi dell”800. Vittoria Berti Madurelli
2008 Gennaio 16
di Cristina Contilli e Ines Scarparolo
Vittoria Berti Madurelli, poetessa vicentina, pubblica nel 1823, grazie all’incoraggiamento del marito, la sua prima raccolta: Gli Epigrammi di Dafnide Eretenia, brevi componimenti che si rifanno alla tradizione latina ed in particolare a Marziale, ma che risentono anche dell’influsso del Parini. L’opera della Madurelli dimostra, dunque, la permanenza in pieno Ottocento, all’interno un centro culturale minore, di un’accademia arcadica. Quattro anni dopo esce la raccolta Versi che presenta una maggiore complessità nei temi e nello stile. Resta ancora forte, nella produzione poetica della Madurelli, l’influsso della formazione arcadica, ma si delineano anche, nei testi a caratteri autobiografico ed in particolare nel sonetto dedicato al marito, ma anche nel componimento, in cui la Madurelli descrive il proprio aspetto fisico e il proprio carattere (di fronte a sé, come maestri in questo tipo di descrizione, la Madurelli ha, infatti, tre poeti importanti, anche se diversi tra loro: Alfieri, Foscolo e Berchet), alcune “contaminazioni” con gli stilemi romantici.
Il legame di Vittoria Berti Madurelli con la propria città e con le sue tradizioni è testimoniato dal poema della Ruota, dedicato ad una tradizionale processione vicentina. Di questo poema, che aveva avuto un buon successo, esistono, due edizioni, la prima del 1823, la seconda del 1833. Il legame della Madurelli con l’ambiente culturale e politico della propria città è dimostrato anche dai tributi annuali a Marco Antonio Pasqualigo, governatore di Vicenza, durante la dominazione austriaca. Manca nella Madurelli l’adesione ad una poesia di tipo civile e patriottico, caratteristica della corrente romantica. In questi componimenti la Madurelli appare invece più vicina a Vincenzo Monti che nel poema Astrea aveva salutato positivamente il ritorno degli austriaci a Milano.
Epigrammi di Dafnide Eretenia
VIII
AD UN PROGETTISTA
Di far castelli in aria
Il tempo or s’e compito
Poiché tu n’hai ripieno l’infinito.
IX
AD UNA POETESSA
Quando vai camminando per la via
T’agita Febo, oppure Frenesia
X
DA MARZIALE
Trenta epigrammi qui ci son cattivi:
Se tanti sono i buoni,
Fra gli ottimi, o lettore,
il libro scrivi .
XI
DALLO STESSO
Rosso il crin, guercio, zoppo,
e nero il volto, Zoilo, se tu sei buono,
egli è pur molto.
XV
A SCRITTORE DI COMMEDIE
Vuoi che sul libro delle tue commedie
Per le risa il lettor divenga matto?
Ponci per antiporta il tuo ritratto.
XVII
DA MARZIALE
Scrivi pure contro me,
ch’io tel permetto:
Nulla scrive colui
che non vien letto.
XX
Non basta certo per difesa agli occhi
Sparger d’acqua la polve in Campo Marzio;
Convien lavare il fumo a certi cocchi.
XXV
PER UN CANE CHE TRADUCE
ALCUNE PAROLE IN LATINO
Meraviglia ella è certa,
Che tu dal Tosco nel Latin converta
Qual vocabolo e questo;
Ma poi non è miracolo codesto
Chè se tanto non san certi dottori;
Cani, qual tu, son tanti traduttori.
XXXIII
DA MARZIALE
Taide losca vuol trarre
Quinto alle nozze sue:
Ella è priva d’un occhio,
ei d’ambedue.
XLI
Sta dieci ore a lisciarsi Eleonora,
Per esser vista a messa un quarto d’ora.
LXI
Mi chiese un antiquario a qual stagione
Sia da fissar l’origine
Della conversazione:
Io dissi del Diluvio ai dì fatali
Poichè allor con quattr’uomini
Stavano accolti insiem tanti animali.
LXXXVII
Non dubitar, Cornelio
Che ognun ti creda autor di que’ sermoni:
Il dubbio ci saria, se fosser buoni:
C
DA MARZIALE
Tu mi torni il mio libro ancor perfetto,
E tutto pur lo hai letto;
E il credo, e il so, e ne godo:
Anch’io lessi i tuoi versi a questo modo.
Bibliografia V. BERTI MADURELLI, Epigrammi di Dafnide Eretenia. Seconda edizione, Padova, Tipografia della Minerva, 1824.
ID., La Festa della Ruota. Poemetto in terza rima, Padova, Tipografia della Minerva, 1823.
ID., Versi, Venezia, G. B. Berti Editore (Tipografia Andreola), 1827.
V. MONTI, Il ritorno d’Astrea: Azione drammatica/ poesia del cavaliere Vincenzo Monti; musica del Maestro Gius. Weigl; pubblicata dal Nobile Uomo il Sig.r Don Gaetano Melzi, Milano, Giovanni Ricordi, 1816.
G. PARINI, Alcune poesie di Ripano Eupilino. Con il saggio di Giosué Carducci “Il Parini principiante”, Parma, Guanda, 2006.






“T’agita Febo, oppure frenesia” alle poetesse che vanno per la via…deliziose tutte.
Bravissima Bianca!
MPia Quintavalla
Eleonora e Cornelio messi a posto per benino! Divertenti e ironiche. Su quella Da Marziale ci sarebbero cose da dire. Abbiamo tutte/tutti qualcuno che ha avuto in dono il nostro libro e ci ha fatto cerdere di averlo letto pur non avendolo mai sfogliato…
buona giornata
E.
Di fronte a una seguace di Marziale nella Vicenza dell’800 non posso che inchinarmi…reverente…!!:))
Ottima scelta, Bianca, a volte pensiamo di aver “scoperto” tutto noi , la storia invece ci insegna che le correnti , anche se carsiche, proseguono in direzioni e tempi anche inaspettati, un caro saluto, Viola
Vi ringrazio molto per l’apprezzamento, ma il merito va alle due autrici: Cristina Contilli, scrittrice e Dottore in italianistica specializzata in letteratura dell’800 e alla scrittrice vicentina Ines Scarparolo.
Un caro saluto e ancora grazie
bello questo ritratto di poetessa, ed è bello scoprire cose che non conosciamo, io almeno non conoscevo questa autrice
Grazie a Bianca per aver inserito questo articolo e grazie anche a tutti coloro che hanno commentato i testi ironici e arguti della Madurelli.
Cristina
ed ecco un’altra poetessa che non conoscevo!
interessante il fatto che la Madurelli si sia occupata di epigrammi, con uno spirito critico che sicuramente a quei tempi – e non solo – si riteneva più adatto ad un uomo…
grazie per questo contributo alla conoscenza di donne che si sono distinte nella storia della cultura
marina
divertentissimi, ironici. uno meglio dell’altro. grazie! leggo che il marito nel 1883 l’ha incoraggiata a pubblicare, bene, doveva avere un bel marito. a.
Grazie ancora a tutte per aver apprezzato questa ironica, inconsueta, pepata, originale poeta dell’800.
Un caro saluto, Bianca
ironia e sguardo acuto, questa simpatica poetessa ottocentesca
un caro saluto
gisella