Khadija trascorreva le sue giornate tessendo tappeti con quella delicata lana che la madre ricavava dalla pelle delle pecore adorabili che venivano di tanto in tanto consumate per il cibo quotidiano della piccola famiglia.
La giovane ragazza amava colorare di rosso, di giallo e di verde i fili di lana per disegnare sullo sfondo dei suoi tappeti cammelli, palme, pastori, tendoni e bellissime donne del deserto.
Questo era quello che faceva di giorno. Di sera invece usciva davanti alla tenda, stendeva il suo tappeto rosso, e vi si sdraiava sopra per contemplare il cielo stellato dell’incantevole sahara. Passava ore e ore con lo sguardo e l’anima attaccati al cielo, finché un giorno decise di tessere un tappeto uguale a quello che vedeva disteso sulle luminose notti del deserto. Perciò si recò nella tenda, si sedette nel suo intimo luogo di ritiro e si mise a intessere il cielo stellato che rapiva ogni notte il suo cuore.
I fili blu scuro che facevano da sfondo al suo tappeto notturno e i fili color perla che le servivano per seminare le stelle e fissare la luna su quello sfondo, continuavano a scorrere fluidi tra le sue dita come i giorni della sua vita, finché non vide compiuto il suo nuovo capolavoro dopo nove mesi.
Una volta finito il tappeto, non usciva più la notte per ammirare il cielo, perché quello che aveva fatto con le sue mani la attirava più di quello che c’era fuori.
Un giorno però accadde una cosa strana! Mentre guardava il cielo del suo tappeto, vide sorridere la luna, ivi disegnata. Non credendo ai suoi occhi, guardò nuovamente e la vide questa volta saltellare!!! Corse subito da sua madre che stava mungendo fuori una delle sue tante pecore e le disse:
- Mamma, Mamma, vieni a vedere sorridere e saltellare la luna del mio tappeto!
Lei incredula si alzò subito e si diresse insieme alla figlia verso il tappeto incantato, ma la luna era ferma e non saltellava affatto. La mamma guardò con ansia sua figlia e le disse :
- Figlia mia, ti sono tornate di nuovo le strane visioni che avevi da bambina, te l’avevo detto più di una volta di rinunciare ai tuoi quotidiani appuntamenti con il cielo notturno del deserto, hai visto cosa ti succede adesso, vedi saltellare perfino la luna del tuo nuovo tappeto!!!
Khadija rimase silenziosa e pensava tra sé e sé che era vero quello che aveva visto sullo sfondo del tappeto, eppure sua madre continuava a non crederle, come d’altronde aveva fatto con lei quando era bambina e quando le aveva raccontato dei suoi incontri con gli angeli del sahara.
Delusa dalle parole della madre, uscì per passeggiare tra le pianure sabbiose e non tornò finché non fu sera e quindi entrò nella sua stanza senza parlare con nessuno.
La mamma, angosciata per quel che succedeva alla figlia, sollevò il sottile velo che faceva da porta della stanza di Khadija e la vide immersa in un profondo sonno.
All’alba del giorno seguente Khadija era già sveglia e recitava fuori, davanti alla tenda, la preghiera del mattino e non appena finì sentì uno strano movimento e un dolore forte nel cuore. Non capiva quel che le stava succedendo, perciò si mise sdraiata sul tappeto della preghiera cercando di tranquillizzarsi ma invano: il dolore diventava sempre più fitto e pochi secondi dopo cominciò a sentire parlare nel suo cuore!!! Sì, lì, vi era una voce che le sussurrava degli strani versetti e ripeteva incessantemente queste parole: “Nel nome di Dio clemente e misericordioso!
E’ Vicina l’Ora: s’è spaccata la Luna! Ma anche se costoro vedessero un Segno se ne allontanerebbero e direbbero “sortilegio potente!” E lo smentirebbero, e seguirebbero le loro passioni, ma ogni cosa è fissata.”*
Khadija soffriva molto e non sapeva cosa fare, ma la cosa strana è che tutto il dolore svanì quando ebbero fine i sussurri dentro il suo cuore.
Meravigliata dell’accaduto, andò da sua madre e le raccontò tutto; questa volta la madre
non si mostrò incredula ma chiese alla figlia di prendere la sua melhafa celeste * e di uscire insieme a lei per andare a trovare il faqih * della zona e raccontargli quel che le succedeva.
Arrivate dal faqih Ahmed e nella speranza di capire qualche cosa, raccontarono tutto ciò che succedeva a Khadija.
Il dotto faqih, con un atteggiamento calmo e sereno, chiese alla madre di lasciarlo solo con lei per poter capire di più la natura di quello che Khadija sentiva, soprattutto perché aveva capito che la ragazza si limitava nel raccontare tutto davanti alla madre.
Finita la seduta, il faqih si alzò, baciò Khadija sulla fronte e disse alla madre, dopo averla chiamata, che la figlia non aveva nulla di preoccupante e che non aveva bisogno di nessuna cura e che anzi, sono loro ad avere bisogno di Khadija e delle sue continue preghiere per tutti gli esseri del sud dell’universo; e mentre stavano uscendo, il faqih Ahmed prese la mano di Khadija e la baciò dicendo :
- Posso chiederti una ultima cosa, rubino del nostro deserto?
- Sì, chieda pure !
- Posso un giorno venire a trovarti per vedere il tappeto che hai fatto e la tua luna sorridente?
- Ma certo! sarà per me un immenso piacere.
Le due donne uscirono e il faqih rimase con il cuore intenerito dalla grandezza e clemenza di Dio, non sapendo in quel momento come ringraziarLo per avergli fatto incontrare con il rubino del deserto; infine si alzò e fece due prostrazioni di lode al Signore, recitando i versetti della sura della Luna che Khadija sentiva sussurrare nel suo cuore: “Nel nome di Dio clemente e misericordioso!
E’ Vicina l’Ora: s’è spaccata la Luna! Ma anche se costoro vedessero un Segno se ne allontanerebbero e direbbero “ sortilegio potente!” E lo smentirebbero, e seguirebbero le loro passioni, ma ogni cosa è fissata.”* Una specie di stoffa con la quale le donne del deserto si coprono prima di uscire.
* Questi versetti sono tratti dalla sura della Luna rivelata a Maometto (che le preghiere e il saluto di Dio siano su di lui) per confermare il miracolo accaduto a lui quasi 1400 anni fa quando vide spaccarsi la luna in due e saldarsi nuovamente come se non fosse accaduto nulla.
* Un maestro religioso, che fa da guida spirituale e teologica per i musulmani.







Porti sempre una ventata d’aria fresca e buona con te. Molta bella la storia di questa ragazza che tesse il cielo (l’universo) con le sue mani. e bellissima anche l’analogia ‘tappeto’ microcosmo-rappresentazione del mondo…un caro saluto. Bianca
ma ripensandoci, c’è anche una analogia ‘tappeto-poesia… ancora saluti..
Bellissimo e melodico racconto
ricco di simboli .
Leggerlo è come aprire una finestra nel cielo.
è una delizia..
Affascinante racconto, particolare l’analogia fra la tessitura del tappeto e del cielo. Non conoscevo il prodigio della luna spaccata in due e poi riunita. Ha un significato specifico? ciao antonella
“Passava ore e ore con lo sguardo e l’anima attaccati al cielo”
Sembra che l’ anima pura in questo tendere verso il cielo sia attraversata da Dio.
Spiegami, Asma, qualcosa di questo racconto che affascina per la sua difficile semplicità.
margheritarimi
biancamadeccia
Porti sempre una ventata d’aria fresca e buona con te. Molto bella la storia di questa ragazza che tesse il cielo (l’universo) con le sue mani. e bellissima anche l’analogia ‘tappeto’ microcosmo-rappresentazione del mondo…un caro saluto. Bianca
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Grazie cara Biancamadeccia, per la tua dolce presenza. Caramente. Asma
Josè Grilli
Bellissimo e melodico racconto
ricco di simboli .
Leggerlo è come aprire una finestra nel cielo.
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Grazie Josè; è vero il racconto è molto ricco di simboli ma preferisco lasciare al lettore la libertà di riceverli ognuno secondo la sua propria immaginazione e intimità di pensiero. Spiegare tutto sarebbe davvero un peccato; è come condizionare o limitare le ali dell’intelletto. Un saluto. Asma
roberto matarazzo
è una delizia..
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Grazie Roberto. Molto gentile. Asma
antonella
Affascinante racconto, particolare l’analogia fra la tessitura del tappeto e del cielo. Non conoscevo il prodigio della luna spaccata in due e poi riunita. Ha un significato specifico? ciao Antonella
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Buongiorno cara Antonella!
Molti dotti musulmani considerano lo spaccarsi della luna citato nel Corano , un miracolo accaduto durante la comparsa di Maometto per confermare ai non credenti ossia ai Quraishiti della penisola araba che egli sia un messaggero di Dio. Alcuni di questi dotti hanno fatto dell’ultima scoperta del gruppo spaziale Apollo 10 della Nasa, una conferma indiscutibile di cio’ che secondo loro era accaduto 1400 anni fa; il gruppo Apollo 10, sei anni fa, ha scoperto delle spaccature profonde sulla superficie della luna cio’ che significa che quest’ultimo abbia subito nel passato un terremoto o qualcosa di simile.
http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/ap021029.html
http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/image/0210/rille_apollo10.jpg
http://www.hq.nasa.gov/office/pao/History/SP-362/p88.jpg
Altri ‘Ulama’ invece pensano che il testo coranico che parla dello spaccarsi della luna ha un ben altro significato; uno estrinseco e un altro intrinseco:
Il primo parla davvero dello spaccarsi della luna ma non come un avvenimento già accaduto durante il periodo di Maometto ma come un evento che dovrà succedere e sarà considerato come un segno del giorno del giudizio, infatti se analizzassimo l’inizio della sura della Luna: “E Vicina l’Ora: s’è spaccata la Luna!” capiremo subito che si tratta di un legame di causa e effetto cioè quando vedrete spaccata la luna dovete capire che è il giorno del giudizio, una volta che gli arabi usano il termine “Ora” per indicare l’arrivo di questo giorno in cui non si spaccherà solo la luna ma tutto ciò che contengono; il cielo e la terra.
Quello intrinseco invece sta nel considerare il termine “luna” come simbolo che indica il “cuore”. La luna nella simbologia teologica musulmana vuol dire cuore e il suo spaccarsi significa proprio il cuore dell’Uomo che ha due volti come la luna; uno scuro legato all’anima e un’altro lucente legato allo spirito che lo nutre della luce divina come il sole nutre la luna della propria luce.
“Passava ore e ore con lo sguardo e l’anima attaccati al cielo”
Sembra che l’ anima pura in questo tendere verso il cielo sia attraversata da Dio.
Spiegami, Asma, qualcosa di questo racconto che affascina per la sua difficile semplicità.
margheritarimi
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Il racconto vuol semplicemente dire che per capire la nostra natura come uomini bisogna saper codificare il linguaggio tracciato nel cielo e sulla terra, cioè imparare a guardare dove non guardano gli altri, a stare attenti alle stelle, alle nuvole, al vento, agli alberi, a tutto quello che ci circonda perché è questo il libro che dobbiamo leggere, esso contiene la spiegazione della nostra esistenza. Un caro saluto. Asma
Dolcezze di tessiture celesti, e vocazioni a fiabare “sotto le stelle sotto la notte..amiano”.
MPia Q.
con i tuoi scritti resi “delicatamentE” – e anche con i tuoi chiarimenti successivi- ci sai dire molto di un mondo vicino a noi, ma di cui sappiamo ben poco, e quel poco forse riportato non nei modi più giusti.
Grazie carissima per le tue spiegazioni, mi sento molto vicina perchè in noi siciliani scorre sangue musulmano, durante la dominazione araba in sicilia i musulmani furono molto tolleranti con i cristiani e hanno permesso loro di professare la loro religione. così come fanno oggi i siciliani nei riguardi dei musulmani. ho scritto dieci testi in siciliano dal titolo Fatima, raccontano di una donna che tesseva un tappeto.
E tissia, tissia, tissia
la mo Fatima tissia
e tissia nu bellu tappitu
la mo Fatima tissia
setti fili d’argentu, dui r’oro
la mo Fatima ntrizzava
e tissia na granni frazzata
senza lacrima salata
cu la lana caprina tissia
la so vita passava e tissia
setti rosi, tri ciura, sei fogghi
finu a quannu ci vinninu i rogghi
e tissia, tissia, tissia
cu lu nutricu mbrazza tivvia…
“quando vedrete spaccata la luna dovete capire che è il giorno del giudizio” un segno dunque, assomiglia tanto a «Quando il suo ramo è già tenero e mette le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così del pari quando vedete queste cose sapete che il tempo è vicino, addirittura alle porte. Vigilate quindi perché non sapete a che ora il vostro Signore verrà» (Luca 21:29-31). un caro saluto antonella
anche Penelope tesse la tela nell’attesa. è un dono al femminile saperlo fare. salvare l’universo dentro i fili del cuore.
è una visione d’innocenza. leggo il racconto in questa chiave. il ‘sì’ senza recriminazioni e rimpianti ad una scelta del Dio in cui si crede. l’ha fatto anche Maria. lo fa Khadija. Dio sceglie sempre l’nnocenza per i grandi eventi.
poi in questo racconto c’è la leggerezza del deserto e l’incanto del suo cielo.
grazie
margherita
Carissima antonella
mi hanno molto commossa i tuoi versi in siciliano
mentre per il concetto della tolleranza: io penso che ci debba essere una tolleranza di pensiero e non di religioni. Penso che è giunto il momento di parlare della fede e mai delle religioni; le religioni sono create dall’uomo, ma la fede è di Dio unico è uguale per tutti al di là di ogni credo religioso.
Buddisti, ebrei, cristiani o musulmani devono credere soprattutto nella forza del pensiero e dell’essere degli uomini senza riserbare alcun sentimento di supremazia religiosa, o ideologica. Questa è una fase che l’uomo oggi deve assolutamente superare. Altrimenti rimarremo sempre lì a giustificare il passato e la storia che continua il suo cammino e non aspetta nessuno.
Caramente. Asma
Grazie cara Maria Pia per le tue dolci parole. Asma
Hai ragione cara Domaccia, ci sono molti luoghi comuni e concetti resi in una maniera confusa e questo lo noto anche in alcuni commenti che leggo sotto i miei vari testi, forse è giunto il momento di aprire una piccola rubbrica per proiettare un po’ di luce su vari termini che si usano in un modo sbagliato nella nostra quotidianità quando si parla del mondo arabo, dell’islàm e di altre cose che appartengono alla stessa sfera. Caramente. Asma
leggo con immenso piacere il tuo commento cara margheritagadenz. ‘E veramente profondo e delicato. Un caro saluto. Asma.
“penso che ci debba essere una tolleranza di pensiero e non di religioni. Penso che è giunto il momento di parlare della fede e mai delle religioni; le religioni sono create dall’uomo, ma la fede è di Dio unico è uguale per tutti al di là di ogni credo religioso.
Buddisti, ebrei, cristiani o musulmani devono credere soprattutto nella forza del pensiero e dell’essere degli uomini senza riserbare alcun sentimento di supremazia religiosa, o ideologica”
questo che hai scritto è da sottoscrivere totalmente
Ma anche se costoro vedessero un Segno se ne allontanerebbero e direbbero “ sortilegio potente!” E lo smentirebbero, e seguirebbero le loro passioni, ma ogni cosa è fissata.”
Questo finale mi ricorda la cecità di noi cristiani che spesso non vediamo o facciamo finta di non vedere.
Sandra